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Il sindaco della politica ed il sindaco dello Stato.

Anche Amantea ne ebbe due , il sindaco dei nobili ed il sindaco del popolo.

Ne traiamo la evidente paura di Renzi ( e non solo) di andare alle elezioni nel timore che crolli tutto il suo impero di opportunismo e di bugie .

Ne traiamo anche la forte ipotesi che Marino sapesse tutto e che pertanto ha deciso di andare in ferie.

Comprendiamo che fosse impossibile sciogliere per mafia il comune di Roma perché sarebbe stato uno scandalo mondiale. Meglio tentare di nascondere il più possibile ( non solo a Roma) una situazione di gravissima mancanza di controlli, di arroganza della politica locale, di intrallazzi, di situazioni mafiose o simil mafiose.

Lo scioglimento, poi, avrebbe dato la stura a riflessioni pesanti sulle amministrazioni precedenti considerato che la situazione di Roma nasce da lontano.

Ma era analogamente impossibile abbandonare Roma al suo destino che si intravvede difficile ed anche amaro.

Ed allora?

Allora, ecco il grande Franco Gabrielli( non per caso Prefetto di Roma!) che dopo aver messo in sicurezza la Concordia ora è chiamato a mettere in sicurezza il Comune di Roma.

Ovviamente Renzi non si è presentato alla conferenza stampa. Chissà mai perché. Magari perché se si fosse sbilanciato su Marino questi avrebbe potuto dimettersi, cosa che -se davvero fosse, oltre che credersi, pulito- in uno scatto d’orgoglio dovrebbe fare appena rientrato così da andare a nuove elezioni.

Ovviamente minculpoppianamente ( come siamo eguali nel tempo) dice subito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti "Non c'è nessun commissariamento (di Roma, ndr), ma un ruolo di raccordo del prefetto di Roma analogo a quello esercitato da quello di Milano con riferimento all’Expo".

De Vincenti, ma che dici?

Intanto è stato sciolto per mafia il decimo Municipio di Roma (Ostia) per il quale è stata nominata la commissione composta dal prefetto Domenico Vulpiani, dal viceprefetto Rosalba Scialla e da Maurizio Alicandro.

Alfano ha poi indicato le competenze del neo commissario Gabrielli : « Intendo incaricare il prefetto di Roma, insieme con il sindaco, di indicare gli interventi da fare su alcuni dipartimenti, atti e procedimenti. Otto gli ambiti su cui lavorare: indirizzo su verde, immigrazione, campi nomadi, servizi e fornitura, albo ditte fiduciarie, monitoraggio centrale unica acquisti, più controlli interni, revisione contratti servizio specie con Ama».

Ovviamente sono state varate le opportune misure per mettere in sicurezza il Comune di Roma dalle infiltrazioni mafiose e saranno trasferiti( soltanto?) diversi dirigenti.

Alfano rispondendo ai cronisti ha detto : «Non esistono presupposti per un commissariamento ma un supporto del Viminale è necessario per invertire la rotta visto che la situazione amministrativa di Roma è da correggere. Ho informato il Consiglio dei ministri di aver dato avvio a tutte procedure per l’applicazione del comma 5 dell’articolo articolo 143 del Testo unico sull’ordinamento degli Enti locali che riguarda la possibilità di applicare determinate misure, nei confronti di dirigenti e dipendenti comunali, qualora vi fossero gli elementi con un decreto ministeriale, quali la destinazione ad altro ufficio o ad altra mansione con contestuale avvio del procedimento disciplinare»

Infine la questione più spinosa. Il debito.

Il Presidente del Consiglio ha inoltre riferito ai Ministri di aver adottato, nell’ambito di un migliore assetto amministrativo di Roma Capitale, un DPCM con il quale la dottoressa Silvia Scozzese viene nominata Commissario alla gestione commissariale del debito.

Dopo tanto la gravissima affermazione :«Il governo crede che Roma ce la farà». Nemmeno sicuri sono?
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C’era un tempo in cui certi paesi sottosviluppati , senza senso di stato e dove non venivano rispettate le leggi venivano indicati come repubbliche delle banane

Poi giunse la sentenza della Cassazione che riferendosi a Berlusconi ed alla Mediaset impose il criterio del “non poteva non sapere”, ( «ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo»)

Finito il processo Mediaset ritorna il mistero del “non potevano non sapere” riferendosi ai funerali romani di Vittorio Casamonica , l’ottavo Re di Roma, quello della carrozza con tiro di 6 cavalli neri, del lancio di petali di rose dall’elicottero, degli striscioni e delle gigantografie con il nome del Padrino in una posa (anche per il vestito bianco e per la croce sul petto) che è evocativa addirittura del Pontefice( con la scritta "Hai conquistato Roma, ora conquista il paradiso" e "Vittorio Casamonica re di Roma"), orchestrina che suonava la colonna sonora del film “Il padrino”, 250 auto al seguito.
Il mondo lo ha classificato come un oltraggio.

Dal Sole 24 ore :Osservatore Romano: uno scandalo
Sul funerale di Vittorio Casamonica ha preso posizione per la prima volta anche il Vaticano. L’Osservatore romano, quotidiano della Santa Sede, parla di «scandalo» e stigmatizza «lo spettacolo mediatico, l'ostentazione di potere, la strumentalizzazione chiassosa e volgare di un gesto di elementare pietà umana e cristiana come il funerale».

Da Today Funerali show di Casamonica: è scandalo a Roma
Il sindaco Ignazio Marino: "Intollerabile".

Orfini: "Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino".

Il centrodestra va all'attacco: "E' la rappresentazione teatrale della mafia a Roma e della totale assenza dell'amministrazione"dice Marcello Fiori, coordinatore nazionale enti locali di Forza Italia. Gianluca Buonanno della Lega Nord afferma "Eccola Mafia Capitale in tutto il suo splendore. Ancora più penosa è l'indignazione della Bindi e dei suoi colleghi del Pd: chiedessero al loro amico Marino come è stato possibile questo scempio piuttosto che fare la morale a posteriori".

E il governatore della Lombardia Roberto Maroni, via Twitter, accusa: "Eh sì, con il @pdnetwork al governo Roma è proprio #MafiaCapitale".

Pronta la risposta di Orfini: "La mafia a Roma ha dilagato quando c'era il tuo amico Alemanno e tu governavi. Abbi la decenza di tacere".“

Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia, "è allarmante che il funerale di un esponente del clan Casamonica, coinvolto in numerose inchieste sulla criminalità romana e su Mafia Capitale, si sia trasformato in una ostentazione di potere mafioso. Preoccupa in ogni caso il clima di consenso che ha accompagnato una simile messa in scena, che dovrebbe fugare ogni dubbio sull'esistenza della mafia nella Capitale e raddoppiare l'impegno delle istituzioni a contrastarne la forza e la capacità di inquinare ampi settori della società e della pubblica amministrazione".“

Il comandante generale della polizia locale di Roma Raffaele Clemente ha dichiarato che : "È stato un borioso insulto a tutta la città", ma la “sua” polizia locale ha addirittura aperto e scortato il corteo funebre ( sic)

Il prefetto della Capitale Franco Gabrielli lamenta un’eccessiva amplificazione mediatica, chiama il sindaco Ignazio Marino e il Campidoglio fuori dal funerale a Vittorio Casamonica e dichiara che :"È accaduta una cosa grave, sono stati fatti errori ma Roma non è connivente".

In sostanza secondo il prefetto Gabrielli, "l’apparato di sicurezza non ha saputo cogliere i giusti segnali di quel che sarebbe successo". "Solo il Questore poteva dare prescrizioni sulla cerimonia, qualora ci fossero stati i presupposti di legge - si difende Gabrielli - ma né sul tavolo del Questore né sul mio è arrivata nessuna segnalazione in tempo utile".

Si è trattato di "una cosa grave, stigmatizzabile. Non doveva accadere e invece è accaduta", ha detto. “Né sul tavolo del Questore né sul mio – ha aggiunto – è arrivata nessuna segnalazione in tempo utile. E qui sta il problema: in una società perennemente connessa non c'è stata la necessaria tempestività di informazione".

Maurizio Gasparri commenta il fatto che nessuno ha mosso un dito per evitare lo scempio e, soprattutto, per fermare l'elicottero e si chiede: "E se fosse stato un elicottero di terroristi? “

Poi continua “ Abbiamo a Roma un prefetto che pensa alla sua carriera e non alla sicurezza della sua città, e questo è molto triste".

L’Enav dichiara che non ha colpe perché l'aereo "ha effettuato una deviazione non prevista né comunicata". Era partito da Terzigno (Na) e doveva arrivare solo all'elisuperficie Romanina. Chi avrà sbagliato?

La Corte d'Appello di Roma, con un documento "urgentissimo" trasmesso all’Arma, aveva autorizzato alcuni parenti agli arresti domiciliari a partecipare alle esequie

A tal punto ci sentiamo di chiedere scusa alle repubbliche delle banane, posto che ce ne siano state o ce ne siano ancora. Ce ci sono , sono sempre migliori di noi visto che da noi nessuno ha colpa di niente e tutto succede per caso!

E comunque lunedì sentiremo le giustificazioni di Alfano.

Dirà che “ Potevano non sapere”.

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Oggi 3 giugno si è svolto a Roma un incontro tecnico sul problema del blocco dell'A3 Salerno – Reggio Calabria nel tratto di Laino Borgo, interessato dal crollo del viadotto Italia, e sui riflessi per la SS18.

 

In attesa del comunicato del ministro e/o del Prefetto ecco, in anteprima quello del comune di Amantea presente alla riunione con l’assessore Cannata

"Purtroppo – ha spiegato Cannata – la chiusura dell'autostrada ha provocato il riversamento dei veicoli sulle dorsali marittime, provocando il collasso del sistema viario locale. I risultati di tale situazione sono purtroppo sotto gli occhi di tutti: aumento esponenziale del volume di traffico, soprattutto di quello derivante dai mezzi pesanti, e progressivo abbassamento dei livelli di sicurezza. Per quanto riguarda Amantea viviamo purtroppo un'emergenza nell'emergenza: il senso unico di marcia a Sud del porto turistico in località Principessa rappresenta un imbuto naturale per autovetture e tir con il progressivo formarsi di lunghe code che penalizzano ulteriormente le aziende e gli operatori economici presenti in loco. È necessario dunque fare qualcosa nell'immediato. La proposta lanciata dal presidente della Regione Calabria Mario Oliverio è un punto di partenza: sopperire alla situazione viaria incentivando l'uso di mezzi di trasporto alternativi come treni ed aerei. Così facendo il potenziale turista interessato a trascorrere un periodo di vacanza in Calabria potrebbe risparmiare in maniera radicale sui costi di trasferimento, rinunciando alla macchina e decongestionando il traffico locale".

 

Ed il sindaco di Amantea ha dichiarato che "La presenza dell'assessore Cannata al tavolo tecnico convocato da Del Rio testimonia il senso di preoccupazione che avvertiamo quotidianamente a causa di un sistema viario che ha oramai messo in mostra le proprie fragilità. Oltre alla problematica dell'A3 e di località Principessa non dobbiamo dimenticare l'interruzione della provinciale che da Campora San Giovanni conduce a Nocera Terinese, figlia del cedimento del ponte sul fiume Savuto avvenuto nel 2008.

Purtroppo non abbiamo competenze in nessuna delle due situazioni, ma come classe politica e soprattutto come amministrazione comunale abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce. Qui si tratta di agire. In tempi brevi e rapidi. La stagione estiva è alle porte e molte strutture turistiche e ricettive non possono attendere oltre. Urge ripristinare un percorso alternativo alla Salerno – Reggio Calabria per decongestionare il traffico sulla dorsale tirrenica, ma soprattutto dobbiamo attuare strategie comuni per facilitare l'arrivo dei vacanzieri nella nostra regione, ricordandoci il ruolo che l'industria del relax e del tempo libero svolge per tutta la Calabria".

A conclusione dell'incontro il governo si è impegnato a reperire nuove risorse da investire nel piano viario regionale. Sono stati interessati anche gli esperti dell'Anas per studiare un percorso alternativo alla litorale tirrenica che prenda in considerazione la SS 19 e verranno valutate nel dettaglio anche le proposte del governatore che prevedono tra le altre cose il rafforzamento delle cosiddette "autostrade del mare", almeno fino a Gioia Tauro e Villa San Giovanni.

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Caterina Ciccia 2«Un attacco personale indegno che trasmette lo spessore politico dell’ex sindaco e dell’ex assessore ai lavori pubblici Sante Mazzei, abituato a gestire le cose da solo, come ha tentato di fare con il Campus Temesa, piuttosto che condividerle».

Il delegato ai rapporti con le associazioni, Caterina Ciccia, critica la presa di posizione di Mazzei sul viaggio che ella stessa ha inteso organizzare per partecipare all’udienza papale che ha avuto luogo mercoledì scorso in piazza San Pietro a Roma.

«Quando la malafede e la mancanza di conoscenza prendono il sopravvento – evidenzia la stessa Ciccia – si perdono delle occasioni per restare in silenzio e riflettere. Mai avrei pensato di dover leggere una nota stampa di un consigliere comunale su una vicenda che non ha alcun legame con il Municipio e con il funzionamento della macchina amministrativa. Rispetto ad altre persone che vivono avvolte dalla cappa dell’indifferenza ho sempre vissuto la mia vita condividendo con amici e conoscenti i miei percorsi, programmando insieme a loro dei viaggi a tema, per cercare di coniugare allegria e meditazione, gioia e spensieratezza. Il mio scopo è creare un clima ideale per generare sorrisi. È questa la cultura dell’amore con cui sono nata e cresciuta. Ed è questo è lo spirito che mi ha visto impegnata nell’andare a Roma in piazza San Pietro per salutare, al pari di tanti altri fedeli, il Santo Padre. E così come tante altre volte è stato fatto in passato, con un semplice passaparola, si è formato un gruppo di amici che ha chiesto di condividere le stesse finalità. Il comune di Amantea, e lo dico una volta per tutte sperando di non dover più tornare su questo argomento, non ha speso un euro per questo viaggio. Esso infatti è stato organizzato in forma privata ed in maniera del tutto personale. Ogni partecipante ha versato una quota che ha consentito di coprire le spese dell’albergo e del pullman. Del resto, chiunque può partecipare alle udienze pubbliche di Papa Francesco, chiedendo informazioni in merito alle chiese ed alle diocesi, anche il ticket d’ingresso è gratuito. Nessuna preclusione dunque. Ognuno è libero di vivere la propria fede nel modo che ritiene più opportuno».

«Stia sereno il buon Mazzei – conclude la Ciccia – non solo so a che santo votarmi, ma essere diventato oggetto di un argomento che non avrebbe ragion d’essere fa comprendere anche agli occhi dei meni avvezzi al funzionamento della politica, come i temi siano alquanti limitati, se si deve ricorrere ad oltraggiare la sfera personale e religiosa di un essere umano. La benedizione del Papa, non quella “urbi et orbi” che viene impartita soltanto in occasioni particolari, è giunta nei nostri cuori e per nostro tramite ad amici, familiari e conoscenti. In  poche parole all’intera comunità. L’auspicio è che a tutti venga donata quella serenità che qualcuno dal maggio dello scorso anno ancora non è riuscito a trovare».

Comunicato comune di Amantea.

 

 

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Trecento chili tra hashish e cocaina sono stati sequestrati ieri sera in un box nella zona di Pietralata e due persone sono state arrestate dalla polizia.

La "scoperta" è stata fatta dagli agenti della VI sezione criminalità diffusa della squadra mobile, nell'ambito dell'attività volta al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti in zona Tiburtina. Volume d'affari stimato - per lo spaccio al dettaglio - ammonta complessivamente a circa 1 milione di euro.

In manette sono finiti Vincenzo Barca, 33enne calabrese ed Eugenio Picariello, romano di 42 anni, in quanto colti nella flagranza di detenzione ai fini di spaccio.

I due uomini, a seguito di un pedinamento in strada scaturito dall'atteggiamento sospetto destato negli operatori della sezione "Falchi", sono stati sorpresi a entrare in un box in via Cave di Pietralata al cui interno, al termine della perquisizione, sono stati sequestrati una decina di borsoni contenenti centinaia di panetti di hashish pronti per essere immessi sul mercato della Capitale.

Le relative perquisizioni domiciliari, effettuate nelle abitazioni degli arrestati, hanno poi consentito di rinvenire 85mila euro, oltre ad alcune grosse confezioni di cocaina grezza allo stato puro ancora in pietra e tutto il materiale necessario al confezionamento dello stupefacente.

Gli arrestati sono stati associati nel carcere di Regina Coeli a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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romaIn questo fine settimana la città di Amantea contenderà al comune di Bienno il passaggio del turno per proseguire l’avventura televisiva primo cittadino l’intero iter organizzativo, è giunto il momento di tracciare un bilancio, non analizzando soltanto l’aspetto legato ai numeri e alla partecipazione, ma sottolineando soprattutto l’importanza del fattore umano che in questi due ultimi mesi ha stimolato idee e decisioni.

«È stato – sottolinea la Osso di Mezzogiorno in famiglia. Per il delegato del sindaco alla comunicazione Giusi Osso, che ha seguito per conto del

– un percorso complesso e affascinante. Sono entrata in contatto con tutte le realtà positive che Amantea e Campora San Giovanni sono in grado di offrire ed a prescindere dal risultato finale che otterremo sento di rivolgere un abbraccio ideale a tutti i coloro che hanno preso parte a questa fantastica avventura. Il sorriso e la gioia dei ragazzi che hanno effettuato i giochi in piazza hanno riscaldato il cuore anche degli scettici, di chi non credeva alle conseguenze positive di questa partecipazione. Amantea e Campora San Giovanni hanno dialogato per un unico grande obiettivo: offrire l’eccellenza del territorio, dal punto di vista artistico, gastronomico, storico e monumentale. Ognuno si è messo a disposizione dell’altro, senza pretendere nulla in cambio ed offrendo se stesso. Questa è la vittoria di una città, della gente, di chi è nato e cresciuto in questa terra che forse non dimostriamo di amare abbastanza, ma che questa volta abbiamo sentito come nostra. Stiamo vicino ai nostri ragazzi in questo fine settimana mettendoci il cuore come abbiamo sempre fatto. Vorrei ringraziare il sindaco Monica Sabatino per l’opportunità che mi ha dato e gli assessori e consiglieri che non si sono tirati indietro, condividendo un percorso di gioia e di speranza».

Sono quattro complessivamente i team impegnati sui vari fronti. Il gruppo che si è occupato di allestire il tavolo con le prelibatezze enogastronomiche del territorio è stato composto da Giovanna Palmieri, Pino Dolce, Gianfranco Petrungaro, Massimo De Simone, Luca Suriano, Annunziato Lindia, Enzo Chiappetta, Angelo Torchia, Luca Mazzotta, Giancarlo Suriano, Fiore Gagliardi, Domenico Forte, Davide Marano, David Viola e Santo Calisto. Questi, invece, i nomi dei ragazzi che hanno partecipato ai giochi in piazza: Asia Pati, Federica Naccarato, Marco Pascali, Antonio Reda, Domenico Bernardo, Francesco Pascuzzi e Simona Rametta; mentre dallo studio di Roma gareggeranno Franca Dora Mannarino, Maria Emanuela Sicoli, Martina Ganci, Francesca Motolese, Giovanna Vilardo, Paolo Marano, Enrico Perri, Andrea Catellino e Salvatore Morelli. Ma non finisce qui. Nella messa in onda di sabato e domenica ci saranno anche le prove artistiche: una di ballo e una di canto che dovranno essere televotate dal pubblico di casa. La prima si terrà nella puntata di sabato, la seconda in quella di domenica. La prova di ballo, che consiste nell’esecuzione di un valzer lento, sarà disputata dalla coppia composta da Alessandro Bosco e Laura Nolan. Quella di canto, invece, sarà affidata alla voce di Rocco Suriano che si cimenterà con un brano della tradizione sanremese. «Nel momento in cui i conduttori del programma apriranno il televoto – conclude la Osso – è necessario il supporto di tutti noi. È possibile votare seguendo due diverse modalità: chiamando da rete fissa all’894433 e digitando sulla tastiera il numero 2; oppure inviando un sms al numero 4784784 indicando sempre il numero 2».

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Era bella la mountain bike legata ad un palo in via Gregorio VII, a pochi passi dal Vaticano.

 

Bella, da rubare.

Una cosa da niente per chi sa come fare e dove collocare subito la bici

E così si appresta a portarla via

Sono le 1430 , un’ora con scarsa folla

Uno sguardo intorno poi pronti via.

Pensava di salirci in groppa e di andare via con facilità

Ma non è andata così

Lì nei pressi il proprietario che si accorge del tentativo di furto

Raggiunge il ladro e perso il controllo lo colpisce più volte lasciandolo a terra sanguinante

Poi chiama i carabinieri che arrivano immediatamente

Loro non si danno ammalati come i vigili urbani

I carabinieri prendono in consegna il ladro , acquisiscono le generalità del proprietario della bici

Poi una delle volanti, a sirene spiegate si dirige verso l'ospedale Fatebenefratelli sull'Isola Tiberina, dove l'uomo, in manette, si è fatto medicare un taglio alla testa.

Il ladro stentava a credere a ciò che era appena accaduto.

Più che il fatto di essere stato arrestato, ciò che non riusciva proprio ad accettare erano le botte ricevute.

E, tanto per restare in atmosfera natalizia, al carabiniere che lo accompagnava nella corsia del pronto soccorso ripeteva sconsolato: «M'ha gonfiato come 'na zampogna»

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Il prefetto valuta lo scioglimento del Consiglio comunale di Roma per infiltrazioni mafiose.

Tutto nasce dall’ottavo Re di Roma Massimo Carminato, quello che ha detto : E’ la teoria del mondo di mezzo, compà. Ci stanno, come si dice, i vivi sopra ed i morti sotto e noi stiamo in mezzo. Ed allora vuole dire che ci sta un mondo di mezzo in cui tutti si incontrano”.

Il mondo di Roma!

Ora dopo 38 arresti e centinaia di avvisi di garanzia il Prefetto pensa a dare la scorta al Sindaco Marino dichiarando “ Il sindaco è un'istituzione e va protetto”

Ed in subordine manda a dire che pensa di sciogliere il comune di Roma.

Giuseppe Pecoraro, infatti, dice "Stiamo leggendo le 1.200 pagine dell'ordinanza in modo da valutare" la possibilità di sciogliere il Comune di Roma "e poi riferiremo al ministro".

Noi pensiamo che non chiederà lo scioglimento del comune di Roma!

Perché il PD non lo vuole. Marino, infatti, in ordine allo scioglimento del consiglio comunale di Roma ha dichiarato “Non è una mia decisione. Credo che la città abbia bisogno di una guida salda che noi possiamo garantire. Se andrò avanti? E ci mancherebbe altro. Io rimarrò in sella fino a fine mandato, tanto più adesso che c'è bisogno. Continuerò a guidare la Giunta in questo mandato e poi nel prossimo”: che non voglia essere lui il nono re di Roma?

Perchè il Ministro Alfano ha già dichiarato che “Roma è una città sana”, e poi “ che Roma è la Capitale d'Italia” , che quindi è bene «procedere con i piedi di piombo». Come a dire Roma caput mundi non si tocca, sarebbe come mettere sotto inchiesta la stessa Italia!

Lui stesso, infatti, dichiara che : “Bisogna comunque tenere conto che siamo la capitale e la nostra decisione, qualunque essa sia, riguarderà tutto il nostro Paese". Eh, già!

Perché questo scandalo deve essere dimenticato e per questo d’ora in poi tutte le Tv di Stato e quelle a vicine ai poteri devono parlare di altro, magari del povero Loris e del dramma che muove intorno ad un bambino di 8 anni.

Eppure il Prefetto già sapeva o quantomeno sospettava.

Lo si rileva quando dichiara che "già nel 2011, in un'audizione alla commissione Antimafia, parlai della presenza a Roma di un tipo diverso di delinquenza, che non è la tradizionale mafia, ma quella di soggetti criminali che puntano ad inserirsi nel mondo degli affari. In quel periodo dopo il sequestro del Cafe' de Paris e di alcuni alberghi, avevamo intuito che c'era qualcosa, ma le cose che stanno emergendo vanno molto al di là che ciò che si pensava".

Ed esprime anche un giudizio forte quando afferma che “ Questa è una criminalità che colpisce una società sana come quella romana, che necessita di una competizione sana tra le aziende e di una burocrazia efficiente, mentre ciò che si sta scoprendo è l'esatto contrario".

Ma allora il Prefetto non ha poteri e mezzi

E se è così che cosa ci restano a fare le Prefetture?

Per fare il riassunto al ministro?

Già, le Prefetture! Ma che ci restano a fare?

Per dare la assoluzione come i preti dopo la scoperta ( o la autodichiarazione) del peccato e per stabilire il numero di Ave Maria da far recitare?

Cosa potrà mai essere Orfini che dichiara che il Pd romano «E' stato preso in ostaggio da correnti e gruppi di potere, dimostrandosi permeabile alle infiltrazioni malavitose»e poi senza alcuna coerenza dichiara che lo scioglimento del consiglio comunale. «Sarebbe un favore alla criminalità che ha trovato nella giunta Marino un muro contro il malaffare».

Quasi a confermare che i “panni sporchi si lavano in famiglia” e che “loro” sanno cosa( e chi) lavare

Lo sa Renzi che difende Poletti . E similmente fa Orfini dichiarando che «La cooperativa di Buzzi veniva considerata un fiore all'occhiello della cooperazione sociale e nessuno poteva immaginarne il retroterra criminale. Poletti era presidente delle Coop e ha partecipato a una cena di una importante cooperativa. Non poteva sapere, come tutti, cosa c'era dietro».

Già in questa Italia tranne la Magistratura nessuno sa mai niente, nessuno capisce niente! Per questo forse non sono nemmeno le Prefetture a dover essere chiuse ma l’intera nazione!

Pubblicato in Italia

abeteCirca 20 giorni addietro ho inviato una lettera al Papa Francesco invitandolo ad intervenire per evitare che in Piazza San Pietro nella Città del Vaticano per l'ennesima volta venisse posizionato un abete per le prossime feste natalizie e contestualmente ad installare un albero ecologico realizzato con materiale riciclato. 

 

In effetti da oltre 30 anni vengono tagliati, in aree incontaminate e di pregio naturalistico  del Pianeta, delle piante secolari  che vengono poi donate al Papa ed alla  Città del Vaticano. Già nel 2006 un maestoso  abete di  ca. 35 metri di altezza venne abbattuto dai boschi calabresi ed inviato a Roma.

 

Apprendo dalla stampa che anche nel 2014 un altro patriarca della natura è stato tagliato, e nuovamente in Calabria,  per far mostra durante il periodo natalizio in Piazza San Pietro. Da calabrese ed italiano  sono molto amareggiato per questo ennesimo intervento di spoliazione del nostro patrimonio naturalistico (come avviene peraltro da anni con gli ulivi secolari calabresi) e rimango altresì molto perplesso per il silenzio, quasi generalizzato, sulla vicenda.

 

Capisco che le problematiche ambientali sono tante ed altre anche più grandi e gravi, tuttavia piccoli e ripetuti interventi di tutela del territorio, portano poi a raggiungere grandi risultati.     Ringrazio anticipatamente tutti coloro che riterranno opportuno portare all'attenzione pubblica questa vicenda. Distinti saluti. Emilio Osso

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Sono molti i fedeli che sono già giunti a Roma per assistere alla cerimonia di proclamazione a Santo del beato Nicola Saggio da Longobardi

Molti di loro si sono già accreditati per la cerimonia.

Provengono da Longobardi che sarà presente con il Gonfalone della città e con gli amministratori, sindaco Giacinto Mannarino in testa e minoranza compresa.

Provengono da Paola che partecipa anche essa con il gonfalone portato dall’istruttore di polizia municipale Massimo Sorìa e con una delegazione guidata dal sindaco Ferrari e dal consigliere Aloia

Molti altri sono partiti da Amantea, Belmonte calabro, Lago, Fiumefreddo Bruzio, San Lucido e da diversi comuni calabresi

Altri stanno per partire nella serata e viaggiando di notte giungeranno di primo mattino nella capitale per essere poi guidati fino a Via della Conciliazione dove i bus si fermeranno garantendo ai fedeli la presenza in Piazza san Pietro

Sarà una festa della Calabria cattolica

Dispiace soltanto che certi “politici” ( senza offesa per i Politici) continuino ad insistere sul fatto che la Calabria sia stata portata al voto proprio il 23 novembre creando problemi agli elettori che dovranno ridiscendere in tutta fretta per andare a votare magari in tarda serata

Si ripeterà domani 23 novembre a Roma la stessa grande affluenza che ci fu il giorno dei funerali di san Nicola da Longobardi in quel lontano 2 febbraio 1709, esattamente la data che aveva lui stesso predetto

Sarà anche una occasione forse unica per venerare le sue reliquie che dal 1718 ospitate nella chiesa di S. Francesco da Paola ai Monti.

Pio VI lo beatificò il 17 settembre 1786 e domani 228 anni dopo sarà Santo

Il Santo nacque a Longobardi (Cs) il 6 gennaio 1650, e fu battezzato con il Nome di Giovanbattista. Primo dei tre figli di Fulvio Saggio e Aurelia Pizzini , contadini, non potè praticare gli studi, nonostante il talento. Lavorò da giovane nei campi coltivati dai genitori. A vent'anni, nonostante l'opposizione dei genitori, chiese l'abito di san Francesco e fu assegnato al Convento di Paola, assumendo il Nome di Nicola. Terminato l'anno di noviziato, il Santo passò a Longobardi e poi a San Marco Argentano, a Montalto, a Cosenza, a Spezzano ed a Paterno. La fama delle sue virtù, ben presto arrivò fino a Roma, deve venne chiamato alla Parrocchia del Collegio di San Francesco di Paola ai Monti. Nel 1696 Nicola tornò a Longobardi, e per suo tramite vennero compiuti diversi prodigi. Negli ultimi anni della sua vita fu richiamato a Roma. Predisse la sua morte che avvenne il 2 febbraio 1709.

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