A+ A A-

Tutto il mondo sa che la battaglia contro la ‘ndrangheta è la “grande battaglia” e che Lei ne è tra i pochi protagonisti validi ed indefettibili.

In meno, invece, a sapere che questa Calabria sta morendo, ma non solo di ‘ndrangheta.

Sta morendo di malgoverno.

Non da ora, ma da tempo.

E non è un problema di centro destra o di centro sinistra.

E’ un problema di uomini che se e quando non sono compromessi con la ‘ndrangheta, lo sono con il malaffare di ogni tipo e ad ogni livello, quando non sono loro stessi il malaffare.

Politici che rubano pensando di essere nel giusto ed onnipotenti; politici che concutono o si lasciano corrompere; burocrati che rubano gli stipendi assicurando ai politici la soddisfazione dei loro interessi, anche quando semplicemente politici.

Una politica che crea i cosidetti “precari” e poi li stabilizza assicurandosi eterna fede ed eterni voti. Ma così comprando la dignità di un popolo che era bruzio e che non vuole più emigrare ma si appresta a morire di fame od a diventare ‘ndranghetista . I calabresi infatti dicono “Io mangio grazie a…………..; che vuoi che mi freghi se……….; sul pane non si sputa”.

E questa è la base per la ‘ndrangheta!

D’altro canto ci deve essere sicuramente un forte legame nel fatto che la Calabria sia come reddito l’ultima tra le regioni italiane ( e tra le ultime in Europa) e come ‘ndrangheta la prima!

E la invocazione di Renzi che il riscatto della Calabria deve partire dalla Calabria rischia di restare tale, solo una invocazione.

Ha, invece, toccato il punto dolens , Renzi, quando ha detto che il Governo, «deve raccontare meglio la Calabria ma anche fare uno sforzo perché le leggi siano rispettate da tutti».

Si! La Calabria è un problema di rispetto delle leggi . E’ questa la “vera” lotta , la giusta lotta. Il male non è solo nella ‘ndrangheta ma anche, se non soprattutto , nella cattiva amministrazione che si arroga il diritto di non rispettare le leggi, ben consapevole che la magistratura , e lei ne sembra un esempio classico, lotta contro la ‘ndrangheta e dimentica la pessima amministrazione, la corruzione, il voto di scambio e tanto altro.

Abbiamo letto che Lei è andato a Scalea “ perché le è sembrato un fatto di buona educazione incontrare il premier nella sua prima visita ufficiale in Calabria” ma siamo rimasti prostrati .

Leggere, poi, che Lei non intende candidarsi a Governatore della Calabria per il semplice «fatto che non lascerà mai le sue funzioni ed il suo lavoro per indossare i panni del candidato» ci lascia affranti.

Ha ragione Magorno, anche noi riteniamo che Lei sarebbe il candidato ideale per governare la Calabria e far partire dal Suo governo il riscatto della nostra terra.

Ci provi dr Gratteri.

Non è nemmeno detto che ci riesca. Potremmo tutti scoprire una Calabria che non vuole il suo riscatto, una Calabria che ha paura della legge e quindi di Lei.

Forse non sarebbe nemmeno una sorprendente sorpresa, forse darebbe la misura di una politica ancora più compromessa di quanto temiamo!

Ma potremmo trovare una Calabria che vuole salvarsi e che si aggrapperebbe a Lei come un naufrago all’unica zattera possibile.

Vorremmo che ricordasse le sue stesse parole profferite ad Amantea sulla compromissione della politica la scorsa estate .

Erano parole giuste. Parole che Le impongono di riflettere sulla nostra sollecitazione!

Staff Tirrenonews.it

Pubblicato in Calabria

TerremotiperiodoPreoccupa la scossa di terremoto che stamattina alle ore 08.56 ha colpito la provincia di Cosenza, la seconda in dieci ore, nella località di Lorica, appartenente al comune di San Giovanni In Fiore, nella Sila Grande

 

La scossa di magnitudo 3,6 della scala Richter, registrato dall’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ad una profondità di 28,3 km ha creato allarmismo tra la popolazione.

 

Questa è la seconda scossa, (la prima nella serata di ieri, poco dopo le 22 e di magnitudo 2.2), registrata nella zona di Lorica località della Sila Grande appartenente al comune di San Giovanni in Fiore, ed è stata avvertita fino a Cosenza, ma fortunatamente dalle notizie in nostro possesso, non risultano danni a persone e cose.
Come si evince dall’immagine, continua lo sciame sismico, dell’ultimo periodo, soprattutto al sud Italia

Pubblicato in Cosenza

Ahimè questa è la Calabria. Da un lato l’assessore all’ambiente Pugliano che invita i calabresi a non inviare le foto della spazzatura a Striscia la notizia per non dare una immagine negativa della Calabria, dall’altra il minculpoppismo turistico e gastronomico dei grandi “turistici”(1) calabresi che parlano del “Chadonnay” ( !?!?!?!?!) calabrese e descrivono come vincenti le immagini nientemeno che di Scalea! Non ci credete? Provate a leggere!

“La Regione con le sue bellezze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche è stata al centro di un evento a marchio Calabria, in coincidenza con l’Internationale Tourismus-Börse di Berlino.( nella foto) L’evento, organizzato in collaborazione con Enit (Agenzia nazionale italiana per il turismo) e la Camera di Commercio Italiana a Berlino, si è svolto in una location istituzionalmente molto prestigiosa: Palazzo Italia, nel centro della città, nei pressi dalla Porta di Brandeburgo.
Particolarmente numerosa la partecipazione di tour operator ed agenzie tedesche, circa trenta, che si sono confrontare con gli operatori del turismo calabrese, alla presenza di dodici illustri testate giornalistiche tedesche.

L’iniziativa ha proposto un’immagine della Calabria capace di promuovere l’incoming ed incuriosire anche fasce di target ancora inesplorate. Una scelta strategica, considerato l’importante posizionamento del turismo nel Pil tedesco. Nel 2013, infatti, sono stati spesi ben 64 miliardi di euro per 69 milioni di viaggi (fonte F.U.R.). Una tendenza che dovrebbe essere confermata anche nel 2014: il 25% dei tedeschi ha intenzione di viaggiare di più ed il 30% di spendere di più per le proprie vacanze.

La manifestazione si è articolata in due momenti integrati. Nel primo gli operatori dell’offerta turistica calabrese hanno incontrato i buyer tedeschi per gettare le basi di importanti relazioni commerciali da sviluppare in futuro, a cominciare dalla prossima stagione estiva 2014. Sono stati presentati itinerari tematici, strutture alberghiere, pacchetti turistici integrati perfettamente in linea con l’attuale gusto turistico tedesco.

Nel secondo momento i buyer ed i giornalisti hanno partecipato alla degustazione enogastronomica a base di prodotti tipici calabresi in una cornice di piacevole convivialità in cui rafforzare le conoscenze con gli operatori dell’offerta turistica locale. Le eccellenze della tradizione gastronomica calabrese, dalla spianata alle penne con ‘nduja e ricotta, dalle vecchiarelle ai fichi ricoperti di cioccolato fondente, sono state accompagnate da Chadonnay e Cabernet Sauvignon 2012 delle Tenute Ferrocinto di Castrovillari. Sullo sfondo lo scorrere delle immagini dei luoghi più famosi della Calabria: il castello e la spiaggia di Tropea, Isola di Caporizzuto, Cirella, il Parco nazionale del Pollino, Scalea ed i monti della Sila. p.g.

NdRAll’amministrazione comunale di Amantea chiediamo se tra un film ed una commedia deciderà mai e troverà il tempo di fare qualcosa per salvare il turismo della nostra città?

  1. I turistici sono quelli che fanno finta di promuovere il turismo calabrese.
Pubblicato in Mondo

Presentate 297 instanze per mantenere aperti gli uffici del giudice di pace, solo 285 quelli che il Ministro della Giustizia on. Andrea Orlando tiejne in vita con la firma sul decreto di riforma delle circoscrizioni giudiziari.
Tra gli uffici del Giudice di Pace "salvati" in Calabria anche quelli appartenenti a comuni di dimensioni decisamente più ridotte di Amantea. di seguito l'elenco completo. 

Il Ministro della Giustizia on. Andrea Orlando ha firmato il decreto che dispone il mantenimento di 285 uffici del giudice di pace a seguito della recente riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Sono state dunque accolte quasi integralmente le 297 istanze formulate dagli enti locali che si impegnano a mantenere a loro cura e spese gli uffici giudiziari di prossimità nei loro territori.

Si tratta di un'ulteriore razionalizzazione collegata all’attuazione della nuova geografia giudiziaria.

Lo dice soddisfatta l’on Enza Bruno Bossio nel suo comunicato con il quale conclude che “Sono state fugate, pertanto, le preoccupazioni per la chiusura di questi uffici che invece continueranno a funzionare”.

Amantea quindi chiude!!

Ma ecco gli uffici dei Giudici di pace che si salveranno in provincia di Cosenza

Acri,

Campana, 1936 abitanti

Cariati,

Cassano allo Ionio,

Corigliano,

Lungro,

Montalto,

Oriolo, 2318 abitanti

San Sosti, 2105 abitanti

Spezzano Albanese,

Trebisacce, 8.756 abitanti

Rogliano, 5718 abitanti

San Giovanni in Fiore,

San Marco Argentano,

Spezzano della Sila, 4679 abitanti

Belvedere Marittimo

Scalea”.

E questi, invece, sono gli altri uffici di Giudici di pace che si salveranno in Calabria

Badolato

Borgia

Chiaravalle centrale

Squillace

Cirò

Petilia Policastro

Nicotera

Serra San bruno

Caulonia

Stilo

Cinquefrondi

Laureana di Borello

Oppido mamertina

Sinopoli

Taurianova

Ora una sola domanda. Possibile che comuni piccolissimi come Campana, Oriolo, San Sosti conservino l’unico presidio di giustizia operante sul loro territorio e la nobile Amantea perda anche questo ultimo ufficio pubblico?

Chi dobbiamo ringraziare?

Beh, basta dare una occhiata alla bandiera strappata ed a mezz’asta perché caduta ed all’ingresso in multistrato marino per capire quanta attenzione il comune ha avuto per l’ufficio del Giudice di Pace .

Auguri Amantea, ancora più profonde le acque nelle quali ti stai inabissando sempre più!

Sono cento i componenti dell'organismo regionale eletto per affiancare il segretario regionale dei democratici.

Questo è l'elenco completo dei cento componenti della direzione.

Provate a scoprire quanti sono di Amantea e chi sono:

ALBORESI ALESSIA 

AQUINO ROSARIA 

BELCASTRO GIUSEPPE 

BELCASTRO NICOLA 

BELLOFIORE RENATO 

BOCCUTI GABRIELLA 

BONGARZONE AMELIA 

CAPELLUPO VINCENZO 

CARBONE LAURA 

CASTIGLIONE ILARIA 

CASTIGLIONE ANTONIETTA 

CATALANO STEFANIA 

CERVAROLO GIUSEPPE 

CICCONE TANINO 

COLOSIMO DOMENICO 

COMMISSO CRISTINA 

CONVERSO ANTONIETTA 

COVELLI DAMIANO 

COVELLO MARCELLA 

DE SIMONE SERGIO 

DELL'AQUILA GIUSEPPE 

DONATO ANGELA 

FALBO GIUSEPPE 

FERRARO ROSA 

FORTUGNO DOMENICO 

FUSARO MONICA 

GAETANI ROCCO 

GAGLIARDI GIUSEPPE 

GIANCOTTI ALESSANDRA 

GIGLIOTTI MARIA 

GIOFFRE' SANTO 

GIRIMONTE SALVATORE 

GULLI' GIUSEPPE 

IACUCCI FRANCESCO 

IDONE DOMENICO 

INSARDA' VINCENZO 

IUSI MARCO 

KROPP MARIA GRAZIA 

LA REGINA SAVERIO 

LAGANA' PAOLO 

LE FOSSE GIUSEPPE 

LEANDRI ELEONORA 

LEONETTI ROSITA 

LIMARDO DANIELA 

LODARI ALCIDE 

LOGOZZO ANTONELLA 

LORE' PINO 

LUDOVICO CONCETTA 

MACRI' CHIARA 

MAIDA GIUSEPPE 

MANCUSO PASQUALE 

MANDATO ANTONIO 

MARCOVECCHIO GAETANO 

MARTUCCI VALENTINA 

MAULICINO BATTISTA 

MAZZEI VINCENZO 

MESSINEO MARIA GRAZIA 

MIDAGLIA PIETRO 

MILITO MARIANGELA 

MIRACCO IOLANDA 

MOTTA PASQUALE 

NACCARATO PASQUALE 

NATALE ANTONELLA 

NICITA FRANCESCO 

NICOLAZZI AMEDEO 

NUCCI FAUSTO 

PALMIERI SALVATORE 

PARRILLA NICODEMO 

PARROTTINA ANNAAURELIA 

PECORA VALENTINA 

PEDA' FORTUNATO 

PELLEGRINO GIUSEPPE 

PETRONIO GIUSEPPE 

PETTA MARIA TERESA 

PIRROTTINA EMANUELA

PITARO VITO 

POLIMENI GIROLAMO 

POSA GIOVANNA 

PRIOLO BARBARA 

PROMENZIO GINO 

PULITANO RAFFAELE 

PUNGITORE GIROLAMO 

QUATTRONE NUCCIO 

RANIERI SILVIA 

RANU' GIUSEPPE 

SALPA ANTONELLA 

SCHIFINO UBALDO 

SENA GERARDO 

SEVA LINA 

SICILIANI SILVANA 

SIMONE MARIA 

SORIANO MICHELE 

SORRENTINO ANTONIO 

STUMPO TONIA 

TOLVE FRANCESCA 

TOTERA FABRIZIO 

TUCCI ATTILIO 

VACCARO VITTORIA 

VERSACE GIUSY 

VINCI MARIASTELLA

Pubblicato in Calabria

Era il 17 settembre 1997 quando venne dichiarato lo stato di emergenza ambientale in Calabria e disposto invio di un commissario straordinario.

I sindaci non avevano attivato la raccolta differenziata e la Calabria veniva commissariata

Tutto a posto insieme al commissario arrivavano i soldi.

Nacquero le società miste pubblico private, finanziate con soldi dello Stato non dei comuni.

Società gestite dai politici.

Un fallimento.

La raccolta differenziata non si fece o si fece poco e non si raggiunsero gli obiettivi previsti dalla legge .

Le competenze passarono alla regione.

Ieri come oggi la situazione è sotto gli occhi di tutti.

La Calabria è piena di rifiuti.

Se continua così appena arriverà il caldo saremo invasi da mosche, zanzare, topi, eccetera.

Esiste un solo inceneritore contro gli almeno 2 previsti dal piano

La differenziata viene fatta da pochi comuni.

I dati Arpacal della raccolta sono irreali.

La Calabria produce 3000 tonnellate di rifiuti al giorno

Le discariche sono insufficienti e non riescono a smaltire i rifiuti prodotti dalla Calabria.

I sindaci non vogliono le discariche sul proprio territorio e nemmeno sui comuni viciniori( vedi Amantea ed Aiello calabro che non vogliono la discarica di Giani)

I sindaci del catanzarese non vogliono i rifiuti della provincia di Cosenza

Ed allora protestano ( vedi foto)

Ed ecco la soluzione.

L’assessorato sta per fare una gara per inviare i rifiuti calabresi all’estero.

Una quota partirà da Corigliano diretta in Macedonia

Una altra consistente quota partirà da Reggio Calabria diretta in Spagna ed in Portogallo

Ovviamente le tariffe saliranno alle stelle

Ma questo non è un problema.

Tanto la gran parte non pagherà ( non potrà pagare) la Tarsu o Tares che dir si voglia.

L’importante che il nostro ambiente sia salvo e che i nostri rifiuti siano inviati altrove, il più lontano possibile.

Ma è tutto logico e normale o siamo in presenza di forti indizi di follia?

Pubblicato in Calabria

Si tratta della prima simulazione, in verità fortemente attendibile giacchè effettuata dal Cise (Centro Italiano Studi Elettorali) della Luiss.

Lo studio propone, sulla base dei criteri di attribuzione legati alla nuova legge elettorale (Italicum), e delle intenzioni di voto, l’assegnazione dei seggi alla Camera, regione per regione a seconda della vittoria del centrodestra o del centrosinistra

Questi i risultati:

IPOTESI VITTORIA CENTRODESTRA AL BALLOTTAGGIO

Collegio Reggio Calabria-Villa San Giovanni-Locri

Fi 2 seggi

Pd 1 seggio

M5s 1 seggio

Collegio Palmi, Siderno, Vibo, Soverato

Fi 2 seggi

Pd 1 seggio

Ncd 1 seggio

Collegio Catanzaro, Lamezia, Isola Capo Rizzuto

Fi 2 seggi

Pd 1 seggio

M5s 1 seggio

Collegio Corigliano, Rossano, Crotone

Fi 2 seggi

Pd 1 seggio

M5s 1 seggio

Collegio Rende, Castrovillari, Paola, Cosenza

Fi 2 seggi

Pd 1 seggio

Ncd 1 seggio

M5s 1 seggio

Totale 21 così distribuiti:

FI                                10

PD                                5

NCD                             2

Ms5                              4

IPOTESI VITTORIA CENTROSINISTRA AL BALLOTTAGGIO

Collegio Reggio Calabria-Villa San Giovanni-Locri

Pd 2 seggi

Fi 1 seggio

M5s 1 seggio

Collegio Palmi, Siderno, Vibo, Soverato

Pd 3 seggi

Fi 1 seggio

Collegio Catanzaro, Lamezia, Isola Capo Rizzuto

Pd 2 seggi

Fi 1 seggio

M5s 1 seggio

Collegio Corigliano, Rossano, Crotone

Pd 2 seggi

Fi 1 seggio

M5s 1 seggio

Collegio Rende, Castrovillari, Paola, Cosenza

Pd 3 seggi

Fi 1 seggio

M5s 1 seggio

Totale 21 così distribuiti:

FI                                 5

PD                              12

NCD                           0

Ms5                            4

Pubblicato in Calabria

La sede della protezione civile di Germaneto in Catanzaro si è allagata. Non siamo riusciti a trovare le foto dell’acqua e del fango che allagavano la sede di quella struttura che dovrebbe difendere la Calabria e che alle prime acque non è stata capace nemmeno di difendere se stessa.

Abbiamo notato soltanto che il piano di posa del manufatto è più basso rispetto alla strada di accesso e della quota dei terreni laterali, così che sembra strano che finora non si sia allagata.

Un tecnico della stessa Protezione civile ci ha detto che non comprende come la regione Calabria abbia potuto prendere in fitto tale sede vista la sua ubicazione in un alveo fluviale e la sua sottoposizione ai terreni circostanti. Ma evidentemente qualche ragione ci sarà stata. O forse qualche interesse.

Quando ci siamo andati noi il giorno dopo la pioggia le aree esterne della sede della Protezione civile erano completamente piene di fango ancora umido, in parte schiacciato e schizzato dai mezzi che le avevano percorso.

Di questa vicenda se ne è parlato poco e senza alcun accento critico. Eppure avrebbe meritato qualche riflessione.

Quantomeno avrebbe avuto diritto a trovare grande spazio nei mass media il fatto che oggi non sono soltanto i “soliti” fiumi ad esondare.

Oggi esondano anche i “nuovi” fiumi che sono le strade che appaiono indifese dalle acque che le invadono, come occorso nella zona di Germaneto . Parliamo della provinciale 48 , una strada che non ci sembra sia dotata di canali di allontanamento delle acque piovane al punto di diventare essa un fiume di acqua .

Esempio classico di sottovalutazione tecnica delle piogge.

Un altro esempio forse deriva dal fatto che il sig Prefetto di Catanzaro è stato preso di sorpresa e solo alla 10,12 ha convocato d’urgenza il Centro provinciale per il coordinamento dei soccorsi.

E’ vero che sono caduti 140-145 mm di pioggia in 6 ore ma è vero che la pioggia ha sorpreso perfino la Protezione civile regionale, deputata non solo a dare l’allarme, ma anche ad intervenire in soccorso della popolazione calabrese!

Eppure sentite cosa dice spostando evidentemente l’attenzione lontano da sé l’ingegnere Raffaele Niccoli (Arpaca responsabile del centro funzionale decentrato della Regione Calabria.

“I sindaci sono l’anello debole della catena. All’ultimo corso di formazione dedicato all’organizzazione del sistema di protezione civile, promosso nel 2006 subito dopo l’entrata in vigore della nuova normativa, su 409 comuni calabresi, hanno partecipato solo 83 amministrazioni. C’è un problema di formazione culturale”. Lo ha detto, nel corso di una conversazione con l’Agi, il responsabile del centro funzionale decentrato della Regione Calabria, l’ingegnere Raffaele Niccoli, commentando la situazione emersa dopo l’ondata di maltempo che ha interessato buona parte della Calabria. La struttura, incardinata nel sistema dell’Arpa Calabria, aveva diffuso in anticipo, attraverso la Protezione civile nazionale, lo stato di allerta per i territori interessati poi dal nubifragio. Niccoli ha evidenziato che “l’evento era stato previsto, ma il problema è come i sindaci intervengono. È questo il punto che va rafforzato - ha aggiunto - insieme ad un adeguamento culturale delle proprie azioni per una maggiore attenzione verso questi avvisi. Basti pensare che ci sono comuni che non hanno ancora nemmeno il piano di protezione civile che dice ancora cosa bisogna fare. La pratica, purtroppo, è diversa dalla teoria”. Per quanto riguarda quanto accaduto ieri, e quindi eventuali disfunzioni organizzative, Niccoli ha sottolineato: “Da quello che abbiamo visto in giro come cittadini, direi che siamo stati presi di sorpresa. Ieri mattina, ad esempio, durante quella pioggia, il traffico di Catanzaro era incredibile. Bisogna fare delle scelte, decidere se spostarsi in auto con quelle condizioni meteo piuttosto che chiudere le scuole. È un problema nazionale, poi c’è un’azione pedagogica da attuare, soprattutto attraverso una formazione dei giovani nelle scuole. Il problema grosso, in questi casi, è come i Comuni danno comunicazione alla popolazione”. Rispetto al fatto che, visti i numerosi avvisi di criticità emessi di volta in volta, si rischierebbe la paralisi di tante realtà, il responsabile del centro della Regione ha spiegato: “Questa è una scelta di gestione della cosa pubblica. Bisogna decidere se è peggio un mancato allarme o un allarme di troppo”. D’altronde, secondo l’esperto, “abbiamo un territorio troppo fragile. Non serve rincorrere le responsabilità, serve prevenzione e coscienza di auto protezione. Se un corso d’acqua è tappato perché qualcuno ha costruito un passaggio o ha ristretto la sua portata, è evidente che ci saranno delle conseguenze. Martedì, durante quella tempesta, c’erano mamme che portavano i bambini a scuola e poi rimanevano bloccate nelle loro auto per la pioggia. Si aspetta sempre - ha aggiunto - che siano gli altri a fare qualcosa, ma il sistema non è più così. Oggi, anche per chi ha avuto la casa allagata o invasa dal fango, non c’è più l’intervento delle istituzioni, come d’altronde abbiamo visto in Sardegna. Se ci sono allagamenti bisogna rimboccarsi le maniche perché non ci sono più nemmeno le disponibilità economiche di una volta per intervenire”. Mettendo a confronto il dato della Sardegna, con circa 440 millimetri di pioggia caduti, e quello di Catanzaro, con circa 140 millimetri, Niccoli ha evidenziato: “Su Catanzaro non abbiamo avuto danni dai corsi d’acqua. I grossi danni sono venuti dall’acqua che scendeva dai versanti che, non avendo una regimentazione dello scolo delle acque bianche ha provocato una canalizzazione sulle strade che hanno fatto da collettore. Ho avuto modo di visionare alcuni filmati - ha proseguito - e questi dimostrano che queste strade erano diventate dei fiumi in piena”. Guardando ai danni prodotti, invece, in provincia, Niccoli ha sostenuto che “a Sellia Marina la situazione è stata diversa. Il villaggio è stato lambito dal fiume, e questo è stato l’unico allagamento di questo tipo. Purtroppo c’è un disordine del territorio, basta vedere via Lucrezia della Valle, ad esempio, per vedere le stradine che scendono dalle colline e che si trasformano in fiumi di acqua”. Niccoli ha anche analizzato le azioni da intraprendere: “Gli effetti non si annullano in tempi brevi e medi. Occorre fare - ha detto - dei piani di protezione civile e le esercitazioni con la popolazione, senza prenderle con superficialità. Bisogna fare imparare i piani di protezione civile intanto che si mette in sicurezza il territorio. Nell’immediato c’è solo la prevenzione”. Per quanto concerne le attività dell’ufficio che dirige, Niccoli ha dichiarato che ““dal punto di vista tecnologico limiamo anche i minuti, ma è frustrante se poi non c’è nessuno che attua gli avvisi”. Ci sono, dunque, responsabilità e ruoli ben precisi secondo Niccoli, anche se i sindaci sono l’anello debole di questa catena: “Il sindaco sa di essere il responsabile locale di protezione civile - ha sottolineato - e lo sa da quando decide di candidarsi. C’è un problema di formazione culturale. Bisogna aiutare soprattutto i piccoli comuni, che sappiamo essere in difficoltà, ma bisogna essere disponibili a fare e poi - ha concluso - bisogna arrivare alla popolazione”

Insomma , la solita tecnica quale è quella di spostare l’attenzione verso gli altri; nel caso i sindaci che pur se avvertiti non hanno comunque i mezzi finanziari per attendere a quanto necessario.

Siamo all’anno zero. O forse sotto zero!

Pubblicato in Catanzaro

Cafiero de Raho: «Con la operazione “Araba Fenice” colpito il livello superiore»

Qualche dato:

Arrestate quarantasette persone;
Sequestrate 14 società
Sequestrati beni per oltre 90 milioni di euro.
Impegnati 500 finanzieri
Eseguite 90 perquisizioni tra Calabria, Piemonte, Veneto, Lombardia e Puglia.
I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, abusiva attività finanziaria, utilizzo ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, favoreggiamento, peculato, corruzione, illecita concorrenza ed estorsione, tutti aggravati dalle modalità mafiose.
Un'imponente operazione condotta dal Nucleo di Polizia tributaria della guardia di finanza e dallo Scico di Roma che ha disarticolato un’associazione di stampo mafioso e ha svelato come le varie famiglie si sono spartite la città.

Su richiesta del PM Giuseppe Lombardo, il GIP ha disposto la custodia cautelare per boss, mafiosi, imprenditori, avvocati, commercialisti e un amministratore giudiziario.

Il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, in relazione alla operazione "Araba fenice" ha detto che: «È un'operazione di grande significato perché colpisce le principali cosche reggine della 'ndrangheta nella loro presenza esponenziale attraverso la imprese che operano nell'edilizia residenziale e che si avvalgono di commercialisti e accoliti per imporre a tutti nel territorio reggino in cui operano la realizzazione di opere edilizie solo con le imprese di loro pertinenza o ad essi riconducibili. L'operazione assume, inoltre, particolare significato perché va a colpire il livello superiore della 'ndrangheta, che delinea lo scenario di un'organizzazione criminale che si è sempre più mimetizzata nel mondo dell'economia e delle professioni e si impone a danno dell'economia legale”

In mattinata il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti sarà presso il Comando provinciale della guardia di Finanza a Reggio per una conferenza stampa.

Pubblicato in Reggio Calabria

La banca di Credito Cooperativo Mediocrati ha chiesto una indagine sulla corruzione all’istituto Demoskopica. Ecco i risultati.

Circa 15 mila operatori economici avrebbero ricevuto richieste estorsive, mazzette e tangenti in Calabria.

Nel rapporto è scritto che le maggiori percentuali di casi di corruzione si riscontrano tra le imprese

-del comparto edile con il 13,2% ;

-del comparto dei servizi con il 13%

- dell’agricoltura con 11,7%

Minori le percentuali tra:

- imprese commerciali con il 2,4%;

- le imprese industriali con l’8,7%.

Interessante poi la ricerca sulla provenienza . secondo lo studio la richiesta di tangenti arriva:

-dai funzionari che gestiscono gli appalti pubblici con il 26,1%;

-dai politici con il 17%;

- da chi lavorano nelle forze dell’ordine con l’ 11,4%;

-da chi rilasciamo le concessioni edilizie e di permessi per lo svolgimento di altre attività economiche e commerciali con l’11,4%.

Segue poi la tipologia delle tangenti:

-per velocizzare una pratica il 45,8%;

- per ricevere in cambio un servizio o un beneficio il 33.3%

-per evitare problemi con l’autorità l’8,3%;

Infine l’andamento delle tangenti:

Per il 36,6% degli intervistati il fenomeno è aumentato “molto” negli ultimi tre anni;

Per il17,4% il fenomeno è aumentato ma in modo lieve;

Per il 41% è rimasto costante;

Poi c’è un 1,5% che afferma che “non c’è corruzione”.

Un dato questo in linea con quelli dell’ultima indagine Global Corruption Barometer sulla corruzione nel mondo, realizzata da Trasparency International, da cui emerge un aumento della corruzione per oltre i due terzi degli italiani (64%).

Ma ecco le denunce:

Nel 2004 si sono avute 1511denunce

Il massimo nel 2006 con 2.440 casi

Il minimo si è avuto nel 2009 con 1114 denunce;

E nel 2010 i casi sono saliti a 1377.

Sempre nello stesso periodo 2004-2010 :

-il maggior numero di reati con quasi il 50% dei casi sono state le truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche;

- a seguire con il 28,1% il reato di abuso d’ufficio;

- solo con il 7,5% l’indebita percezione a danno dello stato;

Tutte le altre categorie di reati non superano il 2%.

Pubblicato in Calabria
Evidenzia HTML

I Racconti

© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy