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Comunicato stampa del PD

“Domani, giovedì 30 marzo 2017, alle ore 19.00 presso la sede del Circolo PD Amantea – Corso Vittorio Emanuele, n. 71 – sarà presentato il volume di Lucia Groe “Trauma (storico) culturale intergenerazionale.

 

Analisi psico–sociale degli effetti prodotti nelle comunità native americane a seguito dell’istituzione dei collegi”.

L’incontro sarà introdotto dal Segretario PD Amantea Enzo Giacco e moderato dal giornalista Antonio Chiappetta.

 

Relazionerà sul testo l’autrice Lucia Groe, dottoressa di ricerca in Scienza, Tecnologia e Società.

Durante la presentazione Franca Dora Mannarino interpreterà delle testimonianze dirette rilasciate dai nativi americani.

«Il volume analizza da un punto di vista socio–psicologico uno degli avvenimenti storici più drammatici vissuto dalle comunità dei nativi americani: l’istituzione dei collegi.

 

Ancora oggi, nelle riserve, è palpabile come l’educazione all’estinzione abbia generato un trauma culturale intergenerazionale riscontrabile in evidenti disagi psico–sociali.

 

Attraverso l’innovativo approccio della resilienza narrativa, si presentano storie che restituiscono un forte senso di violazione e mutilazione culturale.

Con un risvolto inaspettato: l’avvio di un processo di riparazione e ricostituzione di simboli, emozioni e tradizioni basato sul perdono» [tratto dalla sintesi pubblicata dalla Casa Editrice Aracne].

 

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

PD AMANTEA

Ecco il comunicato stampa di Enzo Giacco:

“PD AMANTEA: "Alla riunione di Circolo per l'elezione del Segretario Nazionale Matteo Renzi ottiene oltre l'81%".

 

Si è svolta sabato 25 marzo - nella sede del PD Amantea in via Vittorio Emanuele - la riunione di Circolo per la preselezione dei candidati alla Segreteria nazionale del PD.

I lavori sono iniziati alle ore 10.00 con l'elezione della Presidenza composta dalla garante della Federazione provinciale di Cosenza Eleonora Ienaro, da Andrea Argentino, Giovanna Buffone e Domenico Vellone iscritti al Circolo cittadino e dai rappresentanti dei candidati alla Segreteria nazionale.

 

Si è quindi proceduto alla presentazione delle mozioni seguendo l'ordine indicato dagli organismi nazionali.

Enzo Damiano ha illustrato la mozione Orlando, mentre quella di Matteo Renzi è stata presentata dal Segretario di Circolo Enzo Giacco.

Il dibattito, partecipato, ha registrato gli interventi di numerosi iscritti, ma anche di dirigenti dei Circolo del territorio e di simpatizzanti ed elettori del Partito Democratico.

Tanti i temi dibattuti: dalle mozioni congressuali, ai temi riguardanti la politica nazionale e locale.

Le operazioni di voto si sono svolte dalle ore 14.00 alle ore 20.00. L'esito ha visto prevalere la mozione Renzi con 146 voti (pari all'81,11% dei voti validi espressi); 25 gli iscritti che hanno sostenuto la mozione Orlando (pari al 13,89%); 9 sono invece i voti ottenuti dalla mozione Emiliano.

Per quanto riguarda l'elezione degli 8 delegati alla convenzione provinciale del 5 aprile, sette sono gli eletti tra le fila della mozione Renzi (Antonio Veltri, Sara Calvano, Sergio Tempo, Mariolina Fera, Stefano Spina, Lauretta Pagliaro, Amedeo Muoio) ed uno per la mozione Orlando (Pasquale Bonavita).

Al termine dei lavori - conclusi intorno alle 21.00 - il Segretario Enzo Giacco ha rilasciato la seguente dichiarazione: «È stata per noi tutti del Partito Democratico una giornata molto importante.

Non solo perché 182 iscritti si sono espressi sulle mozioni congressuali offrendo un esempio concreto di cosa significano per noi i termini democrazia reale e sostanziale, ma in quanto in tanti si sono recati in Sezione per discutere e confrontarsi, come un grande Partito Democratico sa fare, dando la migliore testimonianza di ciò che il PD realmente è: una comunità di donne ed uomini che condividono idee, valori, principi e che non hanno timore di cogliere la sfida con il futuro e con la modernità.

Sono le ragioni per cui avverto il desiderio di esprimete tutta la mia soddisfazione per il clima con cui si è svolto questo nostro momento congressuale».

Questo è il testo integrale: “ Nel comunicato del M5S Amantea viene denunciato un atteggiamento "parziale" nel rilasciare l'autorizzazione a svolgere iniziative politiche in Piazza Amanteani nel Mondo.

Secondo il Movimento la piazza verrebbe concessa solo al PD.

 

Chiarisco, innanzitutto, che - da quando sono Segretario - non sono state chieste autorizzazioni dal PD Amantea per la Piazza in questione.

In realtà, per il 12 novembre 2016 avevamo richiesto il marciapiede antistante la Banca Carime in Corso Regina Margherita.

Non concesso al PD in quanto soggetto a passaggio pedonale e perché li sono posizionate alcune panchine destinate ai passanti.

L'autorizzazione ci fu concessa - con queste motivazioni - proprio a Piazza Commercio.

Destino diverso ha avuto il M5S Amantea che più volte ha utilizzato quel tratto di Via Margherita: ma noi non ci siamo messi ad urlare allo scandalo denunciando atteggiamenti parziali e discriminatori.

Non è la prima volta che dalla bocca di esponenti del Movimento escono menzogne e calunnie.

Evidentemente non riescono a farne a meno. Complimenti."

Questa è la nota del M5s http://trn-news.it/portale/index.php/economia/item/7920-domani-m5s-in-piazza-raccolta-differenziata-e-bollette-perche-sono-aumentate

Di essa forniamo un estratto: “Saremo di mattina a Campora dalle 10 alle 12, in Piazza San Francesco e di pomeriggio ad Amantea in Piazza Commercio, dalle 18 alle 20.

In realtà avevamo chiesto Piazza Amanteani nel Mondo, ma ahimè incontriamo le stesse resistenze poste dall’amministrazione Sabatino, e senza che vi sia un motivo visto che quella piazza ha ospitato diverse iniziative politiche, anche l’estate scorsa.

Ma appartenevano al PD e non al M5s.

Capiamo, anche se dispiace che un commissario ponga in essere tali scelte parziali”.

Pubblicato in Primo Piano

Dopo un travaglio durato tre anni, quelli che vogliono continuare a essere e fare politiche di sinistra (Bersani, D'alema, Epifani, Speranza ecc.) lasciano il PDR (partito di Renzi).

Tanti iscritti ed elettori del PD, senza rumori, hanno capito già da tempo che il PDR non ha niente a che fare con la tradizione del socialismo e lo hanno lasciato.

 

Sarebbe stata molto più comprensibile l’uscita, senza le giravolte di Emiliano, in tante occasioni (legge elettorale (bocciata dalla consulta), abolizione dell’art. 18, riforma della costituzione (bocciata dagli italiani) ecc..

Ma ora, a scissione avvenuta, si può in ogni caso dire, meglio tardi che mai? Certo, ma con un grosso punto interrogativo.

Il dato positivo di questa scissione è sicuramente il fatto che a lasciare il PDR siano due ex segretari del PD (Bersani e Epifani),un ex segretario dei DS nonché primo ministro (Dalema) e un ex capo gruppo della Camera dei Deputati del PD (Speranza), tutti rami dell’albero del PCI e del socialismo.

Chiunque oggi, in buona fede, sentendosi di sinistra, rimane ancora nel PDR ha qualche motivo in più per interrogarsi!

Il dato negativo è che questo ritardo ha agevolato, nel corpo del PD, militanti ed elettori, consapevolmente o inconsapevolmente, una mutazione culturale profonda.

Ieri Berlusconi e la sua corte hanno gridato ai quattro venti un falso principio di garantismo che aveva come scopo finale l’impunità per i potenti e i politici, arrivando a sostenere, senza vergogna che Ruby era la nipote di Mubarak!

Oggi dirigenti centrali e periferici del PDR, giornalisti dell’Unità, ma purtroppo anche semplici iscritti provenienti dal PCI, difronte allo scandalo CONSIP, ripetono lo stesso mantra del garantismo e, senza arrossire, sostengono che l’incontro tra Marroni, ad di CONSIP, e Tiziano Renzi è avvenuto per parlare della statua della Madonna di Medjugorie. Prendere atto di questa mutazione culturale è fondamentale!

Il primo atto politico degli scissionisti dovrebbe essere di portare via dal PDR tutti quelli che vogliono continuare a essere di sinistra e intercettare i tanti che in questi tre anni lo hanno lasciato e sono rimasi a casa.

Il secondo obiettivo dovrebbe essere quello di riunire sotto una confederazione tutte le varie sigle della sinistra (Possibile di Civati,SI ecc.).

Per una tale confederazione c’è uno spazio elettorale che potrebbe arrivare e superare il 15%.

Ma questo sarà possibile solo se non si ha come obiettivo (come alcuni interventi lasciano capire) quello di togliere qualche voto al M5S per ritornare a una alleanza con il PDR.

L’unica via da percorrere, con tutti i problemi che sicuramente presenta, è che questa confederazione trovi convergenze con il M5S, che sicuramente ha consolidato il suo 30%, e che aspira a un cambiamento profondo della nostra società.

Non mi nascondo i problemi che sono tanti, a cominciare dall’Europa e dalle forme organizzative.

Ma ci sono tanti punti, sicuramente non secondari, orizzonti culturali nei quali una sinistra, degna di questo nome, dovrebbe riconoscersi e nei quali, per come si sta muovendo oggi, sembra potersi riconoscere anche il M5S.

Penso al reddito di cittadinanza, all’eliminazione di odiosi privilegi della casta, alla difesa, senza se e senza ma, della dignità del lavoro e del lavoratore, al necessario rispetto e a un confronto rispettoso con i sindacati, alla necessità che i rappresentanti del popolo non solo siano, ma anche appaiano, senza ombra di dubbio, onesti e che non siano a vita.

Ad avere come obiettivo immediato per le pensioni, anche già in essere, un max non sproporzionato rispetto ai contributi versati e all’eliminazione dei doppi e tripli vitalizi.

E ancora mettere sul tavolo il problema dei problemi delle società post-post industriali che richiederebbe un novello Marx!

La produttività del lavoro, grazie alla scienza e alle sue applicazioni tecnologiche in tutti i campi, ha avuto, rispetto a cento anni fa, un enorme incremento. (Pe fare un esempio semplificativo si pensi che cento anni fa, per zappare un ettaro di terra, a seconda del terreno e della tipologia di lavorazione, erano necessari 20-50 giorni lavorativi di otto ore. Oggi un trattore con meno di 10 ore lavora lo stesso terreno in modo migliore e quindi più produttivo).

In tutti i campi l’aumento di produttività dovuto alla tecnologia non è andato per lo più verso il capitale e ha aumentato a dismisura la diseguaglianza tra ricchi e poveri.

Dopo cento anni la giornata lavorativa è ancora di otto ore, la disoccupazione aumenta sempre più e il lavoro è diventato sempre meno remunerato, tanto che tantissimi lavoratori pur lavorando non possono assicurare a loro stessi e alle loro famiglie una vita dignitosa.

C’è necessità di una nuova sinistra che alla velocità e al cambiamento del PDR sappia contrapporre la lentezza saggia della democrazia, un cambiamento basato su un di più di uguaglianza e un di meno di privilegi, un di meno di corruzione e un di più di legalità, un di meno di competitività e un di più di solidarietà.

E ancora un di più di merito e un di meno di clientela, un di più di difesa della salute e un di meno di profitti, un di più di democrazia e un di meno di massonerie varie, un di più di partecipazione e un di meno di un solo uomo al comando, un di meno di “buona scuola renziana” e un di più di una scuola palestra di cultura e democrazia.

Un di più di rispetto del lavoro e dei lavoratori, un di più di uomini delle istituzioni al di sopra di ogni sospetto di clientela e corruzione, un di più di rispetto della Costituzione.

La scommessa di una sinistra rinnovata deve essere, che su tutte queste bandiere e questi orizzonti ideali, possa ritrovarsi insieme al M5S.

Se questo sarà il percorso degli scissionisti, allora certo, meglio tardi che mai!

E’ la sola via per far rinascere nel cuore e nella mente di tante persone la speranza che un mondo meno diseguale, diverso e migliore è possibile.

Giuseppe Furano

Pubblicato in Basso Tirreno

Questo il profondo comunicato stampa del PD di Amantea.

Enzo Giacco, tristemente addolorato ma profondamente sincero, esprime le sue riflessioni sulle gravissime condizioni della nostra città e pone le domande che gli amanteani non intendono porre, né a se stessi, né agli altri, certamente per paura di essere chiamati a rispondere.

 

Già, Enzo sembra essere uno dei pochi italiani ad aver letto la frase di Naguib Mahfouz *“Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande”.

 

Scrive Giacco:

“È chiaro agli occhi dei più che Amantea si sta preparando alle elezioni.

Voci, sussurri, incontri, riunioni, abboccamenti.

“Chi vincerà le elezioni?” è diventata la domanda frequente nei vicoli, nelle case e per le piazze della città.

Tuttavia, l’interrogativo “cosa farà (o si propone di fare) chi vincerà le elezioni?”, sembra oggi materia oscura.

Può una cittadina in serie difficoltà – qual è Amantea – ridurre il dibattito preelettorale ad un elenco di nominativi, alla funzione somma del consenso, all’accaparramento di voti?

 

Sopita e distratta dallo show del toto candidati, Amantea tornerà a svegliarsi quando sarà possibile criticare una maggioranza consiliare.

È da tempo che come Partito Democratico diciamo che la riflessione propedeutica deve vertere, ancor prima che sugli uomini, sulle cosa da fare.

Partendo dalle tante, troppe cose che non vanno.

Possibile che nessuno si domandi cosa stia accadendo ad Amantea ed al suo Comprensorio?

Nessuno vede che la Pretura Circondariale e l’Ufficio del Giudice di pace sono stati chiusi?

Che la Tenenza della GdF rischia di essere trasferita?

Che il porto è impraticabile per gran parte dell’anno?

Che il Centro storico è in balia di se stesso?

Che il Lungomare andrebbe rifatto?

Che Campora è sacrificata rispetto alle sue potenzialità ed alle sue aspettative?

Che il Poliambulatorio è continuamente esposto a tentativi di depotenziamento?

Che i commercianti e gli operatori turistici vivono difficoltà che aumentano giorno dopo giorno?

Che la situazione economico-finanziaria del Comune è poco chiara e molto preoccupante?

Che le Scuole Medie sono state chiuse e trasferite al Campus Temesa?

Che i luoghi di aggregazione sportiva e culturale sono prossimi allo zero?

Che diverse famiglie hanno perso il lavoro e che ci sono lavoratori che non percepiscono lo stipendio da mesi?

Che si stanno smarrendo il senso comunitario e la coesione sociale?

Che non vi è fiducia nei confronti delle istituzioni?

La materia di studio sarebbe infinita direbbe Guccini.

E continuare a ignorare il nostro decadimento economico, sociale e morale sarebbe irresponsabile e sciocco.

La sfida oggi non sono le elezioni in sé, ma l’individuazione delle priorità e la cura offerta per questi problemi. Se si dovesse sfuggire dinnanzi a ciò le elezioni saranno ridotte – ancora una volta – ad un mero passaggio di testimone, senza beneficio alcuno per i cittadini.

Amantea ha ancora tempo per tornare ad essere la perla del Tirreno.

Ma deve volerlo sostituendo all’antagonismo la collaborazione, alla demagogia la serietà ed alle suggestioni la politica.

Non dipende da un uomo solo, ma da tutti noi.

Amantea, 7 marzo 2017                     Enzo Giacco               Segretario PD Amantea

*Mahfouz è il più grande e celebrato egiziano, nonché l’unico ad aver vinto il Nobel nel 1988 “per aver creato un’arte narrativa araba che si adatta all’intera umanità”.

I prof in giunta? “Non sono un problema” dice il consigliere regionale Giuseppe Aieta, l’unico assente a Lamezia :“Da più tempo, e a fasi alterne, si ripropone il problema del rilancio dell’azione amministrativa della Regione Calabria senza entrare nel merito di cosa si debba rilanciare.

 

Si fa spesso riferimento al ritorno della politica in giunta perché il tempo dei tecnici sarebbe finito.

La verità è che la capacità e la pratica di governo non sono innate e non si acquistano facendo grandi cose negli altri campi dell’attività umana. L

’uomo di governo si fa governando gli uomini, discutendo con gli avversari, cercando di convincerli del loro errore e rimanendo anche persuaso dagli avversari della necessità di mutare parzialmente la propria strada. Pertanto, appare evidente che il problema non è se i tecnici chiamati da Oliverio debbano sloggiare perché tecnici, ma se questa giunta, nel merito delle questioni, abbia inciso o no in questi mesi rispetto alle grandi questioni: a cominciare dalla credibilità!

 

Invero, appare quanto mai evidente che le quotazioni della Calabria rispetto ai centri decisionali nazionali ed europei siano palesemente accresciute non per solo merito della giunta tecnica – sia chiaro - ma, complessivamente, di giunta e Consiglio con la pressante e decisa regia del governatore, Mario Oliverio.

Rispetto alla vecchia programmazione vi è – nella 2014/2020 - una novità che spesso viene sottaciuta che è rappresentata dalle condizionalità ex ante che la Commissione Europea vincola al trasferimento delle risorse comunitarie.

 

Si tratta di alcuni strumenti fondamentali per l’efficacia dei programmi comunitari: Piano trasporti, Piano rifiuti, Strategia per l’innovazione S3.

L’approvazione di questi strumenti ha consentito di rendere operativo il Programma consentendo alle imprese calabresi di rispondere in massa ai bandi sull’innovazione e il rafforzamento della competitività (40 milioni), ai Comuni di partecipare ai bandi sui porti (22 milioni) o sulla raccolta differenziata (34 milioni) o sull’adeguamento sismico nelle scuole (30 milioni) o – da qui a poco – ai bandi sulla Pubblica illuminazione e l’efficientamento energetico (35 milioni).

Per non parlare del Piano d’azione occupazione e inclusione presentato nei giorni scorsi che prevede un reddito di inclusione attiva per circa 17 mila calabresi (280 milioni) oltre al piano delle politiche attive destinato ai percettori di ammortizzatori sociali in deroga, per cui la Calabria vanta il primato tra le regioni d’Italia (29 milioni).

Questi sono fatti il cui merito non è ascrivibile solo alla giunta ma, in eguale parte, anche al Consiglio per l’apprezzabile speditezza e, al contempo, la diffusa partecipazione alle decisioni: riunioni, audizioni, commissioni consiliari, consiglio. Un raro esempio di concretezza ed efficienza di cui, però, dobbiamo sentirci protagonisti senza cedere alla superficialità dei giudizi.

La nostra missione, dunque, è quella di non fallire e di dare senso alla nostra permanenza in consiglio regionale senza porci problemi che non ci sono. Perché chi voglia trovare le ragioni del proprio impegno politico può farlo elevando la qualità legislativa di una Regione che ha bisogno di condivisione e non già di cesure che rallentino un processo difficile e ostico ma, al tempo stesso, necessario e non più rinviabile.

Ecco perché – alla luce di questi risultati - trovo dannosa e improduttiva la polemica sui tecnici in giunta. Una giunta, tra l’altro, guidata da chi è cresciuto a pane e politica che con il necessario equilibrio saprà agevolare i rapporti con il Consiglio nel perimetro delle competenze politiche e amministrative di ciascuno.

Il problema vero è che i risultati epocali di questi mesi – che, sia chiaro, non sono sufficienti - non ci hanno consegnato la cifra esatta del nostro impegno perché non riscontriamo l’impatto immediato tra i cittadini.

È l’eterna lotta tra chi pensa alle prossime elezioni e chi invece – senza scomodare De Gasperi – pensa, non dico alla prossima generazione, ma almeno a non trascorrere questo tempo nella massima istituzione calabrese senza lasciare traccia di sé. (Giuseppe Aieta.Consigliere regionale Pd)

A Lamezia terme, invece, si è tenuto un vertice infuocato dei consiglieri dem.

Scrive Antonio Ricchio de Il corriere della Calabria: “Vincenzo Ciconte, che i boatos indicano come uno dei papabili per la candidatura a sindaco di Catanzaro, è il più netto: «Serve aprire una fase nuova alla Regione».

C’è la giunta regionale dei prof nel mirino dell’ex vicepresidente.

Ciconte affonda, ma a chiedere un cambio di passo ci sono tutti gli altri componenti del gruppo del Pd in consiglio regionale che a Lamezia - assente solo Aieta - si ritrovano per proseguire il confronto avviato la scorsa settimana a Reggio Calabria.

Sebi Romeo prova a mediare, a difendere le scelte compiute dal governatore, ma viene travolto dall’ira dei consiglieri. «Non sentiamo il bisogno di ascoltare in questa sede un portavoce di Oliverio» è la replica dei più critici.

Eccola, la manovra di accerchiamento al governatore.

Perfino Mimmo Bevacqua, il più moderato tra i moderati, non le manda a dire: «L’allarme di Ciconte va ascoltato, in Calabria c’è sofferenza e alla Regione c’è una macchina amministrativa che va avanti con la retromarcia innestata».

E ancora: Tonino Scalzo, ex presidente del consiglio regionale, che ha dovuto lasciare l’incarico dopo l’avviso di garanzia per “Rimborsopoli”: «C’è bisogno di aprire una fase nuova».

Interviene pure Carlo Guccione, che i più perfidi indicano come il più «convinto oppositore» di Oliverio in questi ultimi mesi: «Se continuiamo così rischiamo di andare a sbattere violentemente.

E il conflitto aperto con la società calabrese potrebbe avere ripercussioni anche sul congresso del Pd».

Già, perché c’è anche la partita interna in questo duello a distanza tra assessori tecnici e consiglieri regionali.

Michele Mirabello, uno degli alfieri della corrente autonomista dem varata dal governatore, è ancora più esplicito: «In giunta c’è qualche assessore che sta giocando una partita tutta sua».

Nel mirino c’è la legge regionale sui Centri per l’impiego. Un esempio, secondo i consiglieri regionali, di come gli assessori procedano in ordine sparso, bypassando le prerogative dei consiglieri.

E poi la legge sull’istituzione della riserva “Valli Cupe”, approvata all'unanimità su proposta del forzista Mimmo Tallini, «che qualche assessore ha curiosamente preso a cuore» e alla cui presentazione, in programma la prossima settimana, non parteciperà il Pd.

Due episodi di una lunga telenovela. Che fanno dire a Mimmo Battaglia, il “padre” della proposta di legge poi ritirata sul ritorno dei vitalizi, che «il cambiamento non è più rimandabile».

Ernesto Magorno pensa che a questo punto sia finita.

E invece è ancora il turno di Nicola Irto. Il presidente del consiglio regionale invoca chiarezza sulla gestione di comparti chiave come Sanità, Agricoltura, Turismo e Fondi comunitari.

E sull’Asp di Reggio Calabria, trovando una sponda in Romeo, si dice «preoccupato» per una serie di atti assunti dal commissario che «fa riferimento a Oliverio». E per il cui operato, dunque, sarà complicato dare la colpa al commissario Massimo Scura.

Infine, la richiesta unanime: stop al commissariamento degli enti sub-regionali.

È guerra, insomma.

Al segretario regionale non resta che prendere atto della situazione e assicurare l’impegno a convocare, alla presenza del governatore, una nuova riunione del gruppo.

Obiettivo: concretizzare la partenza della “fase 2”.

Con queste premesse non è azzardato affermare che l’esecutivo dei prof potrebbe avere davvero le ore contate.”

Salvo che Oliverio non provi ad affidare ai proff anche il consiglio regionale.

Perchè no, viene da chiedersi, se sanno governare dalla Giunta sapranno governare anche dal Consiglio?

Pubblicato in Reggio Calabria

Ecco cosa scrive il PD :

“Il Partito Democratico ritiene che Amantea abbia bisogno di una costituente pubblica.

 

La città è sull’orlo di una crisi profonda. Una crisi non solo economica (con le casse del Comune molto probabilmente vuote e troppe vetrine di negozi con su scritto “chiuso”), ma anche morale e di valori.

Una decadenza che rischia di oscurarne la storia, le tradizioni, le speranze. E che, nell’immaginario collettivo, potrebbe collocarla distante dalla perla del Tirreno.

Anni di politica litigiosa - spesso autoreferenziale, ingrata, incapace di avere una visione di città, che ha fatto più per sé che per gli altri – hanno lasciato il più negativo dei segni nella gestione della cosa pubblica, ed hanno contribuito a deteriorare l’etica comunitaria, distorcendo le aspettative dei cittadini.

Alla più o meno recente storia politica di Amantea, tuttavia, non è di certo mancato il senso dell’umorismo. Impossibile, infatti, trovare un politico che non abbia cantato sempre il medesimo ritornello: centro storico, mare, spiagge, porto, turismo, commercio, lungomare, sviluppo di Campora.

Ricette giuste.

Ma pezzi di carta senza la somministrazione della cura.

Lecito e doveroso è domandarsi: cosa si è rotto nel passaggio dall’enunciazione alla messa in pratica? E trovata la risposta, l’interrogativo seguente sarebbe: come e chi può invertire questa rotta?

Pecca – secondo noi - di presunzione chi ritiene di “avere da solo i requisiti”.

Una costituente pubblica (aperta ai contributi provenienti dalla società civile, dal mondo dell’associazionismo laico e cattolico, dalle realtà sindacali, dalle tante competenze presenti in città e dall’entusiasmo contagioso dei giovani) è necessaria perché bisogna trovare – insieme - la forza, il coraggio ed il gusto di mettere il nostro patriottismo nelle cose di cui la città ha veramente bisogno.

 

Una scala di priorità, non un elenco della spesa, che dovrà trovare una sua coerenza nel patrimonio delle nostre tradizioni e della nostra storia. In questo Amantea può ritrovare il percorso smarrito.

Occorre tornare a pensare la città in un suo tutt’uno, con generosità e altruismo, adoperandosi in favore di quel necessario clima di riconciliazione - morale, comunitario e delle responsabilità - elemento di volta per Amantea.

Da queste tracce la città deve ripartire.

Perché solo la comune consapevolezza del valore che esprime Amantea può restituirle quel naturale ruolo di leadership e farla tornare - prendendo in prestito i versi di Franco Danese - bella fra le più belle del Tirreno.

Da queste considerazioni muoveremo dei passi per dare un contributo alla città.

Amantea, 23 febbraio 2017

Per la Segreteria del Circolo PD Amantea Il Segretario Enzo Giacco

Proviamoci. E’ vitale per Amantea e gli amanteani.

Ma da dove cominciare , caro Enzo?

Dalla città, dove sicuramente esistono uomini e donne di grande dignità, di grande morale, capaci di spendere le proprie qualità umane e culturali per la città, aspettando con serena lungimiranza il “ritorno” anche agli amanteani?

Sarà possibile trovare sociale tali le persone necessarie per rifondare una città che ha quasi 3000 anni durante i quali è riuscita a sopravvivere a tanti difficili momenti?

E che fine faranno tutti quelli che vivono e prosperano grazie al levantinismo etico e morale ed economico?

Dove metterà il PD quelli che finora hanno soltanto sfruttato questa non amata città?

Quali marciapiedi andranno a battere, loro ed i loro lenoni ?

Giuseppe Marchese

Pubblicato in Politica

pd-810x542Il Governatore della Puglia Emiliano dopo tante giravolte finalmente ha deciso: resterà nel Pd e sfiderà Matteo Renzi alle primarie del partito candidandosi a Segretario del Pd.

 

Alla Direzione del Pd ci dovevano essere delle grandi sorprese, invece eccoti Emiliano che fa marcia indietro, ci ripensa, meglio restare nel Pd e continuare a governare la regione Puglia.

Se avesse abbandonato il partito certamente nel Consiglio regionale pugliese ci sarebbero stati degli strascichi, molti non lo avrebbero seguito.

 

Meglio l’uovo oggi, che la gallina domani.

La sua giravolta, però, ha portato degli sconquassi nella compagine dei ribelli e brucia moltissimo agli ex compagni di strada, i quali vanno avanti alla ricerca di un nuovo soggetto politico di centro sinistra che per il momento non ha un nome.

I Ministri Franceschini, Orlando e Delrio tentano di scongiurare la scissione. Sarà una impresa difficile ed impossibile.

 

La strada resta tutta in salita.

Per evitare la scissione Matteo Renzi dovrebbe abbandonare tutte le sue velleità e dovrebbe essere rottamato. Ma Renzi, purtroppo, non vuole lasciare il partito e il potere che ha conquistato in questi anni. I contendenti si odiano, si detestano, si combattono a viso aperto, nei fuori onda se ne ascoltano di tutti i colori, per il dominio di un partito che a poco a poco perde consensi e che considerano di loro proprietà.

Dice bene Alberto Infelise su <La Stampa>: "Forse quando smetteranno di fare la pipì in giro per segnare il territorio torneranno a essere in qualche modo interessanti per gli elettori."

 

E mentre i Deputati e Senatori litigano su tutto il Premier Matteo Renzi vola negli Stati Uniti snobbando la Direzione del suo partito intento a scrivere le regole per il prossimo Congresso.

Dalla California fa sapere che va bene così. La scissione annunciata e strombazzata ora è ancora più debole. Renzi è arcicontento che Emiliano sia rimasto nel Pd, si avranno, così, delle vere primarie molto partecipate.

Gli ex compagni di strada e di merenda del Governatore, però, non hanno gradito la sua giravolta e sono molto arrabbiati e irritati per il cambio di rotta. Ha scombussolato e non di poco i loro piani.

Ma forse è un bene che Emiliano sia rimasto nel Pd e che se ne siano andati Rossi, D’Alema e Bersani e qualche Deputato di provincia.

Renzi li avrebbe rottamati lo stesso non presentandoli candidati alle prossime elezioni politiche. Lo hanno capito e allora per non fare una brutta figuraccia hanno inventato delle scuse puerili e si sono rottamati da soli. Dove andranno nessuno oggi lo sa.

Quanti voti porteranno al nuovo partitino nella prossima competizione elettorale? Pochi voti, direi, non sufficienti per farli ritornare in Parlamento ad occupare le comode poltrone che il vecchio e glorioso partito comunista aveva garantito fino ad oggi. Leggendo i loro nomi sono tutti provenienti da quel partito sconfitto dalla storia. Insufficienti a portare alla Camera e al Senato un numero sufficiente di Deputati e Senatori per essere determinanti per formare un nuovo governo di centro sinistra o di sinistra. E allora tanto valeva restare nella casa madre e combattere Renzi e il renzismo dall’interno.

Ma cosa c’è davvero dietro la scissione del Pd? C’è la lotta per la conquista e la conservazione del potere.

Nelle prossime elezioni elettorali in autunno o nel 2018 con la legge elettorale in vigore il Pd non raggiungerebbe il 40% dei voti, quindi non scatterebbe il premio di maggioranza e perderebbe quasi un terzo degli attuali Deputati. Solo i capilisti sono certi della elezione, gli altri dovranno conquistarsela attraverso una lotta fratricida delle preferenze.

 

Con Matteo Renzi, rieletto al Congresso e non ai gazebo segretario del partito, la minoranza di sinistra avrebbe poche possibilità di farsi ascoltare e ad essa resterebbero soltanto le briciole. Ecco perché, arrivati a questo punto, tanto vale rischiare la scissione.

Ma c’è una bella polpetta avvelenata pronta per gli scissionisti che potrebbe mettere in gravi difficoltà il nuovo soggetto politico appena nato e tutti i voltagabbana che militano nei partitini nati dalle scissioni del partito di Berlusconi: l’innalzamento della quota necessaria per entrare in Parlamento dal 3 al 5%. Sciuollu! Dove andranno Bersani, D’Alema, Alfano, Cicchitto, Bondi, Casini, Fitto e Company? A casa, a casa. Sarebbe davvero bello e l’alba di una nuova primavera.

Pubblicato in Italia

Riceviamo e pubblichiamo la nostra stampa del segretario del PD Enzo Giacco.

 

Eccola:

 

“Sul tema del lavoro la pensiamo come la Cgil e lo Spi.

Abbiamo letto la nota dell’incontro tra i rappresentanti del Sindacato ed il SubCommissario prefettizio, dott. Ghionna, e ci sentiamo di ribadire le preoccupazioni – già espresse più volte negli ultimi mesi – per la perdita del posto di lavoro di diversi nostri concittadini.

Timori che oggi riguardano anche i lavoratori impegnati nella raccolta differenziata, in vista della scadenza del contratto di appalto nel mese di giugno.

 

Sottoscriviamo in pieno le istanze presentate dalla Cgil e dallo Spi: il fatto che il Sindacato abbia dato parere favorevole a riprendere la vecchia delibera di stabilizzazione dei Vigili urbani (poi non stabilizzati) rappresenta un’ipotesi che ci auguriamo la delegazione prefettizia possa approfondire dal punto di vista della fattibilità.

 

Ci uniamo, inoltre, alla richiesta di riassunzione dei lavoratori impegnati per conto del Comune nell’accertamento e nella riscossione dei tributi minori.

È da mesi che invochiamo la tutela e la salvaguardia per questi lavoratori.

Auspichiamo che presto possano essere loro restituite la tranquillità e la serenità che solo la dignità di un lavoro è in grado di garantire.

 

Amantea, 8 febbraio 2017                             Enzo Giacco Segretario PD Amantea

Sono circa 40 anni che Amantea non ha un Partito che parli alla comunità, che alla stessa si presenti con quello che ha da dire e da fare.

 

Un Partito che non si “squagli” quando gli si para dinanzi lo scoglio delle elezioni.

Ma questa volta sembra che Amantea possa cominciare a dire basta alle liste civiche nelle quali si usava e si usa raccogliere di tutto e di più, ma che poi si sfaldano per la mancanza di democrazia interna, di confronto, di collante, di espressività.

La lettera alla commissaria già è stata, di per sé, ben espressiva, ma questo comunicato intende, ci sembra, esprimere i “colori” del PD amanteano e non esserne semplicemente “cornice”.

 

Valutate voi! Ecco cosa scrivono:

“Noi del Partito Democratico pensiamo che l’immoralità e l’illegalità rappresentino le piaghe dei nostri tempi e del nostro territorio, pertanto nessun progetto di crescita e di sviluppo per Amantea può prescindere da LEGALITA’ e TRASPARENZA.

Parole d’ordine che, per quanto riguarda il PD, rappresenteranno il faro che ne illuminerà le scelte.

Lo diciamo chiaramente: su questo terreno non siamo disponibili a fare sconti a nessuno.

 

Perché LEGALITA’ e TRASPARENZA rappresentano per noi la diga che argina intenzioni equivoche e blocca le opacità.

La proposta politica e amministrativa del Partito Democratico sarà ideologicamente e nella sostanza distante dal rischio del malaffare e della scorrettezza.

Pratiche che si ripercuotono assai negativamente sulla vita dei cittadini.

Non si tratta di invocare facili moralismi, bensì di porre con forza una questione morale di cui la città ha bisogno.

Siamo convinti che Amantea necessiti di una proposta politica e di governo capace di reagire con fermezza dinnanzi a fatti che violano le norme della civile convivenza e la sicurezza dei cittadini, rendendo pratica quotidiana la correttezza e la trasparenza delle procedure.

 

Sappiamo bene, però, che la costruzione di una simile proposta deve poggiare su una comune condivisione. Deve avere un’anima.

Per questo ribadiamo quanto già affermato nei giorni scorsi, ovvero che le sommatorie fine a se stesse – come quelle che da più tempo caratterizzano le elezioni amministrative - non hanno alcuna utilità per la città, perché finiscono sistematicamente per assecondare mire individuali: l’esemplificazione dell’esito di tali esperienze non può essere meglio rappresentato che dal disarcionamento, a metà mandato, dell’amministrazione Sabatino.

È la stessa idea delle adesioni a convenienza che a volte si verificano nel Partito: atteggiamenti frutto di riposizionamenti o di temporanee utilità, ma che nulla hanno a che spartire con la condivisione di una prospettiva ideale e valoriale, ne tantomeno di un progetto politico.

Amantea, invece, ha bisogno di donne ed uomini, delle loro storie che devono esprimere una prospettiva di coesione rientrante in una più vasta e complessiva visione di città.

Nei prossimi giorni riuniremo il Partito per definire con chiarezza la cornice di idee e di proposte sulla base della quale aprire una costituente pubblica con tutti coloro che immaginano un futuro altro e diverso, ridando innanzitutto credibilità e restituendo dignità al nostro Comune di cui tutti i cittadini dovranno sentirsi orgogliosi.

 

Amantea, 3 febbraio 2017

Enzo Giacco                           Segretario PD Amantea

Stefano Spina                         Segretario GD Amantea

Antonio Veltri                          Vice Segretario PD Amantea

Antonio Morelli                      Tesoriere PD Amantea

Sergio Tempo                         Assemblea Regionale PD Calabria

Vincenzo Pugliano                 Responsabile Regionale organizzazione GD Calabria

Amedeo Muoio                      Direzione Provinciale PD Cosenza

Giovanna Buffone                 Presidente provinciale GD Cosenza

Andrea Argentino                  Segreteria PD Amantea

Giovanna Bonavita                Segreteria PD Amantea

Pasquale Bonavita                  Segreteria PD Amantea

Antonio Chiappetta               Segreteria PD Amantea

Mariolina Fera                        Segreteria PD Amantea

Lucia Groe                             Segreteria PD Amantea

Laura Pagliaro                        Segreteria PD Amantea

Gennaro Perri                         Segreteria PD Amantea

Saverio Porzio                        Segreteria PD Amantea

Giuseppe Sconza Testa          Segreteria PD Amantea

Domenico Vellone                 Segreteria PD Amantea

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