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L’assemblea degli associazione Coldiretti dell’importante comprensorio di Lamezia Terme ha eletto presidente l’imprenditore agricolo Salvatore Lachimia.

Il neo presidente è leader nel settore ortofrutticolo con una esperienza consolidata soprattutto nella ricerca di spazi di mercato nonché referente per la Calabria della cooperativa Agrinsieme di Aprilia, Organizzazione di Produttori da tempo impegnata a valorizzare le eccellenze del territorio regionale.

A coadiuvare Lachimia nel consiglio direttivo sono stati eletti;

Massimiliano Arcuri, legale rappresentante. della medesima società agricola olearia con oltre 60 ettari di uliveti specializzati esclusivamente in biologico;

Battista Muraca alias “lo sceriffo del campo” da tempo impegnato nella valorizzazione delle angurie calabresi attraverso anche percorsi di educazione sviluppati prevalentemente nelle scuole; Bonaventura Bevilacqua, presidente della cooperativa agricola Acconia Antica, 60 ettari prevalentemente ad uliveto ed una parte impegnata per la coltivazione di piccoli frutti;

Giuseppe Ruperto, presidente della cooperativa agricola le Macchie, circa 25 ettari coltivati ad ortaggi dai soci esempio di corretta e sana aggregazione e di impegno sul territorio;

Domenico Panzarella, attivissimo ed appassionato ortofrutticoltore;

Fabio Galati, giovane apicoltore e produttore di miele 100% calabrese e tanta capacita di introdurre innovazione nel settore;

Daniela Stranges in rappresentanza delle donne imprenditrici agricole, titolare di un’azienda ad indirizzo cerealicolo, e una passione per i frutti di bosco;

Raffaele Mangani agrumicoltore e componente la deputazione amministrativa del consorzio di bonifica di Lamezia.

L’assemblea è stata caratterizzata dalla presenza di imprenditori del territorio che insieme al Direttore Bozzo e a tutta la squadra dell’ufficio di Lamezia, hanno affrontato diverse tematiche d’interesse comune evidenziando come una sezione territoriale deve essere autentica leva a sostegno delle tante iniziative che la Coldiretti mette in campo ogni giorno.

Il Presidente Lachimia ha riferito su quanto messo in cantiere dalla cooperativa Agrinsieme portando esempi concreti di come una forma aggregativa, rappresenti la formula giusta per la valorizzazione delle nostre eccellenze con l’ausilio di uno staff di professionisti che assistono le aziende associate.

Lachimia ha inoltre evidenziato come la sua azienda abbia inteso investire tempo e risorse per la campagna “Glifosate -zero” che indicato sulle etichette dei prodotti ortofrutticoli destinati al consumo è un sicuro valore aggiunto apprezzato dai cittadini – consumatori.

Il lametino – hanno concordato tutti – è un territorio che ha una agricoltura di alta valenza e quindi il direttivo trasferirà tutte le opportunità che derivano dalla progettualità della Coldiretti.

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Riceviamo e pubblichiamo:

“Dopo che si è diffusa la notizia che l’ex Sindaca, di Nocera Terinese, Fernanda Gigliotti sia stata destinataria di un’ordinanza di demolizione relativa ad un fabbricato abusivo di sua proprietà, alcuni organi di stampa, stimolati da una fantasiosa ricostruzione dei fatti da parte dell’ex prima cittadina nocerese hanno dato una lettura dei fatti a dir poco distorta se non falsa e tendenziosa.

Nella presente nota l’attuale primo cittadino, Massimo Pandolfo, sulla base della documentazione in possesso del suo ufficio intende fare chiarezza sulla vicenda.

“Il sottoscritto non ha predisposto nessuna ordinanza di demolizione dell’abitazione dell’avvocato Fernanda Gigliotti, già Sindaco di Nocera Terinese fino al 26 gennaio 2018,-dichiara il Sindaco Pandolfo- smentisco fermamente atti o ordinanze disposte a carico di Fernanda Gigliotti, così come “erroneamente” ha evidenziato qualche testata nazionale.

In un’approssimativa lettura delle carte da parte di alcuni organi di stampa è stato affermato che il sottoscritto abbia firmato un’ordinanza per demolire la casa dell’ex Sindaca.

Ciò è falso.

Basta leggere l’ordinanza emessa per comprendere che gli atti sono stati definiti durante la gestione del commissario e non sono stati firmati dallo sottoscritto. – ha proseguito l’attuale primo cittadino nella sua dichiarazione-

L’ordinanza, in questione, è a firma del dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Geometra Battista Mendicino, dirigente, tra l’altro, nominato dalla stessa ex Sindaca Fernanda Gigliotti con decreto sindacale n.7 del 17 luglio 2017 e confermato nello stesso incarico dal Commissario Straordinario, Aldo Calandriello, con proprio decreto n.5 del 28 febbraio 2018.  

Il sopralluogo che ha accertato l’abuso edilizio dell’ex Sindaca Fernanda Gigliotti, inoltre, è stato effettuato il 24 maggio del 2018 e condotto dal dirigente dell’ufficio tecnico Battista Mendicino, dal geometra Luciano Esposito e dal Vigile Urbano Fiorenzo Grandinetti. L’ordinanza di demolizione è datata, invece, 6 giugno 2018.

Or dunque, -prosegue Pandolfo- considerato che il sottoscritto è stato eletto il 10 giugno 2018 e proclamato nella giornata successiva, è evidente che, gli atti riconducibili e conseguenziali a questa vicenda, non sfiorano in alcun modo la mia sindacatura.

Con una maggiore attenzione nella lettura delle carte, piuttosto, si notano chiaramente altre anomalie che suscitano non pochi sospetti.

Ci potrebbe chiedere, per esempio, quali siano state le motivazioni per le quali, il dirigente dell’ufficio tecnico di fronte ad un abuso accertato il 24 maggio non abbia emesso nei modi e nelle forme dettate dalla legge i provvedimenti conseguenti per questo tipo di abuso (forse perché era in corso la campagna elettorale e non si voleva rovinare l’immagine della Gigliotti paladina della legalità e della Giustizia?).

Infine, per amore di verità, l’abuso accertato a carico dell’ex Sindaca non è un leggero abuso così come erroneamente descritto da alcuni organi di stampa.

Secondo l’accertamento, infatti, è stato radicalmente mutata la caratteristica del manufatto autorizzato.

In sostanza, un manufatto autorizzato come deposito di attrezzi agricoli, è stato trasformato in civile abitazione.

Tale abuso, dunque, secondo la legge, e non a discrezione del Sindaco o del dirigente, è sanzionato con l’ingiunzione a demolire e al ripristino dello stato dei luoghi. E’ evidente, dunque, che in questa vicenda non è stato perseguitato nessuno, non è stata impedita la libertà di nessuno, così come ha affermato l’avvocata Fernanda Gigliotti, ma è stata piuttosto violata la legge.

L’ex, Sindaco Gigliotti lo sa benissimo anche perchè è un avvocato, e sa benissimo con quali mezzi intenderà difendersi, ma non metta in mezzo strumentalizzazioni politiche inesistenti perchè, i fatti e le carte, smentiscono senza appello la sua ricostruzione dei fatti.

Nocera Terinese, li 15 giugno 2018

IL SINDACO (prof. Massimo Pandolfo)

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La campagna elettorale è ormai finita, un nuovo sindaco si è già insediato ed è all’opera, ma il clima intimidatorio e l’accanimento mediatico contro la sottoscritta non accenna a finire.

 

E allora accade che ieri mattina mi è stata notificata l’ordinanza numero 1 del 2018, che i solerti miei ex alleati di giunta e oggi avversari agguerriti, hanno pubblicato e inviato ovunque e a chiunque.

Con tale ordinanza mi si intima di demolire entro 90 giorni la mia super villa di lusso di campagna per la presenza di opere abusive, tali ritenute all’esito del sopralluogo eseguito in forza di una denuncia anonima (che tanto anonima non è) dal vigile urbano Fiorenzo Grandinetti e dal geometra Luciano Esposito, il primo padre di un candidato della lista di Massimo Pandolfo, oggi consigliere di maggioranza, il secondo sponsor ufficiale della lista civetta di Rino Rocca, nonché colui il quale ha chiesto la mia testa di sindaco, ricevendola su di un piatto d’argento grazie alle dimissioni congiunte della maggioranza consiliare con la minoranza il 26 gennaio 2018.

Tutti insieme, quindi, per far fuori un sindaco, la sottoscritta, forse troppo presente e vigile.

Dall’ordinanza si può verificare che la mia super mega villa è di appena 50 mq. e potete anche rilevare la natura e l’entità delle presunte violazioni contestate:

  1. Maggiori dimensioni del fabbricati di 20,00 cm su due lati e di 15,00 cm sui restanti lati per la presenza del “cappotto termico”;

2) Maggiori dimensioni del porticato per circa 50 cm;

3) Presenza di un armadio in pannelli di allumino utilizzato come locale tecnico di dimensioni cm. 120 x 290, utilizzato come vano contatori idrici utensili vari e motori;

4) Realizzazione di un piano interrato di dimensioni 7.05x 2.8 metri (praticamente 14 mq.) con un’altezza netta di piano 2.30 metri. I locali sono destinati a w.c. e deposito attrezzature;

5) L’immobile ha variazione d’uso diversa da quella autorizzata.

Sostengo e ribadisco che non ho commesso alcun abuso edilizio e che le violazioni contestate sono inesistenti e/o sanabili giacché:

la maggiore dimensione del fabbricato pari a 20,00 cm su due lati e a 15 cm. sugli altri due lati non è un abuso edilizio, ma la conseguenza della legittima applicazione di un cappotto termico;

la presenza di un armadio usato come locale tecnico è un’attività di edilizia libera;

il piano seminterrato di circa “udite udite” 14,00 mq, era preesistente alla realizzazione della casa prefabbricata la cui autorizzazione del 2012, infatti, ne prevedeva la posa su una piattaforma di cemento armato preesistente.

Tale ordinanza, quindi, oltre a rappresentare la “conclusione legale” di un “tentativo intimidatorio” posto in essere in campagna elettorale da alcuni noti “personaggi anonimi”, è anche discutibile e contestabile sotto il profilo sostanziale e sul piano della legittimità.

Ma per difendermi dovrei fare ricorso al Tar e ciò comporterebbe la mia incompatibilità come consigliere comunale. In buona sostanza, dopo avermi fatto fuori come sindaco vorrebbero farmi fuori anche come consigliere di minoranza.

La strategia dell’intimidazione sottile e occulta, quindi, continua perché ancora una volta sono costretta a scegliere se difendere il mio cane, la mia casa o la mia libertà. Ed io scelgo ancora una volta di difendere la mia libertà. La mia casa venite a demolirla voi, accomodatevi pure.

Ho deciso, infatti, e con la presente ne faccio ufficiale comunicazione, che non impugnerò l’ordinanza benché abnorme ed illegittima sotto diversi profili, poiché se instaurassi un contenzioso civile o amministrativo con il comune di Nocera Terinese, diventerei incompatibile come consigliere comunale e non potrei assolvere al mandato elettorale che la cittadinanza mi ha affidato.

Ricordo a me stessa e a chi di dovere, tuttavia, che la mia casa in ordine di tempo è l’ultima ad essere destinataria di una ordinanza di demolizione. Mi precedono centinaie di ordinanze emesse e non eseguite negli ultimi venti anni. Quindi andate avanti voi. Io vi seguo e quando arriverà il mio turno provvederò.

Ma rassegnatevi: io non mi piegherò mai, non rinuncerò mai ad esprimere il mio libero pensiero, a praticare la mia libera azione politica, a difendere i miei diritti naturali e individuali, malgrado i continui e ormai insopportabili attacchi alla mia persona.

Avete cominciato con le intimidazioni occulte, con gli attacchi personali, con le accuse anonime, con gli articoli anonimi e meno anonimi di delegittimazione? Bene, adesso non vi resta che procedere contro di me con la forza fisica o con quella della legge, semmai riuscirete a piegarla ai vostri vili obiettivi.

Fernanda Gigliotti consigliere comunale di minoranza nel Comune di Nocera Terinese

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