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Sono 104 i comuni calabresi ammessi a finanziamento nell’ambito della Seconda Linea del bando che sostiene interventi di efficientamento delle reti di illuminazione pubblica. Con decreto dirigenziale n.4034 del 27 aprile 2018 la Regione Calabria ha approvato la graduatoria relativa alla Seconda Linea dell’avviso rivolto ai Comuni e alle unioni di comuni per incentivare l’adozione di soluzioni tecnologiche ad alta efficienza per la riduzione dei consumi energetici delle reti di illuminazione pubblica.

Viene immediatamente finanziato, così, un primo gruppo di 104 Comuni (vedi allegato 3) fino ad esaurimento dell’attuale dotazione finanziaria della Linea 2 che è pari a 15 milioni di euro e viene approvato, altresì, il relativo schema di convenzione che regola i rapporti tra l’amministrazione ed i soggetti beneficiari.

“Prosegue il nostro impegno al fianco dei comuni calabresi – ha dichiarato il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio - nel campo della riorganizzazione dei servizi territoriali e in materia ambientale. Con 15 milioni di euro siamo pronti a finanziare immediatamente ben 104 amministrazioni locali per sostenere interventi volti all’efficientamento e all’ammodernamento della rete di illuminazione pubblica con significativi vantaggi in termini di risparmio energetico oltre che capaci di incidere positivamente sull’innalzamento della qualità della vita delle comunità di riferimento. Ma la nostra azione, caratterizzata anche da attività di accompagnamento e dialogo per semplificare gli aspetti procedurali e consentire la più ampia partecipazione di tutto il territorio, non si ferma qui. Stiamo provvedendo infatti, ad incrementare ulteriormente le risorse per procedere allo scorrimento, in tempi brevi, della graduatoria. Partecipiamo tutti insieme alla costruzione di una Calabria che cresce, in linea con gli standard europei, e capace di promuovere il progresso nel rispetto delle norme ambientali e di civiltà”.

La Seconda linea di intervento del bando, distinto in due differenti Linee sulla scorta del modello organizzativo e gestionale prescelto dai beneficiari, incentiva la riduzione dei consumi energetici negli impianti di illuminazione pubblica dei Comuni che alla data di presentazione della domanda non avessero in corso affidamenti del servizio integrato di conduzione, gestione e manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica e che intendano ammodernare gli impianti stessi attraverso:

- un appalto pubblico di lavori, per come definito dall’art. 2 lettera ll) del D. Lgs. n. 50/2016, ovvero,

- l'affidamento di un appalto secondo il modello EPC (Energy Performance Contract) ad una ESCo certificata secondo la norma UNI CEI 11352.

Attualmente sono in corso di approvazione anche le graduatorie relative alla terza ed alla quarta ed ultima finestra temporale della Linea 1 dell’avviso, a sportello, che ha una dotazione finanziaria complessiva di 20 milioni di euro. La prima linea, i cui termini di presentazione delle istanze sono scaduti il 17 Marzo 2018, è rivolta ai Comuni che alla data di presentazione della domanda avessero già affidato il servizio integrato di conduzione, gestione e manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica e finanzia interventi di efficientamento dell’illuminazione pubblica ulteriori rispetto a quelli previsti nel contratto base già stipulato dai Comuni.

Biagio Miraglia si chiede

“Ma com'è possibile che un Comune in dissesto non riesce ad attingere a finanziamenti regionali destinati all'efficientamento della rete di pubblica illuminazione?

Non si è persa l'ennesima occasione?

Con 150 mila euro non si poteva procedere ad un intervento sulla rete di illuminazione , ad esempio, del Centro Storico?”

Dall’Amministrazione

“ Il nostro progetto è stato approvato ma per il momento non finanziato, solo per i fondi ridotti. Un po’ di pazienza e come dice il presidente : All’esito della valutazione delle istanze da parte della Commissione appositamente nominata, sono risultate ammissibili 257 domande di ammissione a contributo sul totale di 289 domande pervenute. La valutazione prevista dall’avviso è avvenuta a graduatoria, con un punteggio minimo per l’ammissione a contributo pari a 60 punti. Alla luce dell’ampia partecipazione da parte dei Comuni calabresi e della qualità delle proposte progettuali sono state già avviate, infatti, le procedure necessarie ad incrementare in maniera consistente le risorse disponibili sulla linea.

Si procederà quindi, a breve, ad uno scorrimento della graduatoria che consentirà di finanziare un significativo numero di istanze presentate dai Comuni risultati ammissibili”.

Pubblicato in Politica

Altro che “amantiella a terza!”

Abbiamo un centro storico che cade a pezzi ma Franceschini non ci da un euro!

O forse nemmeno ne abbiamo chiesto?

Amantea zero euro.

Cosenza 9 milioni di euro, come dice la Santelli.

Od addirittura 90 milioni di euro come dice Oliverio

Nel mentre la politica( Franceschini, Oliverio, Santelli, Occhiuto), sotto le elezioni, decide quale sia la verità.

Il Comitato Piazza Piccola parla di “Squallida propaganda politica portata avanti da chi, attraverso le proprie misure politiche, umilia e prende in giro cosentini e cosentine”

Poi continua “Si avvicina il 4 marzo e tutte le forze politiche sono impegnate in promesse e annunci altisonanti. Il Partito Democratico, attraverso il ministro Franceschini e il presidente della regione Mario Oliverio, ha giocato la propria carta pensando di poter prendere in giro i cittadini di Cosenza.”

Infine conclude “Abbiamo letto di “90 milioni per il centro storico”, questo lo slogan con il quale l’amministrazione regionale ha annunciato l’arrivo di fondi destinati alla città storica. Alcuni mesi fa abbiamo incontrato il ministro Franceschini, in visita a Cosenza per presentare il suo ultimo libro. Abbiamo spiegato la reale e drammatica situazione del nostro centro storico e le priorità sulle quali intervenire. Le lettere che gli abbiamo consegnato affrontavano i temi del disagio sociale, dell’abbandono strutturale e del degrado in cui versano i beni culturali. Il Ministro in quella sede diede ascolto e comprese apparentemente le nostre istanze, a distanza di poche settimane Cosenza veniva inserita nel progetto di recupero dei centri storici insieme a Palermo, Napoli e Taranto. Sono tante le promesse disattese da parte della politica, quella del ministro del governo Gentiloni rientra a pieno titolo in questa categoria. Oggi leggiamo che diversi milioni verranno investiti su dei monumenti di importanza artistica, architettonica e culturale. Monumenti che, se pur importanti, non corrono il rischio crollo e si presentano in maniera accettabile.

Inoltre molti di questi beni sono stati recentemente ristrutturati: l’attuale sede della Provincia (sotto la giunta Oliverio), la galleria nazionale (restaurata circa 10 anni fa) e l’immobile che ospita la sede della biblioteca nazionale.

Questi interventi segnano la distanza siderale tra le priorità della politica regionale e le esigenze di chi vive il quartiere.

Si palesa ancora una volta l’assoluta mancanza di conoscenza del territorio, non c’è traccia di alcuna pianificazione e idea condivisa con l’amministrazione comunale e con i cittadini.

Cosa ce ne facciamo di interventi “a pioggia” se mancano obiettivi e strategie chiare e comuni? Perché gli interventi riguardano immobili di enti pubblici e della Chiesa e non quelli dei privati cittadini, che rappresentano un pericolo per l’incolumità pubblica?

Dovremo assistere all’ulteriore deterioramento delle opere di interesse culturale,storico,artistico e paesaggistico (edicole votive,portali,vicoli ecc)?

Perché si parla di 90 milioni se invece alla città ne sono riservati solo 8? Squallida propaganda politica portata avanti da chi, attraverso le proprie misure politiche, umilia e prende in giro cosentini e cosentine. Durante le passeggiate , all’indomani dei crolli, dove posavate il vostro sguardo?”

Noi ,no!

Amantea , no!

Il castello cade a pezzi. La torre civica cade a pezzi. Il collegio dei Gesuiti cade a pezzi. Via Duomo è chiusa da troppi anni. Via Antica è chiusa da troppi anni. Via del castello è chiusa da anni. La chiesa di san Nicola è a pezzi . La chiesa di Sant’Elia ha bisogno di manutenzione. I ruderi della cinquecentesca dimora dei Gracchi sono a pezzi. La casa della Carità cade a pezzi.

E potremo continuare a lungo

Visto che Franceschini finanziano Cosenza

Visto che Oliverio lavora solo per Cosenza.

Visto che Santelli ed Occhiuto lavorano per la loro città

Quando si farà qualcosa per Amantea?

E chi?

Il centro storico di Amantea cade a pezzi?

Purtroppo è la verità, la triste verità.

Che fare , allora ?

Continuare a farlo cadere restando vani, vuoti, inutili, inani e facendo finta di non sapere, di non vedere, di non aver capito, di non aver ricevuto comunicazioni o segnalazioni, di non avere i finanziamenti pubblici richiesti?

Può essere una soluzione, soprattutto per una politica inetta ed incapace.

Ma piano, piano Amantea perderebbe a pezzi la sua storia, il suo centro storico.

In modo irreversibile , definitivo.

Solo ad Amantea ogni politico può dire “ ma chi me la fa fare a litigare con i proprietari?”

Già!

Ma così potremmo dire “Chi me la fa fare a lottare contro la mafia ed il malaffare?

Ed ancora, chi me la fa fare a creare sviluppo per la città, a creare futuro per i giovani, a creare sicurezza per gli anziani, eccetera ?.

Allora tutti zitti. Come in passato.

Tanto la gente non parla, non si lamenta, la cultura dorme, i turisti nel centro storico non ci vanno.

Già come Andarci se le case sono pericolanti e tra l’altro molte stradelle sono chiuse!

Ce ne sono già quattro, quella Via Duomo nei pressi delle Casa sciollate, quella che da casa Mirabelli porta a San Francesco, quella che dal ponte azzurro porta alla chiesa di San Nicola di Myra, quella che da casa De Simone portava al castello.

Sono la conferma che la politica ad Amantea è orientata a “lassez faire” a nin fare nulla.

Una stradella chiusa in più sarebbe la ulteriore conferma che la politica di tutela del centro storico ad Amantea ancora deve nascere!?

Me la piglio con la politica, ma gli amanteani per taluni versi siamo peggiori!

Anche noi inani, omissivi, silenti.

Ma cosa fare? Anzi si può fare qualcosa?

Certo.

Tanti altri comuni lo hanno fatto e lo stanno facendo.

Cosa? Semplicissimo.

Il consiglio comunale deve deliberare ( facile sia alla unanimità) la volontà di recuperare il patrimonio abitativo del centro storico ed iniziare la sua riqualificazione urbana.

La giunta dovrà emanare una direttiva agli uffici disponendo la emanazione di ordinanze di messa in sicurezza e di recupero degli edifici inabitabili o crollati, intimando alternativamente o la messa i sicurezza a cura dell’ente, ma con aggravio di spesa al proprietario, o la cessione gratuita al comune.

Certamente non si potrà o dovrà fare la demolizione a spese pubbliche, come è successo!

Appena ricevuta la donazione il comune emanerà un bando di cessione ad un euro dei beni a coloro che si impegneranno alla messa in sicurezza dell’immobile.

Ovviamente sarà chiesta una fidejussione a garanzia dell’impegno.

Chissà che esista gente nel mondo che voglia apprezzare quasi ogni sera i nostri meravigliosi tramonti, avere la visione dell’azzurro del mare sotto i propri piedi, le Eolie e talvolta la Sicilia, leggere la storia di Amantea sui muri del centro storico, eccetera…..

Le foto mostrano Catocastro. Una parte ristrutturata meravigliosamente, una parte abbandonata.

Gli amici del Centro Storico

Pubblicato in Primo Piano

Amantea ha un centro storico molto osservato, …..da lontano

Tanti i turisti in transito che lo osservano ammirati, ma senza fermarsi.

 

Purtroppo, ormai, ad Amantea ci si ferma solo ai semafori, ma per via dei photored, non per conoscerla.

Qualcuno si ferma nello spiazzo davanti ai Delizia, sulla SS18, e lo ammira, osservando le Carceri” Imprigionate” e di cui nessuno parla, i ruderi della chiesa di San Francesco “sconosciuto”, e di sera le luci itteriche che ammantano di vecchiaia le vecchie mura del centro storico.

Da sud una diversa immagine, quella del castello e della Piazza.

Dal centro una terza immagine, quella delle mura di difesa della città e della chiesa di San Biagio

Come se fossero tre diverse città, tre diversi centri storici.

 

Amantea, insieme a Cosenza, sembra avere il centro storico più dimenticato, più abbandonato, più vilipeso.

Centro il problema dei centri storici è un problema generalizzato in Calabria.

Tanto che qualcuno ha lanciato la proposta di una legge regionale di iniziativa popolare “Norme in materia di valorizzazione dei centri storici calabresi nonché in materia ambientale”

Si chiama “Prima che tutto crolli – Associazioni insieme per i centri storici”.

Ed il 16 dicembre 2016 si è tenuto un primo forum

Ora si pensa di farne seguire un altro.

E proprio per questo vi hanno aderito Cosenza e Rende.

Amantea, no! Perché?

Perché il sindaco Pizzino non delega subito ad un consigliere queste specifiche funzioni?

Perché il presidente del consiglio Caterina Ciccia non convoca subito un Consiglio per aderire a questa iniziativa?

Forse il centro storico di Amantea non merita questa nuova attenzione?

Noi pensiamo di si!

Salva

NO!.

La risposta è pacifica.

Lo dice il Consiglio di Stato con la sua recente sentenza del 25 settembre 2017.

L’art. 20 del D.P.R. n. 380 del 2001 (c.d. Testo unico dell’edilizia), nel comma 8 prevede che “decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, ove il dirigente o il responsabile dell’ufficio non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio assenso”, esclude espressamente “i casi in cui sussistono vincoli relativi all’assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali”.

 

Lo stesso vale per gli interveti di ristrutturazione.

E similmente per quelli di demolizione.

 

La sentenza è coerente con quanto previsto, in linea generale, dall’art. 20 della L. n. 241 del 1990, che esclude l’applicazione dell’istituto del silenzio assenso, tra l’altro e per quel che interessa nella presente sede, agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico.

In sostanza, l’art. 20, comma 8 del D.P.R. n. 380 del 2001 e, più in generale, l’art. 20, comma 4, L. n. 241 del 1990, nell’escludere dalla formazione del silenzio assenso gli atti ed i procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, ovvero ove sussistano vincoli (tra gli altri) culturali e/o paesaggistici, non intendono riferirsi ai soli casi in cui sussistano vincoli specifici, riguardanti un determinato immobile ovvero una parte di territorio, puntualmente individuati per il loro valore storico, artistico o paesaggistico con puntuali atti della Pubblica amministrazione, ma si riferiscono, più in generale, a tutte le ipotesi in cui siano presenti, nell’ordinamento realtà accertate come riconducibili, anche in via generale, al patrimonio culturale e/o paesaggistico.

Secondo i giudici di Palazzo Spada, allora, devono ritenersi ricomprese nei casi per i quali è esclusa la formazione del silenzio assenso, le domande volte ad ottenere titoli edilizi relativi ad immobili situati in zona A del territorio comunale, posto che tale zona, ai sensi dell’art. 2 D.M. n. 1444 del 1968 è quella costituente parte del territorio interessata “da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi”

In sostanza il centro storico è un valore che deve essere tutelato e difeso

E’ bene ricordarsene sempre.

Pubblicato in Cronaca

Mi sembra che quello attuale sia, in ordine di tempo, l’ultimo assedio che subisce la nostra cittadina.

Non è solo un accerchiamento per prendere per fame se non per inedia la città!

NO! E’ un assedio “attivo”, durante il quale si svolgono attacchi a ripetizione.

E sono tanti i nemici.

La città è piena di debiti.

La disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi.

Il fuoco investe anche il vecchio castello senza che nessuno imponga, li od altrove, il taglio delle erbe infestanti proprio per evitare gli incendi.

Basta una mareggiata ed il porto si insabbia per l’ennesima volta.

Basta una mareggiata, nemmeno eccezionale, ed i lidi subiscono danni, quando non vengono distrutti, le scogliere messe a nudo, le spiagge spolpate della poca sabbia ancora rimasta o scompaiono come quella di Catocastro.

Tutti sanno che la briglia finale del catocastro riduce le quantità di materiale litoide che giunge al mare ma nessuno fa quanto si dovrebbe.

Il traffico è incredibile. La gente invece di camminare sui marciapiedi , molto spesso occupati abusivamente, cammina sulle carreggiate, rischiando e facendo rischiare i conducenti degli autoveicoli

Le biciclette vanno molto spesso contro senso e nessuno dice niente, nessuna contravvenzione viene elevata e nessuno ferma i contravventori intimando loro di tornare indietro.

Mancano i vigili ed oggi pomeriggio ne ho visti due sulla SS18 , vicino a Campora SG, per assistere chi dipingeva le strisce pedonali?

Le strade sono piene di buche micidiali per le auto e soprattutto per i ciclomotori ed ancora più per le biciclette.

Addirittura da alcune di esse escono grossi ratti.

Il castello e la torre civica stanno cadendo a pezzi e nessuno si cura di recuperare i simboli della nostra storia.

Il centro storico è difficilmente visitabile.

Ad oggi sono ancora chiuse, da molti anni, via Duomo, via Antica, Via San Francesco.

Gran parte del centro storico cade a pezzi e l’amministrazione comunale ha preso il vezzo di demolire le antiche case “a spese del devoto” e non dei legittimi proprietari.

Esistono aree di grande valenza storica nemmeno conosciute.

Parliamo della chiesa di San Nicola dell’eremo( san Nicola du rimu), dei resti ancora da scoprire della casa dei Gracchi , del vecchio carcere e delle relative celle, delle grotte dei monaci bizantini, eccetera.

Il tempio di Imbelli e la villa romana della Principessa dormono sotto la sabbia.

Il piccolo museo romano è sconosciuto ai più.

E poi esistono meravigliose ma sconosciute zone di grande valenza antropologica che pochi conoscono.

La biblioteca è chiusa e per un miracolo sembra che “qualcuno” recentemente se ne sia accorto.

Eppure avevamo fatto venire Diogene per aiutarci a cercarla, vista la sua grande esperienza nella ricerca dell’uomo.

La videoteca è “okkupata” dai monaci.

E potremmo continuare a lungo.

Ma quello che ci preoccupa è il silenzio della società su questi temi.

Ed ancora più ci preoccupa il silenzio della politica.

Potremmo fare ipotesi, tante ipotesi, e poi smentirle noi stessi, giocando come fa il gatto col topo.

Purtroppo, ci sembra, come abbiamo recentemente detto, che Amantea sia “usata, abusata ma non amata”.

Ed è triste che noi tutti si stia seduti sulla sponda del fiume ad attendere che passi il suo cadavere!.

Maledetti.

Erano da poco passate le tredici quando è stato lanciato l’allarme del fuoco sulla collina del castello.

Sembra, secondo i testi, sia partito da nord ovest, nei pressi della chiesa di San Francesco.

Immediata la presenza dei carabinieri e dei vigili del fuoco.

 

 

Ma la zona era non raggiungibile con gli automezzi.

Per questo è rimasta una pattuglia automontata per verificare l’eventuale avanzamento e sviluppo delle fiamme.

E così è stato!

Il fuoco ha bruciato tutto quanto c’era sul pianoro.

Poi le fiamme sono scese ed hanno toccato l’area del centro storico immediatamente sotto il castello.

Fiamme da far paura.

Ed allora il doppio, anzi triplo intervento.

Dell’elicottero del VVFF, dell’autobotte del VVFF e dell’autobotte del comune con Giuliano Rizzo ed Antonio Mosca.

Sul posto non solo i carabinieri ed i vigili urbani, ma anche il sindaco ed il consigliere Robert Aloisio

Ci sono volute le 17.30 per avere ragione delle fiamme, anche se in serata si vedevano ancora braci ardere sugli alberi, in particolare gli ulivi.

Per fortuna la strada che passa dietro la Chiesa del Carmine ha permesso ai mezzi Antincendio di giungere al centro storico e di evitare danni possibili alle abitazioni che vi insistono.

Salva

Pubblicato in Primo Piano

Amantea. Una situazione sempre più difficile quella relativa al ritiro della spazzatura proveniente dalle abitazioni e dagli esercizi commerciali.

Al limite dell’indecente.

Tanto che i turisti ed i nativi reagiscono con abusi quali quelli mostrati dalle due foto e consistenti nel gettare appositamente la loro stessa spazzatura, posta opportunamente sul marciapiede, in mezzo alla strada, di notte, per bloccare il traffico e, comunque, sollecitare la necessaria attenzione da parte dell’amministrazione comunale.

Le foto mostrano che siamo propri di fronte alle Clarisse.

Nessuno che consideri che:

-i signori turisti ( e non solo loro!) non effettuano la differenziata come gli Amanteani sanno fare e fanno, visto che raggiungono percentuali altissime;

- la spazzatura è sempre sversata con buste ( vedi foto) e quasi mai con i relativi contenitori, segno evidente che non li posseggono e quindi sono evasori dei relativi tributi;

-nessuno comprende che le seconde case di Amantea sono quasi tutte utilizzate e quindi la produzione di rifiuti è fortemente aumentata e ci sarebbe bisogno di potenziare sia i mezzi, sia il personale addetto alla raccolta;

- nessuno comprende che gli esercizi commerciali decuplicano (e forse più) gli spazi interni utilizzando aree esterne e quindi decuplicano la loro produzione di rifiuti, spesso non facendo, come devono, la raccolta differenziata;

- la transitabilità delle strade urbane, in particolare quelle del centro storico aggredito come è dal traffico veicolare, è ridotta e crea problemi agli addetti del servizio RSU, che sono le vittime di una situazione che definire al limite della stupidità è assolutamente vero.

Il comune di Amantea non paga come è tenuto a fare la Multiservizi, la quale sta fallendo, anche, grazie al nostro comune, e la Multiservizi comunque non paga come dovrebbe il personale addetto al servizio rifiuti.

Non sappiamo quale tipo di reato si sia configurato ( violenza privata?) ma certamente il comportamento degli ospiti e dei nativi è imbecille! Per carità, nessuno si offenda, parlo delle due persone che hanno materialmente buttato i sacchetti della spazzatura in mezzo alla strada e non degli altri.

Non sappiamo nemmeno se una qualche autorità abbia rilevato il reato ed indagato su chi lo ha commesso.

Sappiamo per certo, però, che si impone, come, invero, sta facendo la Polizia Municipale nei limiti massimi possibili stante la scarsissima dotazione di unità del corpo, una fortissima vigilanza.

Sappiamo anche che si impone, soprattutto, una fortissima lotta alla evasione tributaria, proprio per evitare che i furbi e gli imbroglioni vincano sugli onesti! .

Dai! Amantea ha bisogno di una amministrazione che si faccia rispettare

Dai! Amantea ha bisogno di un governo con le palle!

Se ci sono tiratele fuori!

Ah. Un grazie speciale all'amico che ci ha fornito le foto!

Pubblicato in Cronaca

C’erano troppi topi e troppe serpi ed allora probabilmente qualcuno ha dato fuoco alle canne che crescono incolte e numerose sotto le mura del centro storico.

Il crepitio delle canne che scoppiavano sotto l’azione del fuoco è diventato impressionante e quasi tutti coloro che abitano nella zona marina nord di Amantea si sono affacciati per vedere il brutto incendio.

La volta del ponte su via Indipendenza era vivamente illuminata come non lo è stata mai.

Una volta c’era l’autobotte comunale e la protezione civile, questa volta, invece, si è dovuto attendere l’intervento dei Vigili del Fuoco dalla lontana Paola.

Sono intervenuti alcuni giovani( vedi foto) tra cui il nostro corrispondente Riccardo Clemente( al quale dobbiamo alcune foto ed il presente articolo) anche se hanno potuto fare ben poco, tra cui l’accompagnamento dei Vigili del Fuoco che erano andati sotto le mura un posto non idoneo per affrontare l’incendio, in via Indipendenza.

Dall’alto l’autobotte è riuscita a controllare in breve l’incendio ed a stemperare la paura degli abitanti della zona sottostante le mura civiche.

Cogliamo l’occasione per sollecitare l’attenzione della nuova amministrazione verso l’aumento dei servizi nella città

E tra questi i pompieri non sono certamente l’ultimo

Riteniamo che si debba ricostruire la rete tra i comuni come era stata costituita con il famoso consorzio dei comuni del Basso Tirreno Cosentino per avere una voce più forte e che sia sentita da chi di dovere

Anche per la sanità, eccetera.

Riccardo Clemente sul posto

Giovani volontari amanteani

Simone Vairo

I Vigili in azione

Pubblicato in Primo Piano

Cosenza. Secondo i primi accertamenti l’incendio sarebbe legato ad un allaccio abusivo all’elettricità.

 

Le fiamme, poi, si sono poi propagate sia al piano di sopra che a quello di sotto, riducendo l’edificio in cenere.

Ed è stato necessario evacuare quindici persone.

La gran parte dei residenti sono andati via autonomamente, ma per i più anziani è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

 

Sul posto, anche carabinieri, polizia, vigili urbani e tecnici dell’Enel.

L’incendio è avvenuto in via Messer Andrea, tra i rioni di Santa Lucia e San Francesco d’Assisi, una delle zone più povere e degradate della città.

Nell’edificio erano presenti delle persone, extracomunitari o di etnia rom (in corso verifiche).

Gli altri abitanti del centro storico in cui le case sono una vicina all’altra hanno mostrato paura e preoccupazione.

 

Alcune abitazioni adiacenti sono state danneggiate.

Peraltro le squadre dei vigili del fuoco che hanno avuto non poche difficoltà ad intervenire viste le stradine molto strette e per il fatto che l’abitazione si trova in un vicoletto.

Si dubita fortemente che l’abitazione fosse agibile.

I residenti infuriati hanno chiesto al sindaco di recarsi sul posto.

“Il sindaco deve venire qui a vedere in che condizioni siamo. Siamo tutti a rischio, di incendio, crolli e allagamenti “.

Viene da chiedersi come sia possibile permettere l’uso di case inagibili.

A Cosenza od altrove.

Gli sgomberati sono stati posti in albergo.

Ora, se sarà possibile, occorre mettere in sicurezza dello stabile e poi riallacciare i servizi.

Pubblicato in Cosenza
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