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coronavirus cinaSì, il coronavirus fa tanta paura ed io sono molto preoccupato. Chiuse le scuole,chiusi tutti i locali pubblici, cinema, teatri, stadi. Chiusa la Scala di Milano. Annullate tutte le manifestazioni carnevalesche, tra cui il Carnevale di Venezia.Sospese le partite di calcio dilettantistiche e professionistiche. Vietato l’ingresso ai cittadini della Lombardia e del Veneto ad Ischia per paura del contagio. Cittadini di una decina di paesi del Lodigiano impediti di abbandonare le loro abitazioni. Supermercati assaltati e scaffali svuotati, chiese chiuse, Santa Comunione solamente con le mani. Niente scambio della pace per paura di contaminazione. Matrimoni e funerali alla presenza di soli parenti più stretti. Abolite fiere e mercati. Anche Cosenza abolisce la millenaria fiera di San Giuseppe. Erano stati già assegnati tutti i posti lungo Viale Mancini. Farmacie prese d’assalto per accaparrarsi mascherine e disinfettanti. In via precauzionale la gente indossa guanti e mascherine. L’Austria blocca al Brennero i treni dall’Italia. Scattano blocchi stradali. Cittadini invitati a restare chiusi in casa. Molti calabresi lasciano il lavoro al Nord e tornano in Calabria. Mentre scrivo i morti accertati sono 6 e circa 200 persone contagiate e in isolamento. Questi sono i fatti ed ecco perché la gente ha tanta paura. Il virus, questo maledetto virus proveniente dalla Cina, ha invaso anche il nostro paese. Dopo la Cina e la Corea l’Italia è la più colpita. Come mai? Non doveva essere così, evidentemente qualcosa non è andata per il suo verso giusto. Per comprendere la straordinarietà e la gravità del momento basta leggere il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Art. 1: Allo scopo di evitare il diffondersi di epidemie…….le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionale all’evolversi della situazione epidemiologica. Ma perché queste misure non sono state adottate prima che il virus cominciasse ad arrivare anche da noi? E le critiche al Governo puntualmente sono arrivate. Francesco Boccia, Ministro per gli affari regionali, critica Salvini e lo accusa di fare “l’untore”. Accusa pesantissima. Dovrebbe vergognarsi. E l’altro Ministro Paola De Micheli ha dato dello sciacallo sempre a Salvini reo di aver denunciato ritardi e omissioni. Quelli del Pd ora che sono al Governo non si toccano. Chi tocca i fili muore. Chi li tocca va alla fossa. Sei accusato di essere un fascista, un nazista, un razzista. Ma non sono stati loro che hanno accusato di razzismo chi consigliava misure di precauzione più stringenti? Non obbligare alla quarantena chiunque provenisse dalla Cina è stato un errore che oggi stiamo pagando a caro prezzo. Io ho accolto il consiglio di restare in casa per evitare il contatto con altre persone. E cosa faccio tutto il giorno? Leggo, scrivo, guardo la televisione. Mentre scrivo una forte scossa di terremoto, movimento sussultorio di 3 gradi della scala Ritter, mi ha fatto sobbalzare dalla sedia. Vado a letto tardi perché il sonno non arriva e più tardi è anche il risveglio. Le mie vecchie abitudini sono cambiate. E allora ho incominciato a rileggere “I Promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Mi sono soffermato a lungo sui capitoli che parlano della peste, degli untori e dei monatti. Sono passati 400 anni dalla peste che colpì Milano e le parole del Manzoni sono di attualità. “La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto: ed è noto parimenti che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia -. E quello che sta facendo oggi il Coronavirus. La peste classificata in un primo momento come febbre pestilenziale, aiutata dalle scarse condizioni igieniche e dalla carestia, causò migliaia di morti. E quello che farà anche oggi il coronavirus anche se le condizioni igienico sanitaria in Italia e nel mondo sono migliorate. Le città venivano isolate, come si sta facendo anche oggi, e nessuno veniva fatto entrare, ma ormai la peste aveva contagiato moltissime persone. Se uno veniva contagiato rimaneva stecchito. La chiesa corse ai ripari, fece lunghe processioni. Ora chiude le chiese ed invita i fedeli a restare in casa e recitare il santo rosario. Vennero istituiti i lazzaretti dove si tentava di curare i malati terminali, ora abbiamo gli ospedali molto attrezzati con personale medico all’avanguardia. E poi c’era la diceria degli untori, persone che con olio infetto ungevano i portoni delle case, gli usci e le mura. Gli untori di oggi non usano olio infetto, secondo il Pd Boccia usano parole che fanno più male e più danni degli unguenti. Finisco di leggere i capitoli del Manzoni. Chiudo gli occhi. Quanti anni son passati dalla peste di Milano? Tanti. Ma leggendo i giornali di oggi e ascoltando le notizie allarmanti dei giornali radio e dei telegiornali, il coronavirus, gli avvenimenti, le dicerie, i provvedimenti, l’istituzione di presidi ospedalieri, le cure ai malati, i contagi, le città isolate sono uguali a quelle di ieri. E’ cambiato ben poco. Solo che la peste si è verificata nell’anno 1629, il coronavirus nell’anno 2019.

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fulmineDi solito quando tuona e il cielo è squarciato da lampi è il preludio di una tempesta. Il contadino si affaccia dall’uscio di casa a rimirar le rossastre nubi e scruta il cielo e ripone la zappa in un cantuccio e si accomoda in cucina accanto al focolare scoppiettante e prepara una bella pignatta di fagioli per la parca mensa. Questa volta, però, tanto rumore per nulla. La pioggia tanto attesa e desiderata non è arrivata. Era stata a lungo minacciata. Dopo i lampi ed i tuoni non c’è stata la tempesta annunciata. E’ ritornata la quiete, apparente. Renzi aveva proclamato chissà che cosa, aveva preannunciato sfracelli, e poi alla fine c’è stato soltanto un goffo tentativo di agganciare Salvini, Berlusconi e la Meloni sul terreno delle riforme e sulla proposta sul Sindaco d’Italia. Roba fritta e rifritta. Ci hanno provato in tanti, gente più esperta di Renzi e non ci sono riusciti. L’atteso discorso alla nazione a “Porta a Porta” di Bruno Vespa annunciato come una bomba, alla fine si è rivelato un piccolo petardo della fiera di San Bartolomeo Apostolo di San Pietro in Amantea. Il solito Renzi. Parla, parla, minaccia ma non affonda. Alla fine non fa cadere il Governo, dice che voterà la fiducia, rimanda alle calende greche la sfiducia al Ministro Bonafede. L’intera vicenda, caricata ad arte, ha lasciato tutti scontenti e la maggior parte degli ascoltatori che si aspettavano chissà che cosa ha cambiato canale. Io mi sono appisolato. L’apparizione di Renzi in televisione annunciata dai Media doveva essere una bomba. Ma quale bomba, un petardo. Come le altre volte si è rivelata una sorta di operazione di marketing di uno che crede di essere un leader politico e che ogni giorno il suo partitino che non ha preso nessun voto dagli italiani perché nato dalla scissione del Pd, perde consenso e allora Renzi ha paura di andare a votare perché ha capito che la sua Italia Viva, ma è quasi morta già sul nascere, anche se ogni tanto raccoglie lungo la via i voltagabbana, i quaquaraqua, gli ominicchi che abbandonano i loro partiti che li hanno eletti in Parlamento, non supererebbe la soglia di sbarramento del 5%.

Amici, l’Italia non decolla. E’ ferma da anni. Le fabbriche chiudono i battenti. Molti operai stanno perdendo il posto di lavoro. Ancora non si sa che fine farà l’acciaieria di Taranto, la Whirpool di Napoli. L’Alitalia non si sa se continuerà a volare malgrado i miliardi concessi dallo Stato. L’altra compagnia Sarda alla fine del mese licenzierà piloti e maestranze. I solai delle scuole e i ponti crollano. Siamo in piena crisi. E ora ci mancava pure il Coronavirus cinese, ma che è arrivato in Italia. Ora fa tanta paura. In tre comuni della Lombardia le scuole sono state chiuse e il Sindaco ha invitato la gente a non uscire di casa. Gli effetti sono arrivati anche nel calcio dilettantistico e professionistico. Rinviate 40 partite. L’emergenza Coronavirus ha condizionato anche il campionato di calcio di serie A. Non si giocheranno le partite in programma in Lombardia e Veneto. Le grandi e le medie opere sono ferme. Il Governo è fermo ma il Premier Conte ha promesso che la prossima settimana presenterà l’Agenda del 2023. Le intenzioni sono anche buone, ma con una maggioranza che litiga su tutto non c’è nessuna speranza che possa andare in porto. Come si possa andare avanti così è un mistero. E i giornali e le televisioni con i suoi talk show serali e notturni invece di occuparsi di cose serie sono costretti per riempire le pagine dei giornali e per avere uno share d’ascolto mediocre, a parlare di Renzi, quello che pensa Renzi, quello che fa Renzi, dove è andato a sciare Renzi, cosa mangia Renzi, con chi ha trascorso la serata romana Renzi, quali sono state le sue uscite e le sue bombe, che poi bombe non sono state. Le sparate di Renzi ormai non fanno più notizia e la sua apparizione ai talk show non alza l’asticella dello share. Se ne è accorto finanche Bruno Vespa il quale ha potuto constatare che Matteo Renzi non tira più. Evidentemente l’ex Premier non convince più i telespettatori con la sua parlantina toscana. Vogliono fatti non parole. I fiumi di parole li lasciamo volentieri ai Jalisse e al Festival di Sanremo. Ha perso consensi sia dal punto di vista politico che mediatico. Gli anni del 40% sono ormai lontani. Gli elettori, che poi alla fine non sono fessi, hanno finalmente capito che l’ex rottamatore fa tanto casino per nulla. Vuole, forse, qualche altro Ministero chiave e tante, ma tante poltrone per i suoi amici nella spartizione delle nomine nelle società pubbliche. Allora hanno fatto bene se molti telespettatori hanno cambiato canale ed io mi sono addormentato.

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giuseppe-conteRenzi e Salvini uniti per far cadere il Governo Conte bis. Le testate giornalistiche nazionali mettono la notizia in prima pagina da diversi giorni. Tra i due Matteo pare che ci sia un accordo segreto e che abbiano un piano comune: far cadere il Governo giallo rosso e uccidere politicamente il nemico comune Giuseppe Conte per dar vita ad un nuovo governo. Non può succedere. Non hanno i numeri in Parlamento per fare un nuovo governo. E questo lo sanno benissimo. Se non avranno i voti degli altri partiti sarà un bel sogno ,ma irrealizzabile. Ma per il bene del paese qualcosa potrebbe anche accadere: un governo di scopo che traghetti il paese verso elezioni politiche anticipate. Conte e Zingaretti non ci stanno e secondo il giornale “La Repubblica” per blindare la legislatura, per estromettere i renziani ed evitare che si torni alle urne, stanno cercando il sostegno di alcuni fantomatici Senatori di Italia Viva e Forza Italia, i cosiddetti “Responsabili”, che in realtà non ci sono. Fonti di Italia Viva e Renzi in particolare continuano a sostenere che non ci sarà nessuna fuga. Per quanto riguarda Forza Italia, se dovesse aiutare a tenere in vita Conte, sarebbe l’inizio della fine. Scomparirebbe definitivamente dalla scena politica italiana. Ma anche Forza Italia ha già declinato l’invito. Ora a Conte restano due opzioni: Dimettersi oppure scendere a patti con Renzi. Sceglierà la seconda opzione. Non lascerebbe mai di sua spontanea volontà Palazzo Chigi. Infatti ha già incominciato a chiedere aiuto e consigli al Presidente della Repubblica Mattarella per parlare di Matteo Renzi e della situazione critica, delle tensioni nella maggioranza di governo. L’Italia affonda, il Governo non sta facendo nulla e la scena politica italiana è monopolizzata da Renzi e delle tensioni tra Italia Viva e il resto della maggioranza giallo rossa. Matteo Renzi ha già il plotone di esecuzione pronto a sparare contro Conte. I fucili sono puntati con i colpi in canna che potrebbero mettere la parola fine all’attuale governo. Ma non spara. Sta bleffando, come al solito. Alza la voce, minaccia, i suoi Ministri non partecipano al Consiglio dei Ministri, per essere al centro dell’attenzione mediatica, cerca maggiore visibilità perché il suo partitino è al disotto del 4%. I continui attacchi a Conte e al Pd stanno occupando da diversi giorni le prime pagine dei giornali. Una strategia politica escogitata da Renzi che potrebbe portare maggiori consensi al suo partito, metterlo al centro del dibattito mediale, e forse questa è la vera ragione, per avere più posti nella spartizione delle nomine dei prossimi giorni nelle società pubbliche. E le sceneggiate continuano. Ieri sera, infatti, a “Porta a Porta” di Bruno Vespa ha chiesto l’elezione diretta del Premier, la cancellazione del reddito di cittadinanza. Ha annunciato: niente sfiducia a Conte, niente crisi di governo, sfiducia al Guardiasigilli rinviata alle calende greche. E poi le solite polemiche, gli avvertimenti, le minacce. Renzi non ha passato il Rubicone, non è andato fino in fondo. E ha rivelato la sua paura di votare.

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comune-amantea-01Ancora una volta il Comune di Amantea a noi molto caro è stato sciolto per mafia su proposta del Ministro dell’Interno. Sciolto per lunghi 18 mesi. Sono tanti. Sono lunghi da passare. Ciò vuol dire che per un anno e mezzo il Comune sarà amministrato da personale nominato dal Prefetto di Cosenza ignari dei bisogni e delle esigenze della gente. Bella prospettiva. La decisione, drastica e inaspettata, che ha lasciato basiti i cittadini onesti e operosi, è stata adottata a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali. Mamma mia che parole grosse sono state adottate, fanno venire la pelle d’oca. In Amantea ci sono delle organizzazioni criminali che comandano, che arrecano grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica. Ed io che ogni Domenica sono al mercato ortofrutticolo e che nei mesi di giugno, luglio ed agosto mi bagno nelle limpide acque del mare di Amantea,dovrò per forza di cose rinunciarvi. E dove andrò? Per paura dovrò necessariamente restare chiuso in casa. Ma quali sarebbero questi accertati condizionamenti e queste organizzazioni criminali? La decisione adottata cita l’Art. 143 del Testo Unico, dove c’è scritto:- I consigli comunali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori…..- Non voglio entrare nel merito e non dico che la decisione presa dal Ministro sia giusta o sbagliata. Non spetta a me dirlo. Non ho la competenza specifica per giudicare l’operato di un Ministro. Ma, essendo un cittadino qualunque, che ha sempre amato la bella, la nobile cittadina di Amantea, che ha dato i natali al mio babbo, che mi ha visto frequentare le scuole parificate, uniche scuole esistenti nel territorio negli anni quaranta, vorrei sapere quali sarebbero gli accertati condizionamenti mafiosi, e i concreti, univoci, rilevanti elementi su collegamenti con la criminalità organizzata. Nessuno ancora si è fatto vivo. Passeranno i giorni, i mesi e gli anni e poi si verrà a sapere che le Commissioni d’inchiesta hanno esagerato e che il Comune non doveva essere sciolto. Contrordine compagni, abbiamo sbagliato. Il grave danno è stato però compiuto e chi pagherà i danni subiti dai cittadini di Amantea? Nessuno, come al solito. Il caro ed indimenticabile amico Francesco Tonnara ne ha pagato le conseguenze. Si è finanche ammalato e poi è morto. Il Comune di Amantea sciolto con decreto del 4-8-2008 e poi annullato a seguito di ricorso e Tonnara reintegrato nella carica di Sindaco. Ha lottato con tutte le sue forze, ha cercato in tutti i modi di evitare lo scioglimento del Comune per mafia, alla fine c’è riuscito. Il Consiglio di Stato gli ha dato ragione. Voi, amici carissimi, ricordate certamente quello che disse quell’amico dopo aver rotto il fiasco di vino in seguito ad una caduta e ad un lampo che ha squarciato il cielo:- E mo all’ampami ‘nculo!-

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renziAncora una volta Matteo Renzi minaccia il Governo Conte bis, quel Governo che lui ha ardentemente voluto per non consegnarlo all’altro Matteo e per fermare l’avanzata delle destre. Lo minaccia questa volta annunciando una mozione di sfiducia contro il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per il caso “prescrizione”. Ma ha davvero intenzione di far cadere il Governo? Davvero fa sul serio oppure è un bluff? Sì, è un bluff. Lo fa perché ha fame di visibilità. Lo fa per apparire in prima pagina su tutti i giornali e come prima notizia sui telegiornali. Conte, il Premier, non ci crede ed è pronto a scaricarlo. E’ stufo dei suoi diktat. Se vuole può andarsene. E se va via si va allo scioglimento delle Camere e si va ad elezioni anticipate e per Renzi sarebbe l’inizio della fine. E Renzi non vuole le elezioni anticipate. Ha paura dell’urna. Se si votasse in primavera il suo partitino non supererebbe il quorum previsto dalla Legge e addio sogni di gloria: Leopolda, apparizioni in Tv, interviste, lago della bilancia del Governo Conte, posti di sottogoverno. E poi tutti i suoi seguaci che ora siedono in Parlamento e che sono determinanti per la sopravvivenza del Governo giallo-rosso dovrebbero ritornare nelle loro case e trovarsi una nuova occupazione. Questo non lo vogliono. Abbandonare le comode poltrone del Parlamento li spaventa e allora tireranno a campare, minacciando, provocando, bleffando e poi, turandosi il naso, votando la fiducia a questo Governo che secondo loro fa schifo ma che garantisce loro 17 mila euro al mese solo per scaldare gli scranni del Parlamento. Ma non c’è solo Renzi sulla battaglia della prescrizione che preoccupa Conte, ma pure i grillini lo preoccupano con la scesa in piazza di sabato contro i vitalizi. Manifestazione che indebolisce il Governo. Ma torniamo a Renzi. Oggi tutti i giornali parlano di lui e commentano le dichiarazioni fatte alla stampa e nella trasmissione di Rete 4 ieri sera. Renzi, che per sua scelta, non detiene alcun incarico ministeriale, forse questa volta vuole metterci la faccia. Potrebbe chiedere un rimpasto di Governo e chiedere per lui il Ministero degli Esteri. In questo modo raggiungerebbe due obiettivi: Depotenziare il Movimento 5 Stelle e di Maio e allungare la vita al Governo. E le sceneggiate continuano. E ieri sera ascoltando i commenti dei vari esponenti politici la crisi di Governo dovrebbe essere ad un passo. Forse è vero. Il vento di crisi governativa soffia impetuoso dentro i quartieri generali del Pd e del M5S che hanno finora blindato porte e finestre per non farlo entrare. Ma ieri sera una folata più violenta ha spalancato porte e finestre. Le tensioni, le minacce, le polemiche, le provocazioni hanno raggiunto livelli mai visti prima e il Premier Conte è stato costretto a telefonare al Presidente della Repubblica Mattarella dopo che i Ministri renziani hanno annunciato la diserzione del Consiglio dei Ministri. Cosa abbia consigliato Mattarella è un mistero. Intanto Franceschini, quello che è gravemente ammalato di poltronite, non molla. Riunisce il Ministri del Pd e tenta di salvare il Governo Conte bis e la sua comoda poltrona. Come? Cercando di sostituire i voti di Italia Viva con quelli dei “Respondabili”, pronti ad allungare la vita al Governo e alla legislatura. Ed è subito partita la caccia. E chi sarebbero costoro? I fuoriusciti dei vari partiti che ora sono iscritti al Gruppo Misto e i Deputati e Senatori dei vari partiti dell’opposizione (Forza Italia e UDC) i quali non vogliono le elezioni anticipate perché sono terrorizzati. L’ipotesi di scioglimento delle Camere e le elezioni anticipate( con scarsa possibilità di rielezione) li spaventa. Meglio un Conte tris che andare a casa. Ma Mara Carfagna smentisce:-Non siamo disponibili-. E Conte come reagisce? E’ apparso in TV dopo il Consiglio dei Ministri e come sempre, spocchioso ed arrogante, ha detto di non avere paura e non teme la fine del Governo. Ma se Renzi questa volta mantiene le promesse per lui è la fine politica. Il posto all’Università lo aspetta.

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Questura-Cosenza-1080x675Amici, mentre scrivo nei pressi di Piazza Europa è avvenuto un fatto di sangue. Adesso anche a Cosenza si spara e si gambizza. Siamo in pieno centro città e non in periferia o nelle zone degradate. Un giovane albanese di 28 che vive nella nostra città da diversi anni è stato ferito alle gambe a colpi di pistola da una persona che viaggiava a bordo di una macchina. Dopo aver sparato due colpi la macchina si è dileguata facendo perdere le sue tracce- Il giovane è stato subito soccorso ed è stato portato all’Ospedale Civile dell’Annunziata. E’ grave ma non è in pericolo di vita. La Squadra Mobile sta indagando per risalire all’autore del vile attentato che ha sconvolto la città e i suoi cittadini.

Il fatto di sangue è avvenuto in via Domenico Migliori, una traversina dove ci sono case popolari dietro piazza Europa. 

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treno-della-sila-rotazioneTuristi in carrozza! Si parte. Il capotreno con la paletta verde in mano dà l’OK e le ruote del trenino della Sila lentamente incominciano a muoversi mentre dal comignolo della locomotiva un fumo nero ed acre costringe gli intemerati affacciatesi dai finestrini a coprirsi la bocca. Noi siamo comodamente seduti nelle tre carrozze del Treno della Sila, altri abbassati i finestrini pronti a scattare foto del meraviglioso, bellissimo paesaggio silano attraversato dall’antico e caratteristico treno a vapore che sbuffa e fischia come una volta.

Siamo partiti da Moccone e si arriverà dopo circa mezz’ora di viaggio, lento e pacato, a Silvano Manzio. Ci saranno alcune fermate intermedie. L’Agenzia Mufasa Viaggi e Turismo di Amantea ci ha voluto regalare un viaggio di un giorno a bordo dell’antico trenino della Sila che attraverso l’altopiano silano e stando seduti sulle panche di legno delle tre carrozze trainate da una antichissima locomotiva dell’anno 1926 ( sono passati circa cento anni ed ancora è validissima) e allietati dalla musica di tre menestrelli, offre uno spettacolo fatto di paesaggi mozzafiato, di boschi e magnifici prati in parte soleggiati e in parte innevati. Le neve è poca, a dir la verità, perché quest’anno abbiamo avuto un inverno mite e la neve anche sui monti della Sila non è caduta abbondante come gli scorsi anni.

Un viaggio lento anche perché oggi non abbiamo fretta, mentre il trenino sbuffa, stride e fischia. E’ un viaggio turistico che partito da Moccone ( 950 metri sul livello del mare) sbuffando e fischiando arriva a Silvana Manzio, la più alta stazione ferroviaria a scartamento ridotto ad oltre 1400 metri d’altezza. Quello che ci aspetta è una esperienza e una emozione di un viaggio unico che non dimenticheremo. E’ come tornare indietro di 100 anni fatto di bei ricordi e di emozioni. Ecco perché anche io, che ho sempre camminato a piedi lungo i sentieri e le scorciatoie della Variante e di Cannavina per raggiungere Amantea, e che non ho mai viaggiato su questa tratta, ho voluto provare l’emozione di vivere un’avventura su un vero treno a vapore. Anche se per una sola ora, il trenino della Sila, che facendo ciuf, ciuf, avanza lentamente mi riporta indietro nel tempo quando da bambino a bordo di uno Accellerato me ne stavo con la testa fuori dal finestrino ad osservare i pali della luce che velocemente sfuggivano dal mio sguardo.

La locomotiva porta il Numero 353 e risale al lontano 1926. Vecchia locomotiva, quanto tempo è passato, quanti ricordi fai rivivere! Chissà quanti passeggeri hai trasportato. Ancora sei in servizio, ti hanno rimessa a nuovo malgrado gli anni. Sei pronta ad ingoiare tonnellate e tonnellate di carbone e a bere tanti metri cubi di acqua per compiere il breve viaggio andata e ritorno Moccone-Silvana Manzio, ma non ti lamenti. Ancora sviluppi una potenza di 800 cavalli e puoi raggiungere una velocità di oltre 40 chilometri all’ora. Ma i macchinisti non hanno fretta, non vogliono farti soffrire ed affaticarti. Ti fanno andare pian pianino, così i turisti potranno ammirare meglio il paesaggio silano. E potranno anche ammirare e fotografare gli altri ferrovieri che girano a mano, come si faceva una volta, la vecchia locomotiva nera su una vecchia piattaforma rotonda. Le tre carrozze sono state restaurate: fuori di colore verde. Le panche interne sono di legno come una volta. Il trenino si ferma a Sculca per fare rifornimento e il macchinista fa salire a bordo grandi e piccini nella locomotiva per far vedere il carbone ardente che brucia. A Silvana Manzio si scende, si mangia, si beve e si compra qualcosa, poi, dopo un’oretta si riparte. A Moccone, da dove in mattinata siamo partiti finisce il viaggio, il viaggio a bordo del treno a vapore delle Ferrovie della Calabria, un’esperienza unica che con il suo intatto fascino ha fatto fermare il tempo e ci ha riportato come in un flashback indietro negli anni felici della nostra fanciullezza.

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sardineIn Emilia Romagna, simbolo della sinistra italiana, il Partito Democratico ha vinto. Zingaretti, segretario del Pd, e Bonaccini, candidato e governatore uscente,speravano nel voto disgiunto e all’effetto sardine che avrebbero dovuto fare la differenza. Speravano nel miracolo. Le preghiere alla Vergine hanno sortito l’effetto sperato. Zingaretti esulta. Era sceso pure in Calabria per dare una mano al tonno Callipo. Nulla da fare. Non c’è stato nessun colpo di scena. Ancora una volta il tonno è stato avvelenato e malgrado il leader civico ce l’abbia messa tutta, girando in lungo e in largo la Calabria, con le pive nel sacco per la seconda volta dovrà ritornare nella sua azienda leccandosi le ferite. Non ha avuto fortuna alleandosi la volta scorsa con l’Italia dei Valori di Di Pietro, non ha avuto fortuna anche nel 2020 alleandosi col Pd. Fino a pochi giorni fa Nicola Zingaretti si era mostrato tranquillo e affermava di essere certo che in Emilia Romagna avrebbe vinto Bonaccini. E così è stato. Ecco perché è sceso in Calabria a chiudere la campagna elettorale trascurando l’Emilia Romagna. La discesa in Calabria non gli ha portato fortuna. In Calabria ha vinto la coalizione del centro destra. In Emilia Romagna, una regione simbolo della sinistra italiana e del Pd, governata fino ad ieri da un Governatore stimato e popolare ha vinto ancora una volta il centro sinistra, grazie alla mobilitazione generale, alla grande affluenza alle urne e all’aiuto ricevuto dalle Sardine. Bonaccini non poteva e non doveva perdere. Infatti non ha perso. Il flop del Pd non c’è stato. La notte scorsa, sin dalle prime schede scrutinate si è capito che non ci sarebbe stato un flop di Bonaccini e una tremenda, cocente e pesante sconfitta del Pd. E mo, e mo : Le dimissioni di Zingaretti non ci saranno. Il Pd deve però cambiare cavallo, anche se Zingaretti non è stato disarcionato e azzoppato Ma il Pd deve rinnovarsi. Non basta cambiare solo il nome come è avvenuto in passato. Se si vuole davvero avere un partito nuovo bisogna mandare a casa tutti i malati di poltronite che si annidano da anni nel partito e che da troppo tempo hanno scaldato gli scranni di Camera e Senato. Per quanto riguarda il Governo ci saranno senz’altro conseguenze ineluttabili. Cadrà, non cadrà? Conte rassegnerà le dimissioni? Il centro destra uscito vincitore in Calabria e in tutte le regioni in cui si è votato in questi ultimi anni, le chiederà a gran voce. Dimissioni ed elezioni, Presidente Mattarella permettendo. Ma a quanto pare non cambierà nulla, perché il Presidente Conte che nessuno ha votato non vuole a nessun costo tornare a fare il Professore nell’Università. Il posto che occupa a Palazzo Chigi è più popolare e prestigioso. Ma se Renzi e il suo partitino si faranno sentire perché cercheranno di uscire dalle secchi del 4%, allora potrebbero arrivare brutti giorni non solo per Conte, per il Pd e principalmente per il M5S ormai allo sfascio e allo sbando. Ha perso ovunque. E le sardine che fine faranno dopo tutte quelle belle manifestazioni di piazza? Ora cosa ne sarà di loro dopo aver esaurito la loro utilità nel sostituirsi al Pd nella campagna elettorale in Emilia Romagna? Zingaretti le ha ringraziate, “dalle quali è arrivata una scossa democratica”. Senza di loro e senza il voto disgiunto Bonaccini non avrebbe vinto le elezioni, questo è certo.

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alba3 optimizedAlba Parietti chi? La coscia lunga della televisione italiana l’ha sparata davvero grossa l’altra sera. Era ospite ( una comparsata certamente ben retribuita da Mediaset) della trasmissione di Rete 4 “Stasera Italia” condotta dalla brava Barbara Palombelli. Per lei, ma gli italiani sono 60 milioni, e solo per lei non tutti gli italiani avrebbero diritto al voto. Dovrebbero votare tutte le persone istruite, quelle che hanno avuto la fortuna di andare a scuola. Quelli, invece, che hanno scelto un lavoro sin da piccoli, i braccianti, i contadini, gli operai, tutti questi non dovrebbero più andare a votare. Perché? Non sono istruiti, quindi non sanno scegliere a chi dare il voto. Tutto questo l’ha detto un genio, un grande filosofo, un grande artista, un politico di fama mondiale, un grande leader politico. No, che dico. L’ha detto una show girl che molti anni fa ha condotto alla RAI una trasmissione sportiva mostrando le cosce e che ora per campare ha scritto finanche un libro. Vorrei vedere quante copie riuscirà a vendere. Si è dimostrata una persona ignorante. Si riempie la bocca quando parla della nostra Costituzione, la più bella del mondo, e poi ignora l’Art. 48:-Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge-.

L’uscita della show girl ha fatto sbottare la padrona di casa e sobbalzare dalla sedia gli altri ospiti Sallusti e De Bortoli. La dichiarazione della Parietti non è certo passata inosservata e sui Social è stata bersagliata da migliaia di proteste. Ignora, poverina, che con un semplice segno di croce sulla scheda elettorale anche da parte di milioni di italiani che nel lontano 1946 non sapevano leggere e scrivere, il nostro paese si è potuto liberare del regime monarchico fascista. Oggi, evidentemente, la sinistra ha paura della gente povera e del popolino perché non vota più come vorrebbe. Vorrebbe fare l’esame a tutti coloro che entrano nelle cabine elettorali. Sai leggere e scrivere? Sei andato a scuola? Ti sei diplomato o laureato? Voti il Pd? Se una delle quattro domande è negativa non hai diritto al voto. Dio come siamo caduti così in basso. Grillo alcuni mesi fa fece un’altra proposta assurda: Abolire il voto agli anziani. Si era reso conto che il suo Movimento 5 Stelle era votato solo dai giovani e per questo voleva punire gli anziani. Persone vecchie, persone rimbambite. Certamente non come lui, però. Tu non mi voti, allora non ti faccio votare. Ora, la Parietti, visti i risultai negativi della sinistra e del Pd in particolare, partito dove milita, vuole fare votare solo i radicalchic come lei. Così, tolto il diritto di voto a milioni di italiani e sulla scheda elettorale un solo simbolo, quello del Pd, pardon, quello di falce e martello, il suo partito che ama tanto vincerebbe di sicuro. Ma siamo, meno male, ancora in Italia e non nella Russia di Staliniana memoria.

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Jole-Santelli-1200x1200Il 26 gennaio in Calabria si è votato per il rinnovo del Consiglio Regionale e per il Presidente Regionale. Ha vinto, come ben sapete, il candidato del Centro destra Jole Santelli distaccando di molto il candidato del centro sinistra Pippo Callipo. Ecco alcune sentenze uscite dalle urne: Sconfitta del Pd, crollo del Movimento 5 Stelle, trombati alcuni personaggi famosi, bassa affluenza alle urne, tre donne entrano nel Consiglio Regionale, per la prima volta una donna viene eletta Presidente della Calabria, un candidato che viene eletto consigliere regionale con appena 1.072 voti, Marcello Anastasi a Reggio Calabria. Mi voglio soffermare soltanto sulla bassa affluenza alle urne che è stata del 44,32%. Ci dovrebbe far riflettere a lungo se fosse stato davvero così, più del 55% dei calabresi, aventi diritto al voto, non sono andati a votare. Falso. Questa è una fake news. Di questo me ne sono occupato alcuni anni fa dopo che il referendum del 18 aprile 1999 non aveva superato il quorum richiesto. Ma perché il quorum non era stato superato? Perché gli italiani non si erano recati alle urne? Era stato affossato perché la gente era stanca di andare a votare? Balle. Grossolane bugie. Tutto falso. Come è tutto falso affermare oggi che la gente di Calabria si è recata alle urne soltanto il 44,32% aventi diritto al voto. E’ tutta colpa del Ministro degli Interni e del Governo se non avessero autorizzato tutti i Comuni Italiani a iscrivere automaticamente, senza richiesta da parte degli interessati, tutti gli italiani residenti all’estero ed emigrati in terre lontane e che forse hanno già acquisito un’altra cittadinanza. Ora, per il Governo Italiano, tutti gli emigranti e finanche i loro congiunti sono considerati cittadini italiani e quindi elettori e per legge vengono iscritti nei registri elettorali con a margine una bella “E” maiuscola che significa residente all’estero, ma che il Presidente del Seggio Elettorale deve tenerne conto come elettore e quindi averne diritto al voto e deve vidimare, firmare e bollare tutte le schede. Esempio ( ma potrebbe valere per tutti i Comuni calabresi dove si è votato domenica scorsa) San Pietro in Amantea, dove io ho esercitato il mio diritto al voto. Residenti nel Comune circa 500. Iscritti nelle liste elettorali 1.209. Hanno quindi diritto al voto 709 persone che da anni non risiedono più in San Pietro in Amantea. Sono andati a votare 302 elettori, per la Prefettura di Cosenza soltanto il 24,98%. Ma il 24,98% si riferisce a 1.209 elettori e non ai 500 residenti effettivi. L’affluenza è stata, invece, del 60,4% degli aventi diritti al voto. E questo è un dato inconfutabile e quindi non è vero che i calabresi non sono andati a votare e hanno snobbato le elezioni. Se il Parlamento non approva subito una legge che cancella dai registri elettorali tutti i residenti all’estero saremmo costretti ancora una volta a scrivere corbellerie e fake news dicendo che i Calabresi non vanno più a votare. E i referendum non raggiungeranno mai il 50+1 dei voti, come non li hanno raggiunti i precedenti fatto eccezione per i referendum sul divorzio e sull’aborto.

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