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La campagna elettorale è ormai finita, un nuovo sindaco si è già insediato ed è all’opera, ma il clima intimidatorio e l’accanimento mediatico contro la sottoscritta non accenna a finire.

 

E allora accade che ieri mattina mi è stata notificata l’ordinanza numero 1 del 2018, che i solerti miei ex alleati di giunta e oggi avversari agguerriti, hanno pubblicato e inviato ovunque e a chiunque.

Con tale ordinanza mi si intima di demolire entro 90 giorni la mia super villa di lusso di campagna per la presenza di opere abusive, tali ritenute all’esito del sopralluogo eseguito in forza di una denuncia anonima (che tanto anonima non è) dal vigile urbano Fiorenzo Grandinetti e dal geometra Luciano Esposito, il primo padre di un candidato della lista di Massimo Pandolfo, oggi consigliere di maggioranza, il secondo sponsor ufficiale della lista civetta di Rino Rocca, nonché colui il quale ha chiesto la mia testa di sindaco, ricevendola su di un piatto d’argento grazie alle dimissioni congiunte della maggioranza consiliare con la minoranza il 26 gennaio 2018.

Tutti insieme, quindi, per far fuori un sindaco, la sottoscritta, forse troppo presente e vigile.

Dall’ordinanza si può verificare che la mia super mega villa è di appena 50 mq. e potete anche rilevare la natura e l’entità delle presunte violazioni contestate:

  1. Maggiori dimensioni del fabbricati di 20,00 cm su due lati e di 15,00 cm sui restanti lati per la presenza del “cappotto termico”;

2) Maggiori dimensioni del porticato per circa 50 cm;

3) Presenza di un armadio in pannelli di allumino utilizzato come locale tecnico di dimensioni cm. 120 x 290, utilizzato come vano contatori idrici utensili vari e motori;

4) Realizzazione di un piano interrato di dimensioni 7.05x 2.8 metri (praticamente 14 mq.) con un’altezza netta di piano 2.30 metri. I locali sono destinati a w.c. e deposito attrezzature;

5) L’immobile ha variazione d’uso diversa da quella autorizzata.

Sostengo e ribadisco che non ho commesso alcun abuso edilizio e che le violazioni contestate sono inesistenti e/o sanabili giacché:

la maggiore dimensione del fabbricato pari a 20,00 cm su due lati e a 15 cm. sugli altri due lati non è un abuso edilizio, ma la conseguenza della legittima applicazione di un cappotto termico;

la presenza di un armadio usato come locale tecnico è un’attività di edilizia libera;

il piano seminterrato di circa “udite udite” 14,00 mq, era preesistente alla realizzazione della casa prefabbricata la cui autorizzazione del 2012, infatti, ne prevedeva la posa su una piattaforma di cemento armato preesistente.

Tale ordinanza, quindi, oltre a rappresentare la “conclusione legale” di un “tentativo intimidatorio” posto in essere in campagna elettorale da alcuni noti “personaggi anonimi”, è anche discutibile e contestabile sotto il profilo sostanziale e sul piano della legittimità.

Ma per difendermi dovrei fare ricorso al Tar e ciò comporterebbe la mia incompatibilità come consigliere comunale. In buona sostanza, dopo avermi fatto fuori come sindaco vorrebbero farmi fuori anche come consigliere di minoranza.

La strategia dell’intimidazione sottile e occulta, quindi, continua perché ancora una volta sono costretta a scegliere se difendere il mio cane, la mia casa o la mia libertà. Ed io scelgo ancora una volta di difendere la mia libertà. La mia casa venite a demolirla voi, accomodatevi pure.

Ho deciso, infatti, e con la presente ne faccio ufficiale comunicazione, che non impugnerò l’ordinanza benché abnorme ed illegittima sotto diversi profili, poiché se instaurassi un contenzioso civile o amministrativo con il comune di Nocera Terinese, diventerei incompatibile come consigliere comunale e non potrei assolvere al mandato elettorale che la cittadinanza mi ha affidato.

Ricordo a me stessa e a chi di dovere, tuttavia, che la mia casa in ordine di tempo è l’ultima ad essere destinataria di una ordinanza di demolizione. Mi precedono centinaie di ordinanze emesse e non eseguite negli ultimi venti anni. Quindi andate avanti voi. Io vi seguo e quando arriverà il mio turno provvederò.

Ma rassegnatevi: io non mi piegherò mai, non rinuncerò mai ad esprimere il mio libero pensiero, a praticare la mia libera azione politica, a difendere i miei diritti naturali e individuali, malgrado i continui e ormai insopportabili attacchi alla mia persona.

Avete cominciato con le intimidazioni occulte, con gli attacchi personali, con le accuse anonime, con gli articoli anonimi e meno anonimi di delegittimazione? Bene, adesso non vi resta che procedere contro di me con la forza fisica o con quella della legge, semmai riuscirete a piegarla ai vostri vili obiettivi.

Fernanda Gigliotti consigliere comunale di minoranza nel Comune di Nocera Terinese

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Aveva ragione Paolo Orofino che ieri mattina davanti al classico aperitivo ci aveva anticipato il suo pensiero sull’esito delle elezioni di Nocera Terinese.

Il nuovo per il vecchio!

Ed infatti.

 

 

 

Sostanziale debacle dei due ex primi cittadini Fernanda Gigliotti e Rino Rocca

Vittoria inattesa di Massimo Pandolfo

Questi i voti:

La Lista civica Unità Popolare nocerese con candidato a sindaco il professore Massimo Pandolfo ottiene 1387 voti, pari al 43.61%

La Lista civica Il paese che vogliamo con candidato a sindaco Fernanda Gigliotti ottiene 956 voti, pari al 30.06%

La Lista civica Siamo Nocera con candidato a sindaco Rocca Gaspare detto Rino ottiene 837 voti, pari al 26,32%

Elettori: 4.932

Votanti: 3.251 (65,91%)

Schede non valide: 71 ( di cui bianche: 12 )

Schede contestate: 0

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Riceviamo e pubblichiamo:

Nocera Terinese (CZ). Quello che fu' il lungomare di Nocera Terinese approda su Striscia la Notizia.

L'inviato dei perché Luca Galtieri, con la giornalista Piera Dastoli, si è recato sulla costa nocerese per costatare realmente la situazione del lungomare ormai quasi completamente distrutto.

Terminato di costruire nel 2010, per poco tempo è rimasto fruibile, infatti, il maltempo negli anni lo ha devastato, ma soprattutto colpito dalle mareggiate che lo hanno reso ad oggi inagibile.

In ultima, il 21 marzo scorso, la forte mareggiata che aveva interessato tutta la costa tirrenica e allagato anche Nocera Terinese ha fatto aggravare notevolmente la situazione.

Diverse le domande che si è posto ed ha posto l'inviato del tg satirico di canale 5, ad iniziare dalla corretta localizzazione in cui è stata realizzata l'opera, a l'uso dei materiali fino alla messa in sicurezza di quel che è rimasto.

Infatti, come visto nel servizio, dalla sabbia fuoriescono speroni di ferro e cemento, pericolosi per gli avventori.

Massimo Mercuri

Ndr. E’ interessante il fatto che coloro che sono stati intervistati hanno segnalato, tutti, senza eccezione, che si è trattato di un progetto che sarebbe dovuto essere realizzato più lontano dalla battigia e che quindi il mare ha fatto soltanto il suo lavoro.

Quello che ci pare inaccettabile è che ci si sia completamente dimenticati di trattare le responsabilità politiche e soprattutto tecniche.

Ma si sa. In calabria la colpa è sempre del fato!

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