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L’avvocato Vincenzo Carrozzino ha convocato per il prossimo 4 ottobre, a partire dalle ore 16.00.

Sono i due unici punti in discussione :Debiti fuori bilancio e dichiarazione di dissesto finanziario.

I cittadini sono preoccupati per il secondo punto.

Un eventuale dissesto finanziario avrebbe come prima diretta conseguenza l'aumento al massimo delle aliquote dei tributi.

Per il sindaco Vincenzo Cascini e per la maggioranza, sembra non sembra esserci altra strada se non quella del dissesto.

Sembra che vi sia un disavanzo di circa 17 milioni di euro.

Di diverso avviso l'ex sindaco Enrico Granata secondo il quale si poteva evitare il dissesto.

L'ex sindaco faceva notare che il conto della gestione 2018 si è chiuso con un risultato positivo, con un avanzo di amministrazione e/o di gestione di 3.233.459,67 di euro.

A confermare il risultato positivo ottenuto dal conto di gestione 2018 interviene il conto generale del patrimonio, in cui sono descritte le variazioni intervenute nel patrimonio e la situazione patrimoniale finale, che raccordate alla gestione del bilancio producono un patrimonio netto attivo di 17.056.406,12 di euro e un fondo di dotazione di 13.966.316,29 di euro.

Enrico Granata auspicava: “un intervento amministrativo con rinvio del consiglio comunale per l'approvazione del rendiconto e la rielaborazione dello stesso, eventualmente con il metodo semplificato, al fine di scongiurare un dissesto dell'Ente”.

Raccontava l'ex sindaco: «All’inizio dei miei due mandati il responsabile di ragioneria mi consigliava, vista la “pesante” situazione economica dell’Ente, di dichiarare almeno il pre-dissesto. Il sottoscritto, tuttavia, conscio che il compito del sindaco è quello di adoperarsi in tutti i modi per non creare aggravi economici al Comune e, soprattutto, ai cittadini si è adoperato per trovare delle soluzioni alternative.

Ho deciso, quindi, di intraprendere una politica di risparmio ed oculatezza nella spesa, di avviare e concludere molteplici transazioni con i creditori al fine di diminuire l'ammontare di ogni singolo debito».

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L'opposizione del consiglio comunale di Belvedere Marittimo nei mesi scorsi aveva presentato ricorso contro l’elezione del sindaco di Belvedere Marittimo, Vincenzo Cascini.

Come si ricorderà, il gruppo di opposizione “Belvedere città futura” con i consiglieri eletti Barbara Ferro, Agnese Fiorillo, Eugenio Greco e Daniela Tribuzio, in consiglio comunale avevano sollevato la causa di ineleggibilità di Vincenzo Cascini.

 

Ineleggibilità attribuita alla posizione di amministratore della società della clinica privata.

L'udienza in tribunale fissata per il 19 settembre è slittata ad altra data.

Una questione di tempi. Su questo, l'opposizione aveva basato il ricorso.

E, probabilmente, si tratterà di fare i conti con le dita delle mani per capire se la rinuncia alla carica da parte del sindaco sia avvenuta nei termini previsti della legge o, se invece, sia accaduto il contrario.

Quasi certamente, il giudizio avverrà sulla produzione di documenti che possano attestare le variazioni nell'ambito della società.

Tutto questo perchè, come faceva rilevare l'opposizione in consiglio comunale, nei mesi scorsi: “Il titolare di una carica pubblica o di un mandato elettorale locale potrebbe utilizzare la propria posizione di supremazia o i poteri del proprio ufficio per esercitare una indebita interferenza sulla competizione ai fini della raccolta del consenso elettorale nell'ambito della comunità locale”.

La base del ricorso è sulla norma che prevede che: “Non sono eleggibili a sindaco ...i legali rappresentanti ed i dirigenti delle strutture convenzionate per i consigli del comune il cui territorio coincide con il territorio dell’azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionati o lo ricomprende, ovvero dei comuni che concorrono a costituire l’azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate”.

Il sindaco Cascini e la maggioranza, ufficialmente, non hanno mai evidenziato motivi di preoccupazione sul ricorso.

Miocomune

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Si alleggerisce la misura cautelare per Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano coinvolto nell’inchiesta della Procura di Reggio Emilia ‘Angeli e Demoni’ su presunte irregolarità nell’affido di minori nella Val d’Enza, in cui risponde di abuso d’ufficio e falso ideologico.

Il Tribunale del Riesame di Bologna ha disposto, per il sindaco del Pd, attualmente sospeso, che passi dagli arresti domiciliari all’obbligo di dimora nel comune di Albinea (Reggio Emilia), dove risiede.

 

Il ricorso per la revoca dei domiciliari era stato presentato dai difensori di Carletti, l’avvocato Giovanni Tarquini e il professor Vittorio Manes ed erai stato discusso, lunedì scorso, davanti al Tribunale della Libertà di Bologna.

Soddisfazione da parte di Carletti e del suo difensore che ha commentato all’AdnKronos: “Abbiamo avuto la notifica dell’ordinanza, stamattina: ha ridato un po’ di libertà al mio assistito.

Avevamo chiesto la revoca della misura cautelare, questa è una decisione che l’attenua: è un miglioramento e un piccolo passo verso importanti chiarimenti.

Adnkronos .Venerdì, 20, settembre, 2019

Solo pochi giorni fa c’era stata una nuova richiesta di arresti.

Nella foto il sindaco con il Papa Bergoglio!

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