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Amantea Incidente 15.02.20Le due auto con a bordo due cittadini residenti ad Amantea hanno avuto una collisione per circostanze ancora da chiarire.

 

La notizia ę delle prime ore del pomeriggio, da quanto segnalato e raccolto dal nostro inviato Luca Guzzo e attraverso  ontile chef siamo riusciti a raggiungere nelle ultime ore, saremmo di fronte all’ennesimo incidente nel tratto della Strada Statale 18, ormai parterre di numerosi casi di tamponamenti e disavventure automobilistiche.

 

Da quanto documentato a mezzo foto l’incidente è avvenuto nei pressi del fiume Oliva e come sempre a distanza di poco tempo dall’accaduto le dinamiche sono ancora poco chiare e da verificare.

 

Da quanto sembra le auto coinvolte sarebbero due una Ford Focus che procedeva da Campora San Giovanni in direzione Amantea ed una Fiat, non meglio identificata, che proveniva da uno dei mille bivi di imbocco alla statale, la dinamica ancora poco chiara ci lascia presumere che l’eccessiva velocità e qualche distrazione abbiano causato il tamponamento dei due veicoli.

 

Non sembra vi siano problemi per i due malcapitati automobilisti, entrambi Amanteani, ma segnaliamo il disagio dovuto all’intenso traffico sul tratto interessato dopo l’accaduto.

Amantea Incidente-15.02.20

Pubblicato in Primo Piano

Qualcuno alza la sue bandiere a segnalare una attenzione storica verso il turismo.

Non solo del comune ma anche di tutti coloro che sono “dentro” il turismo, ne fanno parte , lo rappresentano.

 

Qualcuno come Amantea non ha nemmeno un capitolo di bilancio congruente, quello che permette di definire un programma, di attuarlo, di promuovere la città, di segnalare e promuovere i beni culturali e turistici, talora, come da noi, poco od affatto conosciuti.

Ma la cosa più grave è il fatto che ci sono persone che non amano la nostra cittadina e la dileggiano.

Se volete un esempio guardate le foto allegate.

Una è materiale di demolizione scaricato sotto il ponte di Oliva.

Un camion?.

Un motocarro?.

Non sappiamo quale mezzo sia stato usato.

L’unica cosa che sappiamo che chi lo ha fatto è un incivile.

E non basta!.

Più avanti prossimo alla spiaggia altro materiale edile abbandonato a dare un volto non meritato di una cittadina turistica.

Anche qui siamo in presenza di un comportamento vergognoso, incivile.

La gente si lamenta e chiede tele camerine.

Un lamento sterile per chi sa che ne esistono tante ma che o non funzionano o funzionano male.

Occorrono, infatti, tre cose.

Una è l’educazione ambientale

L’altra sono le contravvenzioni.

La terza è la pubblicizzazione del nome e del volto di questi villani.

Intanto la domanda .

Ma a chi spetta pulire i fiumi?

Alla Provincia? Bene lo faccia!

Alla regione? Bene lo faccia!

Non solo ma signor Gratteri che cosa fanno i controllori regionali dei fiumi?

Pubblicato in Campora San Giovanni

Ecco il testo integrale:

“Consiglio Regionale della Calabria On. Domenico Bevacqua Presidente Quarta Commissione

Assetto e Utilizzazione del Territorio e Protezione dell’Ambiente

Prot. N. 29/2018

 

 

Dott. Enzo Giacco Segretario del Circolo del Partito Democratico di Amantea

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

OGGETTO: Riscontro lettera aperta recante “Richiesta di bonifica della Valle dell’Oliva”

Caro segretario,

ho ricevuto e letto con la dovuta attenzione la missiva aperta prodotta dall’esecutivo del circolo da te diretto, relativa alla richiesta di bonifica della Valle dell’Oliva.

Voglio preliminarmente affermare che ne ho particolarmente apprezzato il merito e i toni, nonché, in particolare, condiviso l’interesse verso una tematica rispetto alla quale mi sono prodigato per lungo tempo nell’ambito delle funzioni istituzionali che ineriscono al mio ruolo di Presidente della Commissione Ambiente e Territorio.

Come opportunamente si rammenta nel rapido excursus che la lettera riepiloga, la

Commissione da me presieduta si è impegnata a fondo al fine di addivenire a una conoscenza chiara e puntuale di tutti gli aspetti concernenti la problematica in oggetto, giungendo a tenere, per la prima volta nella storia dell’istituzione regionale, una seduta ad hoc nell’aula consiliare della Casa comunale di Amantea, che si è tradotta in una vera e propria indagine conoscitiva.

Trattandosi di materia eminentemente tecnica, l’iter istituzionale seguito è stato correttamente incardinato in ordine alla redazione dell’analisi di rischio ambientale affidata all’Arpacal dal Dipartimento Ambientale della Regione.

Dalle conclusioni illustrate dal Commissario Arpacal nella seduta del 3 novembre 2016, si evincono i seguenti punti fermi che vado, per sommi capi, a elencare: Relativamente alla matrice suolo, si osserva che i superamenti dei metalli sono nel complesso riconducibili a valori di fondo riportati nella normativa nazionale;

Per le acque di falda, sono stati analizzati 37 campioni afferenti sia al sub-alveo del fiume Oliva, sia alle aree esterne all’alveo. In linea di massima, le entità e la distribuzione dei valori osservati sono compatibili con un contesto di fondo naturale; Per le acque superficiali, i profili di concentrazione lungo l’asse longitudinale costituiti da 14 stazioni di campionamento, non evidenziano una distribuzione correlabile con la presenza di rifiuti interrati e/o di aree critiche;

Per quanto riguarda gli aspetti radiometrici, le indagini condotte non hanno mostrato significative criticità, non vi sono evidenze della presenza di radionuclidi artificiali o di radionuclidi naturali riconducibili ad attività illecite di scarico;

È stato rilevato che gli abbancamenti di rifiuti appurati sono sprovvisti di idonea barriera geologica impermeabile e/o di sistemi di impermeabilizzazione artificiale, di rete di drenaggio del percolato e relativa raccolta e trattamento con eventuale rete di captazione e smaltimento del biogas, l’esistenza di una copertura superficiale e di una rete di drenaggio e raccolta delle acque meteoriche.

Pur non rilevando condizioni di rischio, permanendo, a tutt’oggi, i rifiuti all’interno dell’alveo del Fiume Oliva, gli stessi soggiacciono a quanto prescrive l’art. 192 del D.Lgs. 152/06;

Settori del fiume Oliva, in corrispondenza di corpi rifiuto, manifestano fenomeni

erosivi potenzialmente in grado di intercettare i corpi rifiuto. Per tali aree si suggerisce di procedere a valutazioni quantitative delle condizioni reali del rischio rappresentato e alla messa in sicurezza ove necessario;

Tenendo conto che è ancora attiva una parte della rete di piezometri installati durante le attività del P.d.C del Fiume Oliva, è certamente utile monitorare periodicamente i parametri chimico-fisici delle acque di falda al fine di individuare eventuali variazioni

del chimismo accertato.

Rispetto a quanto emerso, si evince che il rapporto esclude condizioni di rischio. Ciò non ostante, in ragione del principio di precauzione e della priorità della salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente, la Commissione si è unanimemente espressa affinché il competente Dipartimento regionale ponesse in atto tutte le misure idonee a fugare ogni concreto pericolo.

Quanto all’inserimento del sito all’interno del Piano Regionale delle bonifiche, ciò esula dalle competenze della Commissione, trattandosi di materia di esclusiva pertinenza dell’Esecutivo regionale.

Restando a disposizione per ogni azione istituzionalmente congrua, in ogni caso, sarà mia cura inoltrare all'Assessore Regionale all'Ambiente e al Presidente Oliverio la lettera aperta a me indirizzata dal Circolo del Pd di Amantea.

Con cordialità

Reggio Calabria 20 aprile 2018-04-20                  Domenico Bevacqua

Pubblicato in Politica

Pregiatissimi, so bene che siete di fronte e problemi difficili se non irrisolvibili, ma so, anche, che nessun altro se non l’ amministrazione può e deve tutelare l’immagine della nostra città!

Per questa ragione vi invio copia dell’articolo postato il 1 febbraio 2018 da Quicosenza a firma della giornalista Maria Teresa Improta dal titolo “Trote ‘mutanti’, radioattività e un sarcofago di cemento. Dubbi sull’inquinamento ad Amantea”

Questo il testo dell’articolo:

Rifiuti interrati sin dal 1986 e un’elevata mortalità. Ancora sospetti sull’imprenditore che smantellò la Jolly Rosso

Enormi buche, profonde fino a venti metri, riempite con tonnellate di materiali tossici e radioattivi. Rifiuti interrati ripetutamente dal 1986 al 2009 sotto uliveti, coltivazioni di grano, avena, ortaggi e foraggio per il bestiame.

Il tutto a ridosso del fiume Oliva con una certificata contaminazione estesa per diversi chilometri quadrati di terreni e acque sotterranee con evidenti pericoli per la salute dei residenti tra i Comuni di Amantea, Aiello Calabro, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello.

Questo quanto accertato dalla sentenza della Corte d’Assise di Cosenza che si è pronunciata con l’assoluzione di tutti gli imputati (i proprietari terrieri Vincenzo Launi, Giuseppina Marinaro, Antonio Sicoli, Arcangelo Guzzo e l’imprenditore Cesare Coccimiglio).

Un verdetto che il pm Maria Francesca Cerchiara ha impugnato nei giorni scorsi chiedendo di ricorrere in Appello per individuare i responsabili del disastro ambientale e dell’avvelenamento delle acque nella valle del fiume Oliva emersi nel corso del processo.

Nello specifico si fa riferimento alla posizione dell’imprenditore oggi ottantaduennne Cesare Coccimiglio per il quale la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a sedici anni di reclusione.

Nell’atto in cui si chiede di ricorrere in Appello il pm rileva come Coccimiglio, noto per essere stato chiamato a smantellare e smaltire i fusti della nave Jolly Rosso spiaggiatasi sul lungomare di Amantea in località Formiciche nel dicembre del 1991, fosse l’unico a poter operare indisturbato nella zona grazie alla sua attività di produzione di calcestruzzo e movimentazione terra disponendo di ben 40 camion, 15 escavatori e circa un centinaio di operai.

A lui furono affidati sia l’ammodernamento della strada provinciale 53 sia la ricostruzione della briglia di contenimento del fiume Oliva.

E proprio in queste due zone oggetto di lavori pubblici commissionati al Coccimiglio sono emerse raccapriccianti ‘anomalie’.

Le trote del fiume, adulte e giovani, presentano mutazioni morfologiche non riscontrabili in natura. Il livello di radioattività registrato è di 132 (il limite massimo è di 5,96 Bq/Kg), il più alto mai riscontrato in provincia di Cosenza dall’Arpacal che riguarda il Cesio 137 radionuclide di origine artificiale.

Inoltre alla base dell’avambriglia nel 2010 fu notata la fuoriuscita di materiale oleoso e iridescente”.

E’ di tutta evidenza che la affermazione che esistano “evidenti pericoli per la salute dei residenti tra i Comuni di Amantea, Aiello Calabro, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello”, porta a credere che evidenti pericoli per la salute esistano per chiunque venga ad Amantea , magari d‘estate per fare i bagni nel mare dove sversa il fiume.

E che dire poi del fatto che nel fiume esistano “ trote, adulte e giovani, che presentano mutazioni morfologiche non riscontrabili in natura”

Ed infine che cosa pensare della affermazione che”Il livello di radioattività registrato è di 132 ( che cosa?) (il limite massimo è di 5,96 Bq/Kg), il più alto mai riscontrato in provincia di Cosenza dall’Arpacal che riguarda il Cesio 137 radionuclide di origine artificiale”.

Chiunque abbia avuto modo di leggere questo articolo per le prossime ferie sceglierà u luogo diverso da Amantea ed ancora più di Coreca e Campora SG

Io , dati alla mano, nei prossimi giorni sconfesserò quanto affermato dalla giornalista , ma ritengo sia questo un compito tipico dell’amministrazione comunale, minoranza, compresa, tanto più in un momento difficile come quello che sta vivendo la nostra città.

Per questo chiedo di sapere se codesta amministrazione intenda tutelare l’ immagine di Amantea e quindi la sua economia ed il suo turismo?

Attendo urgente risposta.

Giuseppe Marchese

Pubblicato in Campora San Giovanni

nave-jolly-rosso-webCi risiamo! A distanza di anni ancora una volta ci dobbiamo occupare della nave Jolly Rosso che si spiaggiò sul lungomare di Amantea e precisamente in località Formiciche nel dicembre del 1991. Sono passati 27 anni ed ancora si parla di inquinamento delle acque del fiume Oliva, di radioattività, di rifiuti tossici prelevati dalla nave piaggiata e che poi sarebbero stati interrati lungo il corso del fiume e nei terreni agricoli circostanti, di elevata mortalità e dulcis in fundo di mutazioni morfologiche delle trote che vivono nelle acque del fiume Oliva. La Corte d’Assise finalmente ha emanato la sua sentenza: Tutti assolti. Non solo sono stati assolti i proprietari terrieri della zona altamente inquinata, Vincenzo Launi, Giuseppina Marinaro, Antonio Sicoli, Arcangelo Guzzo, ma anche l’imprenditore Cesare Coccimiglio. Il Sig. Coccimiglio era il principale imputato accusato di avere interrato con i propri mezzi e con l’ausilio dei suoi dipendenti i veleni prelevati dalla Jolly Rosso e poi interrati nell’alveo del fiume Oliva. Un verdetto che ha lasciato tutti perplessi e il PM Maria Francesca Cerchiara ha subito impugnato la sentenza facendo ricorso alla Corte d’Appello, perché, evidentemente, i veri responsabili del disastro ambientale ancora non sono stati individuati. Nel corso del processo sono emersi però: l’avvelenamento delle acque e la radioattività del territorio. Le trote del fiume presentano mutazioni morfologiche non riscontrabili in natura e un livello di radioattività nel territorio molto alto. I terreni interessati, tutti terreni coltivati, appartengono non solo al Comune di Amantea, ma anche ai comuni limitrofi di San Pietro in Amantea, Serra d’Aiello e Aiello Calabro.

Pubblicato in Italia

Il fiume Olivo pienaNe eravamo certi che prima o dopo la verità sulla vallata dell’Oliva sarebbe venuta a galla, magari un pezzo a la volta, ma prepotentemente.

 

Alcuni fatti sono come i sottomarini che risalgono in superficie prima mantenendosi in movimento e azionando i timoni di profondità, poi espellendo l’acqua da una delle casse (la cassa di emersione) immettendovi aria compressa, prelevata da apposite bombole (interne allo scafo).

 

E lo stesso sta succedendo al mistero della vallata dell’oliva.

Da poco è stato pubblicato in questi giorni il Rapporto ISTISAN 16/9 contenete lo “Studio epidemiologico dei siti contaminati della Calabria: obiettivi, metodologia, fattibilità”.

 

Oggi un quotidiano regionale riporta che in Calabria ci sono 18 siti ad alto rischio.

Sette sono in provincia di Cosenza sono: Cariati, Cassano allo Ionio (incluso anche nel Sin), Firmo, Laino Borgo, Lungro, Scalea e Tortora. (Cariati ricade nel Sistema del Marchesato crotonese, mentre gli altri sono nel Sistema del Massiccio del Pollino).

Due sono in provincia di Catanzaro : Davoli e Lamezia Terme.

Uno in provincia di Vibo: Zambrone.

 

Otto sono nella provincia di Reggio Calabria: Bovalino, Cosoleto, Palmi, Scilla e Reggio Calabria, tutti nel Massiccio dell’Aspromonte.

La prima sorpresa è che tra i 18 siti ad alto rischio non c’è l’Oliva.

Ma della vallata dell’Oliva se ne parla da pagina 124 a pagina 131 sotto il titolo: “ Studio sulla valle dell’oliva; contaminazione dei suoli”.

Leggiamo qualche passaggio de “Un caso studio della valle dell’Oliva. Contaminazione dei suoli”.

 

La Valle dell’Oliva è quella porzione di territorio che ricade nella provincia di Cosenza e più precisamente nel versante tirrenico meridionale della provincia stessa. Il nome è dato dalla presenza del fiume Oliva che attraversa ben 9 Comuni e sono: Aiello Calabro, Amantea, Cleto, Domanico, Grimaldi, Lago, Malito, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello.

Mentre i territori comunali di Aiello Calabro, Amantea, Grimaldi, Lago e Serra d’Aiello sono bagnati dal fiume sopracitato in ampi spazi, lo stesso non si può dire per i restanti Comuni che vengono solamente interessati in piccole porzioni di territorio. Una prima caratteristica dell’intera area, ma lo si può intuire dall’ampiezza della stessa, è che ricade in ben 3 Sistemi di Paesaggio.

Da premettere che tutti i 9 Comuni ricadono, chi totalmente e chi in parte, nel Sistema di Paesaggio della Catena Costiera Paolana. Amantea, Cleto, Lago, San Pietro in Amantea e Serra D’Aiello vi ricadono completamente.

Aiello Calabro e Grimaldi rientrano anche nel Sistema di Paesaggio dell’Altopiano della Sila. Domanico nel Sistema di Paesaggio della Valle del Crati. Malito ricade in tutti e tre.

A proposito di questi Sistemi, la Carta Regionale dei Luoghi redatta dal Dipartimento Urbanistica e Governo del Territorio con il supporto tecnico-scientifico dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria (1) fornisce le seguenti indicazioni. Il Sistema di Paesaggio della Catena Costiera Paolana ha la caratteristica di allungarsi per circa 73 km parallelamente al litorale tirrenico. Costituita prevalentemente da rocce arcaiche e paleozoiche con presenza di frequentissimi scisti cristallini. Numerosi torrenti (l’Oliva, il Licetto( e il Catocastro!):

STOP: , il Fabiano: il torrente Fabiano è noto solo al consorzio Valle del Lao. Nemmeno Google Maps lo conosce ????).

Torrenti -continuano i ricercatori-, dalla portata generalmente esigua, squarciano letteralmente i fianchi delle montagne con corsi stretti, brevi e precipiti. Si riscontra la presenza, soprattutto lungo il litorale, di un gran numero di centri di piccola e media dimensione a prevalente vocazione turistica (Fuscaldo, Amantea) ma anche storico-culturale e di centro di servizi (Paola)(.

STOP: a che servono queste notizie. Solo a far volume?. .

Nella zona interna, il Paesaggio è influenzato da una corona di Paesini disposti lungo il versante orientale della catena montuosa e che si affacciano sulla sottostante area del cosentino e del fiume Crati. Fra questi spicca per importanza quale nodo di servizi il centro universitario di Rende

STOP: e che ci azzecca?.

Partendo dalla costa fino ad addentrarsi verso l’interno e quindi dal comune di Amantea verso i comuni di Domanico e di Malito, si passa dalle Unità 6.2 e 6.3 all’Unità 6.4. Questa porzione di territorio è costituita da rocce arcaiche e paleozoiche con presenza di frequentissimi scisti cristallini e talvolta di sovrapposti strati calcarei triassici. A un litorale basso e sabbioso si contrappone un’area interna costituita da rilievi alternati a pianori. Se geologicamente le Unità sopracitate sono uguali, esse si differenziano per altitudine; l’Unità 6,2 (Amantea,Serra d’Aiello e San Pietro in Amantea) è compresa tra la linea di costa e i 600 m s.l.m. per arrivare ai 1.500 m s.l.m.dell’Unità 6.4 (Domanico e Malito); per popolazione (si parte con Amantea che supera i 13 mila abitanti per arrivare a Domanico e Malito che sono sotto i mille) e quindi per grado di urbanizzazione. Per quanto riguarda porzioni di territorio dei comuni di Aiello Calabro, Grimaldi e Malito, ricadono nell’Unità 7.7 del Sistema di Paesaggio dell’Altopiano della Sila. Area a pendenza variabile compresa tra i 150 e i 1.256 m s.l.m. Quest’ultimo, morfologicamente è costituito da pendici che declinano più o meno rapidamente verso i territori contermini, intervallate da valli sul cui fondo scorrono numerosi corsi d’acqua a carattere torrentizio e di fiumara. Tra questi si annoverano le fiumare Savuto e Amato, comprensive dei loro innumerevoli affluenti. Porzioni di territorio di Domanico e Malito ricadono nell’Unità 9.1 del Sistema Paesaggistico della Valle del Crati. Area a pendenza molto bassa situata intorno ai 100 m s.l.m. L’area è dominata dal fiume Crati e dai tratti sommitali dei suoi affluenti e costituisce per il territorio della Valle la fonte principale per l’irrigazione. L’area è dominata dal centro di Cosenza dalla parte meridionale e da tutta una serie di piccoli centri strutturalmente legati alla produzione agricola e industriale.

STOP: insistiamo, che ci azzeccano queste notizie?

Contaminazione dell’area e attività successive

La contaminazione della Valle dell’Oliva è dovuta principalmente all’interramento illegale, in un’area che interessa i Comuni di Amantea, San Pietro di Amantea e Serra d’Aiello, di rifiuti pericolosi in località Foresta.

Altri siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi sono stati successivamente individuati in un ambito territoriale più ampio lungo il corso del fiume Oliva.

La vicenda è stata oggetto di numerose indagini in ambito giudiziario, ma non si dispone di una complessiva caratterizzazione del sito effettuata secondo i criteri e le procedure illustrate nel presente Rapporto, né di pubblicazioni scientifiche su riviste peer-reviewed.

Un rapporto redatto dal World Wide Fund For Nature Italia (WWF Italia) insieme al Comitato Civico Natale De Grazia WWF 2009 La Valle dei Veleni – Presenza di sostanze chimiche lungo il corso del Fiume Oliva: indagini ambientali ed effetti sulla salute della popolazione”, riporta una elencazione dei dati disponibili e alcuni elementi di valutazione.

In estrema sintesi, viene rilevata, in un’area ubicata lungo il corso del fiume Oliva in corrispondenza del confine amministrativo fra i tre comuni in esame, la presenza, nel sottosuolo, di rifiuti industriali contenenti composti organo alogenati quali diossine e policlorobifenili (PCB), diversi metalli pesanti e radionuclidi artificiali fra i quali il Cesio 137.

L’area in esame non è stata ancora bonificata.

Nel Marzo 2015 una richiesta in tal senso è stata rivolta dalle Associazioni Ambientaliste ai sindaci dei Comuni di Amantea, San Pietro d’Amantea, Serra d’Aiello, Aiello Calabro e Lago (http://www.comitatodegrazia.org).

Un primo studio epidemiologico relativo all’area in esame, effettuato in ambito giudiziario dal Dr Giacomino Brancati, Consulente Tecnico d’Ufficio della Procura della Repubblica di Paola, con riferimento agli anni 1992-2001, ha mostrato eccessi di mortalità per alcuni tumori maligni e malattie cardiovascolari, nonché un eccesso di ricoveri ospedalieri per tumori della tiroide (patologia a bassa letalità che non può essere indagata con l’analisi di mortalità).

Il presente studio di mortalità, del quale metodi e risultati vengono illustrati nei paragrafi seguenti , ha la finalità di aggiornare lo studio del Dr Brancati con riferimento al periodo 2002-2012.

Studio di mortalità

Metodi

La mortalità è stata studiata nel periodo 2003-2012 nei comuni di Amantea, San Pietro di Amantea e Serra d’Aiello utilizzando i seguenti indicatori: Tasso Grezzo, tasso standardizzato (Tasso Std) e rapporto standardizzato di mortalità (SMR, Standardized Mortality Ratio).

Come popolazioni di riferimento sono state utilizzate la popolazione italiana al 2001 nella standardizzazione diretta (Std) e quella calabresenella standardizzazione indiretta (SMR). Gli indicatori di mortalità, specifici per genere, sono stati calcolati per 55 cause singole o gruppi di

cause, corrispondenti e quelle utilizzate nel Progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento)

Nella standardizzazione per età sono state impiegate classi quinquennali, a eccezione delle

classi 0-0, 1-4, 100+.

Gli intervalli di confidenza dei rapporti standardizzati di mortalità sono stati calcolati al 90% avvalendosi del modello Poisson per osservazioni inferiori a 100 casi. Per osservazioni pari o superiori a 100 casi è stata impiegata l’approssimazione di Byar.

Risultati

La Tabella 1A allegata al capitolo mostra il quadro della mortalità (2003-2012) nell’area in esame, costituita dai comuni di Amantea, San Pietro di Amantea e Serra d’Aiello, con riferimento alla popolazione complessiva e alla popolazione dei singoli Comuni.

Nell’area in esame, la mortalità osservata (popolazione maschile e femminile) è sostanzialmente coincidente con quella attesa per tutte le cause (SMR 99 IC 90%, Intervallo di Confidenza al 90%, 95-104), 1128 osservati) e per tutti i tumori (SMR 95 IC 90% 86-105, 257 osservati).

Fra le malattie neoplastiche si osserva un eccesso significativo di tumori esofagei (SMR 231 IC 90% 113-475, 5 osservati).

Eccessi significativi si osservano inoltre per il Morbo di Parkinson (SMR 169 IC 90% 107-265, 13 osservati), l’epilessia (SMR 755 IC 90% 439-1298, 9 osservati), l’infarto miocardico acuto(SMR 135 IC 90% 111-163, 73 osservati) e i disturbi circolatori dell’encefalo (SMR139 IC 90% 124-156,196 osservati).

Il significativo eccesso di cancro dell’esofago si osserva anche nel Comune di Amantea (Tabella 2A allegata al capitolo): SMR 262 IC 90% 128-538, 5 osservati).

Ad Amantea si osservano inoltre eccessi significativi di mortalità per T. dell’utero (SMR 186 IC 90% 108-319, 9 osservati), epilessia (SMR 375, IC 90% 168-835, 4 osservati) e disturbi circolatori dell’encefalo (SMR 132 IC 90% 116-150, 162 osservati).

A San Pietro di Amantea (Tabella 3A allegata al capitolo) si osservano eccessi significativi per le malattie ischemiche del cuore (SMR 191 IC 90% 129-284, 17 osservati), in particolare infarto miocardico acuto (SMR 29-486, 10 osservati) e disturbi circolatori dell’encefalo (SMR 184 IC 90% 125-271, 18 osservati).

Diverso, e più sfavorevole, il quadro dei dati relativi a Serra d’Aiello (Tabella 4A allegata al capitolo).

I decessi totali sono circa il doppio di quelli attesi (SMR 203 IC 90% 176-233, 138 osservati). Si osserva un significativo eccesso di tumori del colon-retto (SMR 330 IC 90% 171- 638, 6 osservati). Altri eccessi significativi riguardano diabete mellito (SMR 306 IC 90% 183- 512, 10 osservati), Morbo di Parkinson (SMR645 IC 90% 258-1613, 3 osservati), epilessia (SMR 7691 IC 90% 3744-15800, 5 osservati), malattie del sistema circolatorio (SMR 166 IC 90% 132-209, 51 osservati), malattie ischemiche del cuore (SMR 197 IC 90% 131-297, 16 osservati), in particolare infarto miocardicoacuto (SMR 311 IC 90% 186-520, 10 osservati), disturbi circolatori dell’encefalo (SMR 184 IC 90% 122-276, 16 osservati), malattie dell’apparato respiratorio (SMR 222 IC 90% 132-371, 10 osservati), malattie polmonari croniche ( SMR 225 IC 90% 116-434, 6 osservati), malattie dell’apparato digerente (SMR 265 IC 90% 144-489, 7 osservati), insufficienza renale acuta e cronica (SMR 282 IC 90% 113-706,3 osservati) e sintomi, segni e stati morbosi maldefiniti (SMR 332 IC 90% 172-643, 6 osservati).

Considerazioni conclusive

Alla luce di quanto esposto in questo capitolo, e tenendo conto dell’impostazione generale adottata nel presente rapporto, appare indifferibile la realizzazione di uno studio epidemiologico approfondito relativo al sito contaminato della Valle dell’Oliva. L’analisi di mortalità qui presentata costituisce un primo contributo a tale studio, ma deve essere accompagnata da un’analisi dei ricoveri ospedalieri per investigare anche la patologia a bassa letalità, ad es. il T. della tiroide, e da uno studio di coorte relativo ai soli residenti nella zona a ridosso del sito di interramento illegale dei rifiuti pericolosi. Lo studio di coorte di popolazioni residenti in siti contaminati peraltro è stato già svolto dall’Istituto Superiore di Sanità in altri contesti, quali l’area industriale di Milazzo (4), il Quadrante Orientale di Ferrara, quartiere costruito in un’area il cui sottosuolo era contaminato dallo smaltimento di rifiuti industriali e più recentemente nella frazione Quirra del Comune di Villaputzu, a ridosso del poligono militare di Salto di Quirra .

Idealmente, inoltre, il nuovo studio epidemiologico dovrebbe avvalersi delle conoscenze prodotte da un’attività di caratterizzazione ambientale che consenta di individuare gli inquinanti indice e quindi formulare ipotesi a priori di interesse eziologico sugli organi bersaglio degli agenti cancerogeni presenti, secondo l’approccio descritto da Zona et al.

Il presente studio ha comunque fornito due elementi di interesse. In primo luogo è stato confermato, a grandi linee, il quadro della mortalità nei comuni dell’area già emerso dal precedente studio del Dr Brancati. In secondo luogo è emersa una situazione particolarmente critica a Serra d’Aiello, che deve essere sollecitamente approfondita.

I risultati qui riportati, come si è detto, per essere interpretati in termini di nessi causali richiedono una caratterizzazione ambientale sistematica e non frammentaria, che riguardi il suolo, la falda e la catena alimentare.

Solo in questo modo indagine epidemiologica e caratterizzazione ambientale potranno efficacemente contribuire alla realizzazione dell’opera di bonifica.

STOP. Che cosa emerge da questo studio ( se studio possiamo chiamarlo visto che gli unici dati seri sono quelli della mortalità) tra le tante approssimazioni( davvero tante) se non i dati sulla mortalità ( tutta , non quella da soli tumori)?

Ve li abbiamo evidenziato in grassetto:

Tabella 1a) Nell’area in esame( Amantea, San Pietro e Serra d’Aiello) , la mortalità osservata (popolazione maschile e femminile) è sostanzialmente coincidente con quella attesa per tutte le cause.

Nella stessa area si osserva un eccesso significativo:

-Fra le malattie neoplastiche di tumori esofagei (SMR 231 IC 90% 113-475, 5 osservati).

-Fra le altre malattie il Morbo di Parkinson (SMR 169 IC 90% 107-265, 13 osservati), l’epilessia (SMR 755 IC 90% 439-1298, 9 osservati), l’infarto miocardico acuto(SMR 135 IC 90% 111-163, 73 osservati) e i disturbi circolatori dell’encefalo (SMR139 IC 90% 124-156,196 osservati).

Tabella 2a)

Il significativo eccesso di cancro dell’esofago si osserva anche nel Comune di Amantea (Tabella 2A allegata al capitolo): SMR 262 IC 90% 128-538, 5 osservati).

Ad Amantea si osservano eccessi significativi di mortalità

-per T. dell’utero (SMR 186 IC 90% 108-319, 9 osservati),

-epilessia (SMR 375, IC 90% 168-835, 4 osservati) e

-disturbi circolatori dell’encefalo (SMR 132 IC 90% 116-150, 162 osservati).

Tabella 3A).A San Pietro di Amantea (Tabella 3A allegata al capitolo) si osservano eccessi significativi:

- per le malattie ischemiche del cuore (SMR 191 IC 90% 129-284, 17 osservati), in particolare infarto miocardico acuto (SMR 29-486, 10 osservati) e

disturbi circolatori dell’encefalo (SMR 184 IC 90% 125-271, 18 osservati).

Tabella 4°a)Diverso, e più sfavorevole, il quadro dei dati relativi a Serra d’Aiello (Tabella 4A allegata al capitolo).

I decessi totali sono circa il doppio di quelli attesi (SMR 203 IC 90% 176-233, 138 osservati).

In questo comune si osserva un significativo eccesso di :

-tumori del colon-retto (SMR 330 IC 90% 171- 638, 6 osservati). Altri eccessi significativi riguardano

-diabete mellito (SMR 306 IC 90% 183- 512, 10 osservati),

-Morbo di Parkinson (SMR645 IC 90% 258-1613, 3 osservati),

-epilessia (SMR 7691 IC 90% 3744-15800, 5 osservati),

-malattie del sistema circolatorio (SMR 166 IC 90% 132-209, 51 osservati),

-malattie ischemiche del cuore (SMR 197 IC 90% 131-297, 16 osservati), in particolare infarto

-miocardicoacuto (SMR 311 IC 90% 186-520, 10 osservati),

-disturbi circolatori dell’encefalo (SMR 184 IC 90% 122-276, 16 osservati),

-malattie dell’apparato respiratorio (SMR 222 IC 90% 132-371, 10 osservati),

-malattie polmonari croniche ( SMR 225 IC 90% 116-434, 6 osservati),

-malattie dell’apparato digerente (SMR 265 IC 90% 144-489, 7 osservati),

-insufficienza renale acuta e cronica (SMR 282 IC 90% 113-706,3 osservati) e

-sintomi, segni e stati morbosi maldefiniti (SMR 332 IC 90% 172-643, 6 osservati).

Conclusioni.

I miasmi degli inquinanti sversati nell’oliva sono saliti di 400 metri ed hanno provocato in Serra d’Aiello il doppio dei decessi totali attesi?

Evidentemente no!.

Tutti lo sappiamo la verità meno che il ministero della sanità.

In un paesino di 400 abitanti dove erano ricoverati il doppio di anziani ed ammalati che cosa c’era da aspettarsi se non questo dato?.

Ma allora da cosa è nata la bufala dell’Oliva?

Chi la ha voluta, permessa, garantita, diffusa?

Perché?

Non solo.

Ma, e lo come abbiamo scritto in passato, come mai il numero dei morti della zona di Campora SG , prossima al fiume Oliva, è percentualmente nettamente inferiore a quello di Amantea, lontana dall’Oliva!

Perchè non è stato mai fatto uno studio epidemiologico approfondito relativo al sito contaminato della Valle dell’Oliva.?

Forse perché si sospettava che non avrebbe confortato le bufale ampiamente diffuse per ragioni ignote e incomprensibili?

Il sottomarino deve ancora di più emergere!

Già! E perché Asp ed Arpa hanno recentemente detto nella sala consiliare del comune di Amantea che nell’Oliva non c’è traccia di inquinamento radioattivo e l’Istsan ancora continua a riportare che nel fiume Oliva sono stati rinvenuti “radionuclidi artificiali fra i quali il Cesio 137”, che si trova in tutto il mondo in quantità veramente maggiori di quelle minimali dell’oliva?.

Aspettiamo che emerga tutto il sottomarino e per vedere a quale nazionalità appartiene, chi lo guida, da quale equipaggio è garantito …… ed altro.

Pubblicato in Politica

La commissio ne “Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’Ambiente” della Regione Calabria giorno 20 aprile 2016 sarà ad Amantea, nella sala consiliare, per una seduta pubblica.

Ne dà notizia il Presidente consigliere Domenico Bevacqua.

Nel corso della seduta si svolgeranno le audizioni di tutti i soggetti interessati alla problematica che riguarda la Valle Oliva e la sua bonifica.

Il dato è importante anche perché la “regione” per la prima volta, in un conato di democrazia che si spera diventi una sana abitudine, esce dalle sue sedi per andare sul territorio e per parlare con la gente.

E’ da ritenere che la commissione “Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’Ambiente” della regione abbia acquisito e quindi metta a disposizione di tutti la rilevante messe di dati relativi al fiume Oliva ed alla natura ed entità del supposto inquinamento.

 

Noi nel presente articolo, che speriamo il consigliere Bevacqua legga, mostriamo la foto della discarica che venne aperta nel letto del fiume Oliva e che poi scomparve dalla memoria collettiva fino a quando non è emersa anche durante il processo in corso a Cosenza.

Ecco cosa scrive Mimmo Bevacqua:

“Ritengo giusto dare così un primo forte segnale di attenzione a questo territorio che su tali tematiche da troppo tempo non ha ricevuto alcuna risposta concreta.

 

Infatti, la complessa questione dell’inquinamento dell’area dell’Oliva di Amantea sarà una delle priorità ambientali alla quale cercheremo, compatibilmente con i tempi delle relative procedure da effettuarsi, di dare adeguate risposte.

La bellezza paesaggistica di questi luoghi e la tranquillità dei cittadini e visitatori che li frequentano meritano ogni intervento possibile volto a far tornare la Valle Oliva una meta fruibile”.

 

Intanto prendiamo atto , invero con sorpresa, della affermazione del consigliere Bevacqua che la Valle dell’Oliva, al momento, non è una meta fruibile.

 

Pubblicato in Primo Piano

Dopo poco più di due mesi Bevacqua risponde ad Enzo Giacco ed arriva ad Amantea.

Era metà novembre quando il segretario del Pd di Amantea Enzo Giacco scrisse una lettera a Mimmo Bevacqua nella sua qualità di presidente della Quarta Commissione consiliare “Assetto, utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente” sollecitando un incontro sul problema del fiume Oliva.

Giacco evidenziò che: “Si tratta di un argomento particolarmente sentito dalla popolazione, perché riguarda il sacrosanto diritto alla salute ed a vivere una vita serena. Per questo ti chiedo di occuparti della problematica nella tua qualità di Presidente della Commissione Ambiente, ma anche di Consigliere regionale sensibile ai problemi del territorio, adoperandoti per far inserire la bonifica della vallata nel piano regionale dei siti potenzialmente pericolosi, ovvero vagliando le ulteriori strade, se necessarie, vista la straordinarietà della vicenda, per giungere quanto prima al ripristino ambientale della valle Oliva”.

Il neo segretario del Pd amanteano ha ricordato come : “Nonostante i gravi indizi di inquinamento, e non ultime le dichiarazioni rese dal geologo Giovanni Michele Vizziello( ricordiamo che si tratta di un geologo privato che è il direttore tecnico della Tomao Abele Trivellazione srl) alla Corte d’Assise di Cosenza, nell’ambito dell’udienza Valle Oliva inquinata, che ha confermato la contaminazione del sottosuolo della vallata con fanghi industriali, materiale ferroso e anche rifiuti solidi urbani (come ampiamente riportato dalla stampa locale), la bonifica della valle Oliva non risulta ancora nel piano regionale dei siti potenzialmente pericolosi”.

La Tomao Abele Trivellazione è la ditta che ha eseguito per conto dell’Ispra la caratterizzazione del fiume Oliva.

Proprio durante lo svolgimento del delicato processo è emersa una verità sottaciuta ma di rilevante importanza, una verità detta dal geometra del comune di Aiello Calabro relativa alla presenza proprio nel letto del fiume di quantità enormi di rifiuti indifferenziati ivi abbandonati in anni di sversamenti abusivi e che nessuno sembra abbia visto (e sicuramente non denunciato) , almeno al fine di far smettere questo violento ed inaccettabile inquinamento del territorio e delle stesse acque fluviali sotterranee a causa del percolato .

Tante le stranezze sull’Oliva a cominciare dal suo mancato inserimento nell’elenco dei 577 siti regionali da bonificare ( 209 in provincia di Cosenza, 107 in provincia di Catanzaro, 26 in quella di Crotone, 172 in quella di Reggio Calabria e 33 in Vibo Valentia) e nel quale , per Amantea, venne inserito solo il sito di Grassullo.

Probabilmente il segretario del PD amanteano intende sollecitare l’attenzione del consigliere regionale su questa inaccettabile omissione.

Per questo ieri 17 febbraio Mimmo Bevacqua ha avuto un incontro con la locale sezione del PD.

Al momento non è stato emesso alcun comunicato ufficiale, né da parte del presidente della commissione , né da parte del PD amanteano.

Ma gli amanteani si aspettano da un politico serio come Bevacqua la conduzione di indagini specifiche , non tanto e solo, sulla abnorme quantità di rifiuti solidi urbani indifferenziati presenti nella vallata dell’oliva, a cominciare dai rifiuti urbani di chissà quanti comuni , non solo sulla presenza nelle falde del percolato prodotto dalla imponente massa di rifiuti abusivamente sversati per anni ed anni, ma anche un attento studio epidemiologico dello stato di salute dei residenti nella valle dell’oliva ( esclusivamente nella valle dell’Oliva) e nella località Grassullo, in relazione alla presenza di accertato inquinamento ambientale, e soprattutto la massimizzazione della attenzione sanitaria sulla popolazione dell’Oliva e di Grassullo con indagini sulla presenza nelle persone, negli animali e nei prodotti agricoli di elementi inquinanti.

Anche per questo Giacco insiste , finora poco ascoltato, sulla apertura in Amantea di una Casa della salute quale presidio indispensabile anche per la presenza di siti inquinati.

Purtroppo sembra di essere all’anno zero se è vero, come è vero ( ne parla addirittura la commissione VIII Ambiente , territorio e lavori pubblici nella recente audizione al ministro dell’ambiente del 18 febbraio 2015), quanto scritto nella relazione , che denuncia perfino la mancanza di un Modello Scientifico di riferimento per la classificazione dei siti , anche ai fini delle diverse tipologie   di   utilizzo   (divieto   di   produzione   agroalimentare   e   pastorale,   limitazione   a determinate produzioni agroalimentari)

Anche noi aggiungiamo che pur essendo stato sbandierato ai quattro venti l‘inquinamento della valle dell’Oliva in essa continuano a coltivarsi prodotti agricoli liberamente venduti perché le analisi fatte da qualificati laboratori pubblici hanno constatato essere perfettamente sani.

Ed allora,onorevole Bevacqua? Forse solo lei può dare una risposta chiara alla popolazione di Amantea.

Pubblicato in Primo Piano

La vicenda è sempre la stessa; quella del Fiume Oliva.

Il geologo è Giovanni Michele Vizziello che è il direttore tecnico della Tomao Abele Trivellazione srl.

 

La Tomao Abele Trivellazione è la ditta che ha eseguito per conto dell’Ispra la caratterizzazione del fiume Oliva.

Il tutto è compreso nel processo che si sta svolgendo in Corte d'Assise a Cosenza.

 

Il dr Vizziello ha confermato la presenza di fanghi industriali nelle profondità del terreno del fiume Oliva.

Il tecnico è arrivato insieme a due suoi colleghi della società Materana che, però, non sono stati ascoltati in aula, ed ha “ripercorso quel lavoro minuzioso svolto per conto dell'Ispra che ha consentito di scoprire l'altissimo livello di contaminazione raggiunto nella vallata”.

In aula per l'accusa, il pm della Procura di Paola Sonia Nuzzo

 

Per la difesa i legali dei cinque imputati – l'imprenditorie edile Cesare Coccimiglio e altri quattro possessori di terreni nella vallata, tutti accusati, a vario titolo, di aver causato tra l'altro il disastro ambientale della zona e la morte in seguito ad avvelenamento delle acque.

Alcuni avvocati delle parti civili.

Il presidente della I sezione della Corte d'Assise di Cosenza Giovanni Garofalo ha aggiornato l'udienza al prossimo 17 novembre quando sarà sentito un altro testimone dell'accusa.

E successivamente ancora la udienza del 1° Dicembre.

Nessuna conferma invece della grande massa di rifiuti solidi urbani indifferenziati sversati nel letto del fiume come affermato dal geometra di Aiello calabro.

Continua il processo relativo a quanto occorso nel fiume Oliva.

Si parla di un avvelenamento dal quale sarebbe deriva ta la morte di un pescatore.

E dopo la dichiarazione del geometra di Aiello Calabro che ha confermato la esistenza di una discarica di RSU indifferenziati proprio nel letto del fiume, il posto meno lecito tra tutti gli altri , considerato che il percolato della RSU non poteva non inquinare le acque sotterranee, il processo continua in Corte d'Assise ed emergono novità.

 

Per esempio la dichiarazione di un dirigente del Corpo forestale,tale Vincenzo Pasquini , il quale ha affermato la esistenza di anomalie ferrose nel sottosuolo

Rispondendo alle domande del pm della Procura di Paola Sonia Nuzzo (che rappresenta la pubblica accusa assieme alla collega Maria Camodeca)il testimone ha specificato che dalle riprese aeree e dalle loro verifiche è emersa una deformazione del campo magnetico.

 

Ex adverso il Pasquini rispondendo alle domande della difesa ha poi precisato che non c'è stato un accertamento diretto a stabilire se qualcuno avesse interrato quelle masse ferrose.

Il teste, in sostanza, ha ribadito alla Corte la presenza di masse ferrose nell’Oliva anche se lui non si è occupato dei rilievi magnetometrici.

Il pubblico ministero ha chiesto l'acquisizione delle mappe ottenute dai controlli effettuati da Pasquini.

Nessuna notizia sulla esatta localizzazione di queste masse ferrose.

 

Non bisogna dimenticare che il geologo Pileggi ricorda nei suoi interventi che la zona di 50kmq tra Amantea e Nocera Terinese è ricca di miniere “con accumulo di vari minerali tra cui mercurio, stagno berillio, molibdeno”.

Successivamente è stata sentita Rosella Maria Rusconi, dipendente dell'Agenzia per l'ambiente della Regione Lombardia che ha eseguito alcune analisi per conto dell'Ispra.

Secondo la teste dai controlli è emersa una concentrazione di cesio 137 superiore alla media, in particolare in località Foresta di Aiello Calabro.

 

Rusconi ha aggiunto di non poter stabilire l'origine e la causa di quella presenza in quantità superiore di sei volte rispetto ai valori normali, ma che in base alla sua esperienza, questa concentrazione potrebbe ascriversi ad attività umana laddove ci possono essere concentrazioni di altri materiali.

Una dichiarazione incomprensibile.

La Corte ha aggiornato il processo al prossimo 6 novembre per ascoltare altri testimoni e ha fissato un calendario di udienze: 17 novembre e 1 dicembre.

Pubblicato in Campora San Giovanni
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