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crollo centro storico

È successo oggi poco dopo le 12.30.

Un costone roccioso, monolite, è precipitato nel centro storico di Amantea, per fortuna, illesi i residenti.

 

Paura nel centro storico di Amantea dove si stacca uno dei costoni rocciosi che costellano l’antico borgo della città immediatamente sotto la passerella che porta alla chiesa di San Francesco e poi alla torre ed al rudere del castello.

 

Poteva succedere una strage di proporzioni immani, ma, la provvidenza divina ha voluto che il monolite staccatosi si sia frantumato a pochissimi metri dalle case abitate e non ha coinvolto auto di passaggio.

 

Ad onore del vero il luogo era già stato attenzionato dai tecnici del Comune, perché alcune lesioni della roccia erano emerse già da tempo, il costone era in proprietà privata ed il Comune aveva già informato i proprietari di sorvegliare e provvedere ad eventuali interventi.

 

Non sono state risparmiate dal crollo delle costruzioni di servizio, chiusa la strada che porta al quartiere Catocastro.

Chiusi in maniera immediata l’erogazione del gas dell’energia elettrica e dell’acqua potabile, il crollo infatti ha danneggiato le condutture con perdite evidenti di gas e acqua ed interruzione della energia elettrica.

 

Un forte boato ha squarciato il silenzio della città, una parte del massiccio che fiancheggia lo splendido centro storico cittadino si è staccato, rovinando su uno dei quartieri più belli del centro Storico, distruggendo alcune costruzioni oltre che la strada e fermando la sua corsa su alcune abitazioni.

 

Fortunatamente, al momento, non si registrano feriti ma solo danni a cose, anche se nei minuti immediatamente precedenti una donna del luogo era stata notata portare cibo, come sua consuetudine ai gatti randagi del quartiere, per fortuna la stessa al momento del crollo si era allontanata per tempo.

 

Sul posto carabinieri, polizia municipale e vigili del fuoco.

Gli abitanti del rione saranno fatti sgomberare e nelle prossime ore saranno valutati i danni e sarà valutata, soprattutto, la tenuta strutturale del costone e delle case colpite.

 

 

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gi2021Il fenomeno superficialmente paradossale per il quale, in Italia, la caduta del blocco comunista ha innescato un dibattito sulla storia repubblicana ancora più acceso di quanto non fosse stato fino ad allora è testimoniato da una miriade di autori negli ultimi 30 anni. Qualcuno di essi si è occupato, in termini generali, dei problemi della delegittimazione politica reciproca e del "nemico interno" nella storia italiana: i loro punti di vista e le loro valutazioni sono, però, notevolmente differenti da chi scrive.

A metà dell'ascesa globale del populismo di destra, il termine “fascista" è diventato un epiteto comune, anzi troppo usato. La parola F è conveniente per i critici della nuova ondata di populismo, che cercano di legare gli oppositori a movimenti storici ritenuti deplorevoli. Ma il termine è conveniente anche alla destra, e le consente di definire i loro critici esagerati e squilibrati. Così facendo i neo fascisti evitano discussioni serie sulla sostanza delle loro politiche e retoriche.

In momenti come quelli attuali, se ne approfittano personaggi come Vespa e il suo ultimo aborto: “Perché l’Italia amò Mussolini“. L’uomo venuto da Predappio marciando su Roma che lo definì “Er puzzone”, in un suo discorso a Napoli nell’ottobre del 22 diceva: “Abbiamo creato il nostro mito. Il mito è una fede, una passione. Non è necessario che sia una realtà. È una realtà nel senso che è stimolo, è speranza, è fede, è coraggio. Il nostro mito è la nazione, il nostro mito è la grandezza della nazione! E a questo mito, a questa grandezza, che vogliamo tradurre in una realtà totale, subordiniamo tutto il resto ”.

Settanta anni dopo gli italiani sono stati risucchiati dalla crisi politica e dalle nuove dinamiche politiche cui hanno dato origine, e che persistono ancora oggi e che hanno fortemente plasmato sia il dibattito pubblico che la riflessione storiografica sulla Repubblica italiana con l’entrata in campo di un cantante da barcone per diventare primo ministro di questo Paese appropriandosi di una sigla (Forza Italia) sottratta ai tifosi dell’Italia calcistica.

Prima degli eventi di qualche giorno fa, che hanno quasi portato ad un colpo di stato negli USA, gli storici e non solo loro dicevano che il   fascismo del futuro sarebbe stato diverso da quello del XX secolo. Che quel tipo di potere era impensabile anche se “condividerà caratteristiche con i suoi antenati, tra cui l’ultranazionalismo, Una democrazia illiberale, detta anche pseudo democrazia, democrazia parziale, democrazia a bassa intensità, democrazia vuota, democratura o regime ibrido, cioè un sistema di governo nel quale, oltre al fatto che si tengano delle elezioni, i cittadini sono completamente tagliati fuori dalla conoscenza di tutto ciò che concerne il potere e le libertà civili.” In aggiunta, un forte impulso a irreggimentare la società e la soppressione forzata dell'opposizione. Questo fascismo moderno, in altre parole, andrebbe contro ciò che la maggior parte degli occidentali ancora riconosce - anche se solo per esprimere un servizio formale - come valori fondamentali del proprio Paese.

Eppure la presa persistente di Trump sui suoi followers mostra, come una coalizione contro i valori tipicamente americani, possa essere costruita e utilizzata per mantenere il potere, anche se la coalizione rappresenta solo una minoranza del paese. In particolare, Trump faceva e fa appello a due gruppi sovrapposti - evangelici bianchi ed elettori bianchi motivati ​​principalmente dall’odio verso qualsiasi cambiamento razziale e culturale. Questi due gruppi hanno ciascuno le proprie ragioni per abbracciare l'illiberalismo e sostenere il potere di uno stato illiberale contro il resto della nazione.

E qui il “Mein Kampf” di Hitler viene a nozze nel nostro mondo di oggi: “La miscela di sangue e il conseguente calo del livello razziale sono l'unica causa dell'estinzione delle vecchie culture; poiché gli uomini non muoiono a causa delle guerre perdute, ma per la perdita di quella forza di resistenza che continua esclusivamente con sangue puro. Tutti coloro che non sono di buona razza in questo mondo sono pula”.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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francesco morelli101


Due concorsi, per il miglior presepe in Calabria ed in Italia, in entrambe le gare, il giovane artista Amanteano, fa il pieno al botteghino realizzando due primi premi.

 

Nel Primo concorso, in ordine cronologico, e su base regionale Francesco Morelli è risultato vincitore con la gara "il fascino del presepe", un concorso organizzato dalla Pro Loro Potame -Busento che ha inteso lanciare un progetto per mettere insieme ed intrecciare l'arte che si ritrova nella rappresentazione della sacra famiglia.

 

Nel secondo concorso è, quindi di nuovo, il Presepe di Francesco Morelli a piazzarsi al primo posto del concorso indetto dalla Città di Cunardo nel Varese, in collaborazione con Radio Ulisse Dj.

Due le categorie in gara su base nazionale: quella delle creazioni degli artigiani locali e quella dedicata "al restò del mondo".

 

Ebbene, i nove giurati di Cunardo non hanno avuto dubbi, il Presepe più bello per il "Resto del mondo" è quello di Francesco Morelli.

Un riconoscimento che riempie certamente d'orgoglio l’intera città che ha da sempre annoverato artisti di brillanti di qualità, anche in considerazione del fatto che sono rimasti davvero in pochi in città quelli che dedicano anima e corpo alla realizzazione di Presepi artigianali, soprattutto nelle aree di culto cittadino.

Una tradizione che se non stimolata, purtroppo, rischia di svanire.

 

In entrambe le gare la partecipazione comunque è stata molto elevata.

Tantissimi gli internanti, soprattutto giovani, che hanno inviato le foto dei presepi realizzati, condividendo un messaggio di pace universale.

 

Sentito dalla nostra redazione il maestro presepista Francesco Morelli ha tenuto a ringraziare chi lo ha da sempre sostenuto ed invogliato, la sua Famiglia, la passione nella realizzazione dei presepi è nata sin da giovanissima età, dove l’artista ha dimostrato una capacità non comune ed un occhio artistico attento alla particolarità ed ai dettagli.

 

La curiosità che vogliamo rappresentarvi e che il presepe risultato vincitore in entrambe le gare è una riproduzione, ovviamente non in scala, di uno scorcio della nostra città, dove l’artista Morelli ha tratto la sua ispirazione, si tratta del famoso Borgo della Chianura.

 

Uno scorcio dei più antichi e caratteristici della nostra città quello che, nello specifico, si può ammirare da dietro della chiesa matrice dedicata a San Biagio, e che si inerpica poi verso la zona più alta della città antica, collimando con il rudere del castello Svevo, Normanno ed Angioino della Città.

 

Si tratta di un insieme di vicoli che si aprono agli occhi dei visitatori come uno scrigno di gemme preziose, che nel presepe realizzato dall’artista Morelli, si mostrano in uno sviluppo verticale quanto mai avvincente.

 

I complimenti per l'artista Morelli sono per noi superflui, ricordiamo che, come disse Pablo Picasso, ’artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno, l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni, auguri Francesco.

 

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