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scuola amaLe nuove prescrizioni ministeriali che si stanno configurando, soprattutto con riferimento al distanziamento interpersonale, impongono  la necessità di disporre di una certa quantità di spazi per garantire agli studenti il ritorno sui banchi di scuola.
Ed in città gli spazi a disposizione degli istituti scolastici, per via di un’emergenza che si protrae da un triennio, sono già in pratica saturi!
Il nostro pensiero si riferisce anche ai ragazzi che presentano delle disabilità ai quali - come previsto nel documento ufficiale contenente le modalità per la ripresa delle attività didattiche a settembre, trasmesso dal Comitato Tecnico Scientifico al Governo e al Ministero dell’Istruzione – dovrà essere garantita in via prioritaria la didattica in presenza. In tal senso, la gestione degli spazi scolastici rispetto all'emergenza CoViD-19 dovrà, quindi, essere coerente con i percorsi di accompagnamento alle attività scolastiche di questi nostri alunni, che rappresentano un campione importante.
Noi siamo, tra l’altro, convinti che è necessario garantire alle associazioni - che pro bono si occupano di animazione sociale e culturale rivolta a questi nostri ragazzi - spazi comunali anche in orario extrascolastico per agevolare i percorsi di crescita e di benessere individuale e collettivo. Ma su questo tema torneremo a breve.
Oggi le evidenze dicono che la questione necessita di attenzione prioritaria, perché il rischio a settembre è quello di non poter garantire ai nostri scolari la medesima dignità degli altri studenti del paese, precludendo possibilità fondamentali ai percorsi di crescita a chi vive già una condizione di fragilità.

Direttivo PD Amantea
Circolo Moro-Berlinguer

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euroTroviamo davvero imbarazzanti le modalità con cui - durante la seduta del 26 maggio - il Consiglio regionale, in maniera assolutamente trasversale, ha approvato all'unanimità l'odg riguardante la “rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità”!
Il video della seduta, divenuto virale, mette in risalto la fugacità (il relatore non illustra neppure il provvedimento) e la sollecitudine (i tre articoli vengono approvati con il tempo netto di 15 secondi: un record!) dei lavori: una mortificazione per il Parlamento regionale.
Tutti erano d’accordo!
Il provvedimento si illustra da se: prevede, infatti, la possibilità di far maturare subito il vitalizio aii Consiglieri regionali anche in caso di prematura interruzione del loro mandato!
Non riusciamo, tra l’altro, a fare a meno di notare che chi avantieri si indignava per l’istituzione dell’ennesima commissione, ieri proponga e voti lo scandaloso provvedimento e oggi cerchi una “pezza” a questa buffonata!
Viviamo un momento storico caratterizzato da sofferenza, da difficoltà, da incertezze. Qualcuno dovrà pur spiegare a chi ha perso o rischia di perdere il lavoro, ai cassaintegrati, agli imprenditori ed ai commercianti in crisi, alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese la priorità, l’urgenza e l’utilità di questo provvedimento.
Questo è il rinnovamento tanto auspicato e declamato?
Noi riteniamo che la sinistra debba dare segnali ben diversi. Per tale ragione, chiediamo al nostro Partito, il PD, ed ai nostri rappresentanti in Consiglio, di farsi immediatamente promotori di una proposta di legge regionale che preveda l’abolizione del privilegio dei vitalizi!

Direttivo PD Amantea
Circolo Moro-Berlinguer

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multiservizioDi seguito la nota che il Direttivo del PD ha inviato in data odierna alla Commissione straordinaria del Comune di Amantea, concernente l’imminente scadenza del contratto con la Lamezia Multiservizi S.p.a.

- che si occupa della raccolta e del trasporto dei rifiuti - alla fine del mese di aprile. Spett.le Commissione straordinaria, ci rivolgiamo alle Ss.Vv. per esprimere preoccupazione per l’imminente scadenza del contratto con la Lamezia Multiservizi S.p.a.. Alla fine del mese di aprile, infatti, terminano gli obblighi contrattuali della Società nei confronti del Comune di Amantea con riferimento alla racconta rifiuti. In passato, spesso ricorrendo a proroghe (pare siano più di una decina), il rapporto tra Ente comunale e Lamezia Multiservizi - che si occupa della raccolta e del trasporto dei rifiuti - è stato mantenuto in condizioni di incertezza e precarietà, anche in virtù della mancata corresponsione mensile di tutte le rette contrattualmente pattuite (pare che ad oggi tra il corrente ed il pregresso il debito del Comune, nei confronti della Lamezia Multiservizi, ammonti a circa un milione di euro, senza considerare la cifra già inserita nel dissesto che supera, anch'essa, il milione). Riteniamo, invece, che sia necessario rendere stabile la relazione tra il Comune ed una società - interamente pubblica e di cui l’Ente è socio - che rappresenta una garanzia in un settore particolarmente complesso e difficile, qual è quello della raccolta dei rifiuti, magari valutando anche l’opportunità di affidare quegli altri servizi di cui la società può occuparsi (come, ad esempio, lo spazzamento, il manutentivo, la cura del verde pubblico, il trasporto scolastico, il servizio mensa, l’illuminazione pubblica e il porto). Amantea è una realtà economicamente vivace e dinamica, caratterizzata da importanti prospettive turistico-commerciali. Quando l’emergenza CoVid sarà rientrata (speriamo il prima possibile) diventerà fondamentale farsi trovare pronti con un sistema di servizi stabilmente organizzati. Gli operatori turistici ed i commercianti della città ne hanno un grande bisogno. Oggi è maturo il tempo per rinegoziare le condizioni contrattuali con la Lamezia Multiservizi, partendo - anche in considerazione della vastità del territorio comunale - dalla richiesta di un forte aumento del personale, creando quelle opportunità occupazionali di cui la città ha tanto bisogno. Per noi, infatti, diventa determinante creare le condizioni per garantire un servizio efficiente capace di aumentare le percentuali di differenziazione, e quindi di risparmio economico per l'Ente e per i cittadini, promuovendo allo stesso tempo la massima tutela e salvaguardia del personale addetto al servizio che da anni - ed in una condizione di inaccettabile precarietà - fa i salti mortali per svolgere al meglio il proprio lavoro e consegnarci una città pulita e in ordine. Confidiamo nella vostra sensibilità, in vista della conclusione del contratto, per trovare la migliore soluzione a queste due importanti esigenze: rendere stabile il rapporto con la Lamezia Multiservizi e garantire la necessaria serenità, espressa in termini di prospettive lavorative, agli addetti alla raccolta. Direttivo PD Amantea Circolo “Moro-Berlinguer”

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enzogiaccoNon riesco proprio a ritrovarmi nella polemica solleva dal Movimento Cinque Stelle calabrese sul “dirottamento” dei DPI e dei ventilatori verso il Nord.
Non ci sono dubbi che in questo momento la Lombardia e il Nord ne hanno più bisogno della Calabria.
Dissento anche dalle dichiarazioni rilasciate da Belcastro, quando critica la scelta di accogliere pazienti dalla Lombardia o comunque dalle zone più contagiate.
Tutti siamo preoccupati, ma non è con l’egoismo che ne usciremo.
Non possiamo invocare l’unità nazionale quando la Lega pone in essere politiche che penalizzano il Sud e poi comportarci anche noi allo stesso modo (o peggio).
Siamo uno Stato nazionale: ognuno ha il dovere di tendere la mano all’altro.
Diamo il buon esempio, mantenendo la calma ed evitando strane forme di isteria! Anche perché finita l’emergenza al Nord (mi auguro il prima possibile) potrebbe essere proprio il Mezzogiorno ad avere bisogno delle strumentazioni e dei posti letto della Lombardia e delle altre regioni del Nord.
Buona domenica a tutti e, vi prego, “restiamo umani”.

Enzo Giacco

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pd amanteaEgregi Commissari,

in considerazione del momento complesso che Amantea - come il resto del Paese - vive per via dell’emergenza CoViD-19, in un’ottica di collaborazione e cooperazione, chiediamo alle Ss.Vv. di valutare l’opportunità di promuovere, come sta avvenendo in molti altri Comuni,  una disinfezione microbica in tutto il territorio Comunale. Nonché di dotare ordinariamente le spazzatrici comunali dei prodotti igienizzanti, riconosciuti dal Ministero della Salute, da spargere sulle strade comunali durante il servizio di spazzamento, pulizia e lavaggio meccanizzato.
Chiediamo, altresì, di valutare interventi straordinari di sanificazione e igienizzazione in tutti gli uffici e i luoghi di competenza dell’Ente.
Nel caso non sia già stato previsto, chiediamo infine se non sia il utile dotare il personale comunale - soprattutto quello che ha rapporti con il pubblico ovvero che svolge le proprie mansioni all'esterno - dei dispositivi di protezione individuale, ma anche di promuovere il più possibile forme di lavoro agile.
Suggeriamo tali interventi nell'interesse della salute pubblica ed a tutela del personale comunale.

Direttivo PD Amantea

Circolo "Moro-Berlinguer"

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asp-cosenza-600x367Riceviamo e pubblichiamo

COSENZA, 20 FEBBRAIO 2020 - Si faccia emergere tutta la verità sui reali motivi della nomina della dottoressa Daniela Saitta a commissario dell’Asp di Cosenza. Anche il contenuto dell’atto delle sue dimissioni, in cui parla di “condizioni ambientali che non consentono di proseguire con serenità e pienezza di poteri lo svolgimento dell’incarico”, getta ombre su una vicenda che deve essere chiarita. Avrebbe fatto bene, anzi può ancora farlo, a rivolgersi alle autorità competenti in modo da individuare chi ha impedito di svolgere le proprie attività con serenità e pienezza di poteri. E questo va al di là della vicenda della deprecabile nomina della figlia a consulente dell’Asp, a titolo gratuito.

Un fatto grave che fa emergere che dal 15 gennaio 2020 – data di insediamento del commissario straordinario dell’Asp di Cosenza – la figlia, dottoressa Cristina Di Lazzaro, commercialista in forza nello studio di famiglia a Roma, avrebbe affiancato, senza alcun titolo, la madre, Daniela Saitta, nelle sue attività di commissario straordinario entrando anche in possesso di dati sensibili dell’Azienda sanitaria provinciale, dei fornitori, delle strutture accreditate, così come possono testimoniare dipendenti e dirigenti  dell’Asp. Dati quasi sicuramente ancora in possesso del commissario e di sua figlia, visto che sono stati utilizzati computer personali.

Guarda caso, a questa situazione si è cercato di porre rimedio con la delibera numero 199 del 14 febbraio 2020 avente ad oggetto “Incarico di collaborazione a titolo gratuito”.  Nella suddetta delibera veniva stabilito, a distanza di un mese, che la durata dell’incarico di collaborazione è affidato per un periodo di dodici mesi, decorrenti dal 15 gennaio 2020. Inoltre, si precisa che alla dottoressa Cristina Di Lazzaro la struttura commissariale renderà disponibili “documentazioni, informazioni, atti, accessi a sistemi informativi e ogni altro materiale che si rendesse necessario”. Nella delibera si specifica “di imporre un vincolo di massima riservatezza su decisioni, informazioni, notizie e dati di ogni tipo dei quali l’incaricato potrebbe venire a conoscenza per motivi legati all’incarico”.

Quindi come è evidente dalla delibera approvata il 14 febbraio è stato disposto che l’incarico della suddetta professionista decorra, in modo retroattivo, dal 15 gennaio 2020, forse nell’intento di “legalizzare” e sanare un’attività svolta illegittimamente con grave pregiudizio e danno nei confronti dell’Asp. E mi auguro che tutte le informazioni e i dati sensibili venuti in possesso della dottoressa non siano stati utilizzati per altri fini o attività private.

La situazione finanziaria dell’Asp di Cosenza e del suo contenzioso non è delle migliori, così come è stato evidenziato anche dal presidente del tar Calabria, Giancarlo Pennetti, nella relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, in cui veniva specificato che, nell’anno 2019, ben 111 ricorsi in ottemperanza hanno riguardato la sanità calabresi, di cui 58 riguardano la sola Asp di Cosenza che, come sappiamo, vive una situazione molto precaria dal punto di vista economico e finanziario.

Ora bisogna fare chiarezza e prendere atto che il Decreto Calabria, voluto all’epoca dal Governo giallo-verde 5Stelle e Lega, debba essere immediatamente modificato visto che il “rimedio” non ha fatto altro che aggravare, nella sanità calabrese, le storture e le degenerazioni precedenti alla sua approvazione.

Carlo Guccione

Consigliere regionale PD

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sardineIn Emilia Romagna, simbolo della sinistra italiana, il Partito Democratico ha vinto. Zingaretti, segretario del Pd, e Bonaccini, candidato e governatore uscente,speravano nel voto disgiunto e all’effetto sardine che avrebbero dovuto fare la differenza. Speravano nel miracolo. Le preghiere alla Vergine hanno sortito l’effetto sperato. Zingaretti esulta. Era sceso pure in Calabria per dare una mano al tonno Callipo. Nulla da fare. Non c’è stato nessun colpo di scena. Ancora una volta il tonno è stato avvelenato e malgrado il leader civico ce l’abbia messa tutta, girando in lungo e in largo la Calabria, con le pive nel sacco per la seconda volta dovrà ritornare nella sua azienda leccandosi le ferite. Non ha avuto fortuna alleandosi la volta scorsa con l’Italia dei Valori di Di Pietro, non ha avuto fortuna anche nel 2020 alleandosi col Pd. Fino a pochi giorni fa Nicola Zingaretti si era mostrato tranquillo e affermava di essere certo che in Emilia Romagna avrebbe vinto Bonaccini. E così è stato. Ecco perché è sceso in Calabria a chiudere la campagna elettorale trascurando l’Emilia Romagna. La discesa in Calabria non gli ha portato fortuna. In Calabria ha vinto la coalizione del centro destra. In Emilia Romagna, una regione simbolo della sinistra italiana e del Pd, governata fino ad ieri da un Governatore stimato e popolare ha vinto ancora una volta il centro sinistra, grazie alla mobilitazione generale, alla grande affluenza alle urne e all’aiuto ricevuto dalle Sardine. Bonaccini non poteva e non doveva perdere. Infatti non ha perso. Il flop del Pd non c’è stato. La notte scorsa, sin dalle prime schede scrutinate si è capito che non ci sarebbe stato un flop di Bonaccini e una tremenda, cocente e pesante sconfitta del Pd. E mo, e mo : Le dimissioni di Zingaretti non ci saranno. Il Pd deve però cambiare cavallo, anche se Zingaretti non è stato disarcionato e azzoppato Ma il Pd deve rinnovarsi. Non basta cambiare solo il nome come è avvenuto in passato. Se si vuole davvero avere un partito nuovo bisogna mandare a casa tutti i malati di poltronite che si annidano da anni nel partito e che da troppo tempo hanno scaldato gli scranni di Camera e Senato. Per quanto riguarda il Governo ci saranno senz’altro conseguenze ineluttabili. Cadrà, non cadrà? Conte rassegnerà le dimissioni? Il centro destra uscito vincitore in Calabria e in tutte le regioni in cui si è votato in questi ultimi anni, le chiederà a gran voce. Dimissioni ed elezioni, Presidente Mattarella permettendo. Ma a quanto pare non cambierà nulla, perché il Presidente Conte che nessuno ha votato non vuole a nessun costo tornare a fare il Professore nell’Università. Il posto che occupa a Palazzo Chigi è più popolare e prestigioso. Ma se Renzi e il suo partitino si faranno sentire perché cercheranno di uscire dalle secchi del 4%, allora potrebbero arrivare brutti giorni non solo per Conte, per il Pd e principalmente per il M5S ormai allo sfascio e allo sbando. Ha perso ovunque. E le sardine che fine faranno dopo tutte quelle belle manifestazioni di piazza? Ora cosa ne sarà di loro dopo aver esaurito la loro utilità nel sostituirsi al Pd nella campagna elettorale in Emilia Romagna? Zingaretti le ha ringraziate, “dalle quali è arrivata una scossa democratica”. Senza di loro e senza il voto disgiunto Bonaccini non avrebbe vinto le elezioni, questo è certo.

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Jole-Santelli-1200x1200Il 26 gennaio in Calabria si è votato per il rinnovo del Consiglio Regionale e per il Presidente Regionale. Ha vinto, come ben sapete, il candidato del Centro destra Jole Santelli distaccando di molto il candidato del centro sinistra Pippo Callipo. Ecco alcune sentenze uscite dalle urne: Sconfitta del Pd, crollo del Movimento 5 Stelle, trombati alcuni personaggi famosi, bassa affluenza alle urne, tre donne entrano nel Consiglio Regionale, per la prima volta una donna viene eletta Presidente della Calabria, un candidato che viene eletto consigliere regionale con appena 1.072 voti, Marcello Anastasi a Reggio Calabria. Mi voglio soffermare soltanto sulla bassa affluenza alle urne che è stata del 44,32%. Ci dovrebbe far riflettere a lungo se fosse stato davvero così, più del 55% dei calabresi, aventi diritto al voto, non sono andati a votare. Falso. Questa è una fake news. Di questo me ne sono occupato alcuni anni fa dopo che il referendum del 18 aprile 1999 non aveva superato il quorum richiesto. Ma perché il quorum non era stato superato? Perché gli italiani non si erano recati alle urne? Era stato affossato perché la gente era stanca di andare a votare? Balle. Grossolane bugie. Tutto falso. Come è tutto falso affermare oggi che la gente di Calabria si è recata alle urne soltanto il 44,32% aventi diritto al voto. E’ tutta colpa del Ministro degli Interni e del Governo se non avessero autorizzato tutti i Comuni Italiani a iscrivere automaticamente, senza richiesta da parte degli interessati, tutti gli italiani residenti all’estero ed emigrati in terre lontane e che forse hanno già acquisito un’altra cittadinanza. Ora, per il Governo Italiano, tutti gli emigranti e finanche i loro congiunti sono considerati cittadini italiani e quindi elettori e per legge vengono iscritti nei registri elettorali con a margine una bella “E” maiuscola che significa residente all’estero, ma che il Presidente del Seggio Elettorale deve tenerne conto come elettore e quindi averne diritto al voto e deve vidimare, firmare e bollare tutte le schede. Esempio ( ma potrebbe valere per tutti i Comuni calabresi dove si è votato domenica scorsa) San Pietro in Amantea, dove io ho esercitato il mio diritto al voto. Residenti nel Comune circa 500. Iscritti nelle liste elettorali 1.209. Hanno quindi diritto al voto 709 persone che da anni non risiedono più in San Pietro in Amantea. Sono andati a votare 302 elettori, per la Prefettura di Cosenza soltanto il 24,98%. Ma il 24,98% si riferisce a 1.209 elettori e non ai 500 residenti effettivi. L’affluenza è stata, invece, del 60,4% degli aventi diritti al voto. E questo è un dato inconfutabile e quindi non è vero che i calabresi non sono andati a votare e hanno snobbato le elezioni. Se il Parlamento non approva subito una legge che cancella dai registri elettorali tutti i residenti all’estero saremmo costretti ancora una volta a scrivere corbellerie e fake news dicendo che i Calabresi non vanno più a votare. E i referendum non raggiungeranno mai il 50+1 dei voti, come non li hanno raggiunti i precedenti fatto eccezione per i referendum sul divorzio e sull’aborto.

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Il durissimo attacco al procuratore Nicola Gratteri riguardo la maxi operazione Rinascita Scott lanciato dalla parlamentare del Partito Democratico Enza Bruno Bossio non è passato sotto silenzio.

Ad intervenire, ribadendo la massima condivisione del lavoro del procuratore, sono i vertici del Partito democratico per i quali «il pensiero della Bruno Bossio non rappresenta quello della comunità del Partito Democratico della Calabria.

Ringraziamo Gratteri per il lavoro svolto e per aver inflitto alla ndrangheta un duro colpo».

A sostenerlo, nello specifico sono stati il commissario regionale del Partito Democratico della Calabria Stefano Graziano e il responsabile Mezzogiorno della segreteria nazionale Nicola Oddati.

Per i due esponenti politici «i calabresi onesti e perbene gli sono grati e ci auguriamo che siano in tanti a raccogliere il suo appello ad occupare gli spazi che l’inchiesta ha liberato.

Ridurre migliaia di ore di lavoro, migliaia di pagine di una inchiesta ad un tentativo di bloccare Oliviero è offensivo nei confronti di chi ha lavorato alle indagini e di chi ha subito le imposizioni della malavita».

In conclusione, comunque Graziano e Oddati hanno ricordato concludendo che «il Pd già da mesi lavora per una Calabria nuova e libera.

Ora con Pippo Callipo vogliamo costruire, insieme, una stagione di sviluppo e crescita.

Chi vuole sbarrare la strada alla Lega e rompere i legami tra politica e criminalità, sbarrare la strada alla ndrangheta ha una possibilità»

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NAPOLI – L’indagine è stata diretta dalla Procura di Napoli Nord ed è partita dalla denuncia di una persona a cui sarebbe stato promesso che, se avesse portato voti ad un uomo vicino a Graziano, durante la campagna elettorale per le comunali di Aversa, avrebbe vinto il concorsone indetto dalla Regione Campania per operatore socio sanitario.

 

 

 

Insieme a Graziano sono indagati Pasquale Fiorenzano, l’uomo per il quale Graziano si sarebbe speso, il collaboratore di Graziano, Nicola Tirozzi e Luigi Comparone, l’uomo al quale sarebbe stato promesso il posto di lavoro.

Attualmente Graziano è commissario regionale del Pd in Calabria.

Ma che succede nel PD?

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