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alba3 optimizedAlba Parietti chi? La coscia lunga della televisione italiana l’ha sparata davvero grossa l’altra sera. Era ospite ( una comparsata certamente ben retribuita da Mediaset) della trasmissione di Rete 4 “Stasera Italia” condotta dalla brava Barbara Palombelli. Per lei, ma gli italiani sono 60 milioni, e solo per lei non tutti gli italiani avrebbero diritto al voto. Dovrebbero votare tutte le persone istruite, quelle che hanno avuto la fortuna di andare a scuola. Quelli, invece, che hanno scelto un lavoro sin da piccoli, i braccianti, i contadini, gli operai, tutti questi non dovrebbero più andare a votare. Perché? Non sono istruiti, quindi non sanno scegliere a chi dare il voto. Tutto questo l’ha detto un genio, un grande filosofo, un grande artista, un politico di fama mondiale, un grande leader politico. No, che dico. L’ha detto una show girl che molti anni fa ha condotto alla RAI una trasmissione sportiva mostrando le cosce e che ora per campare ha scritto finanche un libro. Vorrei vedere quante copie riuscirà a vendere. Si è dimostrata una persona ignorante. Si riempie la bocca quando parla della nostra Costituzione, la più bella del mondo, e poi ignora l’Art. 48:-Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge-.

L’uscita della show girl ha fatto sbottare la padrona di casa e sobbalzare dalla sedia gli altri ospiti Sallusti e De Bortoli. La dichiarazione della Parietti non è certo passata inosservata e sui Social è stata bersagliata da migliaia di proteste. Ignora, poverina, che con un semplice segno di croce sulla scheda elettorale anche da parte di milioni di italiani che nel lontano 1946 non sapevano leggere e scrivere, il nostro paese si è potuto liberare del regime monarchico fascista. Oggi, evidentemente, la sinistra ha paura della gente povera e del popolino perché non vota più come vorrebbe. Vorrebbe fare l’esame a tutti coloro che entrano nelle cabine elettorali. Sai leggere e scrivere? Sei andato a scuola? Ti sei diplomato o laureato? Voti il Pd? Se una delle quattro domande è negativa non hai diritto al voto. Dio come siamo caduti così in basso. Grillo alcuni mesi fa fece un’altra proposta assurda: Abolire il voto agli anziani. Si era reso conto che il suo Movimento 5 Stelle era votato solo dai giovani e per questo voleva punire gli anziani. Persone vecchie, persone rimbambite. Certamente non come lui, però. Tu non mi voti, allora non ti faccio votare. Ora, la Parietti, visti i risultai negativi della sinistra e del Pd in particolare, partito dove milita, vuole fare votare solo i radicalchic come lei. Così, tolto il diritto di voto a milioni di italiani e sulla scheda elettorale un solo simbolo, quello del Pd, pardon, quello di falce e martello, il suo partito che ama tanto vincerebbe di sicuro. Ma siamo, meno male, ancora in Italia e non nella Russia di Staliniana memoria.

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Jole-Santelli-1200x1200Il 26 gennaio in Calabria si è votato per il rinnovo del Consiglio Regionale e per il Presidente Regionale. Ha vinto, come ben sapete, il candidato del Centro destra Jole Santelli distaccando di molto il candidato del centro sinistra Pippo Callipo. Ecco alcune sentenze uscite dalle urne: Sconfitta del Pd, crollo del Movimento 5 Stelle, trombati alcuni personaggi famosi, bassa affluenza alle urne, tre donne entrano nel Consiglio Regionale, per la prima volta una donna viene eletta Presidente della Calabria, un candidato che viene eletto consigliere regionale con appena 1.072 voti, Marcello Anastasi a Reggio Calabria. Mi voglio soffermare soltanto sulla bassa affluenza alle urne che è stata del 44,32%. Ci dovrebbe far riflettere a lungo se fosse stato davvero così, più del 55% dei calabresi, aventi diritto al voto, non sono andati a votare. Falso. Questa è una fake news. Di questo me ne sono occupato alcuni anni fa dopo che il referendum del 18 aprile 1999 non aveva superato il quorum richiesto. Ma perché il quorum non era stato superato? Perché gli italiani non si erano recati alle urne? Era stato affossato perché la gente era stanca di andare a votare? Balle. Grossolane bugie. Tutto falso. Come è tutto falso affermare oggi che la gente di Calabria si è recata alle urne soltanto il 44,32% aventi diritto al voto. E’ tutta colpa del Ministro degli Interni e del Governo se non avessero autorizzato tutti i Comuni Italiani a iscrivere automaticamente, senza richiesta da parte degli interessati, tutti gli italiani residenti all’estero ed emigrati in terre lontane e che forse hanno già acquisito un’altra cittadinanza. Ora, per il Governo Italiano, tutti gli emigranti e finanche i loro congiunti sono considerati cittadini italiani e quindi elettori e per legge vengono iscritti nei registri elettorali con a margine una bella “E” maiuscola che significa residente all’estero, ma che il Presidente del Seggio Elettorale deve tenerne conto come elettore e quindi averne diritto al voto e deve vidimare, firmare e bollare tutte le schede. Esempio ( ma potrebbe valere per tutti i Comuni calabresi dove si è votato domenica scorsa) San Pietro in Amantea, dove io ho esercitato il mio diritto al voto. Residenti nel Comune circa 500. Iscritti nelle liste elettorali 1.209. Hanno quindi diritto al voto 709 persone che da anni non risiedono più in San Pietro in Amantea. Sono andati a votare 302 elettori, per la Prefettura di Cosenza soltanto il 24,98%. Ma il 24,98% si riferisce a 1.209 elettori e non ai 500 residenti effettivi. L’affluenza è stata, invece, del 60,4% degli aventi diritti al voto. E questo è un dato inconfutabile e quindi non è vero che i calabresi non sono andati a votare e hanno snobbato le elezioni. Se il Parlamento non approva subito una legge che cancella dai registri elettorali tutti i residenti all’estero saremmo costretti ancora una volta a scrivere corbellerie e fake news dicendo che i Calabresi non vanno più a votare. E i referendum non raggiungeranno mai il 50+1 dei voti, come non li hanno raggiunti i precedenti fatto eccezione per i referendum sul divorzio e sull’aborto.

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bettinoAmici di Crotone, il 19 gennaio del 2000 è stato fatto morire in solitudine ad Hammamet un ex Presidente del Consiglio: Benedetto Craxi detto Bettino. Ora le sue spoglie mortali riposano in pace in un piccolo cimitero cristiano di quella città.

La figlia Stefania, alcuni anni, fa ha presentato presso "la Sala del Refettorio" di S. Macuto in Roma un volume fotografico del padre a cura di Umberto Cicconi: Craxi, una Storia. Erano presenti, tra gli altri, l'ex Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi e l'ex Presidente della Camera On. Pier Ferdinando Casini. Quest'ultimo ha definito Craxi un grande statista. Ma, sia Berlusconi, sia Casini, sono stati d'accordo nel sostenere che era giunto finalmente l'ora di rivedere il giudizio sull'operato di Craxi. La signora Donna Assunta Almirante, seduta in prima fila, moglie del defunto leader missino On. Giorgio, ha voluto testimoniare con la sua presenza che fu proprio Bettino a sdoganare il Movimento Sociale Italiano e la destra ex fascista.

E così quella sera l'On. Craxi, tante volte insultato, maltrattato, sputato, criticato, offeso, per poche ore è tornato dall'esilio di nuovo nella Storia. Solo per una serata però, perché come continua a ribadire ancora oggi la moglie " le spoglie di Bettino resteranno per sempre ad Hammamet. Non l'hanno voluto vivo in Italia, non l'avranno neanche da morto".

Quella sera Craxi avrebbe voluto senz'altro parlare, però è rimasto silenzioso, lui che in vita è stato sempre molto loquace, un fiume in piena. E' rimasto in silenzio, immerso nei suoi ricordi, come conviene a un esule espulso dalla sua Patria dopo averla servita con dignità e orgoglio.

Ora, a distanza di tanti anni, si parla ancora di Craxi e questa volta perché è uscito un film che parla della sua vita e degli ultimi sei mesi vissuti ad Hammamet.: Il film è di Gianni Amelio e si intitola appunto :-Hammamet-. Le polemiche che fino ad ora si erano sopite, all'improvviso si sono risvegliate. Ma lui, Bettino, arrogante ed altezzoso quando era ancora in vita, nella sua tomba di Hammamet se ne sta zitto, aspetta soltanto la visita dei suoi cari e del nipotino che amava tanto. Sono sicuro, però, che quando l'odio, il rancore, il livore dei tantissimi pennivendoli si affievolirà, solo allora gli storici ci diranno chi era veramente Bettino e cosa ha fatto per l'Italia. Se lui oggi potesse davvero ascoltare o leggere alcuni giudizi che certi uomini politici danno di lui forse si rivolterebbe nella tomba. Ma quella tomba, coperta di sabbia africana, non sarà scossa dall'eco dei discorsi che il vento porterà dal mare. Murata nella sabbia e nel cemento e nella cattiva coscienza di tantissimi uomini politici che hanno fatto fortuna quando lui era in auge, non ascolterà le parole dei vili e dei vigliacchi che l'hanno fatto tanto soffrire e poi morire in terra straniera.,

. Solo Bettino ha pagato, tutti gli altri sono rimasti indenni.

Chissà quante volte, dall'esilio di Hammamet, ebbe modo di scrutare il mare e guardare verso l'Italia. Certamente anche lui avrà avuto momenti di sconforto e di scoraggiamento. Fissava l'orizzonte ma l'Italia era molto lontana e non poteva vederla. Voleva ritornare in Patria almeno per curarsi. Voleva ritornare nella sua Milano che amava tanto e stare col nipotino, glielo hanno impedito. Ora riposa in pace in quella terra lontana.

Il Presidente della Tunisia, sincero amico di Bettino, in occasione del 7° anniversario della sua morte, lo ha voluto ricordare solennemente intitolandogli una via. Ad Hammamet

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salvino00Mancano ormai pochi giorni al voto regionale dell’Emilia Romagna e della nostra Calabria e la campagna elettorale si infiamma sempre di più. Tutti i segretari nazionali dei partiti politici stanno percorrendo in lungo e in largo la nostra regione visitando anche piccoli paesi. Le piazze sono piene quando sul palco c’è Matteo Salvini, ma non mancano i contestatori che Salvini a Catanzaro zittisce definendoli zanzare emoscerini rossi. Ieri la Giunta per le autorizzazioni a procedere ha votato “ Sì” al processo per Salvini, l’ex Ministro degli Interni, sul caso della nave Gregoretti non fatta attraccare in un porto italiano con a bordo tanti clandestini. E’ stato accusato di sequestro di persona e per questo grave reato dovrà essere processato da un Tribunale italiano, ma prima si dovrà esprimere il Parlamento essendo Salvini un Senatore e anche perché all’epoca dei fatti ricopriva la carica di Ministro. Adesso sarà il Senato che si riunirà il prossimo 17 febbraio a stabilire se è colpevole o innocente e poi mandarlo davanti ai magistrati per farlo processare per sequestro di persona. Salvini rischia per questo reato 15 anni di carcere. Ma andiamo con ordine. Vediamo come si sono svolti i fatti. Mai prima d’ora parlamentari appartenenti allo stesso partito di un Ministro hanno votato in commissione o in aula “Sì” per farlo processare. Questa volta, però, è stato lo stesso ex Ministro a chiedere ai parlamentari della Lega di votare a favore e non contro, perché i parlamentari del Pd, del Movimento 5 Stelle, di Leu e di Italia viva avrebbero disertato l’aula per protesta dopo aver chiesto da mesi con insistenza la sua colpevolezza. La maggioranza giallo rossa ora al Governo vuole processare Salvini ma ha paura di esporsi prima del voto del 26 gennaio ed ecco perché non si è presentata in aula per la votazione. Ora grida allo scandalo. Ma sono stati loro che hanno provocato lo scandalo. Se si fossero presentati in commissione e avrebbero votato, Salvini sarebbe stato incriminato e non ci sarebbero stati i voti favorevoli della Lega. Ma essendo stati presi in contropiedi ora vanno a cercare come si dice da noi “ Finocchietti e timpa”. La mossa della Lega, a parer mio, è stata strategica e ha fatto apparire Salvini come un martire ed ora questa faccenda infiamma la campagna elettorale. E Salvini, un furbacchione, è deciso a sfruttare a fini elettorali l’effetto sentenza. Non solo, ma può inguaiare il Premier Conte e tutto il Movimento 5 Stelle perché Salvini avrebbe in mano le carte che dimostrerebbero che l’affaire Gregoretti riguarderebbe tutto il Governo e non solamente l’ex Ministro degli Interni. Staremo a vedere.

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tasse-soldiLa Befana esiste eccome. A volte, però, arriva con un po’ di ritardo, ma arriva. Anche quest’anno è arrivata nei nostri Comuni in questa settimana, ma la legge è del 27 dicembre, n.160 (Art. 1 comma 29, della legge di bilancio 2020): Misura del contributo Assegno 50.000 (cinquantamila) euro ai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti e 90.000 (novantamila) euro ai Comuni oltre 10.000 abitanti. Nella prima fascia rientrano i Comuni di Aiello Calabro, Belmonte Calabro, Lago, Serra Aiello, San Pietro in Amantea .Nella seconda fascia Amantea. Il Viminale ha ripartito i 500 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2020 a favore di tutti i Comuni italiani, nessuno escluso, piccoli e grandi. Le risorse sono destinate all’efficientamento energetico, allo sviluppo territoriale sostenibile, agli interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e all’abbattimento delle barriere architettoniche. La legge è stata già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.304 del 30-12-2019 . Suppl.Ordinario n.45). Entrata in vigore del provvedimento 01/01/2020. Allegato A : Aiello Calabro al n. 4650; Belmonte Calabro al n. 4658; Lago al n. 4694; San Pietro in Amantea al n. 4744 e Serra Aiello al n. 4758. Amantea invece si trova nell’allegato C al n. 618.

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Millisi-IranSiamo in guerra e il Governo italiano, il governo giallo rosso, il governo del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, il Governo di Di Maio e Zingaretti è muto. In Medio Oriente si spara e si muore. I missili degli USA colpiscono ancora. I soldati italiani si nascondono nei bunker e lasciano in fretta Baghdad. E cosa fa il nostro Ministro degli Esteri? Tace. Ma trova il tempo di incontrare a Palazzo Chigi Zingaretti il partner della compagine governativa. Invece di difendere i nostri interessi nazionali in quelle zone martoriate e le vite dei nostri militari dispiegati in quelle zone di guerra il Ministro Di Maio si preoccupa del programma governativo, della verifica di governo, della questione di inquisire Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti. E mentre in Medio Oriente spirano venti gelidi di guerra e Trump, il Presidente degli USA, da via libera all’uccisione del comandante iraniano Soleimani, il nostro Ministro degli Esteri non solo taceva, era all’oscuro di tutto. Era in vacanza in Spagna con la fidanzata. Non molto tempo fa il Governo degli USA, prima di prendere decisioni cruciali, non solo ci informava, ma chiedeva finanche il nostro parere ed aiuto. Ora, invece, il Ministro Pompeo informa tutti gli Ambasciatori della NATO, tranne quello italiano. Che vergogna! Le autorità statunitensi hanno ignorato l’Italia e come riporta “Il Corriere della sera” si tratta di un clamoroso schiaffo a un alleato storico, ma ora non più affidabile e irrilevante, malgrado l’Italia abbia migliaia di soldati che presiedono quelle zone calde del Medio Oriente. L’esclusione dalle telefonate del Ministro Pompeo all’Italia evidenzia l’irrilevanza dell’Italia che pure ospita varie basi militari statunitensi. In questi tempi di guerra l’On. Di Maio, che ricopre il prestigioso e importantissimo incarico di Ministro degli Esteri, che fu di Saragat, Nenni, Moro, Fanfani, Andreotti per citarne alcuni, si è rivelato non all’altezza. E se l’Italia fosse davvero un paese normale il Ministro degli Esteri del Governo Conte bis, nato solamente per tirare a campare e impedire a Salvini di governare, dovrebbe rassegnare le dimissioni. Ma Di Maio non può dimettersi in questo momento difficile che attraversa il Governo Conte bis perché ci sarebbe una crisi inevitabile dalle conseguenze disastrose che porterebbero alla fine ingloriosa del Movimento 5 Stelle, a scissioni a ripetizioni, allo scioglimento della legislatura e ad elezioni politiche anticipate e Matteo Salvini, secondo i sondaggi, diritto diritto a Palazzo Chigi.

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papaAvrei potuto anche intitolare il mio articolo così: Lo schiaffo del Papa. Ma mi sono ricordato dello schiaffo famoso di un altro Papa e così ho desistito. Il Santo padre, oggi, affaciatosi dalla finestra apostolica in occasione dell’Angelus ed impartire, come al solito, la benedizione, si è scusato con tutti i presenti per il cattivo esempio di ieri. Il Pontefice, martedì, è stato strattonato da una donna e lui si è divincolato con forza. Il gesto di ieri del Santo Padre, lo voglio ribadire, non è stato il primo che ha fatto tanto scalpore. Il Papa, commentando l’accaduto, ha così detto:- A volte perdiamo la pazienza. Anche io. E chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri -. Come già detto l’episodio si è verificato al termine della celebrazione del Te Deum nella Basilica quando il Santo Padre si è recato in Piazza San Pietro per ammirare il presepe allestito in piazza e salutare i tantissimi fedeli stipati dietro le transenne. Ma mentre si allontanava una donna gli ha afferrato la mano con decisione, tirandolo a sé, facendolo barcollare. Il gwesto ha fatto innervosire il Pontefice che ha reagito in un modo inconsueto e per liberarsi dalla presa che gli faceva anche male l’ha colpita con l’altra mano proferendo alcune parole. Il gesto del Papa ha fatto scalpore tra i suoi detrattori, ha fatto il giro del mondo specialmente sui social. Schiaffo del Papa, da Urbi et Orbi a botte da orbi il passo è breve. Dio perdona, Bergoglio no. Vi ricordo che anche Padre Pio menava di brutto. Fallo di reazione. Il Papa salterà per squalifica i prossimi 4 Angelus. La pazienza ha un limite anche se si è Papa. Dai, porgi l’altra mano. E non poteva mancare il commento di Vittorio Sgarbi giustificando però:- Anche Papa Francesco può avere i suoi 5 minuti, è comprensibile -.

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Il 26 gennaio p.v. si voterà anche nella nostra Calabria per eleggere il Governatore e il Consiglio Regionale.

Oggi, alle ore 12:00, è stato chiuso il termine per la presentazione delle liste elettorali e così da domani inizierà ufficialmente la campagna elettorale che sarà molto vivace e che a dire il vero sarà anche la più breve della storia regionale.

Durerà meno di un mese.

 

 

E nelle piazze e nelle televisioni locali ne vedremo di tutti i colori con galoppini che distribuiscono schede e volantini multicolori e giornalisti e commentatori che fanno gli elogi a questo o a quel candidato per accaparrarsi le loro simpatie. Quattro sono in tutto i candidati che concorreranno per la carica di Governatore della Calabria: Pippo Callipo, il re del tonno, per il centro sinistra; Carlo Tanzi, ex della Protezione Civile, come indipendente; Francesco Aiello, Docente universitario UNICAL per il Movimento 5 Stelle; Jole Santelli, Deputato di Forza Italia e ex Vice Sindaco di Cosenza per la coalizione di centro destra. Nel lontano 2014, invece, i concorrenti erano in numero di cinque. Uno in meno, meglio così. Avremo una scheda elettorale più piccola. Le liste presentate sono in tutto quindici e centinaia i candidati a consigliere regionale. Pochi saranno gli eletti perché portatori di voti, la maggioranza farà da comparsa aspettando giorni migliori. Il centro destra ne annovera il numero maggiore. Sfogliando le liste e leggendo i nomi mi sono accorto che in questa tornata elettorale regionale molti Consiglieri Regionali che occupavano fino ad ieri uno scranno alla Cittadella non sono stati presentati perché impresentabili. Evidentemente hanno avuto o hanno qualche guaio con la giustizia. Pippo Callipo, candidato Governatore del centro sinistra, ha fatto sentire la sua voce, ha puntato i piedi e l’ha spuntata. O io o loro. E così molti big non hanno trovato posto nelle liste elettorali a lui collegate. Tra gli esclusi spiccano nomi illustri e eccellenti: Orlandino Greco, Bruno Censore, l’ex Assessore Nino De Gaetano, Ciccio D’Agostino, tutti fatti fuori per espressa volontà di Callipo. Altri consiglieri, invece, hanno scelto spontaneamente di non scendere in campo. Spulciando poi la lista di Fratelli d’Italia, Circoscrizione Nord ( Cosenza ) mi sono imbattuto sul nome di Gioacchino Lorelli, Sindaco in carica del Comune di San Pietro in Amantea. E’ la prima volta nella storia calabrese che un cittadino del piccolo comune cosentino aspira alla carica di Consigliere Regionale. La sua inclusione nella lista di Giorgia Meloni, anche se da questa estate si sussurravano le voci dopo che il Lorelli aveva abbandonato per protesta la Lega di Matteo Salvini, è stata accolta dai cittadini dell’antico borgo con segni di giubilo. Peccato, però, che in un’altra lista sempre della stessa coalizione ci sia un concorrente della nostra amata Amantea che ricopre la carica di Assessore e che gode stima e fiducia tra i cittadini e che gli toglierà parecchi voti. Comunque questa volta i cittadini di San Pietro in Amantea non dovranno disertare le urne. In massa dovranno andare a votare. Molti di loro che nelle ultime elezioni europee hanno votato la Lega di Salvini dovranno cambiare non schieramento politico ma lista elettorale. Per questa volta, e solo per questa volta, si dovranno turare il naso come ci ha insegnato Montanelli quando invitava gli italiani a votare Democrazia Cristiana, e dovranno mettere una crocetta sul simbolo di Fratelli d’Italia e scrivere sulla scheda il nome di Gioacchino Lorelli. Basta solo il cognome. Perché dovranno dare il voto alla lista Fdl? Perché in quella lista c’è il nome di un nostro concittadino e che se venisse eletto Consigliere Regionale potrebbe fare molte cose per il bene del nostro paesello che a poco a poco sta perdendo la sua identità. In bocca al lupo, signor Sindaco!

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oliIl 26 gennaio p.v. si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria e il Governatore uscente l’On. Mario Oliverio avrebbe dovuto essere il candidato unico di tutto il centro sinistra. Così non è stato. Il segretario nazionale del Pd Zingaretti ha preferito la candidatura di Callipo, imprenditore del tonno, che si candida come indipendente e con sue liste civiche. Ha fatto, dunque, come si dice, le scarpe al Governatore uscente, il quale, da diversi mesi già stava facendo campagna elettorale e aveva preparato le sue liste elettorali. Fino ad ieri Oliverio era in corsa per la Presidenza della Regione Calabra, oggi, colpo di scena: Per il bene del partito dove ha sempre militato si ritira, fa un passo indietro accogliendo in tutto e per tutto le indicazioni del segretario nazionale del Pd Zingaretti. –Pur ritenendo di avere tutte le ragioni del mondo faccio un passo indietro per non consentire che venga distrutto e dilaniato un patrimonio che è la mia storia politica -, così ha scritto Oliverio. Ma forse si è accorto, da uomo politico navigato, che gli amici e i suoi collaboratori lo stavano abbandonando e per non restare solo soletto a combattere la destra molto agguerrita, ha preferito gettare la spugna. Ora vedremo, cosa sapranno fare senza di lui. Fattosi da parte il Governatore uscente è rimasto Pippo Callipo con tutto il centro sinistra ricompattato, sulla carta però, a contrastare la poltrona tanto ambita di Presidente di Regione all’On.Jole Santelli, Deputata al Parlamento e Vice Sindaco dimissionario della città di Cosenza, del centro destra, diviso, litigioso, dilaniato da lotte interne e da veti incrociati. Mario Occhiuto già grida al tradimento e al complotto della sua fedele collaboratrice e sta preparando la vendetta. Doveva essere Mario Occhiuto, attualmente Sindaco di Cosenza, il candidato ideale di tutto il centro destra, così aveva deciso Forza Italia, ma la Lega di Salvini ha posto il veto. E così Occhiuto è stato estromesso. Ma non si darà per vinto. Corre voce che correrà da solo appoggiato da alcune liste e i suoi sostenitori sono tanti a Cosenza e in Calabria. Se così sarà spianerà la strada al candidato Pippo Callipo che fino ad ieri era tutta in salita e dato per sicuro perdente. Corre anche voce che a volere l’esclusione di Mario Occhiuto siano stati i fratelli Gentile i quali hanno voluto vendicarsi dal torto subito alcuni anni fa quando la figlia del Senatore Tonino, Katia, è stata allontanata dalla carica di Vice Sindaco. Ora la signora Katia dovrebbe essere candidata nelle liste della Lega e sarà certamente eletta Consigliere Regionale perché l’elettorato dei Gentile nella provincia di Cosenza è forte ed agguerrito. Si vedrà fra due giorni quando scadranno i termini per le presentazioni delle liste. La Regione Calabria, che secondo i sondaggi fino ad ieri era appannaggio del centro destra, ora con le divisioni interne e con il siluramento di Occhiuto da candidato del centro destra, con la scelta della Santelli, il vento in poppa sarà dall’altra parte e per Pippo Callipo sarà un gioco da ragazzi conquistare la Cittadella, quella Cittadella tanto agognata e che gli era sfuggita alcuni anni fa quando si era addirittura alleato con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Era il 2010 e tanta acqua è passata sotto i ponti. Quella sonora sconfitta brucia ancora.  Per contrastare ottenne 100 mila voti, pari al 10% dei voti, pochi. Ora, però, sarà per lui una bella rivincita e un bel colpo per tutto il Pd, il quale, per vincere le elezioni ha dovuto ricorrere ad un candidato indipendente ( si fa per dire) e che lo ha avuto sempre contrario. Ecco perché la sua candidatura non è stata ben accettata da tutti.

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Il pesce dei cristianiLe sardine? Vi piacciono le sardine? Io le adoro. Infarinate e fritte, mangiate belle calde sono una meraviglia. E le sardine che scendono nelle piazze d’Italia e cantano “Bella ciao” vi piacciono? Vi ricordano qualcosa? Per me sono come i pesci d’aprile di stoffa che confezionavamo il primo aprile per divertirci e per burlare gli amici e conoscenti. Poi strofinavamo un po’ di gesso che avevamo rubato a scuola e appiccicavamo i pesciolini alle giacche e ai cappotti della gente ignara. Per Padre Sorge, invece, le sardine sono come il pesce dei primi cristiani. Padre Bartolomeo Sorge è un gesuita, teologo, ex direttore della rivista “Civiltà cattolica”. E’ un antisalviniano. Così ha scritto su Twitter:- Il pesce delle piazze di oggi è come il pesce dei primi cristiani, anelito di libertà da ogni imperatore palese o occulto -. Ma i primi cristiani vivevano, si riunivano, si nascondevano nelle catacombe per sfuggire alle persecuzioni degli imperatori romani. Ora i cristiani non si nascondono più, non vivono nelle catacombe e mi sembra che a Palazzo Chigi o al Quirinale non ci siano imperatori che perseguitano i cristiani, che vogliono distruggerli, che li imprigionano e li danno in pasto ai leoni o li bruciano per fare luce nelle arene. Questo tipo di imperatore ancora a Roma non è arrivato, ma potrebbe arrivare fra non molto, quando il popolo italiano sarà chiamato alle urne per rinnovare il Parlamento. E chi sarebbe questo imperatore palese o occulto? Non l’avete ancora capito? E’ Matteo Salvini naturalmente, il fascista, il nazista, il razzista, il persecutore dei migranti. Ora persecutore anche dei cristiani. Ed ecco che per colpa di Salvini e della sua politica scellerata i cristiani di oggi, le sardine per intenderci, per sfuggire alle persecuzioni sono costretti a nascondersi nelle catacombe perché perseguitati non dal potere e dai fiancheggiatori del potere, ma da presunti persecutori fascisti e nazisti. Ma le prime sardine cristiane si nascondevano nelle catacombe e disegnavano un pesciolino per terra per farsi riconosce perché avevano paura di uscire all’aperto a manifestare nelle piazze di Roma la loro fede. Le sardine di oggi, quelle del XXI secolo, quelle che abbiamo visto nelle nostre città italiane, sono libere di manifestare, di scendere e occupare tutte le piazze d’Italia, dalle più piccole alle più grandi, cantare a squarciagola l’inno dei partigiani “ Bella ciao “ e gridare :- Milano, Torino, Bologna, Roma non si legano -. Ma per i primi cristiani il pesciolino che disegnavano per terra con un pezzetto di legno non aveva nessun significato politico e non era una sardina. E poi predicavano la pace, l’amore, la fratellanza, la giustizia. Le moderne sardine, invece, fanno solo folklore e spandono odio senza insegnare nulla. E dire che sono nate, secondo loro, per combattere l’odio. Ma per alcuni Padri della Chiesa Cattolica e alcuni Preti di strada “Le sardine” sono importantissime per il paese. Sono giovani ed è bello vederli uscire dal letargo. Proprio giovani non direi, hanno più di trenta anni e con loro anche nelle piazze e dietro le quinte ci sono vecchi personaggi, squallidi e fallimentari, vecchi arnesi della politica italiana che approfittando della popolarità delle sardine cercano di riciclarsi ed essere al centro della scena.

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