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Questo il comunicato. “ Sabato 19 settembre il Partito Democratico di Amantea ha promosso una visita del Centro storico alla quale hanno partecipato, insieme alla parlamentare Enza Bruno Bossio, i componenti della Segreteria e alcuni cittadini.

La visita ha riguardato anche la Chiesa Matrice, il Collegio dei Gesuiti e San Bernardino, accolti da Padre Francesco Celestino.

Obiettivi dell’iniziativa: promuovere le bellezze, la storia, le contaminazioni culturali avvenute nei secoli, ma anche denunciare lo stato di abbandono e di emergenza in cui versano alcuni luoghi e palazzi antichi.

<<Ogni qual volta si parla di crescita, di sviluppo e di turismo viene annoverato il Centro storico, e noi crediamo che rappresenti davvero una delle priorità su cui investire.

Il borgo antico - dichiara il Segretario cittadino Enzo Giacco - è una incredibile opportunità per la crescita della nostra città.

Ma deve trasformarsi in un luogo dove allestire grandi eventi culturali, dove ospitare botteghe per il recupero di antichi mestieri, laboratori di artigiani ed artisti locali che nei loro lavori spesso evocano questa parte meravigliosa della città.

Necessita di percorsi storico-culturali capaci di accompagnare il visitatore in un viaggio nella nostra storia, nella nostra cultura, nelle nostre tradizioni.

Ha bisogno di aprirsi all’esterno: magari riabbracciando il vecchio progetto del “villaggio albergo” e promuovendo strumenti di integrazione, sulla scia del modello Riace e Acquaformosa, nel quale noi crediamo molto.

Insomma, deve tornare a vivere. Ed è ovvio che questo non può avvenire senza la giusta attenzione da parte delle istituzioni pubbliche, da un lato, e degli investitori privati dall’altro.

Tuttavia, per innescare meccanismi virtuosi di questo tipo diventa necessario creare favorevoli condizioni di contesto capaci di promuovere meccanismi di riqualificazione.

Rispetto a ciò abbiamo le idee chiare, e grazie alle varie professionalità presenti al nostro interno stiamo lavorando ad un’idea progettuale che presto offriremo alla città>>.

<<Il centro storico di Amantea è la risorsa primaria, la memoria e l’identità di questa splendida cittadina del Tirreno.

Ho accettato con entusiasmo l’invito del Circolo del PD a visitarlo – evidenzia la Parlamentare Enza Bruno Bossio – perché insieme avvertiamo il dovere di tutelarlo, trasformandolo in luogo di attrazione culturale, turistica e quindi economica.

Su questo straordinario patrimonio è necessario investire senza tentennamenti, individuando fin da subito strumenti e risorse specifiche>>.

Amantea, 19 settembre 2015                                               PD AMANTEA

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Stamattina la ditta incaricata dei sondaggi nel centro storico ha piazzato l’apparecchiatura tecnica in Corso Umberto Primo e dato inizio alle operazioni di carotaggio.

 

Successivamente si sposterà in Sopportico Piazza

Infine eseguirà una terza trivellazione in Via Nazionale

A vigilare sui lavori e ad effettuare le valutazioni il geologo Magliocco

I tre carotaggi sono effettuati sostanzialmente su una stessa linea geologica onde valutare la incidenza degli antichi avori di costruzione della SS18 e di Via nazionale e delle opere di tenuta delle strade stesse

Soddisfazione degli abitanti della zona del centro storico interessata alle indagini geologiche

Dopo vent’anni da quando vennero effettuati dal geologo prof Guerricchio le indagini relative all’abbassamento del corso Umberto Primo e della abitazione dei signori Parise finalmente si riprende a valutare il grave fenomeno di dissesto che interessa la stecca di abitazione ad ovest del corso.

Il geologo dr Magliocco così ( posto che siano rivenute nelle carte del comune di Amantea) potrà confrontare i risultati delle attuali indagini con quelle precedenti e trarre le conclusioni sugli scarsi risultati degli interventi di consolidamento a suo tempo effettuati

Speriamo che non si tratti come in passato di perdite delle reti che invadono il sottofondo indebolendo le fondamenta delle case

Ricordiamo, infatti, che il canale per la visione ed il controllo delle reti suggerita dai tecnici della prima indagine non venne mai eseguita e che i canali di deflusso delle acque piovane non sono puliti da tempo

Comunque si tratta di un primo passo.

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centroObiettivo raggiunto. I consiglieri di maggioranza Giusi Osso ed Elena Arone guardano con soddisfazione a quella che è stata la due giorni di eventi che ha avuto luogo nel centro storico e che ha consentito non solo ai turisti ed ai vacanzieri, ma anche ai residenti, di conoscere le peculiarità artistiche e architettoniche del borgo antico.

 

Particolarmente apprezzate le visite guidate che da corso Umberto I hanno abbracciato le vie più nascoste della città vecchia, quelle che dai ruderi del castello scendono verso valle, mostrando il mare più vicino di quello che realmente è. In questo scenario d’incanto non potevano mancare le tipicità enogastronomiche che si sono perfettamente alternate alle mostre d’arte, alla musica e all’osservazione delle stelle.

 

«L’auspicio – spiegano le due esponenti della maggioranza guidata dal sindaco Monica Sabatino – è fare in modo che il quartiere alto di Amantea possa essere vissuto tutto l’anno. Abbiamo iniziato un cammino certamente non facile ripristinando la lapide che ricorda che le vittime del bombardamento alleato del 1943, partecipando al programma televisivo “Mezzogiorno in famiglia” in onda su Rai 2 nello scorso mese di marzo e aderendo al progetto “Invasioni digitali”. Così facendo abbiamo permesso a tanti giovani di visitare il centro storico, consentendo loro di apprezzarne i vari giacimenti culturali che offre. Entro breve tempo sarà possibile visitare la chiesa di San Francesco d’Assisi che consentirà di conoscere quelle che sono state le frequentazioni della zona. Compatibilmente con le esigenze di bilancio faremo di tutto per supportare la crescita del centro storico, che resta il nostro orgoglio».

«Partendo da questo presupposto – concludono la Arone e la Osso – ci sentiamo di ringraziare chi ha consentito la realizzazione di questi due giorni di eventi: il pub “One drop” di Pino Guido, l’osteria “Dintru u strittu” di Serena Maura Aiello e Pietro Fruscio, la “Bottega dei ricordi” di Franco e Rocco Suriano, il “Bar Sicoli” di Annunziato Lindia. Fondamentale è stato il lavoro di coloro che hanno popolato gli stand: il servizio di ristorazione “Magna Graecia” di Francesca Stella, Pino Dolce ed i suoi collaboratori, l’azienda agricola “Dolce Rossa” di Domenico Forte e Fiore Gagliardi. Ed ancora: il pittore Nicolay Stoyanov con la sua mostra “Porte aperte sul paesaggio 2015” che ha avuto luogo presso la “Galleria Amantea” situata all’interno di Palazzo De Martino, la musica folkloristica di Antonio Marano e Dario Aloe, l’artigianato di Fiorenzo Cuglietta e le preziose creazioni di Lidia Lampante. Particolare e suggestiva l’osservazione astronomica curata da Francesco Veltri al pari delle escursioni guidate egregiamente programmate da Giuseppe Sconzatesta. L’appuntamento è per il prossimo anno, con la consapevolezza di fare meglio».

Comunicato comune di Amantea.

centro 2

Sono 3 giorni che andiamo alla ricerca della ordinanza con la quale si cambia la viabilità del centro storico.

Avevamo ricevuto, infatti, il comunicato n 263 del 27 giugno con il quale venivamo avvertiti che dal successivo lunedì 29 giugno sarebbe stato attivato il nuovo piano viario nel centro storico.

Scrivevamo della nostra difficoltà a comprendere come sarebbe cambiato, anche perché non eravamo riusciti a trovare la ordinanza che rende pubblica e quindi legittima la volontà dell’ente.

Il lunedì è passato. Ed è passato anche il martedì ed il mercoledì

E nemmeno oggi giovedì 2 luglio riusciamo a trovare la riferita ordinanza

Abbiamo però stampato la copia del sito e rilevato che mancano la ordinanza n 74 e la ordinanza n 79.

Che non sia una di esse?

Certo che per essere nel paese dei refusi certamente l’ente comune considera ben piccola cosa il fatto che le ordinanze come spesso le delibere vengano pubblicate a saltapicchio

Ed appare anche inutile chiedersi se ciò sia legittimo nel paese dove tutto sembra possibile.

Quello che ci appare ,però, fortemente illogico è che venga pubblicizzata una scelta senza che sia fatta conoscere nella sua interezza.

Il nostro interesse è correlato al fatto che una precedente ordinanza emanata dai commissari ministeriali venne impugnata con un ricorso straordinario al Presidente della repubblica da noi preparato per conto dei residenti nel centro storico e successivamente ritirata . e gli atti sono tutti negli uffici comunali.

Aspettiamo , perciò, pazientemente.

 Giuseppe Marchese

Questo il titolo del comunicato emanato dall’ente comune. Un comunicato che annuncia il cambiamento della segnaletica del centro Storico. Un comunicato, in verità, di difficile comprensione per cui si impone di attendere l’ordinanza per essere meglio compreso.

Ad oggi, però, l’ordinanza non è stata ancora emanata.

Si comprende che Corso Umberto primo è percorribile soltanto in direzione Catocastro e che sul lato monte dello stesso non sarà possibile parcheggiare.

Un divieto già esistente e che finora non è stato rispettato nemmeno dalle auto delle Forze dell’ordine stante la carenza di parcheggi e la occupazione dei pochi esistenti e senza alcun limite orario ( e se si mettesse un disco orario?). Un divieto di sosta inutile se Corso Umberto primo sarà senso unico.

Eccovi comunque il comunicato integrale:“ Come annunciato, a seguito della riunione avvenuta nelle scorse settimane con gli imprenditori che operano nel centro storico, l’esecutivo guidato dal sindaco Monica Sabatino ha avviato un periodo di sperimentazione per migliorare la viabilità nel borgo antico.

Lungo tutto corso Umberto I non sarà più possibile posteggiare sul lato destro ( ? ) della carreggiata, ma soprattutto il transito sarà consentito soltanto sulla direttrice che conduce verso Catocastro.

L’adozione di questa misura dovrebbe facilitare il defluire della circolazione, evitando gli ingorghi derivanti dall’incrocio di due vetture provenienti da due opposti sensi di marcia (??????????).

«Il centro storico di Amantea – spiega il delegato Elena Arone – dal punto di vista urbanistico si è sviluppato lungo un’arteria principale che da largo Croce arriva fino al ponte in ferro sul Catocastro.

Non è dunque possibile interdire al traffico questa strada, perché ciò comporterebbe disagi alle persone che risiedono abitualmente nella città vecchia.

È dunque necessario individuare una soluzione condivisa che possa consentire un giusto bilanciamento tra coloro che scelgono di abitare nel centro storico e chi invece decide di sviluppare la propria attività lavorativa tra le strette che sorreggono idealmente il castello.

A partire da lunedì prossimo questa modifica al piano viario diventerà pienamente esecutiva e sarà compito della Polizia Municipale far rispettare le nuove regole».

«Di concerto con l’assessore Antonio Rubino – conclude la Arone – abbiamo dato seguito all’attuazione di questo progetto i cui effetti saranno sottoposti a valutazione, consentendo così l’introduzione di eventuali correttivi».

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Scrive Gigino Pellegrini: “La qualità che rende unica l’Italia è il suo essere segnata da centinaia di città grandi e piccole e da migliaia di più o meno piccoli paesi colmi di storia.

 

Centinaia di città con centri storici oggi in via d’abbandono ; frutto malato delle demagogiche e speculative politiche dei vincoli e dei divieti degli anni ’70 , 80 fino ai giorni nostri.

 

Migliaia di piccoli paesi sempre meno abitati, quando non già in abbandono.

 

Da perfetto “profano”, penso che il centro storico di Amantea necessita di interventi da parte di un’architettura degna di tale nome e che riveda la progettazione del centro storico facendo di “vincoli” e “divieti” non più limitazioni, ma occasioni per una progettazione in positivo di una nuova armonizzazione che va comunque costruita per non far morire il centro storico, o ancor peggio, deturparlo come già avvenuto nel recente passato.

Un industriale illuminato, Brunello Cucinelli, circa 30 anni fa decise di trasferire la sua azienda di cachemire in un paesino medievale semi-abbandonato dell’Umbria, Solomeo, cogliendo il paradosso di operai che, alla sera, tornavano malvolentieri a chiudersi nei condomini speculativi della vicina Perugia.

A partire dal 1985 Brunello Cucinelli ha fatto del borgo la sede della sua impresa umanistica. Affacciato sulla valle che volge verso il borgo di San Mariano, l’edificio già chiamato “Corale” è stato destinato da Brunello Cucinelli a Scuola dei Mestieri.

Perfettamente restaurati, soffitti a volte di ispirazione rinascimentale e grandi finestre per aprire lo sguardo degli studenti sull’Umbria di oggi e di ieri. Corsi di formazione tecnica e di alta artigianalità si terranno per nove mesi.

Gli allievi, selezionati attraverso un bando pubblico, saranno remunerati e seguiranno quotidianamente corsi di teoria e pratica di antiche e virtuose tecniche artigianali.

Il restauro e il recupero funzionale di Solomeo sono stati come il risveglio di un genio addormentato.

Innestare una nuova vita su un tessuto storico non deve essere stata cosa semplice, poiché in agguato c’era il rischio che il fascino del suo incanto svanisse per sempre.

La memoria delle tradizioni artigianali e delle tecniche si misero all’opera con l’amore per la loro terra, recuperando la spiritualità dei luoghi, e con essa il tempo della Storia, con il nuovo Foro delle Arti, inaugurato nel 2008.

L’impegno di Cucinelli fu quello, innanzitutto di vedere le mura, consumate dal tempo, restaurate e curate con il rispettoso amore dovuto alle cose che fanno parte della storia degli uomini. Realizzare il sogno di una vita: che a Solomeo tornasse a fluire, con l’attività della sua azienda, la linfa che lo aveva generato e fatto crescere per secoli. Il centro storico di Amantea, da peculiare testimonianza di cultura locale si è trasformato in fragile documento da custodire e salvaguardare, tanto che, in tempi brevi, potrebbe addirittura scomparire un’impagabile testimonianza di quella che fu per secoli la vita degli uomini e delle donne Amanteane.

Si vuole imboccare finalmente la strada che porti il centro a ridivenire veramente pulsante di visibile vita propria, non nascosta negli anfratti?

Si possono far innamorare del centro storico gli altri solo se gli Amanteani saranno i primi innamorati, abbellendo senza parsimonia di piante e fiori ogni angolo, stradina e vicolo e rimanendo svegli ad eventuali “restauri” che tali non sono.

Così l’urbanistica del futuro diventa una sfida di rammendo lanciata ai “migliori architetti” e restauratori per ridare bellezza al centro storico, smettendo di cementificare e diffondere il brutto per poi chiamarlo trash, cioè spazzatura.

Serve proteggere il centro storico dall’indifferenza, dall’invasività del mercato, dal consumo di un turismo sregolato, da un modello di consolidamento e di restauro irrispettoso della storia della città. E’ necessaria una preliminare efficace politica di sensibilizzazione; giusto e legittimo pretendere che chi risiede nel centro storico si renda conto di vivere in un contesto particolare e rispetti condizioni di abitabilità e norme di permanenza specifiche.

Beaumont sur Mer giugno 2015 Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Nella foto il centro storico di Amantea

Scrive Gigino Pellegrini:

“La città è la rappresentazione fisica, nel tempo, della vita sociale: organismo vivente in continua evoluzione che riflette lo scenario della società presente sulle fondamenta di quella del passato. All’interno di questa rappresentazione il cambiamento dell’organismo urbano è l’elemento che interviene con continuità e si esplicita nella contrapposizione, sempre diversa, tra la staticità della forma e la dinamicità della funzione.

Un approfondimento sui contesti urbani e le sue evoluzioni non può prescindere dall’analizzare la relazione che esiste fra linguaggio formale ed i suoi contenuti.

Eliminare i segni del passato significherebbe per le nuove generazioni crescere senza quella storia che gli appartiene, senza godere del patrimonio di esperienze che ha contribuito a forgiare il carattere della società della quale fanno parte.

Questo è alla base dell’esigenza di tutelare e valorizzare il patrimonio storico ereditato dal passato che, a partire dal nucleo originario, ha strutturato la città moderna e contemporanea.

Esigenza che, a partire dagli anni ’50, si trasforma da una tutela della singola opera d’arte, alla considerazione dell’insieme dei monumenti in un contesto urbano organico, fatto di aspetti formali ma anche di contenuti funzionali che cambiano nel tempo, per rispondere alle esigenze di natura, non solo sociale, ma anche economica.

Una delle limitazioni dovrebbe riguardare la possibilità di accesso e di movimento, necessariamente condizionate dal fatto che i centri storici non hanno e non si sono evoluti con una struttura urbana fatta in modo da ospitare le automobili.

Ciò fa di questi “borghi” dei paradisi incontaminati dagli effetti dannosi provocati dal traffico.

Un’analisi seria del centro storico di Amantea andrebbe affrontata per poter interpretare e produrre una contestuale riflessione sulla evoluzione o involuzione degli aspetti sociali, economici, politici e culturali subite e causate dal cambiamento e che condizionano l’equilibrio tra la forma della città ed il suo contenuto.

Il Centro Storico dovrebbe essere il simbolo dell’ immagine della città.

Al di sopra del proprio valore culturale esso dovrebbe assumersi una missione importante nello sviluppo urbano moderno, creando l'identità e l'immagine della città.

Il patrimonio di questi centri storici ed in particolare quello di Amantea non sono solo carattere materiale, ma anche molto di più.

In generale, la conservazione dei centri storici è fondamentalmente diversa dalla conservazione del singolo monumento.

I centri storici, come luoghi vivi devono soddisfare le diverse esigenze dei suoi cittadini con le loro trasformazioni sostenibili.

Ciò è tanto più vero quanto più l’attenzione si concentra sul cuore della città: le sue parti storiche, per loro vocazione piene di significati e valori stratificati nelle modificazioni materiali e immateriali succedutesi nel tempo, come è avvenuto nella quasi totalità delle città europee.

Ogni civiltà, di fatto, ha accettato l’idea che sia fondamentale conservare i segni del passaggio dell’uomo attraverso la storia che, stampati nella forma degli edifici, delle strade e dell’ambiente urbano nel suo complesso, servono a ricordare gli usi, i costumi, le tradizioni che hanno condizionato la vita degli abitanti.

Attraverso questo continuo modificarsi della funzione per adeguarsi alle esigenze del contesto temporale e adattarsi alla forma, la città cresce su se stessa acquistando coscienza e memoria di sé. Nella sua evoluzione permangono i segni originari ma nel contempo la città precisa e modifica le ragioni del proprio sviluppo.

La complessità della riqualificazione urbana viene dalle sue attività culturali, sociali, economiche, tecniche e istituzionali, che necessitano di investimenti coordinati fra il governo, i residenti, i proprietari e gli altri soggetti interessati, per assicurare il mantenimento e attenta sostituzione degli elementi del patrimonio urbano.

Il restauro dei monumenti e degli edifici storici è il primo passo, ma deve essere accompagnato in parallelo con lo sviluppo delle risorse locali tradizionali della comunità per migliorare la qualità della vita nei centri storici con i fattori di evoluzione che sono (economico, sociale-culturale, psicologico-simbolico, politico, demografico e ambientale), questo approccio integrato dovrebbe creare un processo sostenibile di conservazione.

Il centro storico della nostra cittadina, da peculiare testimonianza di cultura locale si è trasformato in fragile documento da custodire e salvaguardare, tanto che, in tempi brevi, potrebbe addirittura scomparire un’impagabile testimonianza di quella che fu per secoli la vita degli uomini e delle donne Amanteane. Oggi il centro storico si trova al bivio di due strade: l’abbandono - con l'eccezione di poche oasi felici - al destino di ricettacolo della marginalizzazione, delle famiglie più povere, degli emigrati extracomunitari; oppure la trasformazione, per la sua bellezza e rilevanza storica,  in  “città d’arte”, luogo di attrazione per i turisti.

Sono possibili la tutela e la conservazione, ma solo in una prospettiva che definisca la compatibilità delle attività in esso presenti e mantenga la sua cornice di autenticità. 

Tutto ciò non si improvvisa da un giorno all’altro

ma va sapientemente costruito.

E’ solo questione di intelligenza politica e di preveggenza culturale. Come proteggere il centro storico dall’indifferenza dei suoi abitanti, dall’invasività del mercato, dalla manomissione del traffico, dal consumo di un turismo sregolato, da un modello di consolidamento e di restauro irrispettoso della storia della città?

Il primo problema è quello degli abitanti del centro storico.

Non è scontato che siano necessariamente sensibili ed interessati a conservare e valorizzare il centro storico.

Chi ha il problema impellente di trasformare parte del Centro Storico in attività lucrative, dovrebbe riflettere in termini collettivi e non personali avendo in testa ben altro che la salvaguardia delle sue case. E’ indispensabile che i cittadini si mobilitino ed essere più presenti nelle decisioni che uno sparuto gruppo di amministratori decidano di favorire questo o quella iniziativa “privata” all’interno del Centro Storico.

Inoltre è legittimo pretendere che chi risiede nel centro storico si renda conto di vivere in un contesto particolare e rispetti condizioni di abitabilità e norme di permanenza specifiche. Quello che andrebbe immediatamente messo in atto è il consolidamento - restauro che dovrebbe essere promosso e favorito come una della attività preminenti, purché eseguito con mano “leggera”: non restauri integrali ed ossessivi che finirebbero per snaturare il senso delle pietre antiche tanto ben restaurate quanto non autentiche.

Non colori improvvisati sui muri delle case risultato di facili permessi edilizi rilasciati ai parvenu di passaggio o locali. Poi vi sono attività compatibili ed attività incompatibili con il centro storico. Le prime sono legate alle attività un tempo già presenti: artigianato, commercio minuto, botteghe, piccoli luoghi di ristorazione, mercatini ambulanti, tradizioni  specifiche, di studio e di ricerca. A queste se ne potrebbero aggiungere altre ugualmente compatibili in riferimento alle nuove tecnologie, purché modulari, miniaturizzate e semplificate. Senza deroghe ed eccezioni dovrebbe essere escluso tutto quanto altera, distrugge e camuffa il territorio: macchinari pesanti ed assordanti, stoccaggi di merci eccedenti certe dimensioni, turismo di massa, discoteche, bingo e slot-machine…

Il traffico privato andrebbe totalmente abolito e congelato, senza eccezioni, in parcheggi esterni. L’accesso per le sole attività di rifornimento delle merci dovrebbe essere seriamente regolamentato per tempi ristrettissimi.

Le antenne della tv dovrebbero sparire, riconvertite in una sola antenna generale di tipo parabolico …Vogliamo finalmente imboccare la strada che porti il centro a ridivenire veramente pulsante di visibile vita propria, non nascosta negli anfratti. Possiamo far innamorare del centro storico gli altri solo se noi stessi ne siamo i primi innamorati, abbellendo senza parsimonia di piante e fiori ogni angolo, stradina e vicolo. Non basta fare delle feste ogni tanto. Ci vuole ben altro per configurare il nostro centro storico come “città di chiaroscuri”: paziente coraggio, intelligente preveggenza, sinergia creativa, forte determinazione nel trovare le risorse necessarie, senza sacrificare alcunché alle urgenze ed ai bisogni prioritari dei singoli cittadini…                      Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Con la scusa dei massi caduti sulla strada del centro storico siamo saliti fino al parcheggio che permette di giungere fino alla parte più alta del centro storico.

Lì giunti, abbiamo visto con sorpresa la presenza di ben 8 auto ed una moto e ci siamo posti la domanda: ma allora il centro storico è abitato?

 

Vecchie porte abbandonate non si sa da chi ed una pedana fanno da corona e danno l’ immagine di una zona vissuta.

Poi seguiamo le lunghe , scivolose ed inagibili scale fino a che troviamo i primi abitanti che quasi con immediatezza ci chiedono :” Abbiamo letto il tuo articolo sulla passerella di Campora San Giovanni , ma sai dirci che fine ha fatto la piccola pista di accesso alla piazzetta , quella che doveva servire per i diversamente abili, per le bombole di gas, per le casse d’acqua e per le casse da morto?”

È una brutta domanda che ricorda un evento inaccettabile che indusse il precedente assessore ai LLP Sante Mazzei a proporre la realizzazione di piccola pista di accesso alla piazzetta che fosse una alternativa valida ad una rampa di scale illogica ed inaccettabile. La poca gente del centro storico aveva anche raccolto le firme per averla.

 

Successe il finimondo o quasi. Il centro storico è come Coreca. Non si tocca. Era ottobre 2013.

Si legge infatti nella delibera che “in parte della pubblica opinione è sorto qualche dubbio sul tipo e sulle caratteristiche costruttive dell’opera che si intendeva realizzare”.

Venne allora interessata la commissione consiliare dei lavori pubblici, la stessa che è stata interessata recentemente sia per Coreca che per la passerella di Campora SG, e la commissione decise di suggerire all’amministrazione di analizzare ,la opportunità di ricercare soluzioni tecniche diverse da quelle proposte nel progetto a mezzo di un concorso di idee.

La giunta accolse l’idea ed indisse il concorso riservandosi di far valutare i progetti da una apposita commissione per scegliere la più idonea.

Giunsero ben quattro idee progettuali.

E sono lì. Dormono.

Dormono come tante altre cose di questa città antica e che il Signore ha voluto benedire tante volte nella sua lunga storia e che stranamente la conserva da millenni.

Già. Amantea la città che è stata tante volte “ sulla strada giusta, ma si è spesso seduta ad aspettare ed è stata travolta dalla velocità degli altri”.

E succede anche oggi!

Pubblicato in Primo Piano

Amantea-Premio-Gilglio d-ArgentoPer aspiranti cantanti organizzato dalla GBS Recording, associazione musicale di Amantea in collaborazione con l'associazine Exclusive Agency.

Sotto la direzione artistica del maestro Gianni Briglio, ragazzi dai 14 ai 35 anni, accuratamente selezionati, si esibiranno nella suggestiva piazza del centro storico di Amantea.

L’iscrizione è completamente gratuita e si può scaricae il regolamento dal sito www.studiogbsrecording.jimdo.com fino al 5 maggio; le selezioni ci saranno il 9 maggio.

I concorrenti il 12 giugno potranno esibirsi mostrando il loro talento e aggiudicarsi il primo posto.

Il tutto sotto l’occhio vigile della giuria formata da professionisti i cui nomi resteranno sconosciuti fino all’ultimo momento. I nomi invece che è possibile svelare da subito sono quelli degli ospiti: la cantante Stefania Conte, con una ricca carriera artistica tra cui partecipazioni televisive in Rai e la scuola di danza ''Aurora Dance'' di Amantea.

Appuntamento dunque il 12 giugno ad Amantea con la prima edizione del Premio ''Giglio d’Argento'' presentato da Nadia Falco. Il concorso canoro si svolgerà in occasione dei festeggiamenti della festa patronale di Sant’Antonio da Padova.

Per informazioni : 338.6546422 – 349.4910616

Riceviamo e pubblichiamo.

L’amministrazione lavora al “Piano Viario” e “comincia” dal Centro Storico

Occorre dare atto che l’amministrazione comunale ha aperto un canale di democrazia partecipata che speriamo sia seguito per tutto cio’ che riguarda la città ed i suoi problemi.

E’ questa la sintesi che si puo’  trarre  dall’incontro avutosi nella sala consiliare ed al quale hanno partecipato, per l’amministrazione, il delegato del sindaco al borgo antico Elena Arone, gli assessori Antonio Rubino (ambiente) e Sergio Tempo (lavori pubblici), il comandante della Polizia Municipale Emilio Caruso, e per la comunità non ben identificati imprenditori che operano nella parte vecchia della città.

Ovviamente, si tratta di una anticipazione del piano viario del resto della città, piano che presenta gravissime carenze e che abbisogna di un’ altra occasione di immediata di democrazia partecipata per definire gli aspetti di coerenza con gli interessi generali e che tenga conto alle esigenze ambientali.

E’ solo apparenza la supposizione che il piano di viabilità del centro storico sia il più’ difficile. Forse non è così, atteso che gli interessati sono ben pochi rispetto a coloro che hanno interesse al piano di viabilità della marina e della stessa Campora SG.

Ed è solo apparenza che il piano di viabilità interessi solo gli attuali imprenditori; ci sembrano molti di più coloro che potrebbero essere sperabilmente interessati se il centro storico muove decisamente per un suo sviluppo.

Parliamo delle attività attuali e future di ospitalita’ ( strutture alberghiere, B&B, alloggi per giovani, alloggi per famiglie, eccetera)

Un compito difficile che non puo’ essere lasciato alla condivisione delle parti,  atteso che gli interessi allo sviluppo del centro storico hanno una valenza altissima  culturale , ambientale, turistica e paesaggistica oltre che economica.

Sulla tematica suggeriamo un ampio confronto aperto a tutte la società amanteana ed in particolare a coloro che non hanno interessi esposti.

E suggeriamo altresì di lavorare nella direzione della istituzione di un servizio privilegiato di trasporto con mezzi elettrici atteso che i parcheggi di cui si è parlato possono essere realizzati solo fuori dall’area in via di tutela.

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