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Il segretario del PD Enzo Giacco incontra la commissaria Greco e le espone per primi questi problemi:

 

“Gentile dott.ssa Greco abbiamo molto apprezzato le dichiarazioni, rilasciate in seguito al suo insediamento, che palesano la Sua volontà di intervenire sulla situazione finanziaria ed economica dell’Ente, ma anche di affrontare le questioni prioritarie che riguardano la città.

Ci teniamo a offrire un primo contributo rispetto ad alcune delle criticità che rileviamo ad Amantea.

 

Situazione economico-finanziaria.

Nei mesi precedenti la caduta dell’amministrazione Sabatino, più volte abbiamo chiesto lumi – senza mai ottenerli – rispetto alla reale situazione del bilancio dell’Ente.

I nostri concittadini negli ultimi mesi sono stati soffocati dalle richieste di somme relative a tributi e multe, anche con pignoramenti sui conti correnti. In altri termini, si è consumata una affannosa ed indispensabile ricerca di liquidità. A ciò si aggiunga il niet della CDP riguardo alla richiesta di mutui, la richiesta da parte di privati di crediti non presenti nel bilancio dell’Ente ed altri segnali assai preoccupanti.

Ci domandiamo se l’Ente non sia a rischio dissesto. Consapevoli del fatto che tale stato patologico del bilancio sarebbe penalizzante per i cittadini, ma anche per chi dovrà tracciare un progetto di governo del futuro di Amantea.

 

Trasferimento Tenenza GdF

Altro elemento di preoccupazione è rappresentato dall’annunciato trasferimento della Tenenza della Guardia di Finanza. Il nostro territorio, negli ultimi tempi, è stato al centro di diversi episodi che hanno turbato la serenità della comunità. In questo quadro, rinunciare alla fondamentale presenza della GdF – in un Comprensorio che, tra l’altro, già soffre un palese sottodimensionamento di presidi a garanzia della sicurezza dei cittadini – sarebbe un segnale grave preoccupante.

 

Poliambulatorio

Negli ultimi mesi più volti ci siamo visti costretti ad intervenire a tutela del Poliambulatorio cittadino in seguito a tentativi di depotenziarne i servizi.

Oggi stiamo ponendo il problema del Laboratorio analisi cliniche che necessita con urgenza di una unità di personale tecnico a pieno servizio.

E’ utile far presente che - in seguito alle proteste dei cittadini per alcuni provvedimenti inseriti nel DCA n. 84 del 21 Luglio 2015 ed all’istituzione di un tavolo tecnico presso il Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria - con Delibera 1397 del 29 agosto 2016 (adozione Atto Aziendale dell’Asp di Cosenza) sono state individuate le Case della Salute del territorio dell’Asp di Cosenza. Tra queste figura la Casa della Salute di Amantea.

 

Centro storico

La conclusione dei lavori di restauro dei ruderi della Chiesa di San Francesco d’Assisi avrebbe dovuto rappresentare la motivazione per la definizione di un piano di riqualificazione ordinaria dell’intero Centro storico volto, innanzitutto, alla sua fruibilità.

Per mesi abbiamo palesato alcuni interventi di cui necessita, a nostro parere, il borgo antico: riqualificare ed identificarne le vie d’accesso, evidenziarne con opportuna segnaletica i tanti percorsi storici, maggiore cura degli spazi (da monitorare per evitare situazioni di degrado).

 

Campora San Giovanni

Campora rappresenta una realtà particolarmente dinamica dell’intero tessuto cittadino. Da tempo riteniamo prioritari la realizzazione di un adeguato e sicuro accesso al mare (qui una riflessione andrebbe fatta verso l’area di via Torrione), un maggiore decentramento dei servizi comunali (partendo da quelli di anagrafe, protocollo e tributi) e la riqualificazione dell’area mercato.

 

Integrazione e accoglienza

Il precedente Sindaco, nel mese di novembre 2016, ha scritto a S.E. il Prefetto chiedendo “di evitare l’apertura di nuovi centri di accoglienza destinati ai migranti”.

In quell’occasione abbiamo suggerito, al fine di migliorare il sistema di accoglienza e quindi di integrazione, di accedere al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (c.d. Sprar).

 

Siamo ancora convinti che questa sia la strada da seguire.

Tale documento non ha pretese esaustive ed ha carattere interlocutorio. Vuole offrire una panoramica, ed ovviamente senza pretese di completezza, delle criticità presenti in città.

Proprio a tal riguardo le nostre preoccupazioni non possono che essere associate anche al rischio di non programmare adeguatamente l’estate 2017, che per le prospettive della città assume grande valenza: la scintilla turistica in una città di mare ha forte valenza occupazionale di tipo stagionale e ricadute positive sull’economia.

 

Ed a proposito di occupazione, infine, si sentiamo di far presente che nell’ultimo anno diversi cittadini hanno perso il proprio lavoro, con conseguenze evidenti per le loro vite e per quelle delle loro famiglie; ci riferiamo ai vigili non stabilizzati, ai vigilini (strisce blu) non garantiti da clausola di salvaguardia, ai lavoratori della società che si è occupata, per conto del Comune, dell’accertamento e riscossione dei tributi minori (I.C.P., D.P.A., T.O.S.A.P.).

Circolo PD Amantea

Mille le variabili per comporre una lista che partecipi credibilmente alle elezioni.

Mille le regole che sovrintendono alla sua formazione.

La prima è la più importante.

Parte dall’assunto ,molto presente e molto creduto, che tutti potremmo essere politici e non solo locali (un po’ come tutti crediamo di poter essere allenatori della nazionale), perché gli altri, quelli che hanno già fatto il sindaco o l’assessore, non sono certo più intelligenti di noi.

Tutto nasce dal fatto che la politica ti mette in mostra, e chi vuole apparire deve candidarsi.

Il problema della candidatura è che o ti metti a formare, e magari guidare, una lista o aspetti che qualcuno ti chiami nella sua.

Una attesa spesso inutile o quantomeno lunga. Peraltro non puoi nemmeno proporti se prima non ne conosci almeno la sua composizione iniziale.

Per candidarsi e, quindi, per definire la lista c’è un tempo opportuno ed è quello degli ultimi giorni prima delle elezioni; giorni ,ed ore concitati .

E così in quei momenti o sali o resti a terra, sei disponibile a quasi tutto, non guardi nemmeno i nomi e tantomeno chiedi quale sia il programma politico.

Il programma, infatti, normalmente, si copia o si scopiazza.

Questa è la prima parte della regola.

Mai , però, fare liste anticipatamente perché subirebbero gli attacchi di chi ne resta fuori e di tanti altri.

Ovviamente sfuggono a questa regola i partiti ed i movimenti.

Nel caso di Amantea parliamo del PD, l’unico partito, e del M5s. l’unico movimento.

Ed allora la domanda.

Ma il PD avrà una lista ad Amantea?.

Parliamo di quel PD che governa l’Italia, che governa la regione Calabria e che, da pochi giorni, governa anche la provincia di Cosenza.

Parliamo di quel PD che ha tenuto ad Amantea la Festa provinciale 2016.

Quel PD che invita ad “Essere, non ad apparire”

Quel PD che recentemente ha scritto “È emblematico come l’entusiasmo per l’avvio dell’ esperienza della “lista Rosa Arcobaleno” - con una giovane donna alla guida della città e tanti volti nuovi presenti in Consiglio - in due anni e mezzo si sia tramutato in foga per l’epilogo!”

Può questo partito restare fuori dall’agone politico?

Certamente no. Sarebbe uno scherzo atroce fatto alla città!

Oh. In verità, sappiamo che in politica è tutto possibile, anche il contrario di quello che è logico.

Ma se il PD non facesse una sua lista (magari con qualche candidato aggiunto non iscritto al PD ma che ne sposa valori e programma) continuerebbe il gioco dei politici che si nascondono dietro le liste civiche, e soprattutto nessuno più crederebbe a questo partito che non fa una sua lista locale pur avendo tra i suoi iscritti politici che hanno chiesto al partito e dallo stesso hanno avuto.

Ma soprattutto il PD mancherebbe al confronto con in M5s.

Il vero problema sembra quello che i portatori di voti, iscritti al PD o comunque di sinistra, vengono “ricercati” dai capi delle liste civiche

Sapranno resistere agli allisciamenti, alle adulazioni, alle lusinghe?

E se accetteranno il PD regionale e provinciale faranno finta di essere distratti, autorizzando una storia di continui mercimoni, così autorizzando a credere che il PD come partito non esiste?

Una cosa sembra certa e cioè che chi pensa di “acquisire” uomini del PD dovrà attendere prima il fallimento del PD.

Ma sembra che non ci sia “trippa per gatti”!

Pubblicato in Primo Piano

In Italia si irridono i più elementari principi della democrazia, ma tutto discende dall’equivoco PD!

 

Il quattro dicembre c’è stato il referendum, il No ha preso il 60% e il SI’ il 40% e quindi, inequivocabilmente , ha vinto il NO! Ma se un qualche cittadino italiano avesse seguito tutta la campagna referendaria fino a sabato tre dicembre e per qualche motivo non avesse potuto seguire le vicende politiche dal quattro dicembre in poi fino ad oggi, aggiornandosi, ne dedurrebbe che il referendum è stato vinto dal SI’!

 

Le due madrine della riforma “costituzionale” , Boschi e Finocchiaro le ritrova promosse l’una a Sottosegretario Unico della Presidenza del Consiglio e l’altra promossa a Ministro per i Rapporti con il Parlamento.

Il governo è sostanzialmente lo stesso, compresi i sottosegretari inquisiti, Renzi non c’è più, ma il suo successore dichiara continuità con il governo Renzi.

Per dire chiaro agli italiani che Renzi si è allontanato un pò dalla “sua” poltrona ma ha lasciato un cappello su quella poltrona, perché quel posto, checché ne possa dire il popolo italiano con il voto, è di sua maestà Renzi, perché cosi ritengono, PD-confindustria-finanza-grandi giornali-TV!

 

Il popolo italiano il 4 dicembre, chiamato a un vero e proprio voto costituente, si è espresso in modo inequivocabile: ha rigettato la riforma e insieme Renzi e il renzismo.

Ma il Presidente della Repubblica e tutto il blocco di potere che ha sostenuto il SI’ hanno fatto finta che quel voto fosse un banale incidente parlamentare.

Renzi invece che prendere atto della sconfitta, si sta preparando a rilanciare perché ha l’ossessione di ritornare al più presto a Palazzo Chigi.

E nessuno osa ricordare, a lui e a tutta la corte, che avevano solennemente promesso che se avessero perso il referendum si sarebbero ritirati a vita privata!

Quasi tutti i giornali e tutte le TV per circa tre anni hanno prodotto saliva a iosa per inneggiare al rottamatore che stava salvando l’Italia con le sue strabilianti riforme.


Poi vai a verificare e ti accorgi che la riforma Costituzionale era una “schiforma” che il popolo italiano, non seguendo i consigli di PD-confindustria-finanza-grandi giornali-TV, ha giustamente e sonoramente bocciato.

La riforma elettorale, il così detto italicum , fatta sulle esigenze che erano allora del PD, approvata con la fiducia, è stata sbandierata da Renzi e compagnia, con la complicità di quasi tutti i giornali e TV, come la migliore del mondo, che tutti ci avrebbero invidiato.

Nessuno,grande stampa,TV,tanti intellettuali e giuristi pro-Renzi,Presidente della Repubblica, aveva notato che questa legge oltre ad avere evidenti profili di incostituzionalità, era valida solo per la Camera dei Deputati, come a dire che il voto del popolo italiano doveva essere solo una noiosa formalità!

Oggi Renzi, tutta la sua corte e tutti i giornali e TV, considerato che i sondaggi dimostrano che l’Italicum potrebbe avvantaggiare il M5S e non più il PD, scoprono che è, assurdamente, valida solo per la Camera dei deputati, che ha grande probabilità di essere giudicata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

 

E ora tutti la vogliono cambiare e la grande riforma che tutti ci dovevano invidiare è per tutti un’altra “schiforma” partorita dal rottamatore e dalla sua corte toscana.

In un paese dove la democrazia funzionasse e non fosse sempre irrisa basterebbero già questi due fallimenti per decretare che il rottamatore e tutta la sua corte hanno fallito e devono andare a casa, devono passare la mano!

E se poi si vanno a vedere tutte le altre riforme sempre osannate da PD-confindustria-finanza-grandi giornali-TV?

La buona-scuola è buona solo per PD-confindustria-finanza-grandi giornali-TV e cattiva-scuola per tutti i lavoratori della scuola.

Il jobs act (fatto da un partito che si dice di sinistra!) piace solo a PD-confindustria-finanza-grandi giornali-TV ed è contestato da gran parte del mondo del lavoro.

Che dire delle politiche e delle riforme portate avanti dal governo del rottamatore sulle Banche, che da MPS a Banca Etruria sono state un disastro e hanno rovinato tanti piccoli risparmiatori e in compenso hanno salvato e fatto arricchire tanti speculatori e banchieri incapaci.

E quello che è successo nella Sanità lo soffre e lo paga ogni cittadino che deve fare una analisi o un’altra qualsiasi indagine per patologie o per prevenzione. E infine un velo pietoso sulla grande riforma della Pubblica Amministrazione della Madia!

Dopo i tanto decantati 1000 giorni in Italia il debito pubblico è aumentato di circa 110 miliardi di euro (peggio di quanto avvenuto con Berlusconi-Letta e Monti) la disoccupazione è al 12% e quella giovanile al 40%,ci sono quattro milioni e mezzo di persone che vivono in stato di povertà assoluta e tra loro tanti bambini!

 

E’ assolutamente necessario porsi alcune domande:

Ma come è possibile che un governo che si è sempre definito di sinistra ha adottato quasi sempre provvedimenti che sono stati graditi a Confindustria e alta finanza (vedi tra gli altri Marchionne e Serra!) e sgraditi ai lavoratori e agli ultimi?

Ma come mai dopo 3 anni di governo che si dice di sinistra aumenta il debito pubblico e insieme aumenta la povertà assoluta?

Ma come mai il segretario di un partito che si definisce di sinistra ha ottimi rapporti e convergenze con Marchionne,Confindustria,Serra ecc. ed è invece ai ferri cortissimi con la Camusso e con Landini?

Potrebbe essere solo immaginabile un Berlinguer che aveva attimi rapporti con Agnelli,Cuccia ecc. e essere ai ferri cortissimi con Trentin o Lama ecc.?

Io penso che da questo equivoco PD ha origine la confusione e l’irrisione della democrazia in Italia!

In una epoca di post-tutto è vietato rifarsi alle definizioni destra e sinistra,ma io ritengo che, senza una chiara e semplice definizione tra destra e sinistra (comprensibile “anche alla cuoca”!), non si può uscire dall’equivoco e dall’irrisione della democrazia.

Penso che oggi sia più che mai necessario stabilire degli indicatori che possano essere utilizzati per collocare un partito o un movimento a destra o a sinistra.

Bobbio affermava che la vera distinzione tra destra e sinistra è tra chi avverte “lo scandalo della disuguaglianza” e chi non l’avverte.


La sinistra dovrebbe fare proprie le ragioni e le esigenze di chi sta in basso nella scala sociale, senza se e senza ma!

Il PD renziano ha fatto proprie le ragioni e gli interessi di chi sta in alto nella scala sociale.

E’ per questo che non ha più i voti delle periferie e prende i voti nelle zone residenziali vip!

Altri tre indicatori forti potrebbero essere il rispetto degli elettori (le regole della democrazia), il rifiuto della clientela e della corruzione (Berlinguer docet!).

Cosa sarebbe successo se un governo Berlusconi avesse confermato il comandante dei Carabinieri, indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento, insieme a Lotti (ministro)?

Non è né un peccato né un reato essere di destra o di centro o altro, ma la confusione e la conseguente irrisione della democrazia si realizza quando si afferma di essere un governo di sinistra e poi si attuano provvedimenti che sono applauditi da Confindustria-e grande finanza e rigettati dal mondo del lavoro!

Di fatto oggi non c’è un solo PD,ma due PD, quello Renziano, che è un partito di centro che guarda a destra (non lo dico io, ma lo affermano intellettuali e studiosi tra questi Cacciari) e il PD Bersaniano che potrebbe definirsi come un partito di sinistra che potrebbe guardare alla sua sinistra e al M5S.

Una separazione consensuale potrebbe fare chiarezza nella politica italiana, giovare alla nostra democrazia e potrebbe aiutare anche il M5S a uscire dal suo isolamento.

E si potrebbe abbandonare definitivamente l’idea del bipolarismo in quanto i dati e i fatti dimostrano che in Italia non è oggi percorribile senza azzoppare la rappresentanza.

La responsabilità di Bersani è che continuare in questa situazione di separati in casa confonde e disorienta tanti militanti PD provenienti dal PCI e tanti cittadini.

 

Il protrarsi di questa convivenza ha due effetti negativi.

Il primo, meno grave per la democrazia e la sinistra, di allontanare da questo PD chi, attrezzato culturalmente, rimane dentro un orizzonte culturale di sinistra.

Il secondo, molto più grave culturalmente per la sinistra e in generale per la democrazia, di disorientare i meno attrezzati facendoli scivolare lentamente dentro l’orizzonte culturale e politico del PD renziano con la convinzione che sia quello della sinistra.

E’ come far morire nel cuore e nella mente di tante persone la speranza che un mondo meno diseguale, diverso e migliore sia possibile!

Giuseppe Furano

Pubblicato in Basso Tirreno

Come è strana la politica calabrese!

A Cosenza il candidato del PD Franco Iacucci si accinge ad essere eletto senza avversari. In sostanza il centro destra non esiste o meglio tutti “quelli” del centro destra hanno giocato a nascondino o

sono passati dall’altro lato.

A Crotone, invece, Nicodemo Parrilla, sindaco di Cirò Marina, è il nuovo presidente della Provincia.

Ha vinto nettamente sul concorrente Franco Parise, sindaco di Verzino e presidente facente funzioni uscente.

Il candidato sostenuto dalla Prossima Crotone (movimento che fa riferimento alla consigliera regionale di Cir Flora Sculco) ha ottenuto il 62,20% delle preferenze contro il 37,80% racimolato dal candidato sostenuto invece dal Pd.

Dopo le amministrative, dunque, l'area dem del Crotonese subisce un'altra "batosta" elettorale. Hanno votato 298 amministratori del territorio (così prevede la legge Delrio) su 330 aventi diritto di cui 213 maschi e 85 donne.

Il voto era suddiviso in 5 fasce demografiche, secondo un voto ponderato, ognuna di esse ha un quoziente diverso sulla determinazione del voto.

La composizione del nuovo consiglio provinciale è stata determinate in nottata.

Questa la nuova maggioranza che appoggerà il neopresidente Nicodemo Parrilla alla Provincia.

Si tratta dei consiglieri Armando Foresta, Giuseppe Renato Carcea, Dionigi Fera, Vincenzo Raffaele Lagani, Gennaro Le Rose e Vincenzo Secreti.

Faranno invece parte dell’opposizione: Samuele Albanese, Giampiero Amato, Paola Carvelli e Mario Megna.

Ora tutti i strappano le vesti

Qualcuno si appella a Magorno e dice che è «Necessaria una nuova gestione e il coinvolgimento dei territori»

Giuseppe Neri segretario-questore del consiglio regionale dice che. «È impensabile continuare a gestire la grande collettività democratica con lassismo e piattezza.

La base del partito, disillusa e arrabbiata, non riesce a riconoscersi nelle scelte che il gruppo dirigente sta mettendo in campo e dopo le cocenti sconfitte alle elezioni comunali di Cosenza e Crotone, del referendum di dicembre, ha espressamente chiesto una nuova fase di gestione e di organizzazione”.

Poi conclude dicendo «Invito pertanto il segretario Magorno a intraprendere un'azione mirata, nel breve periodo, che coinvolga tutti gli strati propositivi della società affinché si costruisca una nuova stagione politica e amministrativa capace di restituire linfa e vigore al nostro partito rilanciandone il ruolo nella società civile calabrese e nazionale».

Ma và!

Pubblicato in Crotone

La foto non è delle migliori, ma è quella del comunicato stampa.

Di buono c’è che in essa si vede finalmente Franco Iacucci sorridere.

 

E questo perché Franco Iacucci è ufficialmente il candidato del PD alla presidenza della Provincia di Cosenza.

L’investitura è arrivata dall’Assemblea dei sindaci e degli amministratoridel PD, tenutasi ieri sera nei locali della Federazione in via Piave.

Franco Iacucci, sindaco di Aiello Calabro, è da anni tra i collaboratori più stretti del presidente della Regione Mario Oliverio, avendolo seguito dalla Provincia, nella quale sogna di ritornare.

“Negli ultimi mesi abbiamo dato più volte voce a spifferi di corte che davano Iacucci particolarmente inviso a Madame Fifì e Nicola Adamo per semplici motivazioni di… convivenza all’interno di un cerchio magico che ha risentito e non poco degli umori di Palla Palla e (nuova) signora.

 

La candidatura di Iacucci, dunque, risponde soprattutto a esigenze interne dello stato maggiore deifamigerati notabili e non è detto che venga rispettata da tutto il partito (abbiamo appena accennato agli adamitici), considerato che dall’altra parte (si fa per dire) ci sarà Occhiuto o, addirittura, Marcello Manna”.

Ma il sorriso è anche la dimostrazione che Iacucci sa di avere vinto.

Non c’è spazio per altri, chiunque loro siano.

Pubblicato in Basso Tirreno

La consigliera Concetta Veltri prende una decisa posizione a tutela dei lavoratori dell’ArcaServizi srl ed ora scrive su quanto fatto.

 

Non possiamo non evidenziare quanto da Lei affermato.

-circa la sincerità e la sensibilità personale del sindaco Monica Sabatino ed il suo fermo orientamento nobile e disinteressato per la tutela del personale perdente posto;

 

Né possiamo omettere di cogliere la fragilità della posizione del sindaco che ha visto non percepito questo suo indirizzo politico.

Una fragilità determinata da diversi e distinti “ altri orientamenti e forse interessi”.

“Altri orientamenti e forse interessi” che sono tutti da scoprire e da valutare e che probabilmente saranno valutati non dalla politica.

 

Ecco però il forte comunicato:

“E’ noto che il comune ha sciolto il contratto con l’Arcaservizi che era concessionario della Tosap, della tassa di Affissioni e Pubblicità.

La conseguenza pratica è stata la sospensione dei servizi resi dal personale dell’Arcaservizi e cioè di Daniele Perricone, di Francesco Mangione e di Franco De Carlo.

Non sono i primi e forse non saranno gli ultimi a perdere il lavoro e così a trovarsi nei guai insieme alle loro famiglie, guai che qui in Calabria assumono la connotazione della assoluta gravità.

 

Era già successo molti anni fa con la Foderaro che gestiva alcuni servizi per conto del comune.

Anche in quel caso il personale si trovò a perdere il lavoro. Parliamo di Carmelo Zucco, di Anna Bonanno, di Maria Posa e di Francesco cd “il letturista”.

Ma l’amministrazione del tempo non volle perdere le conoscenze acquisite dal personale licenziato dalla Foderaro e lo riassunse per intero.

Questo personale costituì l’ufficio tributi del tempo.

Ci pare di ricordare anche che, più recentemente, c’è stato un tempo in cui l’amministrazione comunale ebbe ad affidare la gestione della pulizia e dei servizi del porto alla Lamezia Multiservizi.

Poi la stessa amministrazione comunale decise di affidare i medesimi servizi ad una diversa società , nel caso ad una cooperativa sociale di tipo B denominata “Gente di mare”.

Bene. In quella occasione il comune dispose che il soggetto subentrante nel servizio assumesse le unità che avevano prestato attività con la precedente azienda.

Una scelta politica non contestabile, di alto profilo e lignaggio, di fatto un riconoscimento della responsabilità del comune verso chi era stato impegnato in precedenza in un servizio dell’ente ed anche la dichiarazione della volontà di utilizzare le professionalità acquisite dai dipendenti della Multiservizi.

Mi sono impegnata, anche in seguito all'attenzione che il Partito Democratico ha riservato alla vicenda, per sensibilizzare personalmente il sindaco Monica Sabatino a confermare tale orientamento ricevendone un impegno personale nobile e disinteressato.

Purtroppo dobbiamo rilevare che l’orientamento del sindaco, almeno in questa fase, non è riuscito a prevalere su altri orientamenti e forse interessi.

Ed infatti la segretaria comunale nella qualità di responsabile dell’ufficio tributi ha adottato una determina con la quale affida alla cooperativa Quadrifoglio una serie di compiti già dell’Arcaservizi srl

Difficile non ricordare che Carmelo Zucco nella qualità di responsabile dell’ufficio tributi adottò una delibera con la quale nelle more affidò l’ incarico di affissore dei manifesti a Franco De Carlo.

Del tipo paese che vai usanza che trovi, amministrazione imperante soluzione che trovi.

Il comune, è ben noto, è il più importante datore di lavoro di Amantea. E questo è un bene.

Ma è necessario che i suoi comportamenti siano improntati al rispetto del lavoratore.

Ci sembra di ricordare che però non sempre questa indicazione sia stata rispettata come l’etica e la legge morale impongono.

A fronte dei casi della Foderaro e della Lamezia Multiservizi ben altri sono stati i comportamenti in altri casi come quello che interessò i vigilini per i quali non vennero usate, purtroppo, la stessa attenzione e la stessa sensibilità.

Il comune ha creato un balletto di persone che vengono assunte, licenziate, di nuovo assunte, di nuovo definitivamente licenziate.

Se tutto questo avviene perché il lavoratore si inginocchi dinanzi al potere è vergognoso.

Se tutto questi avviene per dare un lavoro ad uno nuovo, togliendolo a chi lo ha già fatto è vergognoso.

Non ci appare giusto e tantomeno onesto, creare un disoccupato per assumere una persona verso la quale si ha un interesse personale o politico.

Non vorrei che anche questa vicenda finisca nelle aule dei tribunali.

Amantea non ne ha bisogno.

Cari iscritti, un altro anno è passato. Mesi intensi di lavoro e di impegno.

Il Partito Democratico in città ha ritrovato i suoi militanti. E questo è un bene per il Partito, ma anche per il paese.

Donne e uomini che credono in una stessa idea di società hanno messo a disposizione della nostra collettività

se stessi affrontando attivamente le problematiche politiche, sociali e culturali del nostro tempo.

Tutto quello che è stato fatto lo abbiamo fatto insieme. Un investimento emotivo non scontato nell’epoca triste dell’antipolitica.

Quegli occhi stanchi nei giorni della Festa provinciale de l’Unità, che abbiamo avuto la forza e la capacità di portare per la prima volta in città – a tal riguardo corre l’obbligo di ringraziare per l’opportunità dataci il Segretario Luigi Guglielmelli e tutte le Compagne ed i Compagni dell’Esecutivo provinciale - e della mattina del primo settembre quando ci siamo ritrovati dopo una notte di lavoro per restituire il bene comune Piazza Calavecchia come lo avevamo trovato, pesano nella mia coscienza come una responsabilità, e la mia gratitudine non sarà mai sufficiente.

Sono consapevole che è solo dal lavoro che possono giungere le cose buone e, perché no, senso di gratificazione individuale e collettivo, perché è solo con l’impegno che si può realizzare la missione più vera di un Partito. L’auspicio è che, nel nostro comune viaggio, si possa continuare a lavorare insieme per poi poter gioire come comunità per aver contribuito alla felicità dell’altro: perché la soddisfazione è da ricercare sempre e solo nella dimensione in cui saremo in grado di migliorare la qualità della vita di tutti, perché il senso di quello che facciamo sta proprio nella nostra prospettiva altruistica, lavorando – come più volte ci siamo detti – “per la gente e tra la gente”.

E di cose buone ne abbiamo fatte insieme e le abbiamo fatte investendo su una visione ampia dei riflessi che la nostra azione politica potesse avere sul benessere collettivo: mi complimento con ognuno di voi per aver avuto la caparbietà di dare un contributo fondamentale ai fini dell’inserimento della Casa della Salute di Amantea nell’Atto Aziendale, un’evoluzione del sistema socio-sanitario e socio-assistenziale del territorio che si tradurrà in maggiore serenità e sicurezza per i nostri cittadini . Mi congratulo con voi per aver difeso il Poliambulatorio e per esservi battuti per non consentirne il depotenziamento dei servizi.  E vi ringrazio per essere riusciti a portare ad Amantea la Commissione Ambiente della Regione al fine di dare risposte alle preoccupazioni delle popolazioni che abitano la zona dell’Oliva. É da conforto il risultato finale dell’analisi del rischio, e la conseguente possibilità di procedere rapidamente, per come stabilito dall’Arpacal, con gli interventi di messa in sicurezza o di bonifica dei terreni. Non posso nascondere poi la mia soddisfazione per la straordinaria riuscita della Festa provinciale de l’Unità, che ha consentito di allungare la coda estiva di Amantea e che ha permesso di portare in città l’attenzione di tanti autorevoli esponenti della politica regionale e nazionale. Immagino ciò abbia rappresentato un valore per la nostra comunità. E voglio credere che alcune decisioni, come ad esempio l’ultima proroga riguardante la presenza della Tenenza della GdF, siano anche il frutto di questa nuova attenzione.

Ritengo, tuttavia, che siamo solo all’inizio del nostro lavoro. Ed in questo quadro la nostra priorità è rappresentata dalle fragilità, dalle debolezze, dalle difficoltà che condizionano la vita di molti nuclei familiari. Le nuove povertà non possono che essere il tema centrale di un’azione che si pone come obiettivo il miglioramento della vita delle persone. Nessuno slancio altruistico può avere senso se non si prendono per mano gli ultimi, se non si riesce ad offrire un contributo nei processi di costruzione del benessere e di restituzione delle dignità sottratte da una società che spesso si recinta nell’egoismo e da istituzioni distratte.

É proprio per tali motivi che i miei auguri per queste Feste non possono che essere di buon lavoro a tutti noi, auspicando che i nostri giorni possano essere intrisi dall’ottimismo della volontà senza mai perdere di vista il fatto che la traccia che siamo chiamati a scrivere non dovrà mai valicare i confini della generosità, della moralità, della ricerca del bene altrui.

Come ho già avuto modo più volte di dire, ci saranno momenti belli, ma anche momenti difficili e sarà in questi che saremo chiamati a misurare la nostra capacità di stare insieme e di essere realmente coesi.

Intendo rivolgere i più sinceri auguri e ringraziare tutti coloro i quali, in un modo o nell’altro, sono entrati in contatto con la nostra realtà.

Per questo ritengo doveroso ringraziare la stampa, le radio, le tv locali ed i siti internet per l’attenzione che ci hanno voluto rivolgere. Le Istituzioni e le Associazioni del Comprensorio. Tutti gli amici della Rete “Difendiamo la Salute”. I Segretari e i gruppi dirigenti dei Circoli del Tirreno, con i quali si sono stabilite positive relazioni. Ringrazio il Presidente della Regione Mario Oliverio, per la sua vicinanza e attenzione al territorio e la Parlamentare Enza Bruno Bossio, per esserci sempre.

Ringrazio quelli con cui ci siamo incontrati in questi mesi, ma anche scontrati, perché anche lo scontro può generare delle positività se frutto di convinzioni diverse e non pregiudiziale.

Esprimo un forte senso di gratitudine nei confronti di tutto il gruppo dirigente del PD Amantea, dalla Segreteria del Circolo - Andrea Argentino, Giovanna Bonavita, Pasquale Bonavita, Teresa Bruno, Giovanna Buffone, Tonino Chiappetta, Anna Chieffa, Mariolina Fera, Luca Ferraro, Lucia Groe, Amedeo Muoio, Laura Pagliaro, Gennaro Perri, Saverio Porzio, Vincenzo Pugliano, Pino Sconza Testa, Stefano Spina, Domenico Vellone - al ViceSegretario Veltri, al Tesoriere Antonio Morelli, che con la sua precisione e puntualità è sempre garanzia di trasparenza e di correttezza nella gestione delle risorse del Circolo. Molti di voi hanno lasciato che i rapporti si evolvessero in amicizia. Grazie per i tanti momenti di condivisione e per non aver mai fatto mancare il vostro sostegno all’idea che sta alla base del nostro impegno, per aver pensato prima al Partito ed agli altri ogni qual volta gli eventi lasciavano l’amaro in bocca, per non aver mai permesso che la delusione si trasformasse in demotivazione, per aver dato un contributo speciale alla costruzione del Partito ed un senso alla militanza.

A tutti voi va la mia stima e la mia gratitudine anche personale ed umana.

Viviamo un tempo in cui il dibattito politico si è fatto sempre più aspro. Vorrei tanto che nel nuovo anno il confronto si alimentasse non solo con la passione della convinzione, ma anche praticando il rispetto. Sono sempre convinto del fatto che il conflitto a tutti i costi non porti benefici ed anzi celi rischi.

Spero che il 2017 possa essere per tutti un anno di pace.

Ai Cittadini di Amantea e Campora San Giovanni auguro di trascorrere un sereno Natale ed ottenere il meglio nell’anno che verrà. Lo auguro a tutti di cuore.

Amantea, 23 dicembre 2016                  Enzo Giacco                    Segretario PD Amantea

La vicenda legata alla chiusura del presidio della Guardia di Finanza ad Amantea, sta assumendo i contorni di una soap opera americana.

 

 

 

Assistiamo in queste ore ad un’affannosa rincorsa, prima del PD locale e poi da parte del sindaco di Amantea, nel rivendicare meriti per la proroga concessa alla paventata chiusura del presidio della Guardia di Finanza.

Una rincorsa spasmodica al merito da offrire ai cittadini con tanto di intrecci forti con Ministri e deputati calabresi, pronti a mettersi in gioco per individuare soluzioni utili al territorio.

Una vicenda caratterizzata da legami sentimentali tra Ministri e Deputati con Sindaco di Amantea e PD locale.

Nella sostanza, mi sembra si assistere ad una sorta di promozione pubblicitaria fatta sulla pelle dei cittadini di Amantea, offendendone le capacità intellettive.

E’ chiaro che scongiurare la chiusura di un importante presidio di legalità è molto importante, ma se ciò viene utilizzato come strumento propagandistico, allora tutte le azioni messe in campo, va da se, sono fittizie e consapevolmente sterili.

A che serve caro sindaco Sabatino sbandierare meriti, quando parallelamente il suo partito (PD) nei giorni scorsi ha identicamente dichiarato di essersi attivato con lo stesso ministro e la stessa Deputata per scongiurare la chiusura??

I cittadini onesti di Amantea a chi devono dare credito, a lei o al PD ??

Bisognava aspettare silenziosamente ed evitare fantasiose e trionfalistiche trovate pubblicitarie , la verità è che si sta prendendo tempo per la riorganizzazione del presidio territoriale della guardia di Finanza, ecco il vero motivo della proroga.

Si fanno sempre gli stessi errori, grandi proclami con fumosi annunci ma nulla di concreto, non ultimo il caso legato all’apertura della casa della salute su cui, da tempo ormai, tutto tace!!

Bisognerebbe essere più onesti verso i cittadini di Amantea, evitando quella ossessiva ripetitività delle vicende che contengono, ormai sovente, parziali verità !!

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Questo il comunicato contenente la dichiarazione del segretario PD Amantea Enzo Giacco in merito alla decisione di prorogare il trasferimento della tenenza della GDF di Amantea

“Tengo ad esprimere la mia soddisfazione, e quella del Partito Democratico di Amantea, per la decisione di mantenere la Tenenza della GdF di Amantea.

Il nostro territorio, negli scorsi mesi, è stato vittima di diversi episodi che hanno turbato la serenità della comunità che qui conduce la propria vita. In questo quadro, rinunciare alla fondamentale presenza della GdF – in un Comprensorio che, tra l’altro, già soffre un palese sottodimensionamento di presidi a garanzia della sicurezza dei cittadini – sarebbe un segnale assai preoccupante.

L’ulteriore proroga deve essere interpretata come una buona notizia. Certamente permette di intensificare il lavoro di convincimento per far si che il presidio di legalità, rappresentato dalla nostra Tenenza della GdF, resti in città e qui continui a svolgere la propria preziosa funzione.

A tal riguardo, ritengo doveroso ringraziare l’On. Enza Bruno Bossio, che da mesi si prodiga in favore di questa causa a noi cara, e il Ministro dell’Interno, On. Marco Minniti, che già nello scorso mese di maggio si era interessato all’istanza da noi posta.

Un bel segnale che ci dice quanto sia importante che la politica sia vicina al territorio, e che ci sia un Ministro calabrese a raccogliere le sensibilità provenienti dalle nostre istituzioni e dai nostri cittadini.

Dal canto nostro, ribadisco la disponibilità del Partito Democratico ad intraprendere collettivamente le azioni che saranno necessarie per raggiungere l’obiettivo di mantenere un importante presidio di sicurezza e di democrazia nel Comprensorio, qual è la Tenenza della GdF.

Enzo Giacco   Segretario PD Amantea”

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Massima attenzione del PD al nuovo governo dell’ente provincia di Cosenza.

Il rincorrersi di voci sui possibili candidati alle prossime elezioni del presidente e del consiglio provinciale di Cosenza ha imposto il pronunciamento degli organi di partito.

Tanto più ora che da Roma arriva la notizia che Matteo Renzi ha fatto il mea culpa sulla sconfitta elettorale, rimandando tuttavia a data da destinarsi il congresso.

Ed allora la attenzione massima è verso le elezioni provinciali, che diventano il banco di prova della tenuta del partito.

E chi altri se non Luigi Guglielmelli il segretario provinciale dei Dem doveva e poteva intervenire ?

E nello specifico Luigi Guglielmelli ha precisato che “Il partito democratico si impegnerà, per le elezioni provinciali, in un percorso trasparente, partecipato e collettivo per selezionare il candidato alla Presidenza della Provincia e per la formazione delle liste per il rinnovo del consiglio provinciale.

Saranno innanzitutto i rappresentanti istituzionali degli enti territoriali, a partire dai sindaci, ad assumere ogni decisione”.

In sintesi , cioè, “Nei prossimi giorni saranno, dunque, convocati i sindaci e i capigruppo consiliari aderenti al Partito democratico per assumere conseguenti decisioni.

Il Pd, tuttavia, non punterà sull'autosufficienza ma perseguirà l'ambizione di costruire una espressione elettorale di coalizione a partire dalle nostre esperienze di governo regionale e nazionale.

Al momento si registra, anche se informalmente, un orientamento quasi unanime di pervenire alla scelta di un candidato alla presidenza che non abbia già concorso alla precedente competizione elettorale”.

Noi, onestamente, non ci crediamo.

Possibile che il PD butti il bambino con tutta l’acqua sporca, possibile che rinunci così facilmente ad esperienze umane e politiche di estremo lignaggio cercando nuovi nomi, nuovi volti nel parterre del PD provinciale?

Staremo a vedere.

Se saranno fatti fuori facilmente gente come Graziano Di Natale e come Franco Iacucci.

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