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Si chiama Assan Mohamed è giunto in Italia due anni

Proviene dal Bangladesh.

Ha 29 anni.

È arrivato a Vibo da più di tre mesi e da allora continua a vivere per strada al riparo di un cartone in piazza Municipio.

Il giovane bengalese dice di essere sprovvisto di documenti.

E’ una delle tante storie di marginalità.

La ennesima storia di una nazione, l’Italia, che continua a ricevere migranti ma senza essere capace di dare loro assistenza e speranza.

Una storia che conferma il sempre più preoccupante incremento di povertà di tanti italiani e migranti.

Una vicenda di disagio che fa il paio con l’incremento della povertà che in città e frazioni assume dimensioni sempre più preoccupanti, stando alle tante denunce e agli appelli degli enti caritatevoli. E se ha fatto tremare le vene ai polsi la denuncia di monsignorGiuseppe Fiorillo, che qualche tempo fa ha svelato l’intenzione di un’adolescente vibonese di vendere un rene per sostenere la sua famiglia, fa altrettanto riflettere l’allarme lanciato da monsignor Saverio Di Bella che ha denunciato il notevole aumento, anche a Vibo Marina, di persone che si rivolgono alla parrocchia chiedendo sostegno economico e pratico per far fronte alle necessità quotidiane. 

Ora  Assan vuole tornare nella sua terra.

Di Assan si sono preoccupati in diversi ma non sappiamo che qualcuno ha chiesto l’intervento del suo governo, per dargli i documenti ed il biglietto aereo necessario, come faceva l’Italia e la stessa regione Calabria per garantire il ritorno di suoi emigranti.

Una storia emblematica che induce qualche riflessione.

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Il Consiglio di Stato accoglie anche nel merito il ricorso del ministero dell'Interno e della Prefettura di Vibo Valentia e conferma lo scioglimento degli organi elettivi del Comune di Tropea, nel Vibonese, per infiltrazioni mafiose.

Il 22 settembre scorso con una sospensiva aveva ribaltato la sentenza con la quale il Tar del Lazio aveva annullato il decreto di scioglimento degli organi elettivi dell'ente per infiltrazioni mafiose deciso il 12 agosto 2016 con apposito decreto presidenziale sulla scorta di una relazione redatta dalla Commissione di accesso agli atti.

Il Consiglio di Stato ha infatti accolto anche nel merito il ricorso del ministero dell'Interno e della Prefettura di Vibo Valentia sottolineando il «grave tentativo di infiltrazione mafiosa» e il doveroso ripristino della legalità nel Comune di Tropea.

Nessuna possibilità, quindi, che il sindaco di Tropea, Giuseppe Rodolico (Pd), ritorni al suo posto unitamente alla giunta ed al consiglio comunale.

Al posto degli organi elettivi dell'ente, il Comune sarà ora retto da una terna commissariale di nomina prefettizia per un 12 mesi prorogabili sino a 24 mesi. 

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Se lo avessero saputo i genitori che hanno avviato i propri figli da soli a rischio di annegare nel Mediterraneo che nei centri di accoglienza non avrebbero avuto nè riscaldamenti e nè acqua calda non li avrebbero certo mandati in Italia.

Speriamo che non lo vengano a sapere, diversamente non arriverà più nessuno da noi!…

Ma come è possibile ci chiediamo che questi ragazzi non abbiano in Italia nemmeno quello che hanno nelle loro patrie?

Sulla vicenda interviene il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, che ha ricevuto una segnalazione da parte degli attivisti della Campagna LasciateCIEntrare

Il Garante è preoccupato della "mancanza di acqua calda e di riscaldamenti nei centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati anche per le temperature rigide di questi periodi dell'anno".

E Marziale informa "La segnalazione che mi è pervenuta riguarda anche ritardi o mancate erogazioni del pocket-money, abusi e soprusi da parte di operatori, vestiti inadeguati per il periodo (alcuni portano addosso ancora quelli indossati al momento dello sbarco), cibo di scarsa qualità e mancata nomina del 'tutore', segnatamente nei centri di Brognaturo, Mongiana, Joppolo così come a Filadelfia e a Bivona.

A fronte di tale denuncia – dichiara il Garante- ho immediatamente intrapreso un percorso di verifica affidando al coordinatore della mia Consulta sui MSNA, Maurizio Alfano, il compito di affiancarmi in questa azione e, al tempo stesso, ho attivato un confronto con la prefettura di Vibo Valentia considerato che le denunce non sono di poco conto, soprattutto laddove si parla di abusi e soprusi da parte di operatori.

E' mia intenzione inoltre chiedere ai prefetti delle cinque provincie calabresi – conclude il Garante- una mappatura esatta dei centri dislocati su tutto il territorio e del numero degli ospitati".

NdR Noi chiediamo a Marziale di avere lo stesso interessamento per i tantissimi bambini calabresi che parimente non hanno in casa il riscaldamento e forse nemmeno l’acqua calda.

E chiediamo alla Prefettura di disporre immediatamente le necessarie verifiche che laddove positive devono portare alla interruzione del contratto di gestione dei centri di accoglienza.

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