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Il clima politico che in San Pietro in Amantea si respirava dopo la caduta del fascismo era molto arroventato e incandescente .

 

La lotta politica si faceva attraverso manifestazioni, proteste, lettere anonime e articoli sui giornali.

Era sorta una Sezione del Partito Comunista Italiano in Vico Padre Serafino Florio, capeggiata dall’esiliato politico Paolo Fattori. Vi aderirono tantissimi lavoratori. Il più accanito era il compagno Ventura Veltri.

Un giorno ci fu una manifestazione di protesta. Una trentina di operai e braccianti agricoli marciarono per le vie del paese pacificamente sventolando una grande bandiera rossa.

C’ero anch’io.

I manifestanti chiedevano le dimissioni del Commissario Prefettizio che si era insediato da poco al Comune. Vennero tutti denunziati e processati. Io no, perché minorenne.

Al processo vennero poi tutti assolti per insufficienza di prove e perché il fatto non costituiva reato. La manifestazione, come ho detto, si era svolta pacificamente anche se non autorizzata. La qualità del pane era pessima ed anche pessima era la qualità della farina che si distribuiva in sostituzione della pasta. Tutto ciò determinò naturalmente proteste e malumori. Ci fu un tentativo di saccheggio, andato a vuoto per il pronto intervento delle forze dell’ordine, nei locali in Via Margherita di zia Marianna a Mammana dove era custodita la farina.

 

Nel frattempo era stato nominato Segretario Comunale il Dott. Raffaele De Luca, un giovane molto preparato, che da semplice insegnante elementare è diventato in seguito Provveditore Agli Studi di Ancona. Il Dott. De Luca aveva solo un torto, quello di essere stato fascista e di aver ricoperto la carica di Segretario Politico per soli 55 giorni.

Per questo motivo i compagni comunisti chiesero le dimissioni del Dott. De Luca. Apparvero alcuni articoli contro sul giornale “Ordine Proletario” e a favore su “Azione Liberale”, mettendo in risalto le sue qualità, le sue doti morali, la sua onestà e laboriosità.

Il 17 maggio 1945 il Dott. De Luca rispose per le rime su “Azione Liberale” alle varie insinuazioni. Non negò di essere stato un fascista e per soli 55 giorni anche Segretario Politico, ma disse pure che coloro che oggi lo accusavano sono le stesse miseruccie persone che gli fecero da codazzo in quei 55 giorni.

Intanto il Comune era in pieno sfacelo. I bilanci preventivi e consuntivi non approvati, gli stipendi dei dipendenti non pagati, le vie del paese erano un immondezzaio per mancanza di uno spazzino. Addirittura si accusava l’Ente Comune per la mancata distribuzione del caro pane. La situazione era insostenibile e la popolazione dava in continui lamenti. Le denunce, le lettere anonime erano all’ordine del giorno. Ne sapeva qualcosa il Maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Amantea Rosario D’Urso il quale veniva spesso accusato di comportamento imparziale da una parte della popolazione.

Il 22 aprile 1945, all’incirca 200 persone, la maggior parte provenienti dalle contrade con bastone e forconi, inscenarono una manifestazione di simpatia verso il Prof. Cav. Vincenzo Carratelli e occuparono il Municipio che si trovava allora in Via Margherita.

Furono tutti denunziati per violenza privata, minacce, grida e manifestazione e radunata sediziosa. Il Tribunale Penale di Cosenza assolse gli imputati per non aver commesso il fatto e per insufficienza di prove.

A quella manifestazione partecipai anch’io, ma non fui denunciato.

Il vero capo della manifestazione era una donna energica e battagliera che nelle elezioni comunali del 1946 venne eletta poi alla carica di Consigliere comunale. Era la Sig.ra Lucarelli Vincenzina, la nonna paterna del caro Periglio Grassullo

Era lei che guidava i dimostranti e suggeriva loro quello che dovevano gridare. Poi tutto finì, come abbiamo visto, in una assoluzione, con gran pace di tutti. E così, dopo appena un mese dalla sentenza definitiva, il 24 marzo 1946 tutto ritorna nella tranquillità. Si vota regolarmente e viene eletta Sindaco nella riunione del Consiglio Comunale il 31 marzo dello stesso anno l’Insegnante elementare Ines Nervi, moglie del Prof. Cav. Vincenzo Carratelli, una delle prime donne in Italia a ricoprire una carica istituzionale.

Ora un suo ritratto è stato collocato nel Salone delle donne il 3 maggio scorso presso la Camera dei Deputati alla presenza del Presidente della Camera On. Laura Boldrini, grazie soprattutto all’interessamento mio e dell’amico Silvio Clemente al quale va il mio plauso sincero.

P.S. Agli amici vicini e lontani che sanno usare alla perfezione il copia ed incolla consiglio di leggere con calma altre notizie riguardanti San Pietro e le sue vicende politiche amministrative dal libro: San Pietro in Amantea dal 1933 al 2002- Briciole, frammenti di pane casalingo. E quando scrivono qualcosa su San Pietro in Amantea citarne la fonte. Grazie..

Pubblicato in Basso Tirreno

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota dell’amico Ciccio Gagliardi il quale racconta a noi( e quindi a voi) la vicenda che lo vede contrapposto al consigliere Fabrizio Bruno e dalla quale lui ha tratto il titolo del presente articolo.

Ovviamente volendo sempre conservare la forza della democrazia evidenziamo al consigliere Bruno la nostra piena disponibilità ad ospitare anche un su scritto, se ritiene.

Ed ecco il testo integrale della nota di Francesco Gagliardi:

“Caro Direttore, siamo messi male in San Pietro in Amantea, perché al Consiglio Comunale del mio paese c’è gente che a tutti i costi mi vuole attribuire cose che nemmeno le penso e quindi scrive delle baggianate che fanno ridere finanche i polli.

Alcune settimane fa Tirreno News ha pubblicato un mio articolo avente per titolo: San Pietro in Amantea, paese di accoglienza, riportando senza commento la Delibera di Giunta n.7 del 28-03-2017.

Un consigliere comunale, un certo Fabrizio Bruno, mi ha invitato ad assistere alle riunioni dei Consigli Comunali e mi ha fatto sapere che le Delibere, udite questo, sono aperte al pubblico e pubblicate sull’Albo Pretorio.

In un commento gli ho risposto che lui non sa nulla di San Pietro in Amantea e dei suoi problemi perché vive certamente in campagna e che viene a San Pietro solo ed esclusivamente in occasione della convocazione del Consiglio Comunale.

Apriti cielo! Non l’avessi mai scritto. Mi risponde così:

Lei si crede migliore di uno che sta in campagna?

Abbiamo per caso qualche brutta malattia contagiosa?

Lei conosce le frazioni del suo paese?

Signor Direttore, lei conosce benissimo la favoletta: Il lupo e l’agnello.

Quando il lupo aveva intenzione di mangiare il povero agnellino inventò qualche bel pretesto. Mi intorpidisci l’acqua, ma l’agnello stava di sotto.

Hai parlato male di me sei mesi fa, ma io non ero ancora nato.

Tuo padre allora ha parlato male di me e così se lo mangiò.

Così ha fatto questo Fabrizio Bruno.

Non è possibile farlo ragionare con argomenti giusti e precisi.

Hai parlato male di me perché sono nato in campagna e lei non conosce le frazioni di San Pietro in Amantea.

Ma Fabrizio, molti anni fa i cittadini e gli elettori di San Pietro in Amantea hanno eletto Sindaco un certo Ing. De Grazia Franco, mio carissimo amico, residente in campagna e non ancora sposato, e voi, elettori delle contrade di Froffa, Giardini, Gallo, Conocchia, Tuvolo gli avete negato il voto.

Chiedi a Carmelo De Grazia questo particolare.

Allora lui era un impiegato del Comune e se ne uscì con una espressione dispregiativa nei vostri confronti che non voglio ripetere per rispetto dei tantissimi amici delle contrade.

Quindi, avendo contribuito a fare eleggere un Sindaco residente in campagna, come potrei credermi migliore di uno di voi che ancora abita in campagna?

Vedi che balle che scrivi.

Il Bruno mi domanda pure se conosco le frazioni del mio paese. No, non le conosco perché San Pietro in Amantea non ha mai avuto frazioni.

Conosco, invece, le contrade benissimo perché sono stato consigliere comunale dal 1964 al 1970 e Vice Sindaco dal 1975 al 1985 e ho insegnato due anni nelle scuole elementari delle Contrade Giardini e Colopera.

Mi dice ancora il Fabrizio che la Delibera di Giunta n.7 è stata fatta per tutelare il mio amato paese. Dunque, il mio paese e non il suo, perché come ha scritto è nato nella Contrada Conocchia e che ora abita a Campora San Giovanni.

Questa sì che è una frazione!

Questi immigrati, ha scritto nella risposta, cosa potrebbero fare a S.Pietro di così molesto?

E mi spiega che la delibera approvata permette di fare inserire famiglie di immigrati già presenti sul territorio ( forse a Campora San Giovanni ci sono immigrati che non sono presenti sul territorio? ) e che sono tutti censiti, istruiti e selezionati, e per farmi sapere che lui è una persona istruita cita addirittura il Dizionario Garzanti e la definizione che il Dizionario da alla parola immigrato.

Lo ringrazio di cuore perché non conoscevo la vera definizione della parola immigrato.

Mi fa sapere inoltre, questa notizia la ignorava per davvero, che i suoi nonni sono stati degli immigrati e non hanno pregiudicato l’avvenire del Venezuela, della Francia, della Germania e degli U.S.A.

Si vede che ha avuto parecchi nonni che hanno lavorato in questi lontani paesi e che hanno contribuito a farli diventare grandi e potenti.

Conclude dicendo: che le decisioni prese dal Consiglio Comunale, diversamente da quanto io pensa, sono importanti per il paese, perché svolgono la tutela e la salvaguardia per il bene dei cittadini. Caro Direttore, arrivati a questo punto, le campane delle chiese di San Pietro in Amantea suoneranno a morte, perché gente come il Bruno ha scelto di far morire definitivamente il nostro amato paesino, non di farlo vivere. Prosit!”

Pubblicato in Basso Tirreno

fascia tricoloreInes Nervi in Carratelli, donna calabrese della provincia di Cosenza e precisamente di San Pietro in Amantea, ricoprì per la prima volta dopo la caduta del fascismo la carica di Sindaco. Fu votata nella seconda tornata elettorale amministrativa del 24 marzo 1946. Capeggiava una lista della Democrazia Cristiana in contrapposizione ad una lista civica “Stella” capeggiata dall’Avvocato Ottavio Policicchio. Era la prima volta che votavano anche le donne e che avevano la possibilità di essere elette. Il Decreto N.74 Articolo 7 del 10 marzo 1946, sotto il Governo di Alcide De Gasperi, aveva sancito l’eleggibilità delle donne. Ecco cosa scrive Il Corriere d’informazione del 19 marzo 1946:- Per la prima volta una scheda tra le mani. Ai seggi non manca una certa emozione, tra le donne, certo, consapevoli di vivere in prima persona un traguardo storico e di avere per la prima volta la responsabilità di cittadine, sentita in modo trasversale, senza differenza di età, ceto e istruzione, come racconta Egisto Corradi del Corriere, testimone del voto di un gruppo di donne ai seggi di Lodi:- Stanno in fila,nel mattino grigio e piovigginoso, tutto ben in fila e composte al portone della loro sezione elettorale, in mano il certificato, il rosario e il libro delle devozioni. Sono a malapena le sette e loro, che vengono dritte dritte dalla prima messa, sono lì pigiate ad attendere. Entrano nel recinto… (…) Finalmente, a voto scodellato, comunicano le loro impressioni:- Ho fatto una croce grande, grande quanto tutto il foglio-. 1946 al voto: Io c’ero. Non ho votato perché ancora non avevo compiuto 21 anni, ero ancora un ragazzo, però io quel giorno delle votazioni me le ricordo ancora benissimo. E ricordo anche i giorni precedenti al voto, le adunate, i comizi, i volantini, i manifesti e poi lo spoglio delle schede, le ansie e le preoccupazioni dei candidati, i balli e le feste in casa del Sindaco eletto. L’elezione di un Sindaco donna nel lontano 1946 ha rappresentato per la Calabria la punta più avanzata della rinascita dell’impegno femminile nella politica comunale. Il nuovo Sindaco eletto era una donna energica, religiosa, insegnante elementare, coniugata e madre di due figli in tenera età: Carolina e Saverio. Nella lunga parentesi del fascismo le sue aspirazioni sociali e politiche sono assorbite tutte dall’impegno dell’insegnamento. Chi scrive è stato suo alunno in quinta elementare. Non c’era ancora in San Pietro in Amantea un edificio scolastico, perciò le aule scolastiche di allora erano magazzini a piano terra. La nostra aula si trovava nell’allora Via Michele Bianchi ora Via del Popolo nell’abitazione della famiglia De Grazia presso il Ponte del Vallone. Negli anni 60 ospitò finanche la Farmacia del Dottor Ferraro. La Signora Nervi Ines sbaragliò gli uomini, suoi avversari politici, e vinse le elezioni a grandissima maggioranza. Venne eletta alla carica di Sindaco nella seduta consiliare del 31 marzo 1946 con 14 voti, due in più della sua stessa maggioranza consiliare. C’è da precisare che allora i Sindaci venivano eletti dai consiglieri comunali nella prima seduta del consiglio convocato dopo la votazione. In quella tornata elettorale venne eletta anche un’altra donna. Fu Lucarelli Vincenzina, la nonna paterna del carissimo nipote Periglio Grassullo. La signora Nervi restò in carica fino alle elezioni amministrative del giugno 1952. Realizzò alcune opere importanti: la fognatura comunale e la pavimentazione della strada principale del paese che va da Piazza IV Novembre a Piazzetta Margherita. Allora qui terminava il paese, tanto è vero che lo spazzino comunale dell’epoca Zio Roberto, non scopava il tratto che va da Piazzetta Margherita al Ponte del Vallone.

Da allora in poi San Pietro in Amantea ha avuto soltanto Sindaci maschi. Anche il mio paese natale ha scaricato le donne come del resto hanno fatto altri Comuni calabresi. Queste donne coraggiose, intelligenti, esperte, sono rimaste “corpi estranei” in un mondo politico dominato dai maschi. Amantea ha dovuto aspettare oltre 68 anni per avere per la prima volta un Sindaco donna. Non le fecero neppure terminare la consiliatura. Venne disarcionata dalla carica di Sindaco dalla sua stessa maggioranza.

Il nostro Sindaco è morto da diversi anni ed è seppellito nella tomba di famiglia nel cimitero di San Pietro in Amantea. A tutt’oggi non le è stata intitolata nessuna strada. Io, consiglierei, o meglio suggerirei in punta di pioedi al Sindaco e all’intero Consiglio Comunale, l’intitolazione in suo onore della Sala Consiliare per ricordare alle nuove generazioni il suo nome e l’azione politico amministrativa svolta.

Il nostro amato Sindaco, però, sarà ricordato mercoledì 3 maggio nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio alla presenza della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. Saranno presenti alla cerimonia il Sindaco di San Pietro in Amantea Sig. Gioacchino Lorelli e certamente anche i familiari della compianta mia maestra elementare. Anche io ero stato invitato alla cerimonia, ma ho dovuto declinare l’invito per motivi di salute.

Pubblicato in Italia

Ecco il comunicato inviatoci da Ernesto Pastore:

 

“Spett.le Tirreno News, in qualità di direttore artistico della Grotta dei desideri, sento il dovere di replicare a quanto dichiarato e pubblicato dal sig. Francesco Gagliardi che evidentemente conosce poco o nulla della Grotta dei desideri.

 

La serata che avrà luogo a San Pietro in Amantea in data 3 agosto, a partire dalle ore 21, s’intitola “Dalla parte delle donne” ed è stata introdotta nel programma complessivo degli eventi a partire dall’edizione 2016.

Si tratta nello specifico di una serata che si pone lo scopo di rendere il programma non solo brillante ed esteticamente attraente per la bellezza degli abiti presentati dai fashion designer in concorso, ma anche riflessivo, accentrando la discussione su argomenti importanti, anche duri se necessario.

In questi anni sono state prese in considerazione argomentazioni complesse: dalla violenza che le donne possono subire a seguito dell’assunzione di droghe da stupro, all’incidere del fenomeno malavitoso in Calabria.

 

La tredicesima edizione rafforzerà ulteriormente tale discorso.

La serata “Dalla parte delle donne” affronterà quest’anno il tema delle cosiddette “dipendenze affettive” che generano una visione distorta dell'amore e possono sfociare in casi di stalking e femminicidio.

È un fenomeno di enorme complessità, che investe maggiormente il mondo femminile e che racchiude aspetti neurobiologici, ma anche e soprattutto comportamentali, socio-culturali e psichici. Tale nuova forma di dipendenza richiede un approccio mirato e consapevole, partendo dal presupposto che essa non riguarda l’uso o l’abuso di sostanze come nelle tossicodipendenze, bensì disturbi del comportamento, relazioni disfunzionali, vulnerabilità, visione distorta della realtà e fragilità emotiva, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Proprio in considerazione di ciò, la Grotta dei desideri accenderà i riflettori sulla questione, attraverso il supporto di professionisti specializzati, i quali si confronteranno con il pubblico e con i giovani durante un talk show che si terrà il 3 agosto.

Verranno coinvolti attivamente nel progetto anche i ragazzi delle scuole superiori, affinché le tematiche affrontate possano offrire non soltanto spunti di riflessione concreti, ma anche momenti di condivisione di valori, crescita emotiva e sensibilizzazione delle giovani generazioni.

 

Un ultimo commento sulla questione del Centro diurno diversamente abili di San Pietro.

Sono il giornalista che più ha scritto sull’argomento e che probabilmente meglio conosce l’intera vicenda.

E fino a quando potrò spendere una parola per la sua riapertura lo farò senza alcuna esitazione. E sulla questione, sia chiaro, sono stati interessati non soltanto quelle che il sig. Gagliardi definisce “soubrette” e “giornaliste sportive”, ma anche cronisti di lungo corso che attualmente svolgono l’attività di inviato per le testate giornalistiche più prestigiose.

Ancora una volta, remore e presunzioni di chi guarda il mondo senza la cognizione dell’innovazione, consentono di volgere l’attenzione alla moda come fenomeno da baraccone. Senza sapere quanto tale comparto consente all’Italia di farsi ammirare come Paese del Bello.

 

Potrei citare il caso del restauro del Colosseo voluto dai fratelli Della Valle e dalle “loro” scarpe, oppure le attività di ricerca sulla fibrosi cistica portata avanti dal Gruppo Marzotto che vendeva i propri abiti nei grandi magazzini o ancora le sovvenzioni che quasi tutte le case di moda garantiscono ai progetti di studio contro il cancro.

Già questo aspetto della moda, oltre che alle migliaia di posti di lavoro che genera annualmente, si preferisce non considerarlo. Peccato.

 

Ernesto Pastore

Pubblicato in Basso Tirreno

SanPietroApprendo con soddisfazione da Tirreno News di domenica 21 aprile u.s. che il mio paese il 3 agosto p.v. ospiterà una serata dedicata alle donne. Il Sindaco Sig. Lorelli, come ha scritto il Direttore ha voluto legare il suo paese alla “Grotta dei Desideri” che annualmente patrocina. L’invito del Sindaco è stato accolto dal Direttore Artistico Sig. Ernesto Pastore il quale così ha detto:- Perché l’evento non solo è di Amantea ma di una regione che vuole cambiare atteggiamento, che vuole aprirsi al nuovo- Sarà certamente una bellissima serata alla quale parteciperanno belle donne, belle indossatrici e perché no, anche giornalisti e soubrette televisive. Anche questa volta il Direttore Artistico Pastore, come del resto ha fatto gli anni scorsi, ci parlerà del Centro Diurno per i diversamente abili di San Pietro in Amantea chiuso per un cavillo burocratico da diversi anni e ancora una volta affiderà l’apertura del Centro all’interessamento delle soubrette televisive come ha fatto due anni fa con la giornalista sportiva Peroni e la show girl Valeria Marini e lo scorso anno con Anna Falchi. Il Centro è chiuso e sta andando in rovina come si può vedere dalla foto. Un Centro all’avanguardia è stato chiuso malgrado le proteste dei genitori dei ragazzi che frequentavano con profitto assiduamente la struttura. Nel marzo del 2012 c’è stata finanche una protesta da parte dei genitori e dei ragazzi, protesta ripresa e trasmessa dal TG3 Calabria. Anche il Direttore Artistico della “Grotta dei Desideri” che è anche corrispondente della “Gazzetta del Sud” così scrisse l’8 marzo 2012:- I diversamente abili combattono per riottenere le “ali per volare”. Le ali, purtroppo, le hanno tarpate e da 6 lunghi anni i ragazzi non riescono più a volare. Combattono inutilmente perché finanche l’allora Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano, al quale i ragazzi si erano rivolti,non si è degnato di rispondere. Il Centro è stato chiuso, tengo a ribadirlo ancora una volta, come ha scritto il Sig. Pastore “ a causa di un verbale dei Carabinieri del Nas che invitavano l’Asp a sospendere l’attività in attesa del cambio di destinazione d’uso della struttura, concepita originariamente come residenza per anziani”. Sono passati sei anni. Le istituzioni insensibili al grido di dolore dei ragazzi tacciono. Il giornalista Sig. Pastore nonché Direttore Artistico, che si è sempre prodigato per la riapertura del Centro,anche quest’anno in occasione della serata di Gala “Grotta dei Desideri” che si terrà nel mio paese vorrà affidare a qualche soubrette televisiva presente alla manifestazione di farsi carico del problema perché le istituzioni latitano e restano insensibili di fronte alla categoria dei più deboli. Caspita! Questa è disperazione vera. Affidarsi ad una giornalista sportiva e alle soubrette televisive per risolvere il problema del Centro è davvero un fatto eccezionale. Vuol dire che le nostre istituzioni del Comprensorio di Amantea non sono capaci di nulla.

Fino a pochi anni fa Pontida era per noi un Comune della Lombardia in provincia di Bergamo dove il 7 aprile del 1167 fu pronunciato il famoso Giuramento nel monastero benedettino dai delegati delle città di Ferrara, Brescia, Milano, Cremona, Bergamo e Mantova, i quali si impegnarono a difendere le libertà comunali contro Federico Barbarossa.

 

Poi venne Umberto Bossi, il Senatur, e Pontida divenne luogo simbolo della Lega Nord. I popoli della Padania si riuniscono sul sacro prato di Pontida per il raduno annuale per celebrare il famoso Giuramento.

 

Ieri, invece, sullo stesso prato, si sono riuniti per la prima volta “I terroni”.

 

Di questa manifestazione se ne sono occupati tutti i giornali nazionali. Il Manifesto così ha titolato: "Tutti i terroni sul prato di Pontida"; La Gazzetta del Sud: "Orgoglio meridionale a Pontida"; Il Secolo XIX: "I terroni espugnano Pontida"; Il Mattino: "Qui per combattere il razzismo".

 

In risposta al comizio napoletano del leader della Lega Matteo Salvini oltre 4000 persone, tutte originarie del mezzogiorno d’Italia, il 22 aprile si sono riunite a Pontida, in uno dei luoghi simboli e sacri della Lega Nord, per fare festa, con birra, musica e tanti panini alla ‘nduja.

La discesa a Napoli di Matteo Salvini aveva provocato tafferugli e feriti tra le Forze dell’Ordine e i manifestanti contrari a Salvini.

 

A Pontida, invece, tutto si è svolto pacificamente anche se la cittadina era blindata dalla Polizia e il Sindaco con una ordinanza aveva decretato la chiusura delle scuole, dei negozi e delle attività lavorative.

Chiusi perfino i cancelli del cimitero.

Molti proprietari di bar e ristoranti sono rimasti scontenti e delusi di non aver potuto aprire i loro locali.

Hanno perso una grande occasione.

Hanno persino criticato il loro Sindaco.

 

Per loro il Sindaco ha sbagliato a blindare tutta la città perché, essendo un operaio, non ha la cultura di capire questi eventi.

La folla, felice, contenta, entusiasta si è riunita intorno ad un palco su cui capeggiava la scritta :- Terroni di tutto il mondo unitevi-.

Le scritte inneggianti alla Lega erano state in precedenza cancellate.

Dal palco si sono esibiti fra gli altri Eugenio Bennato, i 99 Posse, Tonino Carotone, Ciccio Merolla, Valerio Jovine.

Il clou del concertino è stata la canzone “Gente d’ò Nord”.

 

Racconta la solidarietà e cosa significa essere migrante.

Sul palco, però, non solo musica ma anche politica.

Hanno portato le loro testimonianze giovani e meno giovani provenienti da tutte le parti d’Italia con il treno, coi pullman e con le proprie macchine.

Già pensano di tornare il prossimo anno.

Pubblicato in Italia

Fino ad ieri San Pietro in Amantea era considerato un paese agricolo, paese di emigranti, paese di Maria e delle Telecomunicazioni Sociali.

 

Ora bisogna aggiungere Paese di accoglienza agli immigrati dell’Africa.

Infatti il Comune è pronto e disponibile ad accogliere gli immigrati e si candida con Deliberazione di Giunta del 28-03-2017 N.7 per l’attuazione di un progetto di accoglienza integrazione e tutela a favore di richiedenti, titolari di protezione internazionale e beneficiari di protezione umanitaria, garantendo il cofinanziamento minimo del 5% sul costo complessivo.

Il progetto di accoglienza ha per finalità: avviare percorsi di inserimento socio economico; vitto e alloggio; inserimento scolastico; assistenza socio sanitaria; apprendimento della lingua italiana; orientamento al territorio e ai suoi servizi; orientamento legale; percorsi individuali di inserimento socio-economico.

 

Poiché il Comune non ha strutture proprie in grado di gestire il progetto individuerà un soggetto collaboratore di comprovata esperienza e competenza nei servizi a favore dei destinatari del bando.

Il progetto prevede l’organizzazione dei servizi per N.20 (venti) ospiti e sarà attivato solo in caso di approvazione e finanziamento.

Il Comune garantirà la percentuale del 5% quale quota di cofinanziamento del progetto generale e che detta quota si sostanzia mediante la fornitura di prestazioni professionali e strutturali e mediante l’accollo di tutte le utenze elettriche, servizio idrico, raccolta rifiuti, altre imposte ed attività necessarie al corretto svolgimento del progetto stesso.

 

Il progetto ha un costo complessivo di Euro 282.068,00 (Duecentoottantaduemilasessantaotto) per 12 (dodici) mesi con una percentuale di cofinanziamento di Euro 14.500,00 (Quattordicimilacinquecento) che sarà conferito dal Comune che presenta i seguenti dati salienti:

1.Coinvolgimento di N.20 beneficiari.

2.Una equipe multidisciplinare.

3.Un soggetto esterno al Comune che lo gestirà.

 

Con la deliberazione il Comune ha aderito alla rete SPRAR ai fini dell’applicazione dei benefici previsti dalla legislazione sui richiedenti asilo e dei rifugiati su territorio nazionale.

Nel progetto c’è anche una tabella con descrizione del costo del personale stabilmente impiegato subordinato e parasubordinato degli operatori sociali, degli interpreti, dell’operatore legale, degli addetti alla pulizia, degli assistenti sociali, psicologi e altre figure, gestione locali e strutture, opere di manutenzione ordinaria e relativi materiali, affitto locali, acquisto attrezzature, vitto, abbigliamento, materiale ludico, spese per la salute, spese trasporto urbano e extraurbano, spese scolastiche, pocket money (questo lo ignoro), alfabetizzazione, spese di orientamento e assistenza sociale, costi interpretariato, spese integrazione, borse lavoro e tirocini formativi, contributi straordinari uscita, spese patenti di guida, laboratori, spese per convegni, per consulenze fiscali, spese cancelleria, spese allestimento e gestione uffici di supporto alle attività del progetto.

 

Non faccio alcun commento altrimenti il Sindaco di San Pietro in Amantea scriverà al Direttore di TirrenoNews.Info che io faccio polemica spicciola e gratuita e che quello che ho scritto è frutto della mente illuminata del “Professore Gagliardi”.

Perciò accludo soltanto la deliberazione di Giunta N.7 del 28 marzo 2017. Se ora vuole smentire il suo operato, faccia pure.

Pubblicato in Basso Tirreno

Ancora una volta i furbetti del cartellino di un paesino della provincia di Cosenza, San Vincenzo La Costa, e il personale dell’Azienda Sanitaria di Cosenza sono finiti in prima pagina perché anziché andare a lavorare andavano al bar o a fare la spesa.

Sono state notificate dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza 12 misure cautelari nei confronti di dipendenti del Comune suddetto e 4 a dipendenti dell’Azienda Sanitaria Cosentina impiegati presso il Servizio Cure Domiciliari Integrate.

I dipendenti pubblici sono indagati per truffa aggravata, per essersi indebitamente assentati dal luogo di lavoro.

La Guardia di Finanza ha accertato le condotte criminose attraverso le attività di videosorveglianza, pedinamenti ed osservazioni occulte, indirizzate a rilevare gli effettivi comportamenti dei dipendenti fedifraghi.

Gli impiegati dell’Azienda Sanitaria di Cosenza sono un medico e tre infermieri. Il Giudice delle Indagini preliminari ha disposto la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio dal pubblico impiego presso l’Azienda per la durata di dodici mesi.

Per otto degli indagati del Comune di San Vincenzo La Costa il Giudice, invece, ha disposto l’obbligo di presentarsi tutti i giorni lavorativi, per due volte al giorno, presso le Forze di Polizia.

La Guardia di Finanza ovunque in Italia sta pizzicando impiegati fannulloni e furbetti che invece di andare a lavorare se ne vanno in giro a fare i loro porci comodi, ma purtroppo, ancora una volta, dobbiamo registrare casi eclatanti e personale indegno a ricoprire cariche nei Comuni e nelle Aziende ospedaliere.

Ma non capiscono che fanno danno a loro stessi e alle aziende dove prestano servizio?

Ma hanno davvero “na bella faccia tosta”.

“Nun si mparano mai!”.

Pubblicato in Cosenza

Il Sindaco di San Pietro in Amantea con una ordinanza, la n.6 del 14 aprile 2017 comunica alla cittadinanza che il tratto di strada SP258 progressiva Km 9,5 in direzione Lago è stato ripristinato.

 

 

Il suddetto tratto era stato chiuso al transito veicolare e pedonale il 29 gennaio 2017 per caduta massi, ordinanza n.1/2017.

Ci sono voluti la bellezza di 76 lunghi giorni per la riapertura della strada da parte della Provincia di Cosenza.

 

Il masso caduto si era fermato sul ciglio della strada come dimostra la foto che allego e non ostruiva minimamente la circolazione.

 

Mi fa piacere che il Sindaco è lieto di aver comunicato agli utenti il ripristino della viabilità prima della Santa Pasqua.

Ha voluto ringraziare e ha fatto benissimo il Presidente della Provincia e tutti gli uffici provinciali che si sono interessati perché si ottenesse in così breve tempo questo importante risultato.

 

Ci sono voluti due mesi e mezzo perché intervenisse la Provincia.

Sono pochi?

Sono tanti?

Ma davvero la strada è stata riaperta?

 

La segnaletica che si trova sulla provinciale lato destro ingresso cimitero di San Pietro in Amantea dice che la strada è ancora interrotta.( Vedere foto che allego). di Francesco Gagliardi

Pubblicato in Basso Tirreno

Francesco Gagliardi si interroga e ci interroga.

Forse la risposta non è difficile ma è sicuramente brutta!

Ecco il suo articolo:

“Ancora una volta il mondo è rimasto gravemente turbato, attonito, dopo

l’attentato di Stoccolma in Svezia ad opera di un giovane dell’ISIS che con un camion ha seminato morti e feriti in una via del centro e dopo la strage avvenuta nella Domenica delle Palme in due chiese copte in Egitto dove hanno perso la vita centinaia di cristiani in preghiera.

Ci si stupisce. Perché Stoccolma? Perché l’Egitto? Perché Berlino? Perché Nizza? Perché Londra?

Perché siamo in guerra e perché è in atto una guerra di religione e di civiltà.

Ma nessuno lo dice. Anche il Santo Padre tace e invita alla preghiera. A questi perché non vogliamo rispondere perché abbiamo paura. Siamo dei vili, siamo dei codardi. Per viltà cerchiamo di fuggire ai pericoli, ma veniamo meno ai nostri doveri: difendere la nostra religione, difendere la nostra civiltà.

E’ vero che siamo in guerra, basta leggere i giornali, basta guardare la televisione.

Ogni giorno kamikaze che si fanno saltare in aria, uccisioni, bombardamenti, battaglie, distruzione, morte e rovine dappertutto. Gente che abbandona la propria terra e i loro affetti. Perseguitati che con mezzi di fortuna cercano di raggiungere una terra promessa.

E’ vero che è in atto una guerra di civiltà e di religione, è vero che l’islamismo radicale vuole sconfiggere il cristianesimo, ma tutti tacciono.

Hanno paura di dire la verità, hanno paura di dire le cose come stanno. Temono le conseguenze che sono pericolosissime.

Pierluigi Battista scrive sul “Corriere della Sera”:- Non riusciamo a concettualizzare una guerra culturale, scatenata contro un intero sistema di vita, contro i cristiani, gli ebrei e i musulmani di altre confessione, fatta per motivi ideologici e dove questa ideologia si chiama islamismo fondamentalista, radicale, integralista -..

Quando si era in guerra una volta si usavano gli aerei, le navi, i carri armati, i cannoni, le bombe.

Ora le armi che vengono usate contro i cristiani dai terroristi ovunque nel mondo sono le cinture esplosive, le asce, i coltelli, i camion, gli stessi corpi che si fanno saltare in aria per seminare il terrore.

Tanto loro vanno in Paradiso e saranno accolti da una marea di vergini, così fanno credere a questi poveri imbecilli.

Siamo in guerra. E’ una guerra di civiltà e di religione, continuo a dire. E ci ricordiamo di quei cristiani fatti saltare in aria nelle chiese e nelle vie solo quando sono pezzi di carne a brandelli sanguinanti colpevoli soltanto di professare la propria fede.

Centinaia di migliaia di famiglie cristiane sono costrette ad abbandonare ogni giorno la propria terra per sfuggire alle persecuzioni, alle barbare uccisioni e agli attentati dell’ISIS.

Oggi ci lamentiamo. E’ tardi. E’ troppo tardi. Le bombe nelle chiese copte il giorno delle Palme sono la dimostrazione di una verità ormai inconfutabile. In quei paesi africani dove l’ISIS è forte la vita dei cristiani è in pericolo.

Grazie anche agli errori commessi dall’Europa e alla indifferenza dei cristiani occidentali. Si rischia la vita ovunque, non solo se si va in chiesa, ma anche nelle vie e nelle piazze, nei negozi, nei bar, nei pub, nelle discoteche.

Perché tutto questo? Perché per gli integralisti musulmani i cristiani, tutti i cristiani, sono degli infedeli e quindi devono essere eliminati, distrutti, se non si convertono alla loro religione. E intanto il Santo Padre invita alla preghiera:-

Il Signore converta il cuore delle persone che seminano terrore, violenza, morte-.

Ma Santo Padre, le preghiere non bastano, non sono sufficienti a fermare le mani dei carnefici e le carneficine contro i cristiani.

Oltre alle preghiere e nei casi estremi ci vuole dell’altro.

Per sconfiggere il fascismo e il nazismo ci sono volute le bombe sganciate dagli anglo-americani e gli sbarchi in Sicilia, ad Anzio , in Normandia e ad Est l’avanzata dell’Armata Rossa.

Per sconfiggere il Giappone ci sono volute le bombe atomiche sganciate ad Hiroshima e Nagasaki.

Per sconfiggere il comunismo c’è voluto il crollo del muro di Berlino e l’avvento di Gorbaciov.

E’ vero, Santo Padre, che Gesù è presente in tanti fratelli e sorelle che soffrono a causa delle guerre e del terrorismo, ma noi cosa facciamo, cosa abbiamo fatto fino ad ora per alleviare le loro sofferenze?

Francesco Gagliardi

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