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 cbd-usi-mediciCBD ITALIA: COSA E’ LEGALE

 DISCUSSIONI ANCORA ATTIVE SULLA LEGALITA’ DELLA CBD, ITALIA

L'Italia, come molte nazioni europee, ha una posizione legale abbastanza rilassata nei confronti della cannabis e dei suoi prodotti. Consente l'acquisto e la vendita di olio di cbd Italia online purché contenga meno dello 0,6% di THC, relativamente elevato rispetto ad altre nazioni europee. L'Italia consente anche la vendita di varietà di Cannabis ad alto contenuto di CBD e basse di THC, chiamate "Cannabis Light".Entrambi i prodotti sono prontamente disponibili presso i rivenditori online.

Come nel caso dell'online, l'Italia consente l'acquisto di olio di CBD dai negozi purché il contenuto di THC sia inferiore allo 0,6% di THC. Mentre alcuni dibattiti legali sullo stato di "Cannabis Light", una varietà alta di CBD a basso contenuto di THC di Cannabis sono ancora in corso, è legale acquistare Cannabis Light.

Nel 2016 il governo italiano ha deciso di rendere la coltivazione della canapa completamente legale. In effetti, la quantità di terra utilizzata per la coltivazione della canapa è aumentata del cento per cento. Questo è stato visto come un enorme successo, poiché le piante di canapa hanno contribuito a ripristinare terreni agricoli contaminati o sterili.

CBD ITALIA, VENDITA CONSENTITA

Come indicato sopra, l'Italia consente di vendere prodotti di cannabis con concentrazioni di THC fino allo 0,6% di THC. Tali prodotti sono prontamente e facilmente disponibili, inclusa la Cannabis Light precedentemente menzionata. 

Cbd Italia, sebbene l'industria medica della cannabis sia fortemente regolamentata, i prodotti superiori allo 0,6% sono disponibili tramite un medico. Gli atteggiamenti nei confronti della cannabis medica sono diversi tra le parti del nord e del sud dell'Italia, con la cannabis medica più comune nel nord, ma ancora non disponibile come in altri paesi.

L'acquisto di prodotti a base di cannabis con livelli di THC dello 0,2% è legale, purché rimanga al di sotto del limite precedentemente indicato dello 0,6% di THC. Proprio come il Canada prima della legalizzazione del 2018, l'uso di cannabis è depenalizzato in Italia, il che significa che possedere prodotti a base di cannabis con lo 0,6% di THC o superiore è prevista una piccola multa in quanto non un reato.

CBD ITALIA, DAGLI ANNI ’40 AD OGGI

Negli anni '40, si diceva che l'Italia fosse il secondo produttore mondiale di canapa industriale, ma dopo la seconda guerra mondiale, il paese adottò un approccio diverso alla coltivazione della canapa, vietandone completamente l'attività. Ma una direttiva del governo pubblicata il 14 gennaio 2017, sulla produzione e commercializzazione di marijuana legale, ha dimostrato un considerevole cambiamento di prospettiva politica e ideologica.

Non è richiesta alcuna autorizzazione per la coltivazione della canapa con un contenuto massimo di THC dello 0,2% con un livello di tolleranza fino allo 0,6%. Significa che non è più necessaria la comunicazione alla stazione di polizia più vicina - Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza - tramite un modulo di denuncia. Sebbene non sia più obbligatorio, l'orientamento è comunicarlo comunque per evitare qualsiasi problema. L'unico obbligo per il coltivatore è di conservare la fattura e i documenti tecnici delle sementi per un periodo non inferiore a dodici mesi. L'importazione di canapa industriale in Italia per la commercializzazione non deve solo rispettare le norme nazionali ma anche quelle europee.

La presente legge – per la regolamentazione cbd Italia - si applica alla coltivazione della canapa delle varietà accettate iscritte nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, a norma dell'articolo 17 della direttiva 2002/53 / CE del Consiglio, del 13 giugno 2002.

Cbd Italia, una questione che risulta ancora controversa e causa di numerosi dibattiti. Dagli anni ’40 ad oggi la regolamentazione ha subito modifiche.

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farmaco nuovoLe micosi della pelle - e non solo - sono infezioni provocate da funghi patogeni. Nella maggior parte dei casi non sono particolarmente gravi e possono essere facilmente trattate tramite l'applicazione locale di prodotti appositi, i cosiddetti 'antimicotici'. Questo genere di prodotto farmaceutico rientra spesso nella categoria dei farmaci da banco, ovvero quelli acquistabili senza la prescrizione medica. Tra gli antimicotici più diffusi vi è il Lorenil: vediamo di seguito le caratteristiche fondamentali di questo prodotto.

Indicazioni, principio attivo e posologia

Il Lorenil è un antimicotico prodotto e commercializzato da Effik Italia S.p.a.; viene distribuito sotto forma di crema (un tubetto contiene 15 g di prodotto) e, per tanto, è destinato ad usi topici e localizzati (ossia va applicato direttamente sull'area da curare). In quanto SOP (farmaco senza obbligo di prescrizione) può essere acquistato sia presso le comuni farmacie fisiche sia presso le farmacie online, come ad esempio Doc Peter; le e-pharmacy rappresentano una novità piuttosto recente ma ben regolamentata: tramite il portale di riferimento - che deve presentare il bollino verde del Ministero della Salute - possono essere venduti solo farmaci da banco; in aggiunta, una farmacia digitale può essere attivata solo se collegata ad una 'fisica', in possesso di autorizzazione e partita IVA.

Per quanto concerne il principio attivo del Lorenil crema, si tratta del Fenticonazolo Nitrato (presente anche in altre creme antimicotiche). Grazie alla presenza di tale principio, il farmaco provoca la necrosi delle cellule fungine  agendo direttamente sulla membrana (per mezzo del blocco degli enzimi ossidanti) ed è in grado di porre rimedio ad una vasta gamma di patologie micotiche della pelle:

dermatomicosi da dermatofiti (ovvero micosi della pelle) come ad esempio la tigna o il cosiddetto 'piede d'atleta';

candidosi di vario tipo: intertrigine (dermatite cutanea che si sviluppa per lo più nelle persone in sovrappeso tra due parti del corpo), perleche (detta anche stomatite angolare), balanite (arrossamento della parte terminale del pene), onichia e paronichia (infezioni micotiche delle unghie);

Pitiriasi versicolor (ossia un'infezione che provoca l'alterazione della pigmentazione della pelle);

Otomicosi (infezione fungina dell'orecchio): da utilizzare solo se non vi sono lesioni del timpano.

Il Lorenil ha un'azione essiccante; va utilizzato una o due volte al giorno, in base alle indicazioni del proprio medico. È particolarmente indicato per il trattamento di micosi secchee va applicato esercitando una leggera frizione sulla zona da trattare. Quest'ultima - meglio se glabra - deve essere pulita ed asciutta prima dell'applicazione della crema. Il prodotto è disponibile anche in formato spray o lozione, più adatto al trattamento delle micosi del cuoio capelluto (e, più in generale, delle zone difficili da trattare); per il piede d'atleta esiste anche una variante in polvere, applicabile sia a scopo curativo sulle lesioni intertriginose sia in maniera preventiva (all'interno delle scarpe).

Precauzioni per l'uso ed eventuali controindicazioni

Pur essendo un farmaco acquistabile senza ricetta, il Lorenil va assunto seguendo le indicazioni fornite dal proprio medico (o del farmacista di fiducia, in alternativa), specie se si stanno già assumendo altri farmaci.

In generale, il prodotto non presenta particolari controindicazioni in quanto viene assorbito facilmente dall'organismo. Alcuni pazienti, però, potrebbero palesare una eccessiva sensibilità al principio attivo (o ad uno degli eccipienti, ossia propilen glicole, lanolina idrogenata, olio di mandorle dolci; estere poliglicolico di acidi grassi, alcool cetilico, gliceril monostearato, sodio edetato e acqua depurata). A seguito dell'applicazione sulla regione interessata, il farmaco può provocare una leggera sensazione di bruciore del tutto normale mentre in alcuni casi si registrano casi di lievi e momentanee reazioni eritematose.

L'utilizzo del Lorenil non è consigliato durante le fasi di gravidanza ed allattamento, fatta eccezione per alcuni casi particolari. Qualora si registrino reazioni eccessive, è bene interrompere l'utilizzo del farmaco e consultare il proprio medico.

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saluteLa pelle riveste il nostro corpo e lo protegge, ma non solo: ci permette di sopravvivere a contatto quotidiano con gli agenti chimici e fisici che ci circondano, mantiene la regolazione della temperatura, ci consente di percepire l’ambiente esterno. Eppure spesso ce ne preoccupiamo da un punto di vista estetico e poco più.

Salute della pelle: una questione di stile di vita

Quando le cattive abitudini prendono il sopravvento lo stile di vita può trasformarsi in un acerrimo nemico della salute della pelle. D’altra parte, proprio agendo sullo stile di vita è possibile combattere gli effetti del tempo e contrastare la comparsa di ben noti segni d’invecchiamento, come rughe e macchie cutanee.

Ma quali sono i fattori in gioco?

Gli ultravioletti

Nascosti tra i raggi solari possono danneggiare la pelle anche nelle giornate meno soleggiate o attraverso il parabrezza dell’auto. Per questo è sempre bene proteggerla con la crema solare contenente il fattore di protezione più adatto, alle prime esposizioni il maggiore e via via diminuendo gradatamente.

I cosmetici

Pulire la pelle ogni giorno è fondamentale, sia per eliminare i residui del make – up (spesso componenti chimiche), sia per neutralizzare lo smog e lo stress dell’andirivieni della vita quotidiana. Tuttavia non bisogna esagerare con l’utilizzo di questi prodotti utilizzati contemporaneamente: il rischio è di irritare la pelle e promuovere conseguentemente l’invecchiamento.

Il fumo

Anche la pelle è stressata dal mix di nicotina, monossido di carbonio e catrame che permea i pori ad ogni boccata di sigaretta. Smettere di fumare permette alla pelle di rigenerarsi e i risultati saranno visibili in poche settimane.

Il ruolo dell’alimentazione

Salute, benessere e bellezza sono legate indissolubilmente alle nostre scelte alimentari. Una tavola frettolosa e distratta, che non permette il giusto apporto di nutrienti e vitamine essenziali per la nostra epidermide, sarà un altro fattore di rischio.

I quattro alleati per una pelle soda

Gli antiossidanti, che conservano le cellule giovani: si trovano nei cavoli, broccoli, pomodori, mele, pere, fragole, melone, albicocche, uva. I bioflavonoidi, che rallentano la degenerazione dei tessuti: li trovi nella soia, nei fagioli, nei cavolini di Bruxelles e nelle olive. L’acqua e le tisane, che idratano i tessuti. Le fibre, che favoriscono il funzionamento dell’intestino e “ripuliscono” l’organismo, evitando l’accumulo di tossine. Le trovi nel pane integrale, nei legumi, nei cereali.

Frutta e ortaggi freschi e crudi combattono i radicali liberi

Fra i principali responsabili dell’invecchiamento delle cellule (e quindi della perdita di tono della pelle) ci sono i radicali liberi. Sono delle molecole (spesso di ossigeno) capaci dei modificare l’equilibrio elettrico e la struttura cellulare. In pratica, come agiscono? Poiché tendono a perdere elettroni, fanno di tutto per recuperarli dalle cellule vicine. Le cellule ossidate possono diventare allora facilmente aggredibili e irrimediabilmente danneggiate. La pelle si rinnova frequentemente: ogni mese quando si hanno 20-25 anni, il doppio del tempo quando se hanno 60. I radicali liberi fanno sì che il ricambio fisiologico sia rallentato e minano l’integrità del collagene, la proteina che mantiene il tono e l’elasticità della pelle.

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