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Chi soffre di claustrofobia ed è costretto a prendere il treno Paola Cosenza e viceversa, deve distrarsi dal pensare al fatto di trovarsi all’interno di una lunghissima galleria per non essere assalito e vinto dalla fobia del chiuso. Qualcuno in questi casi prega anche che il treno corra velocissimo e che tempo scorra velocissimo.

Ma quando il treno si ferma dentro la galleria la paura diventa imponente ed occorre tutta la propria forza d’animo per non scendere dal treno e correre lungo i binari.

In specie se il tempo passa ed il treno non riparte

È quello che è successo al regionale 22467 di Trenitalia, appena partito, alle 8.30, da Paola alla volta di Cosenza e che si è fermato poco dopo essere entrato nella galleria.

Lunghissimi, inaccettabili i tempi di intervento. Quasi 2 ore perché il treno fosse riportato in stazione da dove, poi, i passeggeri sono stati portati con un pullman sostitutivo. La cosa che ha fatto arrabbiare è che il treno che ha dovuto poi tirare il 22467 non è giunto da Castiglione, ma da Paola e così tornando indietro.

E nessuna comunicazione sulle ragioni del blocco del treno.

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La storia è nota .E’ quella della Smeco. La società per la gestione di servizi ambientali che è accusata di avere inquinato il nostro mare.

La Smeco è la società alla quale nel novembre 2011 vennero arrestati l’amministratore delegato Domenico Albanese e la dirigente Jessica Plastina.

La Smeco gestiva molti depuratori della costa tirrenica cosentina.

Dopo la approfondita indagine il procuratore della repubblica, Bruno Giordano, in data 29 novembre dello scorso anno aveva chiesto l'emissione del decreto che dispone il giudizio.

Il giudice Carmine De Rose ha fissato il processo per il 23 maggio prossimo

Gli indagati sono Domenico Albanese., 65 anni, Gessica Lilia Plastina., 40 anni, Raffaele Romeo, 64 anni, Rosaria Rita Mazzacuva, 62 anni, tutti responsabili a vario titolo dell'azienda che si occupa della gestione degli impianti di depurazione.

Svariate le accuse, compresa la frode nell'esecuzione dei contratti per la gestione degli impianti di depurazione delle acque reflue dei comuni di Belmonte Calabro per un importo di circa 17mila euro annui; Verbicaro per circa ventimila euro; Fuscaldo per 150mila euro; Paola per un milione e 300mila euro; Belvedere Marittimo per 224mila euro; Santa Domenica Talao per 13mila euro; Tortora per 55mila euro; Cleto per 8mila euro; Aiello calabro per 14mila euro; Serra Aiello per altri 14mila euro circa; Cetraro per 211mila euro; San Pietro in Amantea.

Sono numerose, almeno 48, le parti offese e parti civili.Tra i tanti, i comuni di Cetraro, Santa Maria del Cedro, Verbicaro, Fuscaldo, Paola, Belvedere, Sangineto, Santa Domenica Talao, Tortora, Cleto, Aiello Calabro, Serra d'Aiello, San Pietro in Amantea, Praia a Mare, diversi cittadini di Tortora e Praia a Mare, il Wwf, Legambiente Calabria, l'Anpana.

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E’ lungo- il sindaco dice- “interminabile”- l’elenco dei debiti che ha il comune di Paola.

E’ il senso dell’intervento del sindaco Basilio Ferrari nella conferenza stampa di oggi 9 febbraio

Il sindaco in relazione alla recente sentenza del TAR Calabria evidenziando senza ombra di dubbio che “Sappiamo che il comune di Paola è in dissesto”

Non solo, continua, affermando che “Nessuno ha contestato l’inesistenza dell’immensa massa debitoria che affligge il comune di Paola “. I debiti della città sono in sostanza una realtà purtroppo alla quale non si può sfuggire.

Poi entra nel merito della sentenza del TAR Calabria il quale ha basato la stessa sulla mancanza della relazione dei revisori dei Conti, una revisione- dice il sindaco- che è stata prodotta in numerose copie al Tar Calabria , un relazione della quale si è discusso anche in consiglio comunale”

Poi nel mentre afferma che il comune presenterà al Consiglio di Stato una richiesta di sospensiva della sentenza del Tar Calabria.

Poi anticipa la intenzione di esporre denuncia alla procura generale contro ignoti perché si accerti chi ha sottratto la relazione dal fascicolo depositato presso il Tar Calabria.

Poi è tutto uno sciorinare di problemi, di dati, di informazioni, alcuni delle quali di certo interesse anche della magistratura

Anzi invita la stampa a prendere copia degli atti ed a concorrere alla denuncia della grave situazione.

Non manca nulla, dalle colline che cadono a quelle che vengono assegnate.

Tra tutti però emerge la Smeco che si impegnava di sua volontà a sponsorizzare i principali eventi socio culturali che l’amministrazione organizzava tra i quali i festeggiamenti del patrono della città (nella foto) ma che inquinava tutto il mar tirreno e contro la quale il comune di Paola si costituirà parte civile.

Siamo all’inizio di una battaglia epocale.

http://youtu.be/Uv0fhMp_BPg

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