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Florindo Rubbettino ha detto no.

Non sarà lui il candidato del Partito Democratico alle prossime regionali.

Decisive, nella scelta dell’imprenditore, sono state le tensioni che si registrano all’interno del Movimento 5 Stelle che pare ormai orientato a presentare una lista autonoma con un proprio candidato presidente.

 

 

Anche l’eventuale assenza dalla competizione del Movimento avrebbe potuto indurre Rubbettino ad una scelta diversa.

Invece senza i grillini, e con Matteo Renzi che da tempo ha deciso di non presentare liste in questa tornata, Rubbettino ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per un suo impegno in politica.

La sua decisione verrà formalizzata ufficialmente già questo pomeriggio con una nota.

Intanto si vivono ore cariche di tensione per i colonnelli lealisti del PD che sull’asse Roma-Bologna sono alla spasmodica ricerca di un piano B.

Come preannunciato, l’imprenditore calabrese ha voluto affidare ad una nota le ragioni del suo rifiuto:

Ho «interrogato a lungo la mia coscienza di uomo, di padre e di calabrese.– ha spiegato -.

Riconciliare la Calabria, ridarle speranza nelle proprie infinite possibilità economiche, mettere assieme le differenze culturali del territorio per farne una grande ricchezza di tutti sarebbe stato il mio sogno e per questo sogno e per tutte quelle persone che me lo hanno chiesto avrei accettato la sfida e il sacrificio che questo avrebbe comportato».

Poi ha dichiarato « Ho potuto constatare che non ci sono le condizioni nel quadro politico calabrese per fare tutto ciò.

Il campo del centro sinistra è molto più diviso di quello che mi sarei aspettato.

Da quanto si legge già dai primi segni sarei stato coinvolto in una lotta dilaniante in cui non si vede volontà di ragionare superando le divisioni tra partiti e all’interno degli stessi partiti, in cui non si sa nemmeno distinguere l’impegno civico per servire la propria piccola comunità, quella più prossima dove crescono i propri figli, dalle logiche di fazione».

Infine ha detto«Ringrazio le tantissime persone che mi hanno incoraggiato a candidarmi e mi scuso di non averle potute ringraziare una per una.

Ho colto soprattutto nei messaggi dei più giovani quell’energia viva che potrebbe davvero cambiare questa terra. E in quelli di tante madri e padri la preoccupazione e talvolta la disperazione per le prospettive che potrebbero attendere i propri figli».

«Ringrazio , pertanto,i cittadini, il segretario del Pd Nicola Zingaretti e le altre forze politiche che mi hanno onorato del loro apprezzamento. Continuerò a servire questa terra con il mio lavoro, con l’impegno imprenditoriale ed editoriale attraverso il quale ho sempre provato a generare un forte sprone al cambiamento. Farò tesoro di questo immenso capitale di apprezzamento e simpatia che mi è arrivato dai calabresi e non smetterò mai di impegnarmi per la valorizzazione di questa terra e per stimolare idee e progetti di futuro dialogando sempre con le tantissime persone che hanno a cuore questa regione».

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Emergenza rifiuti a Reggio Calabria. “La situazione dei rifiuti nel territorio ha raggiunto livelli insostenibili”a

Adesso Falcomatà si scaglia contro Oliverio: “serio rischio di ordine pubblico”.

I sindaci dei Comuni della Città metropolitana di Reggio Calabria si recheranno oggi alla Cittadella regionale di Catanzaro, auspicando un incontro con il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.

Lo comunica l’ente metropolitano specificando come la “situazione dei rifiuti nel territorio ha raggiunto livelli insostenibili”.

I primi cittadini chiederanno al governatore l’apertura di un tavolo politico istituzionale permanente per affrontare nell’immediato la questione.

Oggi il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomata‘, intervenendo ad un’iniziativa all’Associazioni industriali ha messo in evidenza la difficolta’ nel conferimento dei rifiuti indifferenziati e organico negli impianti regionali.

“Da quindici giorni non riusciamo a conferire – ha affermato – questo sta comportando una produzione di microdiscariche.

La causa ha nome e cognome: la Regione Calabria che ha chiuso le porte degli impianti di conferimento solo ai 97 Comuni dell’area metropolitana di Reggio Calabria.

Le altre province, invece, conferiscono regolarmente. Stiamo facendo di tutto per risolvere questa situazione”.

“Finora la Regione ci ha chiesto di rientrare almeno dell’80% del debito per poter conferire nuovamente – ha precisato Falcomata’ – nonostante le difficolta’ di molti Comuni, molti sono in dissesto, con problemi legati alla liquidita’, tutti si sono messi in linea e sono arrivati vicini a quella percentuale”.

Il sindaco metropolitano si chiede quindi “se la salute dei cittadini puo’ essere demandata al calcolo ragionieristico.

Se la situazione non si sblocchera’ – ha concluso Falcomata’ – c’e’ il serio rischio di ordine pubblico”.

Ma come abbiamo già scritto ieri su StrettoWeb, ci chiediamo come mai in concomitanza con il blocco delle discariche si sia fermata anche la raccolta porta a porta dei rifiuti differenziati (plastica, vetro, carta e cartone).

In città monta la rabbia e si insinua il dubbio della mega-truffa sulla differenziata, imposta ai cittadini ma non completata regolarmente.

Non è che vada a finire tutto in discarica?

Perchè che la raccolta porta a porta si sia fermata completamente da quasi 15 giorni è una strana coincidenza…

Emergenza rifiuti a Reggio Calabria, il comunicato stampa di Falcomatà: il Sindaco chiede un tavolo politico istituzionale permanente

«Le porte degli impianti di smaltimento dei rifiuti calabresi sono chiuse per i 97 Comuni del territorio metropolitano di Reggio Calabria, e solo per loro, sicché si creano microdiscariche ovunque e l’indifferenziato non viene raccolto da 15 giorni. E questo avviene per responsabilità della Regione». L’ha detto questa mattina il sindaco Giuseppe Falcomatà, intervenendo al convegno sul tema “Economia circolare, ambiente e futuro – Sfide culturali e imprenditoriali per lo sviluppo sostenibile” svoltosi nella Sala convegni di Confindustria Reggio Calabria.
«I tecnici regionali, se non avessero disertato quest’appuntamento, vi avrebbero detto che per riaprire le porte della discarica di Crotone e tornare a farci scaricare occorre che i Comuni del Reggino rientrino dell’80% dal loro debito con la Regione in materia ambientale – ha proseguito il primo cittadino –. In realtà, malgrado tanti tra loro siano in dissesto e in predissesto, tutti gli Enti locali del territorio metropolitano si sono “messi in riga” e sfiorano ormai quella soglia. Ma se anche così non fosse, la salute dei cittadini e l’igiene pubblica non possono essere demandate a una percentuale imposta peraltro non da una norma, ma da dirigenti e funzionari della Regione. Né i gestori degli impianti hanno accettato d’avere rapporti direttamente con l’Ato, il neocostituito Ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti: “Abbiamo un rapporto diretto con la Regione e vogliamo continuare così”, ci hanno risposto, visto che la legge regionale sui rifiuti non prevede “filtri” tra gli Enti locali e i soggetti che gestiscono gli impianti. Però gli altri territori provinciali continuano a conferire i propri rifiuti in discarica mentre noi no; e nessuno sa perché».

Falcomatà sta allora nella circostanza che «l’interlocuzione politica con l’Ente regionale è completamente saltata. Proprio per questo, i colleghi sindaci del territorio metropolitano hanno fisicamente sbarrato l’accesso di tutti i camion delle altre quattro province calabresi al termovalorizzatore di Gioia Tauro – ha annunciato il primo cittadino reggino – Sì, perché a proposito d’economia circolare, oggi sotto il profilo ambientale grazie a siti come Gioia, ma anche Siderno e Sambatello, proprio il territorio metropolitano reggino potrebbe essere oggi quello più autonomo dell’intera Calabria, invece di fatto è quello più intollerabilmente penalizzato. Chiediamo adesso che venga istituito immediatamente un tavolo regionale di concertazione permanente e che della questione venga investito direttamente il Ministero per l’Ambiente con la massima urgenza».

Strettoweb

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mareNella giornata del 14 novembre personale dei Nuclei Operativi di Polizia Ambientale delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera di Gioia Tauro e Vibo Valentia, hanno posto sotto sequestro un’area demaniale di circa 1400 mq utilizzata come discarica abusiva in spregio ai locali vigenti vincoli paesaggistici di preservazione delle bellezze naturali ed in contrasto con le disposizioni del testo unico ambientale.

I militari della Guardia Costiera impiegati in attività di controllo e monitoraggio per la salvaguardia dell’ambiente marino costiero da fenomeni di inquinamento, hanno rinvenuto a pochi passi dal mare, al confine dei Comuni di Nicotera e Rosarno, una discarica incontrollata di rifiuti abbandonati alla rinfusa tra cui alcune classi e tipologie pericolose per la salubrità ambientale e per i delicati equilibri eco-sistemici, in quanto costituiti da materiale plastico, scarti di lavorazione per edilizia ed elettrodomestici. I militari hanno rinvenuto considerevoli quantità di eternit, sparso sul terreno, anche frantumato, molto pericoloso per la salute umana oltre che per l’ambiente.

Proprio per tale situazione la Guardia Costiera ha interessato le Aziende Sanitarie Provinciali competenti per territorio e le Civiche Amministrazioni di Rosarno e Nicotera che immediatamente sono intervenute con proprio personale, anche al fine di porre in essere tutti gli atti necessari alle operazioni di bonifica dell’area per evitare ulteriori danni all’ambiente.

Tale attività rientra nell’ambito della tutela ambientale e del paesaggio costiero svolta costantemente sul territorio al fine di reprimere e contrastare le condotte illecite perpetrate ai danni dell’ambiente marino costiero.

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