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Einstein ebbe a dire:”Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’umanità non resterebbero che quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente piante, niente alberi, niente esseri umani”.

 

Un pericolo da non sottovalutare.

Senza le api ad impollinare i fiori le piante non darebbero frutti e la nostra stessa sopravvivenza sarebbe in pericolo, visto che buona parte del cibo che consumiamo dipende, direttamente o indirettamente, dall’opera di impollinazione.

Oddio, ci resterebbero solo gli OGM.

Perché richiamiamo questa frase? Semplice .Da settembre scorso in Calabria( e da meno in Sicilia), sono stati rilevati in alcuni alveari esemplari di Aethina tumida. E’ un altro prezioso effetto del Porto di Gioia Tauro! Il coleottero, infatti, è stato individuato il 5 settembre 2014 nell'area di Gioia Tauro!

Un altro maledetto coleottero originario dell’Africa come il Punteruolo rosso che ha ormai distrutto quasi tutto il patrimonio di palme canariensis!

L’Aethina si insedia nell’alveare e vi deposita le uova.

Quando le larve si schiudono si nutrono di miele, polline e larve di api.

Non solo viene alterata la qualità del miele ma ne viene anche ridotta la produzione.

La regione Calabria ha chiesto aiuto al ministero che ha suggerito di bruciare gli alveari!

E così il presidente della giunta regionale ha emanato il decreto numero 94 del 19 settembre 2014, con il quale ha prescritto una serie di misure per controllare gli allevamenti apistici.

La prima prevede che in caso di rilevamento dell'Aethina Tumida si proceda alla distruzione non solo dell'arnia interessata a tale presenza, ma dell'intero apiario.

La seconda limita la capacità di movimentazione degli apicoltori e di conseguenza la loro attività.

Il provvedimento regionale è stato impugnato dagli apicoltori al Tar calabrese il quale, rilevata la drasticità della misura adottata dall'amministrazione regionale ha chiesto approfondimenti a sostegno di essa al ministero della Salute.

La causa è stata così rinviata al 19 febbraio 2015.

In sostanza disponendo di fatto come unica misura eradicativa la bruciatura degli apiari in cui venga rinvenuto il parassita il danno economico causato dai roghi di alveari ha ampiamente superato quello che il coleottero avrebbe mai potuto causare.

Ecco la politica.

Invece di distruggere il parassita si distrugge ciò che si vuole proteggere :le api.

In alcuni dove il coleottero è presente da tempo (Usa, Sud Africa, Australia, Costarica, Canada) il fenomeno è tenuto sotto controllo dagli apicoltori.

Va infine ricordato che il settore apiario calabrese vanta 80mila gli alveari gestiti da 450 Aziende che danno lavoro a 1200 persone

Pubblicato in Mondo

La Calabria continua a frenare. Altro che ripresa!

Secondo lo studio "Senza lavoro" di Unindustria Calabria curato da Rosanna Nisticò, docente di Politica economica all'Università della Calabria, dal 2004 al 2013 in Calabria sono stati persi 93mila i posti di lavoro

Gli occupati sono ridotti del 14% in 10 anni.

 

Nel solo 2013 si sono persi 39mila occupati pari al -7%.

 

Una variazione cinque volte più grande di quella registrata al Centro (-1,5%), sette volte quella del Nord (-1%) e tre volte e mezzo quella registrata a livello nazionale (-2%).

Per questo all'inizio del 2014 è stato registrato il picco negativo dei livelli occupazionali, il più basso dell'ultimo decennio, sul territorio nazionale (22,2 milioni) e calabrese (507mila).

Nel primo trimestre 2014 il tasso di disoccupazione in Italia è al 12%, ovvero una persona ogni otto che si presentano sul mercato del lavoro non trova occupazione, mentre nel Mezzogiorno è uno su cinque che non ha lavoro (20%) e in Calabria è uno ogni quattro (25%).

La conferma nel continuo incremento delle ore concesse di Cassa integrazione guadagni straordinaria. Nel 2013 la richiesta è stata di 4,5 volte maggiore di quella relativa al 2008.

L'intensità della caduta dei livelli occupazionali in Calabria, è stata particolarmente rilevante per l'industria, sia relativamente alla componente manifatturiera (-14,5%) che a quella delle costruzioni (-12%).

In calo risulta anche la domanda estera dei prodotti calabresi con un calo pari a -12,8%, in controtendenza rispetto al dato nazionale trainato quasi esclusivamente dal Nord.

Secondo il report di Unindustria, la ripresa per la regione è lontana.

Ma c’è il gigante. Quello che interviene per salvare le persone ed i paesi dalle calamità, dai gravi pericoli

Ed allora invochiamo quello!

E gli chiediamo di assumere tutti i disoccupati, cominciando da quelli che per mille euro lavorano nel nord Italia ed in Europa, pagandone più di 500 di casa

Tanto nella sanità , nella Giustizia, nei trasporti, nelle segreterie politiche e nella regione ci sono tantissimi posti vuoti o posti da creare e riempire.

Per non parlare dell’edilizia , della pesca, dell’agricoltura , del commercio ,dove, per risparmiare e creare disoccupati, impieghiamo romeni, tunisini e profughi di ogni dove.

Pubblicato in Calabria

chiuso-per-fallimento 1-crisi-negoziIn Calabria e nella Provincia di Cosenza il maggior numero di senza lavoro

 

La crisi economica è l’ultimo calo del PIL, che è stato dell’1,9%  su base nazionale, ma del 4%  nel Mezzogiorno trascina ancora più in basso i dati del Mezzogiorno d'Italia, e come accade ormai da decenni, la Calabria si conferma una delle peggiori regioni per occupazione e per peso della crisi economica, in un contesto sempre più difficile, perché da sempre avvezza all'inoccupazione ed alla ristrettezza economica.

Gli ultimi dati infatti, non lasciano scampo ad interpretazioni: se nel sud-Italia il livello di disoccupazione è al 19,6%, nella regione Calabrese la percentuale di senza lavoro, arriva addirittura al 20,6%, percentuale che si traduce in 143.000 persone, di cui poco meno della metà sono donne, ma non c’è speranza neanche per i laureati, il 14,2% del totale.

Ma allora è vero, come affermano alcune note voci economiche italiane che  il Meridione si avvia verso una nuova e più grave crisi?
Perchè le cose non cambiano, se prendiamo in considerazione il numero degli occupati, anche in questo caso infatti, la Calabria (terzultima su scala nazionale) preceduta da altre due regioni meridionali come Campania e Sicilia, presenta un tasso occupazionale pari al 41%.

Mentre se analizziamo nello specifico le province calabresi, vedremo che in quella di Catanzaro è presente il maggior numero di occupati, il 43,7% mentre quella con il numero più alto di disoccupati, è Cosenza dove 58.000 persone non hanno un impiego.

Pubblicato in Cosenza

I saldi era stabilito che iniziassero il primo giorno feriale antecedente l’Epifania, cioè lunedì 5 gennaio 2015

 

Invece la recente Conferenza delle Regioni e Province autonome ha approvato la proposta di anticipare i saldi invernali al 3 gennaio 2015.

Praticamente tranne la Basilicata e la Campania dove le svendite molto più logicamente cominciano il 2 gennaio in tutte le altre i saldi cominciano il 3 gennaio.

Proviamo ad immaginare la fila davanti i negozi il 2 gennaio 2015 per comprare prima che inizino le svendite!

Da noi la notizia viene data dai giornali ma ovviamente in “calabrese”

Leggiamo, infatti, che “ Il dirigente generale del dipartimento regionale Attività Produttive, Pasquale Monea ha deciso di anticipare di due giorni l'appuntamento con le tradizionali vendite al ribasso, per far coincidere la data d'inizio con il primo sabato del mese”.

Praticamente come se fosse stata una sua scelta!

Da ridere ! Come tanto altro (se non tutto) del resto.

Non solo ma leggiamo che si tratta di una misura adottata con l'obiettivo di rilanciare i consumi e contrastare il perdurare della crisi economica.

Ecco come in Calabria ci fanno iniziare il 2015 sorridendo!

Ormai sembra inutile aprire nei giorni nei quali non c’è la svendita.

E non basta ci sentiamo obbligati a sorridere anche quando leggiamo la perorazione della Confartigianato Calabria la quale dice :” "In questo periodo di crisi forse bisogna creare una maggiore sinergia tra imprenditori e consumatori, i primi devono operare nel massimo della correttezza, i secondi devono cercare di spendere nel limite del possibile senza strafare. Confartigianato Calabria, tramite le strutture provinciali, ha invitato i propri associati e non solo ad essere correttissimi nelle proposte per non alimentare un clima di sfiducia".

Manca solo il jobs svendite a cali crescenti!.

Tanto per ridere aggiungiamo noi “ Ci raccomandiamo di non vendere a credito!”.

Pubblicato in Calabria

Solo 41 comuni sono morosi verso la regione per il mancato saldo del costo regionale del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani per l'annualità 2013.

 

41 su 409. Grosso modo il 10%. È un fatto fortemente positivo. Vuol dire che il 90 % costituito sia dai grandi che dai piccoli comuni sono rispettosi dei debiti che hanno verso l’ente regione, il che lascia ben sperare per il grave problema dei rifiuti in Calabria

Nessun salasso, quindi, almeno al momento, ma una semplice pretesa, avanzata peraltro con un anno di ritardo rispetto a comuni quantomeno “disattenti”.

Si tratta di ritardi inaccettabili ed ingiustificabili che sono frutto di scelte politiche che privilegiano altre spese che non quelle del pagamento del costo dei rifiuti

Può anche essere probabile che i comuni non effettuino la raccolta porta a porta e quindi conferiscano quantità notevoli di indifferenziata e si assoggettino ad alti costi di conferimento

O, come avviene in tantissimi comuni calabresi, si tratti di comuni con una altissima ed inaccettabile evasione contributiva , evasione verso la quale non si effettua, sempre per scelte politiche, una dovuta ed opportuna lotta.

Nessun salasso, allora, ma un richiamo alle proprie responsabilità, un richiamo dovuto ed obbligatorio.

Ed anche la osservazione della lista dei comuni non ci sembra che debba essere fatta mettendo in primis i debiti maggiori, quanto, semmai, i debiti maggiori per abitante

Non ci sembra corretto richiamare il debito di Bovalino pari a 325.196,17 euro, che diviso per 9.926 abitanti determina un debito di 33 euro cadauno

E tantomeno portare al secondo posto il comune di Strongoli che ha un debito pari a 305mila euro ma che diviso 6486 abitanti per ma che per di 47 euro cadauno.

Ed ancora peggio è portare Palmi in terza posizione atteso che deve alla Regione 264.795 euro quando diviso per i 19 mila abitanti circa determina un debito di soli 14 euro cadauno.

Piuttosto occorrerebbe ricordare che il record appartiene a comuni come Acquappesa che ha un debito di 109.144 come ente ma un debito individuale oltre 58 euro cadauno.

Come si nota si tratta di somme irrisorie a fronte di tariffe Tarsu abbondantemente compensative del costo dei servizi

Ed occorre anche tenere conto che alcuni comuni hanno un altissimo patrimonio di seconde case che sono occupate per uno-due mesi all’anno e che pagano tariffe altissime così che diventa assurdo che ritardino i pagamenti verso la regione

Se mai si impone in questi casi un deciso intervento della Corte dei Conti

Pubblicato in Calabria

frutta frescaAlmeno stante le dichiarazioni della Coldiretti e per la Confcommercio

 

La prima è quella del presidente Piero Molinaro il quale fa sapere che: «Questi operatori del settore (riteniamo grossisti e commercianti) provenienti pare dall’Umbria non hanno trovato di meglio (la domanda sorge spontanea: perché non lo hanno fatto in Umbria o regioni limitrofe?) che distribuire, quasi che la Calabria fosse una pattumiera, frutta gratis, creando notevoli problemi agli onesti operatori calabresi del settore nonché difficoltà anche di ordine pubblico.

A nostro parere – continua il presidente della Coldiretti – si è giocato sporco sia intellettualmente nel rapporto con comuni ed enti caritatevoli che operativamente immettendo enormi quantità di frutta.

Insomma uno schiaffo alla Calabria, nella convinzione che questa regione è senza regole e controlli ed è terra di nessuno dove può accadere di tutto».

La seconda è quella del direttore di Confcommercio Cosenza, Maria Cocciolo che ha attivato il Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, per richiedere di attivare urgentemente una serie di verifiche sulla regolarità di questa pratica e per attivare un controllo preventivo di natura sanitaria.

Due le principali preoccupazioni.

-una è la totale assenza di rispetto delle norme igienico-sanitarie (la merce viene stoccata e distribuita in ambienti molto discutibili e con modalità poco affidabili, senza alcun controllo).

-una è il mancato introito che sono costretti a subire i commercianti di frutta e verdura.

Altro che orgoglio, allora!

Qui è un problema di concorrenza!

Sembra, poi, che molti avventori provvedono a rivendere la frutta e gli ortaggi reperiti gratuitamente o più semplicemente la destinano all’alimentazione degli animali delle proprie fattorie.

Inutile dire che, in queste settimane, produttori e commercianti locali non riescono a vendere i loro prodotti e assistono inermi alla svalutazione della loro attività.

Ora “sembra” che “nientemeno” che il Ministero delle Politiche agricole abbia chiesto chiarimenti ai “ dirigenti regionali”, in quella che sembra un tecnica dilatoria, visto che non sembra che essa abbia sulla vicenda alcun ruolo ( diversamente sarebbe stata intimata dalla Coldiretti e dalla Confcommercio che invece si sono rivolti al Prefetto) bypassata come è stata anche dai sindaci dei tanti comuni (piccoli come Santa Caterina Albanese, Mongrassano, Santa Maria del Cedro, Grisolia, Maierà e grandi come Paola e Cetraro ) che si sono avvalsi di questa opportunità per la propria popolazione più debole ed affamata

La cosa strana ancora è che certa stampa sostiene che una regione incompetente e comunque affamata abbia “ contattato i sindaci dei paesi “omaggiati” della frutta, per diffidarli dal proseguire nella distribuzione prima che la questione non sarà chiarita”.

L’altra cosa strana è che qualcuno si preoccupa di chiarire che tutta questa reazione vuole tutelare il mercato e chi vi opera “ ma che ha soprattutto il fine di vigilare sulla salute dei cittadini”,quasi come se la frutta che parte dall’Italia verso la Russia non sia controllata.

E poi, i poveri non mangiano frutta , se si dovessero abituare poi la pretenderebbero! Sempre!

Insomma una vicenda molto , molto “kafkiana” , anzi molto, molto “calabrese”

foto grotta

Una data, il 7 dicembre; una città, Milano. Si terrà nel capoluogo meneghino, in due diversi appuntamenti, la presentazione del CP Cal 2015, realizzato con gli abiti degli stilisti che hanno preso parte alla decima edizione della Grotta dei desideri, l’evento di arte, moda e cultura che si svolge ad Amantea nel mese di agosto nella suggestiva cornice del Parco della Grotta.

 

Alle ore 19, presso il centro congressi del Klima Hotel, avrà luogo la conferenza stampa; mentre alle ore 22, presso il Just Cavalli, si terrà il party che celebrerà l’uscita del calendario.

Il calendario, interpretato dall’attrice e showgirl Claudia Borroni e dedicato al binomio “wine & fashion”, intende unire in tal senso due eccellenze del sistema economico nazionale. Tre le location d’eccezione utilizzate per gli scatti: le fattorie iGreco, il Grand hotel La Tonnara e l’Art place la Pecora Nera. Queste tre aziende, oltre ad offrire ambientazioni fotografiche di altissimo livello, sono in grado di trasmettere la positività, il fascino e la laboriosità della Calabria. Presentare il calendario a Milano serve ad invertire quel concetto di centro-periferia che ha consentito la nascita dieci anni addietro della Grotta dei desideri, divenuta in pochissimi anni un appuntamento di assoluto rilievo nel panorama dei fashion contest nazionali ed internazionali. L’edizione 2015 prevede una borsa di studio al primo classificato di 1.300 euro e al secondo da 700. I primi tre stilisti, inoltre, conquistano il diritto a partecipare gratuitamente ad uno shooting fotografico che si terrà in autunno con modelle e fotografi professionisti.

Gli scatti fotografici del calendario, diretti da Pasquale Catanzaro e Franz Mazza, hanno incantato per sensualità e bellezza, restituendo all’obiettivo la magia dell’alta moda. Oltre ai tre stilisti che hanno vinto la decima edizione della Grotta dei desideri, Marco Maisto, Annalisa Di Lazzaro e Marco Sfregola, sono stati inseriti nel CP Cal gli abiti di Maria Chiara Saraceno, Anna Calviello e le creazioni Sposa Lucy di Claudia Ferrise.

«Chiaramente – spiega il direttore artistico Ernesto Pastore – con questa presentazione ci proiettiamo idealmente all’undicesima edizione della Grotta dei desideri. È stato già pubblicato, infatti, il bando che dà accesso alla selezione degli stilisti che prenderanno parte al progetto. L’iniziativa, nata dall’idea di celebrare e approfondire la relazione tra la moda, l’arte e la cultura, è realizzata con il supporto dello studio di comunicazione Emmedia (www.emmediaonline.com), di Agc Agency, del blog Modi di Moda (modidimoda-mapi.blogspot.it) e dello studio di consulenza legale dell’avvocato Ilaria Dolores Lupi. L’obiettivo è valorizzare e promuovere i giovani talenti emergenti del mondo della moda e dar loro una possibilità di confronto, formazione, crescita professionale e visibilità. I partecipanti al concorso possono esprimere la propria espressività in massima libertà, senza temi fissi. Il concorso è indirizzato a giovani stilisti diplomati, agli studenti degli istituti superiori pubblici e privati, alle accademie di design, moda e modellistica, alle università e alle scuole professionali. Possono partecipare altresì gli stilisti che abbiano già aperto un proprio atelier da meno di cinque anni. La commissione esaminatrice delegata dalla direzione artistica sceglierà i concorrenti ritenuti, a suo insindacabile giudizio, più meritevoli di partecipare all’evento, sulla base di criteri di scelta predefiniti quali: stile, fattibilità, originalità, innovazione e sperimentazione. I prescelti dovranno partecipare al concorso presentando gli abiti proposti, realizzati su taglia 42».

Per scaricare il bando, disponibile anche in lingua inglese, basta collegarsi al blog ufficiale dell’evento http://lagrottadeidesideri.worpress.com o consultare la pagina Facebook https://www.facebook.com/lagrottadeidesideri.

 

Ufficio Stampa - La Grotta dei Desideri - Maria Francesca Calvano - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

http://lagrottadeidesideri.wordpress.com

https://www.facebook.com/lagrottadeidesideri

Pubblicato in Calabria

Mezza Calabria distribuisce frutta gratis. Tantissimi comuni anche più volte. Amantea no!

 

Intanto vediamo cose c’è dietro questa frutta gratis.

Premesse: nel 2014 il consumo di frutta e verdura è al di sotto del livello minimo raccomandato dal Consiglio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione.
La spirale recessiva tra deflazione e consumi mette a rischio le imprese agricole e la salute consumatori.
La soluzione è la esportazione verso paesi a bassa produzione come la Russia. Nasce la crisi dell’Ucraina.
La UE a fine luglio 2014 adotta sanzioni economiche contro la Russia. Commissione Europea ad agosto 2014 stanzia 125 milioni di euro per sostenere gli agricoltori colpiti dalle sanzioni russi.
"Questi fondi saranno utilizzati per il ritiro dal mercato europeo di frutta e verdura per stabilizzare i prezzi in riduzione".
La Russia si collega con la Cina per i rifornimenti necessari alla sua popolazione e quindi vieta l'ingresso dall’Europa di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce. I prodotti rifiutati dalla Russia sono quindi ritirati ed avviati al circuito della "distribuzione gratuita", in particolare, alle strutture per l’infanzia e agli enti di beneficenza.
Novembre 2014 le quantità di merci rifiutate alle frontiere sono troppe per essere avviate ai soli asili ed enti di beneficenza e così si decide di offrirle alle famiglie indigenti.
In particolare in Calabria.
Ed arrivano interi TIR carichi di prugne, banane, mele e kiwi ed altro

Parliamo di tonnellate di frutta.
Pensate che a Cetraro (circa 10 mila abitanti) sono arrivati 5 TIR carichi di frutta (nella foto in basso le cassette di frutta al Porto di Cetraro).
La distribuzione dovunque crea qualche problema e quantomeno lunghe fila. Talvolta i Carabinieri devono scortare i TIR (nella prima foto piccola la distribuzione di frutta in Grecia).
Saltano tutte le leggi sanitarie.
Non si sa da dove provenga la frutta, chi la abbia coltivata, quali trattamenti fitoterapici abbia subito.
Non solo ma crolla la vendita della frutta. Per esempio alcune imprese europee, dopo l’embargo russo, hanno cercato altri partner nei paesi nell’Europa orientale, per aggirare le restrizioni verso l’esportazione. E’ il caso delle mele della Bosnia verso la Russia che nel 2014 ha registrato un aumento del 100%. Scatta la reazione dei commercianti che si rivolgono alle loro associazioni ed al Prefetto.

La distribuzione della frutta gratis in Calabria è a macchia di leopardo. Ci sono comuni come Cetraro dove arrivano 5 TIR e comuni come Amantea dove non ne arriva nemmeno uno.
Perché ? Non ci sono famiglie indigenti? Aspettiamo il comunicato stampa!

abeteCirca 20 giorni addietro ho inviato una lettera al Papa Francesco invitandolo ad intervenire per evitare che in Piazza San Pietro nella Città del Vaticano per l'ennesima volta venisse posizionato un abete per le prossime feste natalizie e contestualmente ad installare un albero ecologico realizzato con materiale riciclato. 

 

In effetti da oltre 30 anni vengono tagliati, in aree incontaminate e di pregio naturalistico  del Pianeta, delle piante secolari  che vengono poi donate al Papa ed alla  Città del Vaticano. Già nel 2006 un maestoso  abete di  ca. 35 metri di altezza venne abbattuto dai boschi calabresi ed inviato a Roma.

 

Apprendo dalla stampa che anche nel 2014 un altro patriarca della natura è stato tagliato, e nuovamente in Calabria,  per far mostra durante il periodo natalizio in Piazza San Pietro. Da calabrese ed italiano  sono molto amareggiato per questo ennesimo intervento di spoliazione del nostro patrimonio naturalistico (come avviene peraltro da anni con gli ulivi secolari calabresi) e rimango altresì molto perplesso per il silenzio, quasi generalizzato, sulla vicenda.

 

Capisco che le problematiche ambientali sono tante ed altre anche più grandi e gravi, tuttavia piccoli e ripetuti interventi di tutela del territorio, portano poi a raggiungere grandi risultati.     Ringrazio anticipatamente tutti coloro che riterranno opportuno portare all'attenzione pubblica questa vicenda. Distinti saluti. Emilio Osso

Pubblicato in Calabria

m5scalabriaTantissimi calabresi erano certi che il M5S sarebbe stato presente in Consiglio regionale.

E tutti questi calabresi erano certi che oltre la Guardia di Finanza ci sarebbe stato qualcun altro ad esercitare i controlli dovuti ed invocati sulla efficienza e sulla legittimità della spesa pubblica.

Ed invece non è andata così

Il M5S non ha raggiunto l’8% previsto dalla legge per fare entrare in consiglio regionale qualche consigliere

I dati, poi, sono di tutta rilevanza

Dalle Europee di maggio, i grillini hanno perso 121.455 voti in Calabria.

Tanti, anzi tantissimi

Ma perché?

Tante le possibili ragioni

Qualcuno dice che “ La base ha mandato un segnale chiarissimo: i cittadini stellati nel palazzo, sinora, hanno deluso le aspettative”

Qualcun altro come Paolo Becchi, per anni presentato come l'ideologo del Movimento Cinquestelle, prima del voto ha prefigurato la disfatta del movimento in Calabria individuando proprio in Grillo il maggior responsabile. "Mi appare certamente discutibile la scelta di Beppe di tenersi lontano dai territori, limitandosi a qualche sporadica apparizione last minute in questa campagna elettorale. La sua presenza avrebbe certamente prodotto un consistente numero di voti, avrebbe smosso le coscienze e creato un entusiasmo partecipativo da parte dei simpatizzanti che sono ancora tanti ed entusiasti. Vorrei aggiungere che tutte le regioni meritano una pari considerazione. Non ci capisce per quale motivo, ad esempio, la Calabria e' quasi assente sul blog che poi e' quello ufficiale del Movimento. Tutta l'attenzione e' stata concentrata sull'Emilia e Romagna".

Beppe Grillo come il Signore che smuove le folle e le trascina dove vuole?

Difficile, anzi impossibile credergli.

Cono Cantelmi  insieme ai parlamentari Cinque stelle Dalila Nesci, Nicola Morra e Paolo Parentela, invece dice che : “Siamo stati sconfitti perché siamo stati accomunati ai partiti. Il dato politico più rilevante  è l’astensionismo estremo. Non abbiamo saputo convincere le tante persone stanche del clientelismo e della pessima amministrazione in Calabria, che hanno preferito restare a casa, dando così un segnale chiarissimo. Il nostro impegno sulle questioni principali della Regione è stato massimo, ma evidentemente non siamo riusciti a trasmetterlo bene. Eravamo alla prima esperienza con le regionali della Calabria e ci ha pure penalizzato una legge elettorale incivile, imposta all’ultimo. Lavoreremo molto, però, per essere più presenti e ancora più vicini ai cittadini”.

E qui si vede una prima verità, ma anche una prima “bugia”

La gente ha preferito restare a casa , è vero, ma ci sembra strano che a restare a casa siano stati soprattutto se non soltanto gli elettori del M5S e non anche gli altri “delusi” da questa politica

Il M5S ha ottenuto 39.549 voti, perdendone 121.279 rispetto alle recenti europee del 24 maggio scorso ( meno di 6 mesi fa) quando aveva raccolto 160.828 voti.

I dati numerici sono effettivamente influenzati dalla affluenza e per questo è necessario riferirsi alle percentuali

Ebbene il M5S è passato dal 21,50% al 4.96% perdendo cioè 16,54 %.

In sostanza il M5S ha raccolto solo il 23 % circa dei “suoi” voti europei, praticamente poco più di 1 voto ogni 5

Questi elettori sono lo zoccolo duro del M5S? Sicuramente.

Allora questo può voler dire che tutti gli altri voti erano voti “emozionali”, di “rabbia” o di “speranza” .

E’ mancata l’emozione del “ duce” o del “signore” come pensa Paolo Becchi?

Noi sommessamente osserviamo che non è così, il problema si è verificato anche in Emilia Romagna e non solo nella lontana e non frequentata Calabria.

E’ mancata la “rabbia”?

Forse.

O forse no.

Per capire vogliamo che i nostri lettori riflettano sui numeri. E cioè.

Alle europee hanno votato 817.780 elettori mentre alle regionali hanno votato 797.216 elettori. Solo 20.564 votanti in meno.

Ed allora la domanda .

Ma se il M5S ha perso 121.279 voti e gli elettori che non hanno votato sono stati soltanto 20.564, allora questo vuol dire :

  1. Che 100.715 elettori ( 121.279 – 20.564) hanno partecipato alle votazioni e non hanno votato M5S ma altri partiti; oppure
  2. Che 121.279 elettori europei di M5S non hanno partecipato alle elezioni regionali ma vi hanno partecipato 100.715 nuovi elettori che hanno votato nella maggior parte il centrosinistra e pochi le altre liste;

Ma perché, allora, 100715 se non 121.279 elettori hanno mancato di dare il voto al M5S? Forse perchè il M5S non ha indotto la certezza od almeno la speranza di cambiare la Calabria?

O semplicemente perché i candidati per le europee sono apparsi più credibili di quelli per la regione?

O come sussurrano gli espulsi (uno a caso) “Il Cinque Stelle è finito”

Un dato però occorre riferirlo.

Ad Amantea la percentuale ottenuta da M5S è stata dell’8,99 e non del 4,96%. Se anche gli altri comuni avessero preso queste percentuali il M5S avrebbe avuto diversi consiglieri regionali.

L’analisi quindi andrebbe fatta anche (se non) nei singoli comuni

Certo, e concludendo, le guerre non servono a creare consensi

Ci riferiamo alla dichiarazioni del senatore Molinari il quale dice che uale dice qua«Se il frutto della voluta disorganizzazione del M5S sono le gerarchie informali, con il corollario delle espulsioni e diffide a macchia di leopardo (che vanno a punire i nemici dei nuovi gerarchi, lasciando indenni i loro amici), allora è bene incominciare a pensare ad un'organizzazione realmente democratica del Movimento. Certo, il post revisionista del delitto Matteotti sul Blog non è di buon auspicio per quella che sembra essere l'unica possibilità rimasta al M5S di sopravvivere alle sue stesse pulsioni suicide...»

Karakiri, allora, non omicidio. In nome di chi?

Giuseppe Marchese



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