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La situazione amanteana( calabrese, italiana, europea, mondiale) è drammatica. Disoccupazione, disagi familiari e sociali, droga, perdita di fiducia nelle istituzioni, perdita di speranza nel futuro, indecenza, immoralità e chi più ne ha, più ne metta. Ed altrove non va meglio, infanticidi, femminicidi, prostituzione, suicidi.

Ed allora per distrarre la gente, ed evitare che si uccida od uccida, niente meglio che il “dore, dore, ciak, gulp”. Quattro canzoni per dimenticare, quattro ballerine seminude per distrarsi, quattro barzellette, per cavare una specie di sorriso, le vicende del Bunga Bunga, come se fossero droghe . insomma come diceva il vecchissimo slogan “ tutto fa brodo”

“Dore, dore, ciak, gulp”. Una droga terribile che serve per distrarsi .

Per dimenticare che ad Amantea i negozi chiudono , l’economia va a rotoli, gli alberghi restano semivuoti( e negano i dati), che le tasse si verticalizzano, che gli abusi e le illegalità visibili e soprattutto invisibili crescono a dismisura.

E mentre c’è chi pietisce il suo quotidiano pezzo di “pitta” , chi sogna di passare avanti nella fila dei peones in attesa davanti alla casa od all’ufficio del politico di turno, chi è convinto che prima o poi verrà il suo turno, chi aspetta il cenno, chi il suo riscatto, chi la sua vendetta, c’è anche qualcuno che scrive senza firmare, di sè e di altri, e chi intona il ritornello “Dore, dore, ciak, gulp”

Intanto le iene stanno preoccupandosi degli ultimi brandelli di carne amanteana pregustando ben altre prelibate prede come il mega porto da 80 milioni di euro di cui gran parte costituito da case da vendere ai ricchi italiani ed europei ( è il solo mercato che regge), all’interno di un piano regolatore generale che permetterà di violentare ancora più questo territorio dove non sono stati mai rispettati i parametri di urbanizzazione, primaria e secondaria, senza che nessuno li pretendesse e la magistratura li imponesse

E nel mentre, c’è chi guarda i resti del fuoco che ha bruciato la decenza, la morale, l’etica, di una intera città e di alcune generazioni, c’è chi tenta di ricordare la grande storia di Amantea e raccoglie firme per salvarne un nobile pezzo che per fortuna non è stato ancora inciso dall’uomo ma solo dal tempo: il castello. Così non si ha tempo di capire se ci sia stato mai un nerone in questa città.

Ed a cantare per primi il ritornello “Dore, dore, ciak, gulp” , quello che inibisce la mente dal ricordare, il cervello dal pensare, il cuore dall’ amare, ci sono soprattutto quelli che questa Amantea se la sono mangiata, che vi hanno banchettato ed oggi pretendono di essere ricordati come eroi, come santi, od almeno come prossimi alla beatificazione. E’ questo l’effetto del palco o del cavallo.

Ed insieme a loro, se non sono loro, quelli che intendono mangiarsi quanto resta da mangiare, vendersi quanto resta da vendere, rubare quanto resta da rubare, convinti di essere intoccabili.

E forse lo sono fintanto che il palazzo resta nelle loro mani, fintanto che gli accattoni ed i questuanti sono la loro claque e fanno ala al loro passaggio, anche se questa gente senza morale è sempre pronta a denigrare, a bollare, a svergognare, quelli che oggi osannano e riveriscono in un servile gioco tra inno al potere e tendenza alla prostituzione economica, sociale e morale.

Nessuna paura dietro gli accattoni malvestiti ci sono ancora teatranti e sbandieratori al soldo del potere, quelli che aspettano un palco od una poltrona; nobili questuanti, nobile claque, fan del potere, gente che all’occorrenza può diventare ancora più falsa, ipocrita, amorale.

“ Dore, dore, ciak, gulp” , allora, oggi e domani. E purtroppo lo canteranno tutti, anche coloro che in fondo hanno ogni tanto conati di vomito a ricordare che a furia di mangiare avanzi dei banchetti, restando sul tavolo pezzi di osso, brandelli di carne, cenci di pelle, roba indigeribile, lo stomaco reagirà.

E che sa chiaro , con il “Dore, dore, ciak, gulp” non ci saranno rivoluzioni. Perché ci sia una vera rivoluzione è necessario ci sia un popolo, di uomini e non mi pare di vederne tanti. Gulp! Giuseppe Marchese

Ladre in azione. Occorre fare attenzione. Questo mondo va sempre peggio. Sembra una frase alla Catalano( buonanima) ma invece è una profonda verità. Almeno stando agli ultimi fatti. Sentite questa. Domenica scorsa nel pomeriggio una anziana signora resta sola in casa. Si avvicinano alla abitazione isolata tre donne che fanno finta di cercare qualcuno di cui sarebbero amiche. Imbonitrici che distraggono la anziana signora . Due di loro restano fuori mentre una terza entra in casa e ruba quanto riesce a trovare. Soldi e gioielli. Un bel malloppo.

Scaltre, furbe, non mostrano affatto la loro intenzione, al punto che anche quando rientrano i figli dopo che le donne hanno abbandonato il campo, nessuno sospetta quanto avvenuto.

Ci vuole la sera quando la figlia della anziana signora sale nelle stanze da letto . Solo allora scopre quanto accaduto . Manca tantissimo. Perfino il salvadanaio del nipote della anziana , la fede della figlia, alcune parure. Insomma un brutto colpo per la famiglia del signor G.C. già dipendente del comune di Amantea.

Ovviamente è seguita la denuncia alla locale stazione dei carabinieri che sta conducendo le indagini La notizia è comunque giunta a nostra conoscenza e riteniamo di doverla diffondere per avvertire la comunità dei nostri lettori di non fidarsi in alcun modo di un eventuale gruppo di donne( italiane non straniere) che con una scusa qualsiasi si avvicina alle case ma che nasconde intenzioni di rubare.

Né sorprenderebbe che queste donne avessero qualche complice visto che normalmente la anziana signora non resta mai sola . O quantomeno potrebbe essere avvenuto che le ladre abbiano tenuto sotto controllo la famiglia e visto che la anziana era rimasta sola.

Un tempo quando il committente non pagava la prestazione della banda, questa si metteva sotto casa o sotto il municipio ed intonava una musichetta “ pataban, pataban, pataban” che tutti sapevano avesse queste parole “ vuoglju i sò” ( sordi), “ vuoglju i sò ”, “vuoglju i sò ”. E molto spesso li ricevevano perché il committente non voleva essere conosciuto come “ malu pagaturu”.

Oggi si può invocare “Bella senz’anima” di Riccardo Cocciante nel verso che dice “ e adesso “pagami” come puoi fare tu, ma non illuderti, io non ci casco più”, nel senso che non ti do più credito!

Oggi, perché il Ministero dell’economia sta riempiendo i comuni di soldi a fronte di un pagherò che non si sa se sarà mai pagato.

Tanti comuni e perfino province. Per esempio:

La Provincia di Cosenza che ottiene 7,3 milioni di euro a fronte degli 11,7 richiesti.

La Provincia di Catanzaro, invece, arrivano 2,2 milioni di euro a fronte dei 3,6 richiesti.

La provincia di Crotone che riceve 5,8 milioni, a fronte di una richiesta di 9,8.

La Provincia di Vibo Valentia,che si vede arrivare 4,1 milioni di euro a fronte di una richiesta di quasi 6,6 milioni.

Ovviamente questo significa che le Province non saranno più soppresse!!!!

E poi Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cosenza , mentre Catanzaro, e Crotone non hanno avanzato richieste al Ministero.

Ma andiamo a noi!!!

Amantea riceve 4.375.068 su 7 milioni richiesti. Finiranno di pagarli i nostri figli, nipoti e pronipoti il 31 maggio 2042 che sicuramente ci diranno :”GRAZIE!!” Posto che ci sia ancora Amantea!!

Aiello Calabro riceve 472.507,40 euro su 756.000,00 richiesti

Belmonte Calabro riceverà 418.674,06 euro su 669.868,00 richiesti

Longobardi riceverà 1.358.044,54 euro su 2.172.837,26 richiesti

Fiumefreddo Bruzio riceverà 2.008.156,42 euro su 3.213.000,00 richiesti

Lago riceverà 985.823,80 euro su 1.577.293,41 richiesti

Serra d’Aiello riceverà 470.888,62 euro su 753.410,00 richiesti

San Lucido riceverà 1.625.526,44 euro su 2.600.801,62 richiesti

 

Pubblicato in Calabria

Gaetano Cortese e la sua Idea che aiuterebbe Amantea e la Calabria

Di Gaetano Cortese abbiamo avuto modo di scrivere quando abbiamo presentato la sua ormai “datata” idea di celebrare i “Grandi Eroi Quotidiani” utilizzando il nostro scoglio di "ISCA" elevato a "Monumento Mondiale al donatore"! Una idea luminosa e semplice ( esattamente come la sua persona) che lui, Gaetano, continua a ricordare a tutti dalla “sua” Cusano Milanino e dalla “sua” amara Amantea, nella quale viene ospite ogni estate a “vivere il suo sogno” perseguendo fortemente il suo obiettivo e lavorando come fa da anni per la annuale celebrazione della Giornata degli Eroi quotidiani sul Lungomare di Belmonte calabro davanti allo Scoglio di Isca (Ogni anno il 20 luglio).

Ed è amara la sua riflessione appena inviataci e che vi proponiamo:

“Carissimo Giuseppe

     Leggo volentieri le pagine di Tirreno news e l'articolo fatto sul "traguardo volante" organizzato ad Amantea per il Giro d'Italia e la promozione pubblicitaria di Amantea che dimostra la mancanza di inventiva che regna tra i pubblici amministratori di Amantea e dintorni.

La proposta inedita e a "costo zero" per la comunità di onorare gli eroi quotidiani, qualora i Comune di Amantea, Belmonte e della R. Calabria avessero mantenuto gli impegni presi "certificati dagli atti amministrativi", il ritorno di immagine del territorio e del Paese, avrebbero potuto essere raggiunti!

     Nei primi anni 2000 con la collaborazione straordinaria della Guardia Costiera e della M. M. e il supporto dell' ANMI e dei Sacerdoti, che hanno onorato e celebrato la S. Messa il 20 luglio, sono intervenuti i Militari, Forze dell'ordine, Prefetti, cronisti, politici e tanta gente comune sensibile sia ai valori della vita che per la storica e autorevolmente apprezzata iniziativa, in onore degli eroi e delle bellezze naturali Italiane.

     Ora quasi tutti sono afflitti dal "vuoto di memoria" e del facile e malefico silenzio nei riguardi della bella e significativa iniziativa in argomento.

       Purtroppo, sia la politica e il Parlamento che i governati italiani, "per tre" legislature non sono stati degni di sancire la "giornata commemorativa in onore degli eroi quotidiani", come auspicato (parlano le carte) anche dalle Alte Cariche dello Stato, Militari ed Ecclesiastiche e fatalmente il risultato si è rivelato in una bruttissima e fallimentare pagina della storia Italiana e per il sottoscritto è stato un dannoso e brutto incubo morale e di attesa , durato otto anni"...

     Come nella storia Italiana, per non far disperdere l'iniziativa in argomento nel facile dimenticatoio istituzionale è auspicabile che, l'appello fatto al nuovo Pontefice e al Parlamento UE possa essere utile finalmente per onorare la decennale iniziativa in onore dei veri benefattori dell'umanità.

     Per conoscenza allego le risposte avute dai funzionari di Amantea e quelle di Cusano, la lettura del messaggio evidenzia la differente "signorilità" che esiste tra i due destinatari in merito all'identico messaggio di invito ad intervenire alla cerimonia del 20 luglio?

"In ogni caso, considero sempre il bene fatto e non il male ricevuto".

Al momento allego la risposta dei funzionari Amanteani, subito dopo quella dei Cusanesi.

Come sempre ti ringrazio di cuore per la sensibilità dimostrata verso gli eroi di oggi, oggetto dei miei piu' cari sentimenti. Gaetano”

Ci permetterà l’amico Gaetano di porgere ai nostri lettori solo la lettera del Presidente del Consiglio Comunale di Cusano Milanino che sposiamo in pieno non solo e soltanto per la signorilità di chi ha scritto quanto per aver colto( a nostro avviso) l’essenza dell’animo di Gaetano e la za della sua proposta. Anche noi gli auguriamo di raggiungere il suo “alto” obiettivo e ci permettiamo di ricordagli che “più si vola alto, più gli animi –nani- scompaiono alla vista. Non se ne addolori”. Piuttosto e sempre si ricordi che tanti amano il suo scoglio-simbolo che resiste da migliaia di anni ad ogni tempesta con la bandiera su di esso alzata che sfida ogni vento. E così la sua idea.

“Gentile Sig. Cortese, la ringrazio per l'invito.

Come ho avuto modo di dirle più volte personalmente, la stimo per quello che sta portando avanti e per la passione con cui si mette a disposizione per raggiungere il suo "alto" obiettivo e le auguro che un giorno si riesca finalmente ad avere questa giornata degli eroi quotidiani!

Per motivi lavorativi e familiari non posso presenziare alla cerimonia, ma con il cuore sarò presente e le auguro ogni bene per quello in cui crede e per la sua persona.

Cordiali saluti. Elena Maggi Presidente Consiglio Comunale Cusano Milanino”

Foto Antonio Poli.

Pubblicato in Cronaca

La storia è la medesima, ad Amantea come a Bologna, come in tutta Italia

Arrivano a migliaia ( anche oggi).

L’Italia li ha ospitato per un anno e mezzo.

Poi a febbraio scorso ha detto basta ed allo scadere del Piano di accoglienza, le Prefetture hanno dato ad ognuno di loro 500 euro per abbandonare l’Italia.

Molti si sono sparsi per l’Italia e l’Europa.

Molti non vogliono ritornare nella loro patria e nessuno li inoltra

Ed a Bologna non sapendo dove andare, però, erano tornati a vivere nella struttura dell’ex caserma di Prati di Caprara che versa in condizioni fatiscenti.

“No place to go”. Nessun posto dove andare. E’ questa la frase che, come un mantra, una ventina di migranti africani continuavano a ripetere dopo lo sgombero da parte delle forze dell’ordine( Polizia e carabinieri).

Sono quasi tutti originari della Nigeria, ma in fuga dalla Libia.

A Bologna, la Croce rossa, che gestisce l’ex caserma, il 4 marzo aveva staccato la corrente elettrica e fatto in modo di rendere inagibile la struttura per obbligare i migranti ad abbandonarla.

Ad Amantea invece la Onluss continua ad assistere la ormai poco più che decina di immigrati ancora in attesa di permesso di soggiorno.

Pubblicato in Italia

Ormai negli enti pubblici il lavoro si ha soltanto con le cooperative sociali e si dice con “il santo protettore politico”. Gli uffici di collocamento, infatti, non collocano più nessuno ( qualcuno dice che non si capisce a cosa servano). Ed allora il “possesso” di una o più cooperative è la prima condizione per trovare lavoro e spesso anche voti. Ovviamente parliamo delle cooperative di tipo B, cioè quelle cooperative sociali che hanno almeno il 30 per cento dei lavoratori (soci o non) costituito da persone svantaggiate, come prescritto dall’art. 4 della stessa legge 381/1991. Il problema è che, atteso che non si trova lavoro diversamente, il 70 % dei tantissimi disoccupati hanno capito che anche per loro occorre la qualità di socio in una cooperativa di tipo B per poter lavorare. E così si “sfruttano” i lavoratori svantaggiati per trovare lavoro anche ai non svantaggiati. Ma intuito il trucco il numero delle cooperative è cresciuto a dismisura rendendo problematica la “spartizione” della torta degli affidamenti. Parliamo sempre di quelli rientranti nelle soglie dettate dal Regolamento (UE) n. 1251/2011 della Commissione del 30 novembre 2011. Ed allora, se finora appariva possibile offrire attenzione a tutte le cooperative sociali esistenti ed operanti in una città, ora non lo è più. E quello che finora è stato possibile( divisione più o meno equilibrata tra i vari richiedenti) oggi non lo è più per eccesso di richiedenti.

Una apparente soluzione sembrava il tecnicismo. Per esempio quello del bando per avere conoscenza delle cooperative sociali che fanno richiesta di operare in un dato comune.

E‘ il caso di Amantea.

Dal bando si è così scoperto che le cooperative che vogliono lavorare ad Amantea sono anche non amanteane. Ci sono per esempio:

-la Soc Coop multi servizi AVAF di Cetraro

-la Coop SOCIAL Total Service di Benevento

-l’Arcobaleno Social Coop di Santa Maria del Cedro

-la Lo Fra M Global Service di Paola

-la Il Tulipano scs di Fuscaldo

-la Lago che lavora di Lago

Un bel problema, questo. Chi pensava di poter aiutare gli amanteani ora si trova ad avere una metà delle cooperative sociali non di Amantea!

Di Amantea sono presenti, infatti:

-La Coop Quadrifoglio

-La Coop Donne al lavoro

-la Coop Gente di mare

-la Coop One Aker

-Coop Multiservice il Mezzogiorno che lavora

E sempre di Amantea, ma come consorzio di cooperative,

-la APA Multiservizi

Troppe richieste. E da tutto ciò le paure, i mugugni, i sussurri e, si dice, altro!.

Sembra impossibile,infatti, escludere le Cooperative non di Amantea: sarebbe discriminante. Ma nemmeno facile assegnare loro servizi facendo concorrenza ai disoccupati di Amantea.

Pur tuttavia occorre , se legittimo e possibile, trovare un sistema di assegnazione diverso da quello degli anni precedenti e quindi, si suppone, non incaricare le cooperative non amanteane e le nuove cooperative amanteane.

La soluzione sarebbe, a quanto si dice, incaricare , solo cooperative che hanno volumi di affari di almeno 25 mila euro, così creando una graduatoria che appare contraria ai principi della legge stessa.

Come è possibile che un lavoratore svantaggiato si trovi escluso per non trovarsi dentro una cooperativa senza questo requisito?

Che cosa dovrebbe fare? Chieder di entrare in cooperativa con alti volumi di affari facendo concorrenza agli altri lavoratori svantaggiati? Sarebbe legittima una siffatta condizione? O piuttosto la nuova cooperativa dovrebbe consorziarsi con cooperative già operanti?

Insomma un bel bailamme al quale sembra si intenda dare chiarezza con il possibile ricorso alle autorità giudicanti ove venissero a determinarsi scelte o comportamenti lesivi del diritto di accesso al lavoro. Le voci raccolte sussurrano di pareri tecnici e legali che evidenzierebbero incongruenze nel bando dalle quali potrebbero derivarne anche l’annullamento della intera procedura. Insomma non è difficile che il fortissimo bisogno di lavoro che discende dallo stesso numero di cooperative partecipanti possa orientare verso vere e proprie segnalazioni se non denunce.

Ovviamente tutto in attesa della crescita economica di Amantea.

Amantea. La vicenda di Roma ha evidentemente creato un forte senso di allarme tra la gente. Ed è a questo senso di allarme che è probabilmente dovuta la paura che in molti ad Amantea hanno provato vedendo un giovane girare per la vie della città vestito di nero e con una maglia, sempre nera, avvolta intorno alla faccia di cui si vedevano solo gli occhi.

E probabilmente alcuni di loro hanno avvertito i Carabinieri che sono prontamente ed efficacemente intervenuti.

Il misterioso giovane si trovava in via Dogana, lato sud quando ha sentito la sirena di Carabinieri di Amantea . Un immediato dietro fronte la rapida fuga nella vicina traversa stradale. Ma non è bastato perché la pattuglia ha subito bloccato il giovane trasferendolo nella locale caserma.

Nessun problema. Solo un falso allarme. Si trattava di un ragazzo forse ancora più impaurito della gente che lo vedeva.

Sembra che il ragazzo che abita a Paola fosse uscito di casa senza avvertire la madre che era pure fortemente preoccupata ed avesse raggiunto Amantea dove vive il padre ma si fosse celato il viso per non farsi riconoscere.

Insomma un equivoco chiarito dal padre ch poco dopo raggiungeva la caserma di CC chiarendo il tutto-

Meglio così!

Siamo a fine aprile 2013, sono le 7,30. Fuori il sole riempie l’aria di colore mentre il profumo di zagara si spande per ogni dove.

No! Mi rifiuto di accendere la televisione che presenta ogni giorni i drammi di una società che non sa vivere più serenamente cogliendo della vita il buono ed il cattivo, il dolce ed il salato.

Mi lavo, mi pettino alla meglio, inforco la bicicletta e comincio a girare per il paese.

Sul lungomare qualche pescatore è appena sbarcato. Il pescato della notte è in alcune cassette e le seppie in alcuni bidoni che raccolgono il nero. Intorno gli Amanteani veraci che vogliono solo il pesce locale.

Il lido Azzurro è aperto e si sente il profumo dei primi caffè

I ristorantini sono in fermento. Si preparano i tavoli ed in cucina nascono i primi odori

I negozi delle principali vie commerciali cominciano piano , piano da aprire e le commesse lavano le grandi vetrine.

Poca, pochissima la gente nei negozi salvo le macellerie dove si comprano le salcicce appena preparate da fare con le patate o lo spezzatino od il ragù da fare con i pelati preparati l’estate scorsa. Poi un salto al mercato dei contadini ricco di verdura , a cominciare dalle cipolle dolci, dall’erba di campo, e da prodotti a km zero , quello che da 45 anni il mercato offre ai suoi utenti. Di tutto. Perfino la camomilla da campo, senza alcun trattamento, i pani di farina di castagne, i mandarini succosi di marzo con le foglie verdissime. E poi fave e piselli teneri e dolcissimi, colti appena ieri pomeriggio .( nella foto un italo americano che compra verdura)

Poi un salto nel mercato su area pubblica, uno dei più antichi della Calabria, dove si compra al sole, od al vento ( non certo oggi!) senza le formalità dei negozi a posto fisso, in un rapporto aperto e arabeggiante, tra il sorriso del commerciante e la perplessità della compratrice.

E se alzi gli occhi in alto il centro storico con le sue viuzze strette ed i suoi incomprensibili e scivolosi ciottoli, la trecentesca chiesa di san Francesco in buona parte portata alla luce, la torre normanno-angioina che cade a pezzi senza che alcuno si preoccupi, i ruderi del castello che ospitava spesso la regina Giovanna D’Angiò e che incombe sulla parte vecchia del paese dove, prima o poi, cadranno quel che resta delle sue antiche vestigia. Un mondo di silenzi e di ombre che da centinaia , quasi migliaia di anni, si sveglia ogni giorno, pronto ad essere visitato da chi vuole fare un tuffo nella natura, nella storia, nell’arte e nello splendido paesaggio che si gode dalla rocca del castello. E scendere poi a fare acquisti a cavallo di un buon pranzo ristoratore.

Una Amantea che val bene di essere goduta anche dai non amanteani, che forse la apprezzano di più.

Pubblicato in Cronaca

E’ stato davvero piacevole rivedere, in questi ultimi giorni di Aprile, Amantea piena di Cosentini, Lametini, Paolani ( e di Amici di Amantea provenienti da tanti altri piccoli e medi comuni calabresi) a percorrere nelle principali vie commerciali cittadine.

Famiglie intere, giovani ed meno giovani di ogni età, a passeggiare nell’isola pedonale di via Margherita o sui larghi marciapiedi di Via Vittorio Emanuele, anche con i passeggini pieni della vita futura, degli utenti di Amantea di domani e dopodomani.

Né sono mancati gli ospiti di Amantea sul lungomare ricco di giochini per bambini od a godere semplicemente il tramonto colorato di rossi e di blu.

Ed ancora più piacevole, almeno per i commercianti, che hanno visto finalmente i propri negozi pieni di quella utenza che in verità è mancata nella stagione invernale, vedere le proprie merci apprezzate ed acquistate grazie ad un antico ed innegabile ottimo rapporto di qualità prezzo e vedere le loro buste portate in trionfo dalle donne e dagli uomini.

E non c’è stato bisogno di fare niente se non di attendere che scattasse quella voglia di uscire di casa che porta la stagione migliore, se non di lasciare che la gente ricordasse che da oltre mezzo secolo, e prima ancora che giungessero i prodotti cinesi, indiani e del bangladesh, a mortificare l’artigianato italiano, Amantea era, ed è, la città del commercio, dei commercianti altamente qualificati e professionali , delle merci di ottima qualità-prezzo.

Ma anche arte, cultura, turismo, alberghi, esercizi pubblici dalla straordinaria gastronomia, mare, sole, natura.

Una miscela che se sorretta da una continua ed intensa azione di accompagnamento e promozione può essere la chiave per continuare a ricevere la attenzione di mezza Calabria.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente ed appassionante contributo di Ersilia Magurno sullo spettacolo che si terrà in Amantea, al Campus Temesa, il 24 aprile 2013, dove “:il rombo della Ferrari del Rock Clara Moroni si amalgama con la scoppiettante musicalità a scarichi scoperti delle “Custodie cautelari”…chi ha il coraggio di mancare?!”

“Esattamente la data da tenere impressa nelle nostre menti è il 24 aprile…ore 22,00…momento dell’inizio del concerto inerente al “Sono quel che sono tour 2013: Clara Moroni e Custodie Cautelari”, spettacolo organizzato dall’”Associazione Stefano Medaglia 78” senza alcun scopo di lucro, con ingresso ad offerta libera.

Ci apprestiamo ad ascoltare un’artista che non solo collabora con Vasco Rossi, militando sul suo palco dal 1996, ma soprattutto possiede una propria personalità eclettica che la porta ad esibirsi in performance che ci presentano un talento a 360 gradi…si potrebbe dire che Clara Moroni è nata cantando, le sue prove canore risultano in registrazioni che risalgono a quando aveva 3 anni! Con i “The Arms”, suo primo gruppo, è infatti prima batterista e poi cantante. Nel 1995 fonda la DMI, sua etichetta musicale, che produce successi per il Giappone ed il Nord Europa, dimostrando di essere un’ottima imprenditrice oltre che musicista.

Clara Moroni è al suo terzo album da solista, intitolato appunto “Sono quello che sono” nel quale dà ampia prova di una musicalità che attinge dalle esperienze personali, quali racconti di vita per i testi, aggiungendo un’ epica sfida con la sua reinterpretazione del brano “Vola”, di Ivano Fossati, già cantato da due mostri sacri del panorama musicale italiano quali Patty Pravo e Mia Martini nella quale esterna tutto il suo carisma.

Non possiamo dimenticarci che nel 2013, inoltre, si festeggia un compleanno importante: le “Custodie Cautelari”, compiono 20 anni, un ventennio di onorata attività in cui sono riusciti, nella fattispecie la voce solista e chitarra Ettore Diliberto, che nasce con la band e prosegue con questo spettacolare percorso costituito da live di prima qualità con l’instancabile professionalità e talento che lo contraddistingue.

La band ha inoltre una nuova formazione, dalla primavera 2012, che mantiene alti gli standard ventennali .

Elenchiamo i componenti che danno quella marcia in più ad una band collaudata:

la chitarra di Antonio Cordaro , uno dei più accreditati insegnanti di questo strumento di Milano, uomo che riequilibra i vari modi e stili del suono dello strumento a sei corde che imbraccia;

il basso di Anna Portalupi che ritma l’andamento dei live con uno stile acquisito dalla sua militanza rock sui palcoscenici internazionali, in particolare , con alcuni membri della storica band Toto;

la batteria di Alessandro Mori che ha già accompagnato Anna Portalupi con Steve Lukather , chitarrista statunitense leader dei Toto, da non dimenticare la sua collaborazione con il bassista e cantante dei Deep Purple Glenn Hughes;

ultime in ordine di apparizione, ma non di importanza, sono le tastiere, chitarre ritmiche, il sax ed anche i cori, di Salvatore Bazzarelli, peraltro nato e cresciuto ad Amantea, che ha il dono di personalizzare e rendere suo ogni brano, grazie anche alla molteplici sfaccettature musicali che lo contraddistinguono.

Ovviamente la band è capitanata dal già citato fondatore Ettore Diliberto, capostipite del progetto.

Attendendo l’uscita dell’album delle Custodie Cautelari intitolato “Noi e L’Oro” , speriamo di ascoltare il 24 aprile il brano “Il Battito” di Ivano Fossati, contenuto nel cd.

ERSILIA MAGURNO”

 

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