
I gestori dei circuiti sui quali vanno a funzionare le carte di credito, soprattutto per gli acquisti online, aumentano i livelli di tutela, eppure gli amanti dello shopping online si sentono sempre meno sicuri (dettagli su http://www.migliorcontocorrente.org/carte-di-credito-online.htm). Questo dato è emerso da un sondaggio condotto da MarkMonitor che ha intervistato 3.432 persone provenienti da nove Paesi tra i quali anche l’Italia. Ben il 78% delle persone interpellate hanno esternato preoccupazione per la sicurezza dei propri dati. Quindi se da una parte fa acquisti on line non si sente sufficientemente tutelata.
Quasi il 90% invece ha un’immagine negativa sul rischio di essere vittima di prodotti contraffatti, un problema che sembrerebbe in aumento. Ciò porterebbe a maturare un’immagine negativa non solo nei confronti dello shopping on line, ma anche nei confronti del marchio che non avrebbe vigilato a sufficienza la protezione dei propri marchi.
Insomma pensare che il proprio marchio sia inattaccabile dai contraffattori è un atteggiamento presupponente che rischia di portare a un calo di immagine e di vendite di oltre il 20%. Un problema che invece viene preso ancora con poca serietà come fa notare il Ceo di MarketMonitor Mark Frost, il quale ha voluto sottolineare che nonostante il boom delle vendite online “la maggior parte delle aziende non sta facendo abbastanza per salvaguardare i propri clienti e alleviare le loro preoccupazioni”.
E rincara la dose specificando anche che, visto che è l’85% degli intervistati ad aver esternato la convinzione che i venditori on line dovrebbero adoperarsi maggiormente per garantire più tutela e sicurezza “Questi risultati dovrebbero rappresentare un segnale di avvertimento per tutte le imprese contro la noncuranza nei confronti della sicurezza informatica”. Infatti “Solo perché il numero di consumatori che acquistano prodotti online aumenta, non vuol dire che le aziende possano rilassarsi e supporre che i consumatori si sentano a proprio agio”.
Lavori svolti in cantieri su strada o in condizioni di scarsa visibilità richiedono un abbigliamento per evitare incidenti sul lavoro.
A tal proposito il 28 giugno 2013, la "Gazzetta ufficiale dell'Unione europea" ha pubblicato la nuova norma EN ISO 20471:2013, per gli indumenti ad alta visibilità, e va a sostituire la vecchia EN 471:2003+A1:2007.
Gli indumenti ad alta visibilità sono destinati a fornire un'alta visibilità dell'utilizzatore visto dagli operatori di veicoli o di altri dispositivi meccanizzati in qualunque condizione di luce diurna o alla luce dei fari dei veicoli nell'oscurità. Sono inclusi i requisiti prestazionali relativi a colore e retroriflessione così come alle aree minime e alla disposizione dei materiali negli indumenti di protezione.
I requisiti di progettazione di cui alla norma EN ISO 20471:2013 mantengono un sistema di raggruppamento in tre classi per gli indumenti basato sulle aree minime di materiali ad alta visibilità visibili incorporati nel capo di abbigliamento, ai sensi del quale gli indumenti in Classe 3 forniscono il livello più alto di visibilità.
Il materiale di fondo (fluorescente) deve circondare tutte le parti rilevanti (torace, braccia e gambe a seconda del caso) con una larghezza minima di 50 mm.
Vi sono tra questi: indumenti che coprono solamente il torace, per esempio, giubbotti e corpetti; indumenti che coprono il torace e le braccia, per esempio, giacche, camicie, cappotti e magliette; indumenti che coprono le gambe, per esempio, pantaloni a vita, pantaloni a pettorina con bretelle e pantaloncini (i pantaloni a pettorina con bretelle non possono più soddisfare i requisiti di appartenenza alla Classe 3 poiché non coprono il torace); indumenti che coprono torace e gambe, comprese le tute senza maniche; indumenti che coprono torace, braccia e gambe, per esempio tute con maniche.
È molto importante quindi attenersi alla normativa in vigore e indossare un abbigliamento alta visibilità di buona qualità e che rispetti la conformità.
Vi è sul mercato una vasta scelta di articoli, diversi per ogni professione che richiede di indossare tali capi. Le aziende prestano attenzione alle esigenze del lavoratore offrendo, non solo capi a norma ma abbigliamento comodo per svolgere qualsiasi movimento senza arrecare impedimento.
Si possono trovare articoli estivi e invernali, adatti a tutte le condizioni atmosferiche, per esempio abbigliamento antipioggia. Si possono scegliere anche dei capi confortevoli in grado di far traspirare la pelle e farla restare asciutta in particolari condizioni, assicurando ovviamente piena visibilità e sicurezza.
Negli ultimi anni sono sempre più frequenti gli incidenti che avvengono sul luogo di lavoro, un contesto che per definizione dovrebbe essere il posto in cui si svolge il proprio dovere, senza rischi, così da portare serenamente i guadagni a casa. Le vittime di questi eventi, così come le rispettive famiglie, si ritrovano innanzi a un evento tragico, più o meno grave, e spesso non sanno come muoversi.
In quest’articolo vi daremo alcune informazioni per capire quali sono le mosse da fare se un lavoratore si infortuna sul luogo di lavoro:
- Comunicazione al Pronto Soccorso: per prima cosa il lavoratore deve inviare subitanea comunicazione dell’avvenuto incidente al pronto soccorso più vicino;
- Rilascio Certificato Medico: il Pronto Soccorso è tenuto a rilasciare al lavoratore il primo certificato medico il quale dovrà essere mandato dall’infortunato al suo datore di lavoro;
- Invio Comunicazione all’Inail: il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare con l’Inail mediante il nuovo modello denuncia infortunio sul lavoro INAIL laddove la prognosi emessa dal Pronto Soccorso sia di un periodo maggiore ai tre giorni;
- Visita Medica presso INAIL: il lavoratore che ha ricevuto una prognosi maggiore di tre giorni, due o tre giorni prima della scadenza della stessa ha l’obbligo di recarsi alla visita medica fissata presso gli ambulatori dell’Inail.
Al termine di questo iter, l’INAIL provvederà a dare un nuovo appuntamento nel caso di continuazione della prognosi oppure alla chiusura dell’infortunio con un certificato di chiusura definitiva da mandare all’azienda così da poter riprendere normalmente il rapporto di lavoro.
A oggi esistono numerose società che si occupano di assistenza a infortuni avvenuti sul lavoro. Moltissime persone si rifanno a queste ultime anche quando rappresentano i parenti diretti di vittime sul lavoro, quindi dipendenti che hanno perso la vita mentre svolgevano il loro impiego; ricordiamo il risarcimento all’incidente sul lavoro di Catanzaro.