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Nocera Terinese - Tre anni di estorsioni alle quali i carabinieri hanno posto fine arrestando il presunto aguzzino.

Poche centinaia di euro per volta, con cadenza regolare.

 

 

 

 

Questa la tecnica utilizzata da M.R.B., 29 anni, di origini bulgare, per evitare che la sua vittima, un commerciante di Nocera Terinese, denunciasse tutto alle forze di polizia.

Il giovane non chiedeva infatti grosse cifre, ma le pretendeva e con cadenza regolare.

Una piccola goccia, costante, che ha scavato lentamente nell’animo del commerciante fino a sfiancarlo.

Richieste che, negli ultimi mesi, si stavano facendo sempre più cospicue ed insistenti tanto da mettere a rischio l’attività commerciale stessa della vittima.

Una disperazione, quella dell’uomo, avvertita dai militari dell’arma dei carabinieri che, nella loro quotidiana azione di prossimità, sono riusciti a concretizzare i loro sospetti sulla vicenda ed a trarre in arresto, in flagranza di reato per estorsione, il giovane aguzzino che, durante una delle tante volte in cui passava a ritirare “la sua parte”, è stato bloccato dai militari operanti subito dopo aver intascato i quattrocento euro mensili.

È stata così interrotta una lenta agonia che ha sottratto, in poco meno di tre anni, quasi 15.000 euro al commerciante nocerese.

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Falerna - Svuotato, in seguito al decreto Salvini, il Cas di Falerna.

Stamattina, valigie davanti all’ingresso e ospiti trasferiti in un’altra struttura.

Si tratta di 14 persone, tra cui anche 5 bambini finora ospitati nel centro costiero.

 

 

Non sono mancati, ovviamente, i commenti a caldo, considerando che oggi è anche la Giornata mondiale del rifugiato.

Don Giacomo Panizza (Progetto Sud) scrive in un post su Facebook: “Di fronte all'ingiustizia, la Speranza ci dice che Dio sa trarre il bene anche dal male”.

“Noi, ovviamente, non ci stiamo” aggiunge don Giacomo.

“Delle 14 persone, tra cui mamme con 5 bambini, molte saranno trasferite in un altro Cas.

Alcuni avevano già iniziato dei percorsi di formazione professionale.

Altri stavano già lavorando, facendo piccole attività.

E due persone che li accompagnavano hanno perso il posto di lavoro.

Anche per questo Don Panizza si arrabbia.

Non è un problema di costi in meno, ma di dignità che viene a mancare.

Spostare persone da una parte a un’altra, come se fossero dei pacchi postali, è per noi inaccettabile” dice Marina Galati, sempre della Progetto Sud.

Che poi su Facebook ringrazia “Lorena, Simona e Luisa da parte di tutti noi per come hanno accompagnato le donne ospiti del centro straordinario di accoglienza di Falerna, con la loro professionalità e umanità”.

Giovedì, 20 Giugno 2019 16:50

Ndr. Si tratta di persone che vengono spostate da un Cas ad un altro.

Ovviamente queste persone saranno assistite da altre addette, magari di una cooperativa non facente capo a don Giacomo Panizza, così che per ogni perdente posto a Falerna dovranno esserci altre addette nell’altro Cas.

Porti pazienza don Giacomo, non sciolga la Progetto Sud, arriveranno tanti altri migranti e la chiesa che è ben ricca, potrà ospitarli eventualmente anche a Falerna.

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Amici di Tirreno News, oggi non vi voglio parlare di politica, vi voglio raccontare una storiella molto commovente, per certi versi incredibile al giorno d’oggi, che ha suscitato meraviglia e ammirazione.

 

 

 

 

Quando il santo Sacerdote don Giovanni Posa, originario di Amantea, venne nell’immediato dopoguerra in San Pietro in Amantea per tanti anni ho fatto il chierichetto, servivo la Santa Messa, rispondevo in latino, partecipavo alle adunanze dell’Azione Cattolica, distribuivo i giornaletti e certe volte anche “Il Vittorioso”. Per premiarmi, l’indimenticabile e caro Sacerdote, mi dava alcune immaginette dei Santi e poi, nel pomeriggio, ci faceva giocare con un pallone di cuoio davanti il sagrato della Chiesa della Madonna delle Grazie.

Noi, allora, avevamo soltanto palloni di pezza.

Tutte le domeniche e le feste comandate ero sull’altare, in silenzio, accanto al sacerdote.

Ora, a distanza di tanti anni, apprendo che non ci sono più ragazzi che fanno i chierichetti.

E chi li fa?

Un fedele amico dell’uomo.

Sì, amici, è Fido, un cane molto fedele, che ogni domenica, in silenzio, se ne sta accucciato sull’altare accanto ad un sacerdote che celebra la Santa Messa.

La storia arriva da Frosinone e precisamente dalla chiesa di San Falco Pellegrino.

Qui c’è un parroco che celebra la Santa Messa in compagnia di un chierichetto molto particolare e molto speciale: un cagnolino.

Non solo il parroco è molto legato alla bestiola ma anche l’intera comunità parrocchiale.

Sta sempre vicino all’altare, immobile, non abbaia, non da nessun fastidio.

Siamo noi adulti che spesso diamo fastidio al sacerdote mentre celebra la Santa Messa, ci moviamo, parliamo col vicino di banco, facciamo squillare il telefonino, rispondiamo alle chiamate.

Ma come mai un cagnolino è entrato in chiesa e non vuole più abbandonarla?

Facciamo un passo indietro.

Si celebra la festa del Santo Patrono e la cittadina è in festa.

Rumori assordanti.

Il cagnolino è spaventato quando poi vengono sparati i fuochi d’artificio.

Vaga per tutto il paese alla ricerca di un posto tranquillo e sicuro dove potersi rifugiare.

E dove lo trova?

In chiesa, naturalmente, e nella casa del Signore, dove tutti vengono accolti compresi gli animali.

Il Parroco non lo caccia via in malo modo come del resto fanno tutti, perché un cane potrebbe dare fastidio ai parrocchiani e disturbare la funzione religiosa.

Invece lo accoglie con grande amore e da quel giorno il cane appena sente suonare le campane entra in chiesa e durante la celebrazione della Santa Messa non si muove dall’altare.

Voglio augurarmi che questa storia vi sia piaciuta.

Ha commosso il mondo intero e la foto del cagnolino postata sul Web ha fatto il giro del mondo ed ha ricevuto milioni di “Like”. Fatelo anche voi.

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