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Nella giornata del 3 marzo i carabinieri di Paola, coordinati dal comandante della Compagnia, il capitano Antonio Villano hanno esercitato un accurato controllo dei territori dei comuni di Cetraro, Guardia Piemontese e Fuscaldo.

Ad operare più di 30 carabinieri, in divisa ed in borghese appartenenti alla Compagnia di Paola che hanno operato in perfetta sinergia, coordinandosi tra Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e militari della Stazione Carabinieri di Fuscaldo e di Guardia Piemontese.

Ottimo il bilancio.

Sono state identificate oltre 60 persone

I controlli hanno interessato principalmente i luoghi e gli obiettivi che, per caratteristiche e peculiarità, risultano sensibili sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Effettuati anche numerosi posti di blocco

I Carabinieri di Guardia Piemontese , infatti, hanno tratto in arresto P.C., 47enne di Acquappesa, già agli arresti domiciliari, in esecuzione di un provvedimento dell’ufficio di sorveglianza di Catanzaro perché ha ripetutamente violato le prescrizioni e gli obblighi imposti a chi è sottoposto ai domiciliari.

L'uomo è stato tradotto in carcere.

Un sorvegliato speciale di Cetraro è stato denunciato perché sorpreso ad associarsi con altre persone controindicate o già note alle forze dell'ordine.

Due persone, poi, sono state denunciate per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Uno di esse era un minorenne che è stato denunciato dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Paola perché, a seguito di una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di circa 50 grammi di marijuana già suddivisa in circa 3 dosi.

Un altro di 30 anni di san Nicola Arcella, è stato denunciato dai Carabinieri di Guardia Piemontese perché trovato in possesso di circa 2 grammi e circa 60 semi di canapa.

Quattro sono le persone segnalate in Prefettura per uso personale di stupefacente

Denunciati due soggetti che, a seguito di perquisizioni personali e veicolari, sono stati trovati in possesso ingiustificato di coltelli di genere vietato.

Due persone di Fuscaldo Marina sono stati sorpresi dai Carabinieri mentre bruciavano un cumulo di rifiuti pericolosi tra cui legni verniciati e denunciate per combustione illecita di rifiuti pericolosi.

Sempre a Fuscaldo, nell’ambito di controlli ai circoli ed esercizi commerciali, i Carabinieri della locale stazione hanno denunciato un uomo, noto alle forze dell’ordine e proprietario di un circolo ricreativo, per mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti (prevista dal Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

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Questo è il comunicato stampa con cui il Cetraro FC annuncia la sospensione delle attività a fine campionato.

«Il Cetraro F.C. comunica a tutti i tifosi e gli sportivi cetraresi che dal 1 maggio 2017

 

sospenderà tutte le attività. Infatti, terminato questo campionato di Prima Categoria (ultima giornata il 30 aprile, salvo eventuali playoff), la società non ha più la possibilità per continuare un progetto iniziato soltanto 4 anni con due soli punti cardine: far ritornare in vita una squadra dai colori bianco-celesti che potesse rappresentare la comunità di Cetraro; dotare nuovamente la città di un campo sportivo.

Brillantemente riuscito il primo dei due obiettivi. Cetraro non solo ha una squadra, ma in 3 anni si sono vinti 2 campionati, una Coppa Disciplina e si è persa una finale play-off per l’approdo in Promozione l’anno scorso.

Risultati eccezionali ma fondamentalmente non richiesti.

Ci sarebbe andato bene anche giocare sempre in Terza Categoria, pur di riuscire a centrare anche il secondo target.

Qui invece iniziano le note dolenti. Nonostante promesse su promesse e parole su parole da parte di tutta la classe politica cetrarese e calabrese, del campo sportivo non se ne vede nemmeno l’ombra. Purtroppo, questa situazione ci ha costretto in tutti questi anni a giocare sempre fuori casa. Le partite interne com’è noto, sono state disputate fino a sabato 4 febbraio sul Comunale della vicina Acquappesa. Da lunedì scorso però, anche la società che gestisce l’impianto acquappesano, ci ha dato il benservito. Abbiamo investito del problema l’Amministrazione Comunale di Cetraro, visto che questa società non ha la forza economica di poter garantire con puntualità i costi di gestione richiesti. Non abbiamo avuto nessuna risposta esaustiva. Parole su parole e promesse su promesse. Anche questa volta. Risultato? La squadra non si allena ormai da una settimana e non crediamo ne avrà più la possibilità da qui a fine anno.

Con grande senso di responsabilità, abbiamo comunque deciso di finire il campionato. Vogliamo far sì che questa società non abbia solo un euro di debito con chicchessia. Chiuderemo il bilancio a 0 prima di uscire di scena definitivamente.

Sportivamente parlando, giocheremo le restanti 5 partite in casa chiedendo ospitalità alle società dei comuni vicini. Scenderemo in campo solo grazie alla disponibilità dei nostri calciatori. Ragazzi eccezionali che continueranno a giocare rischiando anche brutte figure, solo per l’amore che hanno per questa maglia.

Il calcio a Cetraro è morto per la seconda volta in 5 anni. Ci abbiamo provato. Ma evidentemente non abbiamo avuto la forza necessaria per riuscirci!».

Ma ora Chillini dice "Aiutate questi ragazzi e salvate il Cetraro".

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Giuseppe Antonuccio,detto “Garibaldi” era sfuggito alla cattura nei primi giorni del gennaio scorso quando fu raggiunto da un fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione su ‘ndrangheta e appalti che ha portato all’arresto di 34 persone tra le quali il costruttore Giorgio Ottavio Barbieri.

 

Il 9 febbraio, il Tribunale del capoluogo aveva emesso nei suoi confronti, inoltre, un ordine di custodia cautelare in carcere con l’accusa di associazione di tipo mafioso.

Secondo gli inquirenti Antonuccio sarebbe l’uomo di fiducia diFrancesco Muto, boss dell’omonima cosca di ‘ndrangheta dell’alto Tirreno cosentino, e avrebbe avuto il ruolo di commettere danneggiamenti ed azioni intimidatorie.

 

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Carabinieri di Cosenza – diretti rispettivamente dal capitano Giuseppe Sacco e dal tenente colonnello Milko Verticchio – e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nella persona del sostituto procuratore Alessandro Prontera e del sostituto procuratore Camillo Falvo – titolari del fascicolo d’indagine – del procuratore capo Nicola Gratteri e del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, hanno consentito di individuare il ricercato all’interno di un’abitazione in contrada Santa Lucia.

 

Nel blitz è stato arrestato anche un 38enne, R.M., accusato di aver favorito l’irreperibilità di Antonuccio ospitandolo nel suo appartamento.

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