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In sostanza il Consiglio di Stato- sezione 5 nella riunione del 26 marzo ha dichiarato che “allo stato, e nei limiti della delibazione sommaria, propria della fase cautelare, quanto affermato dal primo giudice a sostegno della propria decisione non appare superabile”.

Insomma quella di Perrotta sembra una vittoria di Pirro

In sostanza anziché inseguirsi nei vari tribunali sembra che l’amministrazione attuale abbia intenzione di revocare la precedente delibera e di adottarne un’altra che non sia attaccabile dal punto di vista formale.

Ma eccovi, integrale, la pronuncia del Consiglio di Sato;

N. 01152/2013 REG.PROV.CAU. N. 01204/2013 REG.RIC.          

REPUBBLICA ITALIANA Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso in appello numero di registro generale 1204 del 2013, proposto da:

Comune di Paola in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli avvocati Oreste Morcavallo e Giovanni Spataro, con domicilio eletto presso lo Studio Morcavallo in Roma, via Arno n. 6; contro

Roberto Perrotta, Francesco Caruso, Gerardo Selvaggi, Giovanni Redavid, Franca Mannarino, Ivan Ollio, Giuseppe D'Andrea, Carlo Cassano, Carmelo Trotta, Giuseppe Melchionda, Francesco De Cesare, Roberto Cataldo, Carlo Vanzillotta, Antonella Bruno, Angelo Siciliano, Carlo Gravina, Pasquale Di Blasi, Patrizio Lombardo, Natale Cinelli, Franco Perrotta, Giovanni Politano, Raffaele Condino, Gianfranco De Luca, Giovanni Allegretto, Raffaele Grassia, Ettore Ferrigno rappresentati e difesi dall'avv. Giuseppe Pitaro, con domicilio eletto presso Maurizio De Filippo in Roma, via Filippo Corridoni n. 25;

Ministero dell'interno in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso i suoi uffici in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

per la riforma dell' ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo della Calabria, sede di Catanzaro, Sezione II, n. 00062/2013, resa tra le parti, concernente dichiarazione dello stato di dissesto finanziario – mcp.

Visto l'art. 62 cod. proc. amm; Visti il ricorso in appello ed i relativi allegati; Visti gli atti della causa;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Roberto Perrotta e di Francesco Caruso e di Gerardo Selvaggi e di Giovanni Redavid e di Franca Mannarino e di Ivan Ollio e di Giuseppe D'Andrea e di Carlo Cassano e di Carmelo Trotta e di Giuseppe Melchionda e di Francesco De Cesare e di Roberto Cataldo e di Carlo Vanzillotta e di Antonella Bruno e di Angelo Siciliano e di Carlo Gravina e di Pasquale Di Blasi e di Patrizio Lombardo e di Natale Cinelli e di Franco Perrotta e di Ministero dell'interno;

Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di accoglimento della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;

Viste le memorie difensive;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 marzo 2013 il Cons. Manfredo Atzeni e uditi per le parti gli avvocati Morcavallo, Spataro e Pitaro;

Ritenuto che, allo stato, e nei limiti della delibazione sommaria, propria della fase cautelare, quanto affermato dal primo giudice a sostegno della propria decisione non appare superabile;

che la fissazione dell’udienza pubblica per la trattazione nel merito della causa di fronte al Tribunale amministrativo della Calabria, sede di Catanzaro escluda la sussistenza del paventato danno, anche alla luce della evidente confusione che comporterebbe per l’attività amministrativa la possibile successione di provvedimenti giurisdizionali di contenuto opposto;

Ritenuto che, nelle more, possa essere presa in esame la questione relativa all’applicazione dell’art. 243 bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

Ritenuto, in conclusione, di dover respingere l’appello cautelare;

Ritenuto che le spese della presente fase debbano essere integralmente compensate P.Q.M.

il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) respinge l'appello cautelare (Ricorso numero: 1204/2013).

Compensa integralmente spese ed onorari della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 marzo 2013 con l'intervento dei magistrati:

Alessandro Pajno, Presidente, Francesco Caringella, Consigliere, Manfredo Atzeni, Consigliere, Estensore, Antonio Bianchi, Consigliere, Fabio Franconiero, Consigliere

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Una indagine complessissima, la “Tela del ragno”. Dei 75 indagati giunti davanti al GUP

3 vengono prosciolti:

Francesco Loizzo

Natale Alessio

Giovanni neve

17 sono rinviati a giudizio davanti alla Corte di Assise di Cosenza (6 GIUGNO 2013)

Paolo BrIllantino

Luca Bruni

Valerio Salvatore Crivello

Vincenzo Dedato

Gennaro Ditto

Gentile Tommaso

Giancarlo Gravina

Guido Giacomino

Giuseppe Lo Piano

Mario Mazza

Umile Miceli

Fabrizio Poddighe

Gianluca Serpa

Nella Serpa

Francesco Tundis

27 sono stati rinviati a giudizio davanti al Tribunale di Paola( 29 SETTEMBRE 2013)

Giovanna Carratelli

Aldo Caruso

Giuseppe Curioso

Antonio Ditto

Stefano Di Vanno

Antonio esposito

Guerino Folino

Carmela Gioffrè

Maurizio Giordano

Luca La Rosa

Patrizia la Rosa

Alessio Martello

Francesco Martello

Mario Martello

Liberato Martello Panno

Andrea Occhiuzzi

Frabncesco Porco

Ilario Pugliese

Fabrizio Rametta

Alessandro Serpa

Gino Serrpa

Mario Serpa

Giuseppe Sirulo

Trombetta Francesco Opino

Michele Tundis

Pietro Sebastiano Vicchio

28 sono inviati al rito abbreviato davanti al GUP di Catanzaro(12 APRILE 2013)

Pasqualino Besaldo,

Gennaro Bruni,

Paolo Calabria

Michele Bloise,

Francesco Desiderato,

Mario Attanasio,

Sergio Carbone,

Romolo Cascardo,

Domenico Cicero,

Guerino Folino

Ettore Lanzino,

Daniele La Manna.

Pietro Francesco Lofaro

Pier Mannarino,

Sonia Mannarino,

Alessandro Pagano

Alfredo Palermo,

Luciano Carmelo Poddighe,

Fabrizio Rametta,

Mario Scofano,

Salvatore Serpa,

Gianluca Serpa,

Mario Severino

Giuseppe La Rosa,

Domenico La Rosa,

Giuseppe La Rosa

Antonella D’Angelo

Giuliano Serpa,

Ulisse Serpa

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Prosegue l’udienza davanti al GUP distrettuale di Catanzaro dell’inchiesta “Tela del ragno”.

Al momento 25 dei 75 indagati per i quali il PM Eugenio Facciolla ha chiesto il processo s avvalgono del rito abbreviato.

Per loro il processo non andrà a dibattimento ma si chiuderà davanti al GUP. In questo caso la loro pena sarà contratta di un terzo.

Ecco i nomi dei 25:

Salvatore Serpa,

Gianluca Serpa,

Romolo Cascardo,

Mario Attanasio,

Francesco Desiderato,

Pietro Lofaro,

Sergio Carbone,

Pier Mannarino,

Fabrizio Rametta,

Giuseppe La Rosa,

Domenico La Rosa,

Vincenzo La Rosa,

Sonia Mannarino,

Luciano Carmelo Poddighe,

Pasqualino Besaldo,

Alfredo Palermo,

Mario Scofano,

Paolo Calabria,

Michele Bloise,

Gennaro Bruni,

Domenico Cicero,

Ettore Lanzino,

Giuliano Serpa,

Ulisse Serpa e

Daniele La Manna.

Tra gli indagati che hanno deciso di farsi giudicare dal Gup, e quindi senza ulteriori indagini, vi sono i collaboratori di giustizia di Paola

Ulisse Serpa,

Giuliano Serpa e

Gennaro Bruni.

Tra i restanti spiccano

i fratelli Domenico e Vincenzo La Rosa, paolani residenti a Roma,

Domenico Cicero di Cosenza e

Pasqualino Besaldo di Amantea.

Imponente il collegio di difesa:eccone alcuni

Giuseppe Bruno

Gino Perrotta

Armando Sabato,

Sergio Rotundo,

Francesco Scrivano,

Nicola Guerrera,

Sabrina Mannarino e

Massimo Zicarelli.

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