Davanti al Gip Nicoletta Campanaro, presenti il Pubblico ministero Maria Camodeca e l'avvocato di fiducia Francesco Liserre si è svolto l'interrogatorio di garanzia del luogotenente Mario Lucia, comandante della Stazione carabinieri di Diamante, sull'alto Tirreno cosentino, e dipendente della Compagnia di Scalea.
Il luogotenente come abbiamo scritto è agli arresti domiciliari nel comune di Serrastretta da dove è giunto a Paola con automezzo proprio.
Deve rispondere del reato di concussione accusato di “ aver utilizzato la sua posizione di comandante della Stazione dei carabinieri di Diamante per procurare contatti con le aziende del territorio e favorire quindi un istituto di vigilanza dove lavora un parente”
Ma deve rispondere altresì di violenza privata per essere stato accusato “di aver utilizzato strumenti in dotazione all'arma per indurre i condomini di un residence del territorio a licenziare il guardiano e a stringere rapporti con l'istituto di vigilanza”
Il luogotenente non ha risposto, una scelta, questa, che mira a prendere tempo per poter approfondire la migliore lettura delle numerose pagine dell'inchiesta.
Proseguono le indagini della Polizia di Paola, coordinate dal sostituto della locale Procura della Repubblica Maria Camodeca, sull’incendio di due barche nel porto di Cetraro.
Chiara la matrice dolosa del rogo.
Sembra che gli investigatori dunque sarebbero vicinissimi all’uomo che avrebbe attinto il fuoco ma che al momento non sia stata emessa alcuna misura cautelare.
Voci attendibili parlano di importanti risvolti.
Ovvia la importanza delle dichiarazioni testimoniali delle 5 persone presenti al momento dell’incendio una delle quali si è portata verso le imbarcazioni prima che venissero attinte dal fuoco.
Altrettanto importanti sono le dichiarazioni testimoniali dei proprietari delle imbarcazioni.
Gli investigatori stanno lavorando sul movente dietro al quale potrebbero nascondersi eventuali mandanti che potrebbero essere connessi ai proprietari della due imbarcazioni od a qualcuno di loro.
Mandanti i cui nomi possono essere fatti dal o dai responsabili del fatto delittuoso.
Dai filmati le prime risposte alle indagini sull’incendio di due barche nel porto di Cetraro, accaduto mercoledì scorso, intorno alle 21,30 al molo “M”, incendio che aveva comportato anche lievi danneggiamenti ad una terza barca, ormeggiata poco distante.
Le imbarcazioni da diporto che avevano preso fuoco, rispettivamente di 14 e 12,66 metri, appartenevano a due professionisti della zona, l'avvocato Nicola Gaetano di Paola e il farmacista di Fuscaldo Carlo Licursi.
Entrambe avevano un valore stimato tra i 250 e i 300 mila euro.
La Polizia ha potuto visionare le immagini del circuito di videosorveglianza e sembra che da tale visione escano forti indizi.
L'uomo che avrebbe potuto appiccare l’incendio non sarebbe riconoscibile, ma di certo era sceso dall'imbarcazione dove si trovava in compagnia di altre quattro persone, contrariamente, cioè, a quanto si è pensato inizialmente sulla fuga da una delle barche sulle quali era divampato il rogo.
Dal video,infatti, è ben visibile il soggetto che scende dalla barca dove aveva appena mangiato con i quattro amici e si reca con una sigaretta verso i natanti.
A questo punto le immagini non sono più chiare. Una perizia potrebbe però fugare ogni dubbio